<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961</id><updated>2011-10-01T20:43:28.800+02:00</updated><title type='text'>Gruppo Ministranti Capena</title><subtitle type='html'>Blog dei Ministranti di Capena</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>75</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-7097169939174513317</id><published>2011-03-23T20:48:00.000+01:00</published><updated>2011-03-23T20:55:10.300+01:00</updated><title type='text'>MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA QUARESIMA 2011</title><content type='html'>“Con Cristo siete sepolti nel Battesimo,&lt;br /&gt;con lui siete anche risorti” (cfr Col 2,12)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la Quaresima, che ci conduce alla celebrazione della Santa Pasqua, è per la Chiesa un tempo liturgico assai prezioso e importante, in vista del quale sono lieto di rivolgere una parola specifica perché sia vissuto con il dovuto impegno. Mentre guarda all’incontro definitivo con il suo Sposo nella Pasqua eterna, la Comunità ecclesiale, assidua nella preghiera e nella carità operosa, intensifica il suo cammino di purificazione nello spirito, per attingere con maggiore abbondanza al Mistero della redenzione la vita nuova in Cristo Signore (cfr Prefazio I di Quaresima).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Questa stessa vita ci è già stata trasmessa nel giorno del nostro Battesimo, quando, “divenuti partecipi della morte e risurrezione del Cristo”, è iniziata per noi “l’avventura gioiosa ed esaltante del discepolo” (Omelia nella Festa del Battesimo del Signore, 10 gennaio 2010). San Paolo, nelle sue Lettere, insiste ripetutamente sulla singolare comunione con il Figlio di Dio realizzata in questo lavacro. Il fatto che nella maggioranza dei casi il Battesimo si riceva da bambini mette in evidenza che si tratta di un dono di Dio: nessuno merita la vita eterna con le proprie forze. La misericordia di Dio, che cancella il peccato e permette di vivere nella propria esistenza “gli stessi sentimenti di Cristo Gesù” (Fil 2,5), viene comunicata all’uomo gratuitamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Apostolo delle genti, nella Lettera ai Filippesi, esprime il senso della trasformazione che si attua con la partecipazione alla morte e risurrezione di Cristo, indicandone la meta: che “io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la comunione alle sue sofferenze, facendomi conforme alla sua morte, nella speranza di giungere alla risurrezione dai morti” (Fil 3,10-11). Il Battesimo, quindi, non è un rito del passato, ma l’incontro con Cristo che informa tutta l’esistenza del battezzato, gli dona la vita divina e lo chiama ad una conversione sincera, avviata e sostenuta dalla Grazia, che lo porti a raggiungere la statura adulta del Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un nesso particolare lega il Battesimo alla Quaresima come momento favorevole per sperimentare la Grazia che salva. I Padri del Concilio Vaticano II hanno richiamato tutti i Pastori della Chiesa ad utilizzare “più abbondantemente gli elementi battesimali propri della liturgia quaresimale” (Cost. Sacrosanctum Concilium, 109). Da sempre, infatti, la Chiesa associa la Veglia Pasquale alla celebrazione del Battesimo: in questo Sacramento si realizza quel grande mistero per cui l’uomo muore al peccato, è fatto partecipe della vita nuova in Cristo Risorto e riceve lo stesso Spirito di Dio che ha risuscitato Gesù dai morti (cfr Rm 8,11). Questo dono gratuito deve essere sempre ravvivato in ciascuno di noi e la Quaresima ci offre un percorso analogo al catecumenato, che per i cristiani della Chiesa antica, come pure per i catecumeni d’oggi, è una scuola insostituibile di fede e di vita cristiana: davvero essi vivono il Battesimo come un atto decisivo per tutta la loro esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Per intraprendere seriamente il cammino verso la Pasqua e prepararci a celebrare la Risurrezione del Signore - la festa più gioiosa e solenne di tutto l’Anno liturgico - che cosa può esserci di più adatto che lasciarci condurre dalla Parola di Dio? Per questo la Chiesa, nei testi evangelici delle domeniche di Quaresima, ci guida ad un incontro particolarmente intenso con il Signore, facendoci ripercorrere le tappe del cammino dell’iniziazione cristiana: per i catecumeni, nella prospettiva di ricevere il Sacramento della rinascita, per chi è battezzato, in vista di nuovi e decisivi passi nella sequela di Cristo e nel dono più pieno a Lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima domenica dell’itinerario quaresimale evidenzia la nostra condizione dell’uomo su questa terra. Il combattimento vittorioso contro le tentazioni, che dà inizio alla missione di Gesù, è un invito a prendere consapevolezza della propria fragilità per accogliere la Grazia che libera dal peccato e infonde nuova forza in Cristo, via, verità e vita (cfr Ordo Initiationis Christianae Adultorum, n. 25). E’ un deciso richiamo a ricordare come la fede cristiana implichi, sull’esempio di Gesù e in unione con Lui, una lotta “contro i dominatori di questo mondo tenebroso” (Ef 6,12), nel quale il diavolo è all’opera e non si stanca, neppure oggi, di tentare l’uomo che vuole avvicinarsi al Signore: Cristo ne esce vittorioso, per aprire anche il nostro cuore alla speranza e guidarci a vincere le seduzioni del male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Vangelo della Trasfigurazione del Signore pone davanti ai nostri occhi la gloria di Cristo, che anticipa la risurrezione e che annuncia la divinizzazione dell’uomo. La comunità cristiana prende coscienza di essere condotta, come gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, “in disparte, su un alto monte” (Mt 17,1), per accogliere nuovamente in Cristo, quali figli nel Figlio, il dono della Grazia di Dio: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo” (v. 5). E’ l’invito a prendere le distanze dal rumore del quotidiano per immergersi nella presenza di Dio: Egli vuole trasmetterci, ogni giorno, una Parola che penetra nelle profondità del nostro spirito, dove discerne il bene e il male (cfr Eb 4,12) e rafforza la volontà di seguire il Signore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda di Gesù alla Samaritana: “Dammi da bere” (Gv 4,7), che viene proposta nella liturgia della terza domenica, esprime la passione di Dio per ogni uomo e vuole suscitare nel nostro cuore il desiderio del dono dell’ “acqua che zampilla per la vita eterna” (v. 14): è il dono dello Spirito Santo, che fa dei cristiani “veri adoratori” in grado di pregare il Padre “in spirito e verità” (v. 23). Solo quest’acqua può estinguere la nostra sete di bene, di verità e di bellezza! Solo quest’acqua, donataci dal Figlio, irriga i deserti dell’anima inquieta e insoddisfatta, “finché non riposa in Dio”, secondo le celebri parole di sant’Agostino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La “domenica del cieco nato” presenta Cristo come luce del mondo. Il Vangelo interpella ciascuno di noi: “Tu, credi nel Figlio dell’uomo?”. “Credo, Signore!” (Gv 9,35.38), afferma con gioia il cieco nato, facendosi voce di ogni credente. Il miracolo della guarigione è il segno che Cristo, insieme alla vista, vuole aprire il nostro sguardo interiore, perché la nostra fede diventi sempre più profonda e possiamo riconoscere in Lui l’unico nostro Salvatore. Egli illumina tutte le oscurità della vita e porta l’uomo a vivere da “figlio della luce”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando, nella quinta domenica, ci viene proclamata la risurrezione di Lazzaro, siamo messi di fronte al mistero ultimo della nostra esistenza: “Io sono la risurrezione e la vita… Credi questo?” (Gv 11,25-26). Per la comunità cristiana è il momento di riporre con sincerità, insieme a Marta, tutta la speranza in Gesù di Nazareth: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo” (v. 27). La comunione con Cristo in questa vita ci prepara a superare il confine della morte, per vivere senza fine in Lui. La fede nella risurrezione dei morti e la speranza della vita eterna aprono il nostro sguardo al senso ultimo della nostra esistenza: Dio ha creato l’uomo per la risurrezione e per la vita, e questa verità dona la dimensione autentica e definitiva alla storia degli uomini, alla loro esistenza personale e al loro vivere sociale, alla cultura, alla politica, all’economia. Privo della luce della fede l’universo intero finisce rinchiuso dentro un sepolcro senza futuro, senza speranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il percorso quaresimale trova il suo compimento nel Triduo Pasquale, particolarmente nella Grande Veglia nella Notte Santa: rinnovando le promesse battesimali, riaffermiamo che Cristo è il Signore della nostra vita, quella vita che Dio ci ha comunicato quando siamo rinati “dall’acqua e dallo Spirito Santo”, e riconfermiamo il nostro fermo impegno di corrispondere all’azione della Grazia per essere suoi discepoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Il nostro immergerci nella morte e risurrezione di Cristo attraverso il Sacramento del Battesimo, ci spinge ogni giorno a liberare il nostro cuore dal peso delle cose materiali, da un legame egoistico con la “terra”, che ci impoverisce e ci impedisce di essere disponibili e aperti a Dio e al prossimo. In Cristo, Dio si è rivelato come Amore (cfr 1Gv 4,7-10). La Croce di Cristo, la “parola della Croce” manifesta la potenza salvifica di Dio (cfr 1Cor 1,18), che si dona per rialzare l’uomo e portargli la salvezza: amore nella sua forma più radicale (cfr Enc. Deus caritas est, 12). Attraverso le pratiche tradizionali del digiuno, dell’elemosina e della preghiera, espressioni dell’impegno di conversione, la Quaresima educa a vivere in modo sempre più radicale l’amore di Cristo. Il digiuno, che può avere diverse motivazioni, acquista per il cristiano un significato profondamente religioso: rendendo più povera la nostra mensa impariamo a superare l’egoismo per vivere nella logica del dono e dell’amore; sopportando la privazione di qualche cosa - e non solo di superfluo - impariamo a distogliere lo sguardo dal nostro “io”, per scoprire Qualcuno accanto a noi e riconoscere Dio nei volti di tanti nostri fratelli. Per il cristiano il digiuno non ha nulla di intimistico, ma apre maggiormente a Dio e alle necessità degli uomini, e fa sì che l’amore per Dio sia anche amore per il prossimo (cfr Mc 12,31).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel nostro cammino ci troviamo di fronte anche alla tentazione dell’avere, dell’avidità di denaro, che insidia il primato di Dio nella nostra vita. La bramosia del possesso provoca violenza, prevaricazione e morte; per questo la Chiesa, specialmente nel tempo quaresimale, richiama alla pratica dell’elemosina, alla capacità, cioè, di condivisione. L’idolatria dei beni, invece, non solo allontana dall’altro, ma spoglia l’uomo, lo rende infelice, lo inganna, lo illude senza realizzare ciò che promette, perché colloca le cose materiali al posto di Dio, unica fonte della vita. Come comprendere la bontà paterna di Dio se il cuore è pieno di sé e dei propri progetti, con i quali ci si illude di potersi assicurare il futuro? La tentazione è quella di pensare, come il ricco della parabola: “Anima mia, hai a disposizione molti beni per molti anni…”. Conosciamo il giudizio del Signore: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita…” (Lc 12,19-20). La pratica dell’elemosina è un richiamo al primato di Dio e all’attenzione verso l’altro, per riscoprire il nostro Padre buono e ricevere la sua misericordia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutto il periodo quaresimale, la Chiesa ci offre con particolare abbondanza la Parola di Dio. Meditandola ed interiorizzandola per viverla quotidianamente, impariamo una forma preziosa e insostituibile di preghiera, perché l’ascolto attento di Dio, che continua a parlare al nostro cuore, alimenta il cammino di fede che abbiamo iniziato nel giorno del Battesimo. La preghiera ci permette anche di acquisire una nuova concezione del tempo: senza la prospettiva dell’eternità e della trascendenza, infatti, esso scandisce semplicemente i nostri passi verso un orizzonte che non ha futuro. Nella preghiera troviamo, invece, tempo per Dio, per conoscere che “le sue parole non passeranno” (cfr Mc 13,31), per entrare in quell’intima comunione con Lui “che nessuno potrà toglierci” (cfr Gv 16,22) e che ci apre alla speranza che non delude, alla vita eterna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sintesi, l’itinerario quaresimale, nel quale siamo invitati a contemplare il Mistero della Croce, è “farsi conformi alla morte di Cristo” (Fil 3,10), per attuare una conversione profonda della nostra vita: lasciarci trasformare dall’azione dello Spirito Santo, come san Paolo sulla via di Damasco; orientare con decisione la nostra esistenza secondo la volontà di Dio; liberarci dal nostro egoismo, superando l’istinto di dominio sugli altri e aprendoci alla carità di Cristo. Il periodo quaresimale è momento favorevole per riconoscere la nostra debolezza, accogliere, con una sincera revisione di vita, la Grazia rinnovatrice del Sacramento della Penitenza e camminare con decisione verso Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle, mediante l’incontro personale col nostro Redentore e attraverso il digiuno, l’elemosina e la preghiera, il cammino di conversione verso la Pasqua ci conduce a riscoprire il nostro Battesimo. Rinnoviamo in questa Quaresima l’accoglienza della Grazia che Dio ci ha donato in quel momento, perché illumini e guidi tutte le nostre azioni. Quanto il Sacramento significa e realizza, siamo chiamati a viverlo ogni giorno in una sequela di Cristo sempre più generosa e autentica. In questo nostro itinerario, ci affidiamo alla Vergine Maria, che ha generato il Verbo di Dio nella fede e nella carne, per immergerci come Lei nella morte e risurrezione del suo Figlio Gesù ed avere la vita eterna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vaticano, 4 novembre 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BENEDICTUS PP. XVI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-7097169939174513317?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/7097169939174513317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=7097169939174513317' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/7097169939174513317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/7097169939174513317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2011/03/messaggio-del-santo-padre-benedetto-xvi.html' title='MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA QUARESIMA 2011'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-6958862959582394081</id><published>2011-01-24T21:13:00.000+01:00</published><updated>2011-01-24T21:16:54.704+01:00</updated><title type='text'>Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù 2011</title><content type='html'>Cari amici,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ripenso spesso alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney del 2008. Là abbiamo vissuto una grande festa della fede, durante la quale lo Spirito di Dio ha agito con forza, creando un’intensa comunione tra i partecipanti, venuti da ogni parte del mondo. Quel raduno, come i precedenti, ha portato frutti abbondanti nella vita di numerosi giovani e della Chiesa intera. Ora, il nostro sguardo si rivolge alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù, che avrà luogo a Madrid nell’agosto 2011. Già nel 1989, qualche mese prima della storica caduta del Muro di Berlino, il pellegrinaggio dei giovani fece tappa in Spagna, a Santiago de Compostela. Adesso, in un momento in cui l’Europa ha grande bisogno di ritrovare le sue radici cristiane, ci siamo dati appuntamento a Madrid, con il tema: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” (cfr Col 2,7). Vi invito pertanto a questo evento così importante per la Chiesa in Europa e per la Chiesa universale. E vorrei che tutti i giovani, sia coloro che condividono la nostra fede in Gesù Cristo, sia quanti esitano, sono dubbiosi o non credono in Lui, potessero vivere questa esperienza, che può essere decisiva per la vita: l’esperienza del Signore Gesù risorto e vivo e del suo amore per ciascuno di noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Alle sorgenti delle vostre più grandi aspirazioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni epoca, anche ai nostri giorni, numerosi giovani sentono il profondo desiderio che le relazioni tra le persone siano vissute nella verità e nella solidarietà. Molti manifestano l’aspirazione a costruire rapporti autentici di amicizia, a conoscere il vero amore, a fondare una famiglia unita, a raggiungere una stabilità personale e una reale sicurezza, che possano garantire un futuro sereno e felice. Certamente, ricordando la mia giovinezza, so che stabilità e sicurezza non sono le questioni che occupano di più la mente dei giovani. Sì, la domanda del posto di lavoro e con ciò quella di avere un terreno sicuro sotto i piedi è un problema grande e pressante, ma allo stesso tempo la gioventù rimane comunque l’età in cui si è alla ricerca della vita più grande. Se penso ai miei anni di allora: semplicemente non volevamo perderci nella normalità della vita borghese. Volevamo ciò che è grande, nuovo. Volevamo trovare la vita stessa nella sua vastità e bellezza. Certamente, ciò dipendeva anche dalla nostra situazione. Durante la dittatura nazionalsocialista e nella guerra noi siamo stati, per così dire, “rinchiusi” dal potere dominante. Quindi, volevamo uscire all’aperto per entrare nell’ampiezza delle possibilità dell’essere uomo. Ma credo che, in un certo senso, questo impulso di andare oltre all’abituale ci sia in ogni generazione. È parte dell’essere giovane desiderare qualcosa di più della quotidianità regolare di un impiego sicuro e sentire l’anelito per ciò che è realmente grande. Si tratta solo di un sogno vuoto che svanisce quando si diventa adulti? No, l’uomo è veramente creato per ciò che è grande, per l’infinito. Qualsiasi altra cosa è insufficiente. Sant’Agostino aveva ragione: il nostro cuore è inquieto sino a quando non riposa in Te. Il desiderio della vita più grande è un segno del fatto che ci ha creati Lui, che portiamo la sua “impronta”. Dio è vita, e per questo ogni creatura tende alla vita; in modo unico e speciale la persona umana, fatta ad immagine di Dio, aspira all’amore, alla gioia e alla pace. Allora comprendiamo che è un controsenso pretendere di eliminare Dio per far vivere l’uomo! Dio è la sorgente della vita; eliminarlo equivale a separarsi da questa fonte e, inevitabilmente, privarsi della pienezza e della gioia: “la creatura, infatti, senza il Creatore svanisce” (Con. Ecum. Vat. II, Cost. Gaudium et spes, 36). La cultura attuale, in alcune aree del mondo, soprattutto in Occidente, tende ad escludere Dio, o a considerare la fede come un fatto privato, senza alcuna rilevanza nella vita sociale. Mentre l’insieme dei valori che sono alla base della società proviene dal Vangelo – come il senso della dignità della persona, della solidarietà, del lavoro e della famiglia –, si constata una sorta di “eclissi di Dio”, una certa amnesia, se non un vero rifiuto del Cristianesimo e una negazione del tesoro della fede ricevuta, col rischio di perdere la propria identità profonda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo motivo, cari amici, vi invito a intensificare il vostro cammino di fede in Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo. Voi siete il futuro della società e della Chiesa! Come scriveva l’apostolo Paolo ai cristiani della città di Colossi, è vitale avere delle radici, delle basi solide! E questo è particolarmente vero oggi, quando molti non hanno punti di riferimento stabili per costruire la loro vita, diventando così profondamente insicuri. Il relativismo diffuso, secondo il quale tutto si equivale e non esiste alcuna verità, né alcun punto di riferimento assoluto, non genera la vera libertà, ma instabilità, smarrimento, conformismo alle mode del momento. Voi giovani avete il diritto di ricevere dalle generazioni che vi precedono punti fermi per fare le vostre scelte e costruire la vostra vita, come una giovane pianta ha bisogno di un solido sostegno finché crescono le radici, per diventare, poi, un albero robusto, capace di portare frutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Radicati e fondati in Cristo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per mettere in luce l’importanza della fede nella vita dei credenti, vorrei soffermarmi su ciascuno dei tre termini che san Paolo utilizza in questa sua espressione: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” (cfr Col 2,7). Vi possiamo scorgere tre immagini: “radicato” evoca l’albero e le radici che lo alimentano; “fondato” si riferisce alla costruzione di una casa; “saldo” rimanda alla crescita della forza fisica o morale. Si tratta di immagini molto eloquenti. Prima di commentarle, va notato semplicemente che nel testo originale i tre termini, dal punto di vista grammaticale, sono dei passivi: ciò significa che è Cristo stesso che prende l’iniziativa di radicare, fondare e rendere saldi i credenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima immagine è quella dell’albero, fermamente piantato al suolo tramite le radici, che lo rendono stabile e lo alimentano. Senza radici, sarebbe trascinato via dal vento, e morirebbe. Quali sono le nostre radici? Naturalmente i genitori, la famiglia e la cultura del nostro Paese, che sono una componente molto importante della nostra identità. La Bibbia ne svela un’altra. Il profeta Geremia scrive: “Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia. È come un albero piantato lungo un corso d’acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi, nell’anno della siccità non si dà pena, non smette di produrre frutti” (Ger 17,7-8). Stendere le radici, per il profeta, significa riporre la propria fiducia in Dio. Da Lui attingiamo la nostra vita; senza di Lui non potremmo vivere veramente. “Dio ci ha donato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio” (1 Gv 5,11). Gesù stesso si presenta come nostra vita (cfr Gv 14,6). Perciò la fede cristiana non è solo credere a delle verità, ma è anzitutto una relazione personale con Gesù Cristo, è l’incontro con il Figlio di Dio, che dà a tutta l’esistenza un dinamismo nuovo. Quando entriamo in rapporto personale con Lui, Cristo ci rivela la nostra identità, e, nella sua amicizia, la vita cresce e si realizza in pienezza. C’è un momento, da giovani, in cui ognuno di noi si domanda: che senso ha la mia vita, quale scopo, quale direzione dovrei darle? E’ una fase fondamentale, che può turbare l’animo, a volte anche a lungo. Si pensa al tipo di lavoro da intraprendere, a quali relazioni sociali stabilire, a quali affetti sviluppare… In questo contesto, ripenso alla mia giovinezza. In qualche modo ho avuto ben presto la consapevolezza che il Signore mi voleva sacerdote. Ma poi, dopo la Guerra, quando in seminario e all’università ero in cammino verso questa meta, ho dovuto riconquistare questa certezza. Ho dovuto chiedermi: è questa veramente la mia strada? È veramente questa la volontà del Signore per me? Sarò capace di rimanere fedele a Lui e di essere totalmente disponibile per Lui, al Suo servizio? Una tale decisione deve anche essere sofferta. Non può essere diversamente. Ma poi è sorta la certezza: è bene così! Sì, il Signore mi vuole, pertanto mi darà anche la forza. Nell’ascoltarLo, nell’andare insieme con Lui divento veramente me stesso. Non conta la realizzazione dei miei propri desideri, ma la Sua volontà. Così la vita diventa autentica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come le radici dell’albero lo tengono saldamente piantato nel terreno, così le fondamenta danno alla casa una stabilità duratura. Mediante la fede, noi siamo fondati in Cristo (cfr Col 2,7), come una casa è costruita sulle fondamenta. Nella storia sacra abbiamo numerosi esempi di santi che hanno edificato la loro vita sulla Parola di Dio. Il primo è Abramo. Il nostro padre nella fede obbedì a Dio che gli chiedeva di lasciare la casa paterna per incamminarsi verso un Paese sconosciuto. “Abramo credette a Dio e gli fu accreditato come giustizia, ed egli fu chiamato amico di Dio” (Gc 2,23). Essere fondati in Cristo significa rispondere concretamente alla chiamata di Dio, fidandosi di Lui e mettendo in pratica la sua Parola. Gesù stesso ammonisce i suoi discepoli: “Perché mi invocate: «Signore, Signore!» e non fate quello che dico?” (Lc 6,46). E, ricorrendo all’immagine della costruzione della casa, aggiunge: “Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica… è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene” (Lc 6,47-48).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, costruite la vostra casa sulla roccia, come l’uomo che “ha scavato molto profondo”. Cercate anche voi, tutti i giorni, di seguire la Parola di Cristo. Sentitelo come il vero Amico con cui condividere il cammino della vostra vita. Con Lui accanto sarete capaci di affrontare con coraggio e speranza le difficoltà, i problemi, anche le delusioni e le sconfitte. Vi vengono presentate continuamente proposte più facili, ma voi stessi vi accorgete che si rivelano ingannevoli, non vi danno serenità e gioia. Solo la Parola di Dio ci indica la via autentica, solo la fede che ci è stata trasmessa è la luce che illumina il cammino. Accogliete con gratitudine questo dono spirituale che avete ricevuto dalle vostre famiglie e impegnatevi a rispondere con responsabilità alla chiamata di Dio, diventando adulti nella fede. Non credete a coloro che vi dicono che non avete bisogno degli altri per costruire la vostra vita! Appoggiatevi, invece, alla fede dei vostri cari, alla fede della Chiesa, e ringraziate il Signore di averla ricevuta e di averla fatta vostra!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Saldi nella fede&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siate “radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” (cfr Col 2,7). La Lettera da cui è tratto questo invito, è stata scritta da san Paolo per rispondere a un bisogno preciso dei cristiani della città di Colossi. Quella comunità, infatti, era minacciata dall’influsso di certe tendenze culturali dell’epoca, che distoglievano i fedeli dal Vangelo. Il nostro contesto culturale, cari giovani, ha numerose analogie con quello dei Colossesi di allora. Infatti, c’è una forte corrente di pensiero laicista che vuole emarginare Dio dalla vita delle persone e della società, prospettando e tentando di creare un “paradiso” senza di Lui. Ma l’esperienza insegna che il mondo senza Dio diventa un “inferno”: prevalgono gli egoismi, le divisioni nelle famiglie, l’odio tra le persone e tra i popoli, la mancanza di amore, di gioia e di speranza. Al contrario, là dove le persone e i popoli accolgono la presenza di Dio, lo adorano nella verità e ascoltano la sua voce, si costruisce concretamente la civiltà dell’amore, in cui ciascuno viene rispettato nella sua dignità, cresce la comunione, con i frutti che essa porta. Vi sono però dei cristiani che si lasciano sedurre dal modo di pensare laicista, oppure sono attratti da correnti religiose che allontanano dalla fede in Gesù Cristo. Altri, senza aderire a questi richiami, hanno semplicemente lasciato raffreddare la loro fede, con inevitabili conseguenze negative sul piano morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai fratelli contagiati da idee estranee al Vangelo, l’apostolo Paolo ricorda la potenza di Cristo morto e risorto. Questo mistero è il fondamento della nostra vita, il centro della fede cristiana. Tutte le filosofie che lo ignorano, considerandolo “stoltezza” (1 Cor 1,23), mostrano i loro limiti davanti alle grandi domande che abitano il cuore dell’uomo. Per questo anch’io, come Successore dell’apostolo Pietro, desidero confermarvi nella fede (cfr Lc 22,32). Noi crediamo fermamente che Gesù Cristo si è offerto sulla Croce per donarci il suo amore; nella sua passione, ha portato le nostre sofferenze, ha preso su di sé i nostri peccati, ci ha ottenuto il perdono e ci ha riconciliati con Dio Padre, aprendoci la via della vita eterna. In questo modo siamo stati liberati da ciò che più intralcia la nostra vita: la schiavitù del peccato, e possiamo amare tutti, persino i nemici, e condividere questo amore con i fratelli più poveri e in difficoltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, spesso la Croce ci fa paura, perché sembra essere la negazione della vita. In realtà, è il contrario! Essa è il “sì” di Dio all’uomo, l’espressione massima del suo amore e la sorgente da cui sgorga la vita eterna. Infatti, dal cuore di Gesù aperto sulla croce è sgorgata questa vita divina, sempre disponibile per chi accetta di alzare gli occhi verso il Crocifisso. Dunque, non posso che invitarvi ad accogliere la Croce di Gesù, segno dell’amore di Dio, come fonte di vita nuova. Al di fuori di Cristo morto e risorto, non vi è salvezza! Lui solo può liberare il mondo dal male e far crescere il Regno di giustizia, di pace e di amore al quale tutti aspiriamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Credere in Gesù Cristo senza vederlo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Vangelo ci viene descritta l’esperienza di fede dell’apostolo Tommaso nell’accogliere il mistero della Croce e Risurrezione di Cristo. Tommaso fa parte dei Dodici apostoli; ha seguito Gesù; è testimone diretto delle sue guarigioni, dei miracoli; ha ascoltato le sue parole; ha vissuto lo smarrimento davanti alla sua morte. La sera di Pasqua il Signore appare ai discepoli, ma Tommaso non è presente, e quando gli viene riferito che Gesù è vivo e si è mostrato, dichiara: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo” (Gv 20,25).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi pure vorremmo poter vedere Gesù, poter parlare con Lui, sentire ancora più fortemente la sua presenza. Oggi per molti, l’accesso a Gesù si è fatto difficile. Circolano così tante immagini di Gesù che si spacciano per scientifiche e Gli tolgono la sua grandezza, la singolarità della Sua persona. Pertanto, durante lunghi anni di studio e meditazione, maturò in me il pensiero di trasmettere un po’ del mio personale incontro con Gesù in un libro: quasi per aiutare a vedere, udire, toccare il Signore, nel quale Dio ci è venuto incontro per farsi conoscere. Gesù stesso, infatti, apparendo nuovamente dopo otto giorni ai discepoli, dice a Tommaso: “Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!” (Gv 20,27). Anche a noi è possibile avere un contatto sensibile con Gesù, mettere, per così dire, la mano sui segni della sua Passione, i segni del suo amore: nei Sacramenti Egli si fa particolarmente vicino a noi, si dona a noi. Cari giovani, imparate a “vedere”, a “incontrare” Gesù nell’Eucaristia, dove è presente e vicino fino a farsi cibo per il nostro cammino; nel Sacramento della Penitenza, in cui il Signore manifesta la sua misericordia nell’offrirci sempre il suo perdono. Riconoscete e servite Gesù anche nei poveri, nei malati, nei fratelli che sono in difficoltà e hanno bisogno di aiuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aprite e coltivate un dialogo personale con Gesù Cristo, nella fede. Conoscetelo mediante la lettura dei Vangeli e del Catechismo della Chiesa Cattolica; entrate in colloquio con Lui nella preghiera, dategli la vostra fiducia: non la tradirà mai! “La fede è innanzitutto un’adesione personale dell’uomo a Dio; al tempo stesso ed inseparabilmente, è l’assenso libero a tutta la verità che Dio ha rivelato” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 150). Così potrete acquisire una fede matura, solida, che non sarà fondata unicamente su un sentimento religioso o su un vago ricordo del catechismo della vostra infanzia. Potrete conoscere Dio e vivere autenticamente di Lui, come l’apostolo Tommaso, quando manifesta con forza la sua fede in Gesù: “Mio Signore e mio Dio!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Sorretti dalla fede della Chiesa, per essere testimoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quel momento Gesù esclama: “Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!” (Gv 20,29). Egli pensa al cammino della Chiesa, fondata sulla fede dei testimoni oculari: gli Apostoli. Comprendiamo allora che la nostra fede personale in Cristo, nata dal dialogo con Lui, è legata alla fede della Chiesa: non siamo credenti isolati, ma, mediante il Battesimo, siamo membri di questa grande famiglia, ed è la fede professata dalla Chiesa che dona sicurezza alla nostra fede personale. Il Credo che proclamiamo nella Messa domenicale ci protegge proprio dal pericolo di credere in un Dio che non è quello che Gesù ci ha rivelato: “Ogni credente è come un anello nella grande catena dei credenti. Io non posso credere senza essere sorretto dalla fede degli altri, e, con la mia fede, contribuisco a sostenere la fede degli altri” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 166). Ringraziamo sempre il Signore per il dono della Chiesa; essa ci fa progredire con sicurezza nella fede, che ci dà la vera vita (cfr Gv 20,31).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella storia della Chiesa, i santi e i martiri hanno attinto dalla Croce gloriosa di Cristo la forza per essere fedeli a Dio fino al dono di se stessi; nella fede hanno trovato la forza per vincere le proprie debolezze e superare ogni avversità. Infatti, come dice l’apostolo Giovanni, “chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio?” (1 Gv 5,5). E la vittoria che nasce dalla fede è quella dell’amore. Quanti cristiani sono stati e sono una testimonianza vivente della forza della fede che si esprime nella carità: sono stati artigiani di pace, promotori di giustizia, animatori di un mondo più umano, un mondo secondo Dio; si sono impegnati nei vari ambiti della vita sociale, con  competenza e professionalità, contribuendo efficacemente al bene di tutti. La carità che scaturisce dalla fede li ha condotti ad una testimonianza molto concreta, negli atti e nelle parole: Cristo non è un bene solo per noi stessi, è il bene più prezioso che abbiamo da condividere con gli altri. Nell’era della globalizzazione, siate testimoni della speranza cristiana nel mondo intero: sono molti coloro che desiderano ricevere questa speranza! Davanti al sepolcro dell’amico Lazzaro, morto da quattro giorni, Gesù, prima di richiamarlo alla vita, disse a sua sorella Marta: “Se crederai, vedrai la gloria di Dio” (cfr Gv 11,40). Anche voi, se crederete, se saprete vivere e testimoniare la vostra fede ogni giorno, diventerete strumento per far ritrovare ad altri giovani come voi il senso e la gioia della vita, che nasce dall’incontro con Cristo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Verso la Giornata Mondiale di Madrid&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, vi rinnovo l’invito a venire alla Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid. Con gioia profonda, attendo ciascuno di voi personalmente: Cristo vuole rendervi saldi nella fede mediante la Chiesa. La scelta di credere in Cristo e di seguirlo non è facile; è ostacolata dalle nostre infedeltà personali e da tante voci che indicano vie più facili. Non lasciatevi scoraggiare, cercate piuttosto il sostegno della Comunità cristiana, il sostegno della Chiesa! Nel corso di quest’anno preparatevi intensamente all’appuntamento di Madrid con i vostri Vescovi, i vostri sacerdoti e i responsabili di pastorale giovanile nelle diocesi, nelle comunità parrocchiali, nelle associazioni e nei movimenti. La qualità del nostro incontro dipenderà soprattutto dalla preparazione spirituale, dalla preghiera, dall’ascolto comune della Parola di Dio e dal sostegno reciproco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari giovani, la Chiesa conta su di voi! Ha bisogno della vostra fede viva, della vostra carità creativa e del dinamismo della vostra speranza. La vostra presenza rinnova la Chiesa, la ringiovanisce e le dona nuovo slancio. Per questo le Giornate Mondiali della Gioventù sono una grazia non solo per voi, ma per tutto il Popolo di Dio. La Chiesa in Spagna si sta preparando attivamente per accogliervi e vivere insieme l’esperienza gioiosa della fede. Ringrazio le diocesi, le parrocchie, i santuari, le comunità religiose, le associazioni e i movimenti ecclesiali, che lavorano con generosità alla preparazione di questo evento. Il Signore non mancherà di benedirli. La Vergine Maria accompagni questo cammino di preparazione. Ella, all’annuncio dell’Angelo, accolse con fede la Parola di Dio; con fede acconsentì all’opera che Dio stava compiendo in lei. Pronunciando il suo “fiat”, il suo “sì”, ricevette il dono di una carità immensa, che la spinse a donare tutta se stessa a Dio. Interceda per ciascuno e ciascuna di voi, affinché nella prossima Giornata Mondiale possiate crescere nella fede e nell’amore. Vi assicuro il mio paterno ricordo nella preghiera e vi benedico di cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vaticano, 6 agosto 2010, Festa della Trasfigurazione del Signore.                    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BENEDICTUS PP. XVI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-6958862959582394081?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/6958862959582394081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=6958862959582394081' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/6958862959582394081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/6958862959582394081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2011/01/messaggio-del-santo-padre-benedetto-xvi.html' title='Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù 2011'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-3187171221920835880</id><published>2011-01-03T22:32:00.000+01:00</published><updated>2011-01-03T22:33:10.981+01:00</updated><title type='text'>Epifania del Signore</title><content type='html'>D'origine orientale di questa solennità è nel suo stesso nome: "epifania", cioè rivelazione, manifestazione; i latini usavano la denominazione "festivitas declarationis" o "apparitio", col prevalente significato di rivelazione della divinità di Cristo al mondo pagano attraverso l'adorazione dei magi, ai Giudei col battesimo nelle acque del Giordano e ai discepoli col miracolo alle nozze di Cana. L'episodio dei magi, al di là di ogni possibile ricostruzione storica, possiamo considerarlo, come hanno fatto i Padri della Chiesa, il simbolo e la manifestazione della chiamata alla salvezza dei popoli pagani: i magi furono l'esplicita dichiarazione che il vangelo era da predicare a tutte le genti.&lt;br /&gt;Per la Chiesa orientale ha grande rilievo il battesimo di Cristo, la "festa delle luci", come dice S. Gregorio Nazianzeno, anche come contrapposizione ad una festa pagana del "sol invictus". In realtà, sia in Oriente come in Occidente l'Epifania ha assunto il carattere di una solennità ideologica, trascendente singoli episodi storici: si celebra la manifestazione di Dio agli uomini nel suo Figlio, cioè la prima fase della redenzione. Cristo si manifesta ai pagani, ai Giudei, agli apostoli: tre momenti successivi della relazione tra Dio e l'uomo.&lt;br /&gt;Al pagano è attraverso il mondo visibile che Dio parla: lo splendore del sole, l'armonia degli astri, la luce delle stelle nel firmamento sconfinato (nel cielo i magi hanno scoperto il segno divino) sono portatori di una certa presenza di Dio.&lt;br /&gt;Partendo dalla natura, i pagani possono "compiere le opere della legge", poiché, come diceva S. Paolo agli abitanti di Listri, il "Dio vivente che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano... nelle generazioni passate ha lasciato che ogni popolo seguisse la sua strada; ma non ha cessato di dar prova di sé beneficando, concedendovi dal cielo piogge e stagioni ricche di frutti, fornendovi di cibo e riempiendo di letizia i vostri cuori" (At 14,15-17). Ora "in questi giorni, (Dio) ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo " (Eb 1,2). I molti mediatori della manifestazione della divinità trovano il loro termine nella persona di Gesù di Nazaret, nel quale risplende la gloria di Dio. Perciò noi possiamo oggi esprimere "l'umile, trepidante, ma piena e gaudiosa professione della nostra fede, della nostra speranza, del nostro amore" (Paolo VI).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martirologio Romano: Solennità dell’Epifania del Signore, nella quale si venera la triplice manifestazione del grande Dio e Signore nostro Gesù Cristo: a Betlemme, Gesù bambino fu adorato dai magi; nel Giordano, battezzato da Giovanni, fu unto dallo Spirito Santo e chiamato Figlio da Dio Padre; a Cana di Galilea, alla festa di nozze, mutando l’acqua in vino nuovo, manifestò la sua gloria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Re Magi, secondo la tradizione, vengono da Oriente a portare i loro doni al Bambino Gesù.``In questo affresco – opera del famoso pittore italiano Giotto – Nostra Signora mentre tiene al collo il suo Divin Figlio sta seduta su un specie di tronetto riccamente adornato e sormontato da un baldacchino, ed è vestita in un modo che è a sua volta molto ricco. Deve ricevere dei re, e Giotto la fa vestire con la dovuta pompa. Accanto a Nostra Signora appaiono angeli, san Giuseppe, santi e altre persone, e si ha l’impressione che l’autore voglia rappresentare una sorta di tempio. O forse Giotto ha pensato alle persone di epoche successive, che in futuro avrebbero contemplato la scena spiritualmente e in adorazione.&lt;br /&gt;L’elemento che più attira l’attenzione è questo: uno dei re sta adorando il Bambino Gesù e baciando i suoi piedi. Gli altri due monarchi se ne stanno tranquilli, come assorti in preghiera di fronte a Nostra Signora e al Bambino-Dio, mentre guardano il loro compagno di viaggio – e fratello nella regalità – adorare il Divino Infante. Hanno l’aria di persone felici di quello che sta loro accadendo, mentre aspettano che venga il loro turno. Ma attendono senza impazienza, con quella tranquillità e serenità medievali che per Giotto esprime la presenza di Dio, dello Spirito e della grazia divina nell’anima di questi personaggi.&lt;br /&gt;Ancora, dietro ai due re si nota in uomo che sta cercando di tenere buono o fermo uno di due cammelli, il quale rischia di creare qualche problema. Quest’uomo non è bello. Giotto vi ha raffigurato l’homo animalis: l’uomo nella sua dimensione meramente materiale, senza nulla di soprannaturale né di tranquillo o di sereno. È l’uomo bruto, agitato e concitato, rivelato dalla narice fremente, dagli occhi spiritati, dall’aria arrogante. Si ha l’impressione che non possa proprio fare più che il cammelliere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da www.santiebeati.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-3187171221920835880?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/3187171221920835880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=3187171221920835880' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/3187171221920835880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/3187171221920835880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2011/01/epifania-del-signore.html' title='Epifania del Signore'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-1760423367694750079</id><published>2010-11-02T21:18:00.002+01:00</published><updated>2010-11-02T21:23:32.556+01:00</updated><title type='text'>La festività dei defunti significato e origini storiche</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/2d/Graves-at-Green-Wood.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 279px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/2d/Graves-at-Green-Wood.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Riporto questo articolo che ritengo molto interessante (fonte:http://capodorlando.blogolandia.it)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Puntuale come ogni anno, siamo alle porte della festività dei defunti. &lt;br /&gt;La festa dei morti ha origini antiche, la Chiesa Cattolica la dedica alla commemorazione dei defunti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Civiltà antichissime la festeggiavano tra la fine di ottobre ed i primi di novembre.&lt;br /&gt;Sembra riferirsi al Diluvio Universale di cui parla la Genesi,con la costruzione dell’Arca di Noè e,secondo il racconto di Mosè cadde nel diciassettesimo giorno del secondo mese, cioè Novembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbe inizio così la festa dei morti in onore delle persone che Dio aveva distrutto sottolineando così la paura a commettere gli stessi errori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Chiesa Cattolica faticava ad abolire i culti pagani con le loro tradizioni celtiche e verso l’anno 835 papa Gregorio II spostò la festa di tutti i Santi dal 13 maggio al I° novembre,mentre nel 998 Odilo abate di Cluny aggiunse al calendario cristiano la festa dei defunti al 2 novembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quei giorni in memoria dei propri morti ci si travestiva da santi,angeli o diavoli e si accendevano falò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si narra che tra l’uno novembre ed il due, la notte fosse più lunga del giorno e che il principe delle tenebre chiamava a sè tutti gli spiriti per passare da un mondo all’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I festeggiamenti di quel periodo avvenivano con offerte di cibo,travestimenti e falò,così ecco le usanze pagane sino ai giorni nostri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si racconta anche che ebbe inizio così l’abitudine di lasciare ai bambini regali e dolcetti perchè la leggenda ricorda che i morti rubassero ai negozianti o ai pasticceri per lasciare doni ai propri cari. In questo modo si vuole sdramatizzare la paura che si ha col mondo dei morti,il mistero che c’è tra vivi e morti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai bambini si tramanda quest’usanza per non intimorirli e far comprendere che i propri morti vogliono loro ancora bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle nostre zone,il 2 mattina è una caccia al tesoro,ci si mette alla ricerca dei regali lasciati dai morti,nascosti nei punti più disparati della casa. Si crede anche che le anime debbano essere dissetate e sfamate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si lascia così una bottiglia di acqua fresca ed una scodella di legumi cotti come ceci o fave.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicuramente all’aspetto religioso ha preso il sopravvento l’aspetto pagano con il consumismo. Da un paio d’anni anche in Italia si festeggia la festa di Halloween che ha origine celtiche in quanto le sue tradizioni si hanno in Scozia,Inghilterra,Irlanda e Francia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notte di Halloween c’è l’usanza da parte dei bambini di bussare alle porte di case e dire “trick or treat” cioè dolcetto o scherzetto e si regalano biscotti,caramelle e dolciumi di ogni tipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo ogni regione ha le sue tradizioni e le sue usanze,in Sicilia è una festa di sapori,profumi e colori per i nostri bambini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non siamo abituati a dire commemorazione dei morti ma la festa dei morti,forse perchè non la sentiamo come un giorno triste,ma lieto,con i nostri cimiteri pieni di fiori e viavai di gente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Calabria per esempio nelle zone abitate da italo-albanesi si va al cimitero in processione e dopo preghiere e benedizioni si fanno banchetti direttamente sulle tombe,tutto questo per entrare in contatto con i propri morti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Piemonte si usa apparecchiare per la cena e lasciare un posto in più a tavola per il defunto che sarebbe venuto in visita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Giappone buddista la commemorazione dei defunti è ricordata il 15 luglio. Loro non credono a spiriti o fantasmi come noi,ma a divinità o entità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricorrenza da loro è chiamata Obon cioè la Festa dell’Anima. Tramandano da secoli l’usanza di preparare un cavallo fatto con un cetriolo ed una mucca fatta con una melanzana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo perchè per venire a trovare i vivi li avrebbero raggiunti con un cavallo veloce mentre,per tornare più lentamente con una lenta mucca di melanzana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel buddismo non c’è l’idea dell’inferno e sofferenza dopo la morte,ma è una via di mezzo tra divinità ed anima proteggendo così i loro discendenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i giapponesi la festa di obon vuol dire divertirsi con i morti che tornano tra i vivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche in Cina il culto dei defunti ha lo scopo di onorare gli antenati per le loro imprese,venerandoli e in loro onore vengono preparati ed addobbati altari sui quali si fanno offerte e sacrifici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Africa quasi tutte le religioni sono monoteiste,loro credono in un unico Dio creatore dell’universo e viene concepito come un essere superiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo le vicende umane e le loro usanze vengono rivolte con preghiere solo a spiriti inferiori ed in particolare agli antenati defunti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così spetta ai discendenti rafforzare il rapporto vitale con loro e riaffermare il benessere sulla vita ultraterrena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sanno anche che per migliorarsi socialmente bisogna rispettare i defunti dando importanza a riti propriziatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo serve a consolidare il legame tra vivi e morti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Loro manifestano il culto dei morti anche attraverso riti,amuleti,maschere o totem e restando in attesa di messaggi da parte degli antenati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sette evangeliche ed alcune chiese protestanti hanno vietato il culto agli antenati perchè ritengono paragonarlo all’adorazione a satana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando ai giorni nostri ed alle nostre tradizioni,la commemorazione dei defunti ci porta a partecipare il 2 novembre alle Sante Messe celebrate presso i cimiteri,da noi con la presenza del Vescovo Zambito e con autorità civili e militari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo con un pensiero: non bisogna aspettare il 2 novembre per ricordare i nostri morti,ma bisogna averli sempre nel cuore,ricordandoli con affetto,sentirli vicini e,se vogliamo appagarci ancora di più,andare a trovarli più spesso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-1760423367694750079?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/1760423367694750079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=1760423367694750079' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/1760423367694750079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/1760423367694750079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2010/11/la-festivita-dei-defunti-significato-e.html' title='La festività dei defunti significato e origini storiche'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-3137882857495546635</id><published>2010-10-05T21:22:00.002+02:00</published><updated>2010-10-05T21:29:04.998+02:00</updated><title type='text'>Riapertura dell'Oratorio Parrocchiale</title><content type='html'>Finalmente ha riaperto l'oratorio parrocchiale di Capena!&lt;br /&gt;C'è una novità: a differenza degli scorsi anni l'oratorio sarà aperto&lt;br /&gt; &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;4 giorni su 7&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Gli orari sono i seguenti:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Martedì, Giovedì e Sabato &lt;br /&gt;ore 16.30-19.00&lt;br /&gt;Domenica&lt;br /&gt;ore 15.00-19.00&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi aspettiamo numerosi in &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;via del mattatoio, Capena&lt;/span&gt;!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I ragazzi dell'Oratorio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-3137882857495546635?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/3137882857495546635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=3137882857495546635' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/3137882857495546635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/3137882857495546635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2010/10/riapertura-delloratorio-parrocchiale.html' title='Riapertura dell&apos;Oratorio Parrocchiale'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-5101459720143962774</id><published>2010-08-09T13:45:00.002+02:00</published><updated>2010-08-09T13:48:52.482+02:00</updated><title type='text'>Assunzione della Beata Vergine Maria</title><content type='html'>15 agosto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Immacolata Vergine, preservata immune da ogni colpa originale, finito il corso della sua vita, fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo e dal Signore esaltata quale regina dell'universo, perché fosse più pienamente conforme al Figlio suo, Signore dei dominanti e vincitore del peccato e della morte'. (Conc. Vat. II, 'Lumen gentium', 59). L'Assunta è primizia della Chiesa celeste e segno di consolazione e di sicura speranza per la chiesa pellegrina. La 'dormitio Virginis' e l'assunzione, in Oriente e in Occidente, sono fra le più antiche feste mariane. Questa antica testimonianza liturgica fu esplicitata e solennemente proclamata con la definizione dommatica di Pio XII nel 1950. (Mess. Rom.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martirologio Romano: Solennità dell’Assunzione della beata Vergine Maria, Madre di Dio e Signore nostro Gesù Cristo, che, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta anima e corpo nella gloria celeste. Questa verità di fede ricevuta dalla tradizione della Chiesa fu solennemente definita dal papa Pio XII.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maria compare per l'ultima volta negli scritti del Nuovo Testamento nel primo capitolo degli Atti: Ella è in mezzo agli apostoli, in orazione nel cenacolo, in attesa della discesa dello Spirito Santo. Alla concisione dei testi ispirati, fa riscontro l'abbondanza di notizie sulla Madonna negli scritti apocrifi, soprattutto il Protovangelo di Giacomo e la Narrazione di S. Giovanni il teologo sulla dormizione della santa Madre di Dio. Il termine "dormizione" è il più antico che si riferisca alla conclusione della vita terrena di Maria. Questa celebrazione venne decretata per l'Oriente nel VII secolo con un decreto dell'imperatore bizantino Maurizio. Nello stesso secolo la festa della Dormizione viene introdotta anche a Roma da un papa orientale, Sergio I. Ma trascorse un altro secolo prima che il termine "dormizione" cedesse il posto a quello più esplicito di "assunzione".&lt;br /&gt;La definizione dogmatica, pronunciata da Pio XII nel 1950, dichiarando che Maria non dovette attendere, al pari delle altre creature, la fine dei tempi per fruire anche della redenzione corporea, ha voluto mettere in rilievo il carattere unico della sua santificazione personale, poiché il peccato non ha mai offuscato, neppure per un solo istante, la limpidezza della sua anima. L'unione definitiva, spirituale e corporea, dell'uomo con il Cristo glorioso, è la fase finale ed eterna della redenzione. Così i beati, che già godono della visione beatifica, sono in certo senso in attesa del compimento della redenzione, che in Maria era già avvenuta con la singolare grazia della preservazione dal peccato.&lt;br /&gt;Alla luce di questa dottrina, che ha il suo fondamento nella Sacra Scrittura, nel cosiddetto "Protoevangelo", contenente il primo annunzio della salvezza messianica dato da Dio ai nostri progenitori dopo la colpa, Maria viene presentata come nuova Eva, strettamente unita al nuovo Adamo, Gesù. Gesù e Maria sono infatti associati nel dolore e nell'amore per riparare la colpa dei nostri progenitori. Maria è dunque non solo madre del Redentore, ma anche sua cooperatrice, a lui strettamente unita nella lotta e nella decisiva vittoria. Quest'intima unione richiede che anche Maria trionfi, al pari di Gesù, non soltanto sul peccato, ma anche sulla morte, i due nemici del genere umano. E come la redenzione di Cristo ha la sua conclusione con la risurrezione del corpo, anche la vittoria di Maria sul peccato, con la Immacolata Concezione, doveva essere completa con la vittoria sulla morte mediante la glorificazione del corpo, con l'assunzione, poiché la pienezza della salvezza cristiana è la partecipazione del corpo alla gloria celeste.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-5101459720143962774?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/5101459720143962774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=5101459720143962774' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5101459720143962774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5101459720143962774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2010/08/assunzione-della-beata-vergine-maria.html' title='Assunzione della Beata Vergine Maria'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-1091965092510110650</id><published>2010-06-19T21:05:00.002+02:00</published><updated>2010-06-19T21:11:43.318+02:00</updated><title type='text'>Infiorata 2010</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/TB0WN4NIQcI/AAAAAAAAAkA/RhyDd5cYlgg/s1600/infiorata2010+005.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 264px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/TB0WN4NIQcI/AAAAAAAAAkA/RhyDd5cYlgg/s400/infiorata2010+005.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5484564348888695234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/TB0V-ZdPhMI/AAAAAAAAAj4/2VR7yu_LQNQ/s1600/infiorata2010+004.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 268px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/TB0V-ZdPhMI/AAAAAAAAAj4/2VR7yu_LQNQ/s400/infiorata2010+004.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5484564082936743106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/TB0V9N9xHQI/AAAAAAAAAjw/nSm3gaKbGFc/s1600/infiorata2010+003.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 263px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/TB0V9N9xHQI/AAAAAAAAAjw/nSm3gaKbGFc/s400/infiorata2010+003.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5484564062672067842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/TB0V8yaU4-I/AAAAAAAAAjo/SFC7wWMV3Yw/s1600/infiorata2010+002.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 256px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/TB0V8yaU4-I/AAAAAAAAAjo/SFC7wWMV3Yw/s400/infiorata2010+002.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5484564055275660258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/TB0V8Y8Gf1I/AAAAAAAAAjg/f_19zq6tlXg/s1600/infiorata2010+001.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/TB0V8Y8Gf1I/AAAAAAAAAjg/f_19zq6tlXg/s400/infiorata2010+001.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5484564048438001490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/TB0V7a5HCZI/AAAAAAAAAjY/6MDkFCoLt30/s1600/infiorata2010.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/TB0V7a5HCZI/AAAAAAAAAjY/6MDkFCoLt30/s400/infiorata2010.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5484564031782455698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Grazie a tutti quelli che hanno partecipato!!!&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-1091965092510110650?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/1091965092510110650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=1091965092510110650' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/1091965092510110650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/1091965092510110650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2010/06/infiorata-2010.html' title='Infiorata 2010'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/TB0WN4NIQcI/AAAAAAAAAkA/RhyDd5cYlgg/s72-c/infiorata2010+005.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-4678903444622431754</id><published>2010-05-19T15:59:00.001+02:00</published><updated>2010-05-19T16:08:13.689+02:00</updated><title type='text'>La festa di Pentecoste</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.google.it/url?source=imgres&amp;ct=img&amp;q=http://gregoriomarinaro.files.wordpress.com/2008/03/pentecoste1.jpg&amp;ei=lfDzS_KlLsiO_AamobT2DQ&amp;sa=X&amp;oi=image_landing_page_redirect&amp;ct=legacy&amp;usg=AFQjCNH8E001EwgsXDgdtAw6QS6vP3-smw"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 573px; height: 407px;" src="http://www.google.it/url?source=imgres&amp;ct=img&amp;q=http://gregoriomarinaro.files.wordpress.com/2008/03/pentecoste1.jpg&amp;ei=lfDzS_KlLsiO_AamobT2DQ&amp;sa=X&amp;oi=image_landing_page_redirect&amp;ct=legacy&amp;usg=AFQjCNH8E001EwgsXDgdtAw6QS6vP3-smw" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;All'interno del gruppo dei discepoli di Gesù Cristo, seguendo quanto narrato in Atti 2,1-11 la Pentecoste ha perso il significato ebraico per designare invece la discesa dello Spirito Santo, che viene come la nuova legge donata da Dio ai suoi fedeli, e come la nascita della Chiesa  cominciando dalla comunità paleocristiana di Gerusalemme, o "comunità gerosolimitana" (At 2,42-48).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricorrenza di tale evento è diventata un appuntamento fisso del calendario liturgico, è detta anche Festa dello Spirito Santo e conclude le festività del Tempo pasquale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che Pentecoste sia nata nel periodo apostolico è dichiarato nel settimo frammento attribuito a Sant'Ireneo. In Tertulliano (De bapt. xix) la festa appare già ben definita. Il pellegrino gallico ci dà un resoconto dettagliato del modo solenne in cui veniva osservata a Gerusalemme (Peregrin. Silviæ, ed. Geyer, iv). Le Costituzioni Apostoliche (V, xx, 17) dicono che Pentecoste dura una settimana, ma in Occidente l'ottava si cominciò a celebrare in periodo più tardivo. In Berno di Reichenau (+ 1048) appare che era discusso ai suoi tempi se Pentecoste dovesse avere o no un'ottava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In passato i catecumeni che non potevano essere battezzati a Pasqua venivano battezzati durante la vigilia di Pentecoste, e per questo le cerimonie del sabato vigilia di Pentecoste erano simili a quelli del Sabato santo. La festa della Pentecoste - Domenica di Pentecoste, incluso il Lunedì di Pentecoste, quale giornata festiva a tutti gli effetti civili - è festeggiata con particolare rilevanza nell'Europa centrale: Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Francia, Olanda e Lussemburgo. In tutto l'Alto Adige, compreso il capoluogo Bolzano, anche il Lunedì di Pentecoste è ufficialmente giorno festivo. Nei paesi anglosassoni è chiamata domenica in bianco (Whitesunday) a causa delle vesti bianche indossate da coloro che venivano battezzati durante la vigilia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In passato durante l'intera settimana i tribunali non si riunivano e il lavoro servile era vietato. Il concilio di Costanza (1094) limitò tale proibizione ai primi tre giorni della settimana. Il riposo sabbatico del martedì fu abolito nel 1771, e in molte zone di missione anche quello del lunedì, fino ad essere abrogato per l'intera Chiesa da papa Pio X nel 1911. Prima della riforma liturgica il grado liturgico del lunedì e del martedì della settimana di Pentecoste era doppio di prima classe.&lt;br /&gt;La celebrazione liturgica  della Pentecoste sembra risalire al I secolo, benché non ci sia prova che venisse osservata, a differenza della Pasqua; il versetto di 1 Cor 16,8 probabilmente si riferisce alla festa ebraica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente la liturgia la celebra nel grado di solennità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Ufficio di Pentecoste aveva prima della riforma liturgica un solo Notturno durante l'intera settimana dell'ottava. A Terza viene cantato il Veni Creator invece del solito inno, perché è all'ora terza che discese lo Spirito Santo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Messa di Pentecoste ha una sequenza, il Veni Sancte Spiritus attribuita a Papa Innocenzo III o più probabilmente a Stefano di Langhton arcivescovo di Canterbury.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il colore dei paramenti è rosso, simbolo dell'amore dello Spirito Santo o delle lingue di fuoco.&lt;br /&gt;La Festa di Pentecoste è festa mobile, nel senso che la sua data dipende dalla data della Pasqua e dal relativo calcolo della Pasqua. Essendo la Pasqua celebrata in date diverse dalle varie confessioni cristiane, di conseguenza anche la Pentecoste è celebrata in date diverse dalle tradizioni occidentali ed orientali del Cristianesimo.&lt;br /&gt;Ancora nel XIX secolo esisteva in Italia l'uso di far piovere dall'alto sui fedeli, durante la messa di Pentecoste, dei petali di rose rosse, per evocare la discesa dello Spirito Santo. Per questo la festività prese il nome anche di "Pasqua rosata", che conserva tuttora in alcune zone del centro e del sud dell'Italia,[5], o di Pascha rosatum. In Alto Adige, inoltre, la domenica dopo il Corpus Domini si festeggia il "Sacro Cuore". Si svolgono processioni religiose con bande musicali e compagnie di "Schützen". Nella serata della domenica del Sacro Cuore sulle cime dei monti vengono accesi dei fuochi a forma di croci e cuori: i fuochi del Sacro Cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine italiano Pasqua rossa deriva dal colore rosso dei paramenti sacri usati a Pentecoste.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-4678903444622431754?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/4678903444622431754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=4678903444622431754' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/4678903444622431754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/4678903444622431754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2010/05/la-festa-di-pentecoste.html' title='La festa di Pentecoste'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-5441704399600686352</id><published>2010-03-31T21:37:00.003+02:00</published><updated>2010-03-31T21:41:36.724+02:00</updated><title type='text'>La Settimana Santa e il triduo pasquale</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.officeoftourism.us/img/europe/ita/lom-mi-cenacolo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 599px; height: 290px;" src="http://www.officeoftourism.us/img/europe/ita/lom-mi-cenacolo.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Settimana Santa non può ridursi a una mera commemorazione: è la meditazione del mistero di Gesù Cristo che continua nelle nostre anime. Scriveva il santo José Escrivà de Balaguer: “il cristiano è chiamato ad essere alter Christus, ipse Christus. Noi tutti, con il Battesimo, siamo stati costituiti sacerdoti della nostra stessa esistenza per offrire vittime spirituali, ben accette a Dio per mezzo di Gesù Cristo per compiere ciascuna delle nostre azioni in spirito di obbedienza alla volontà di Dio, perpetuando così la Missione dell'Uomo-Dio”. La Settimana Santa si caratterizza per il Triduo Pasquale, centro del Mistero di Cristo e della Chiesa. Il Centro dell'Anno liturgico. Vivremo in tre giorni il Mistero, della nostra salvezza: la Passione, la Morte/Sepoltura e della gloriosa Risurrezione del Signore. Dal punto di vista pastorale dispiace che, per non pochi battezzati, Pasqua  significhi semplicemente una festa dalla data ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... “alta o bassa…”. Per i più anziani ‘fare Pasqua’ significa fare la confessione e la comunione una volta all’anno secondo l’antico insegnamento del catechismo. &lt;br /&gt;Per la maggioranza Pasqua è sinonimo di vacanze ed eventuali viaggi... &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Non possiamo dimenticare mai che la Pasqua è il fondamento e il comune denominatore di tutte le celebrazioni. Si pensi che su 365 giorni, i cinquanta giorni che seguono la domenica della Risurrezione sono consacrati alla celebrazione della Pasqua come un’unica «grande domenica». &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Se poi consideriamo i 40 giorni di Quaresima, che è strutturata in funzione della Pasqua, si capisce l’importanza che la Chiesa dà a questo periodo che è essenzialmente passaggio verso una maggiore comunione con Cristo e con la sua Chiesa; verso una maggiore coerenza di vita con il Vangelo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Al centro della settimana santa e dei 50 giorni di Pasqua c’è un triduo le cui celebrazioni costituiscono la sintesi di tutto il mistero cristiano.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il Giovedì santo&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il giorno del Giovedì, nella storia, non è mai appartenuto al Triduo. &lt;br /&gt;La riforma liturgica del Concilio Vaticano II lo considera una introduzione. Il giovedì santo è l'ultimo giorno della Quaresima, e con la Messa In Coena Domini, da l’avvio in qualche modo al Triduo pasquale dei tre giorni «Passionis et Resurrectionis Domini». &lt;br /&gt;Diciamo che la memoria dell’ultima Cena è l’annuncio globale degli eventi pasquali e della loro finalità come appare chiaramente nel discorso di Gesù riportato da Giovanni.&lt;br /&gt;Ricorda l’amato papa Benedetto: “Oltre all’istituzione del Sacerdozio, in questo giorno santo si commemora l’offerta totale che Cristo ha fatto di Sé all’umanità nel sacramento dell’Eucaristia. In quella stessa notte in cui fu tradito, Egli ci ha lasciato, come ricorda la Sacra Scrittura, il "comandamento nuovo" - "mandatum novum" - dell'amore fraterno compiendo il gesto toccante della lavanda dei piedi, che richiama l’umile servizio degli schiavi. Questa singolare giornata, evocatrice di grandi misteri, si chiude con l’Adorazione eucaristica, nel ricordo dell’agonia del Signore nell’orto del Getsemani. Preso da grande angoscia, narra il Vangelo, Gesù chiese ai suoi di vegliare con Lui rimanendo in preghiera: "Restate qui e vegliate con me" (Mt 26,38), ma i discepoli si addormentarono. Ancora oggi il Signore dice a noi: "Restate e vegliate con me". [13.4.2006]. &lt;br /&gt;…. così possiamo meglio comprendere il mistero del Giovedì Santo, che ingloba il triplice sommo dono del Sacerdozio ministeriale, dell’Eucaristia e del Comandamento nuovo dell’amore (agape). [4.4.2007]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL TRIDUO PASQUALE&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il Venerdì santo &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Dall'antichità questo giorno è stato aliturgico, cioè privo della celebrazione eucaristica. Il nucleo della celebrazione, come apprendiamo dall'Apologia di Giustino, è la celebrazione della Parola di Dio e, in modo particolare, la Passione secondo Giovanni.&lt;br /&gt;Il Venerdì santo non celebra il funerale di Gesù! &lt;br /&gt;Il colore rosso delle vesti liturgiche è segno della regalità e della vittoria. La chiesa fino al XII secolo amava rappresentare Gesù in croce vivo, con gli occhi aperti, con la tunica bianca del risorto o rossa del re, e sovente anche con una corona regale sul capo. &lt;br /&gt;L’adorazione della croce è senza dubbio l’aspetto più popolare all’interno dell’austero rito odierno. &lt;br /&gt;Essa fa il suo entra ingresso solenne sul modello della processione d’ingresso del cero pasquale nella Veglia (cfr. MR p. 152, n. 17). E’ l’adorazione del  ‘glorioso albero della croce’ come canta l’inno liturgico che accompagna questo rito: «Pange lingua gloriosi proelium certaminis». &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E’ ancora Benedetto XVI che ci guida nella comprensione del primo giorno del Triduo pasquale. Egli dice: “Il Venerdì Santo, che commemora gli eventi che vanno dalla condanna a morte alla crocifissione di Cristo, è una giornata di penitenza, di digiuno e di preghiera, di partecipazione alla Passione del Signore. L’Assemblea cristiana ripercorre, con l’aiuto della Parola di Dio e dei gesti liturgici, la storia dell’umana infedeltà al disegno divino, che tuttavia proprio così si realizza, e riascolta il racconto commovente della Passione dolorosa del Signore. Rivolge poi al Padre celeste una lunga "preghiera dei fedeli", che abbraccia tutte le necessità della Chiesa e del mondo.&lt;br /&gt;La Comunità adora quindi la Croce e si accosta all’Eucaristia, consumando le sacre specie conservate dalla Messa in Cena Domini del giorno precedente. Commentando il Venerdì Santo, san Giovanni Crisostomo osserva: "Prima la croce significava disprezzo, ma oggi essa è cosa venerabile, prima era simbolo di condanna, oggi è speranza di salvezza. E’ diventata davvero sorgente d’infiniti beni; ci ha liberati dall’errore, ha diradato le nostre tenebre, ci ha riconciliati con Dio, da nemici di Dio ci ha fatti suoi familiari, da stranieri ci ha fatto suoi vicini: questa croce è la distruzione dell’inimicizia, la sorgente della pace, lo scrigno del nostro tesoro" (De cruce et latrone I,1,4). [4.4.207]&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sabato Santo&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E’ il giorno del grande silenzio – perché – come dice un'antica omelia, «il Re dorme. La terra tace perché il Dio fatto carne si è addormentato ed ha svegliato coloro che da secoli dormono». &lt;br /&gt;La chiesa romana non ha mai istituito alcuna celebrazione del Cristo nel sepolcro. &lt;br /&gt;E' la celebrazione silenziosa del tempo sospeso, del riposo, ma non del nulla-fare. &lt;br /&gt;Spiega papa Benedetto: “Il Sabato Santo è giorno in cui la liturgia tace, il giorno del grande silenzio, ed i cristiani sono invitati a custodire un interiore raccoglimento, spesso difficile da coltivare in questo nostro tempo, per meglio prepararsi alla Veglia pasquale. In molte comunità vengono organizzati ritiri spirituali e incontri di preghiera mariana, quasi per unirsi alla Madre del Redentore, che attende con trepidante fiducia la risurrezione del Figlio crocifisso”. [4.4.2007]&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La Domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Inizia con la Veglia della Notte santa, che S. Agostino definisce la Madre di tutte le veglie. Essa si colloca al cuore dell'Anno liturgico, al centro di ogni celebrazione. Essa rappresenta il  Totum pasquale sacramentum. &lt;br /&gt;Infatti in essa si celebrano non solo i fatti della risurrezione, ma anche quelli della passione di Cristo. &lt;br /&gt;Infatti la Veglia pasquale è il vertice di una sequenza celebrativa unitaria che si articola su tre giorni senza soluzione di continuità. Dalla messa in Cena Domini fino alla conclusione della Veglia pasquale non c’è l’abituale congedo dell’assemblea. &lt;br /&gt;La veglia non una celebrazione come tante altre; è la più importante celebrazione della comunità cristiana.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il solenne ingresso del cero nell’assemblea avvolta nel buio è il rito che caratterizza la Veglia. L'assemblea partecipa con la triplice acclamazione del «Cristo – luce del mondo».&lt;br /&gt;L’annuncio pasquale (Exultet) costituisce un momento di grande emozione.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La Liturgia della Parola è stata arricchita con le orazioni «a scelta», che rendono più facile la comprensione delle letture. &lt;br /&gt;Alla Liturgia della Parola segue la Liturgia Battesimale con la rinnovazione delle promesse battesimali e l'aspersione dell'assemblea con l'acqua benedetta. Se vi sono i candidati al battesimo qui ha il luogo la celebrazione del sacramento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La celebrazione prosegue con l'Eucaristia. Tutto il mondo cosmico è rinnovato dal Mistero Pasquale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Papa Benedetto ci aiuta a comprendere il significato della Veglia Pasquale nella Risurrezione del Signore con queste parole: “Nella Veglia pasquale il velo di mestizia, che avvolge la Chiesa per la morte e la sepoltura del Signore, verrà infranto dal grido della vittoria: Cristo è risorto ed ha sconfitto per sempre la morte! Potremo allora veramente comprendere il mistero della Croce, "come Dio crei prodigi anche nell’impossibile - scrive un autore antico - affinché si sappia che egli solo può fare ciò che vuole. Dalla sua morte la nostra vita, dalle sue piaghe la nostra guarigione, dalla sua caduta la nostra risurrezione, dalla sua discesa la nostra risalita" (Anonimo Quartodecimano). Animati da fede più salda, nel cuore della Veglia pasquale accoglieremo i neo-battezzati e rinnoveremo le promesse del nostro Battesimo. Sperimenteremo così che la Chiesa è sempre viva, si ringiovanisce sempre, è sempre bella e santa, perché poggia su Cristo che, risorto, non muore più”. [4.4.2006]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; E’ ancor a l’amato papa Benedetto che conclude la nostra riflessione: “Il Mistero pasquale, che il Triduo Santo ci farà rivivere, non è solo ricordo di una realtà passata, è realtà attuale: Cristo anche oggi vince con il suo amore il peccato e la morte. Il Male, in tutte le sue forme, non ha l'ultima parola. Il trionfo finale è di Cristo, della verità e dell’amore! Se con Lui siamo disposti a soffrire ed a morire, ci ricorderà san Paolo nella Veglia pasquale, la sua vita diventa la nostra vita (cfr Rm 6,9)”. [4.4.2006] &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mons. Tommaso Stenico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da www.pontifex.roma.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-5441704399600686352?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/5441704399600686352/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=5441704399600686352' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5441704399600686352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5441704399600686352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2010/03/la-settimana-santa-e-il-triduo-pasquale.html' title='La Settimana Santa e il triduo pasquale'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-7305280852117765793</id><published>2010-03-03T19:18:00.003+01:00</published><updated>2010-03-03T19:27:32.953+01:00</updated><title type='text'>San Paolo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/20400/20400AF.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 193px; height: 328px;" src="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/20400/20400AF.JPG" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Paolo, cooptato nel collegio apostolico dal Cristo stesso sulla via di  Damasco, strumento eletto per portare il suo nome davanti ai popoli, è  il più grande missionario di tutti tempi, l'avvocato dei pagani,  l'apostolo delle genti, colui che insieme a Pietro far risuonare il  messaggio evangelico nel mondo mediterraneo. Gli apostoli Pietro e Paolo  sigillarono con il martirio a Roma, verso l'anno 67, la loro  testimonianza al Maestro.&lt;i&gt; (Mess. Rom.)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;                   &lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Patronato: Vescovi,  Missionari, Rover e Scolte&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Etimologia: Paolo  = piccolo di statura, dal latino&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Emblema: Spada&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Martirologio Romano: Solennità dei santi Pietro e Paolo Apostoli. Simone,  figlio di Giona e fratello di Andrea, primo tra i discepoli professò che  Gesù era il Cristo, Figlio del Dio vivente, dal quale fu chiamato  Pietro. Paolo, Apostolo delle genti, predicò ai Giudei e ai Greci Cristo  crocifisso. Entrambi nella fede e nell’amore di Gesù Cristo  annunciarono il Vangelo nella città di Roma e morirono martiri sotto  l’imperatore Nerone: il primo, come dice la tradizione, crocifisso a  testa in giù e sepolto in Vaticano presso la via Trionfale, il secondo  trafitto con la spada e sepolto sulla via Ostiense. In questo giorno  tutto il mondo con uguale onore e venerazione celebra il loro trionfo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;br /&gt;                 &lt;p&gt;San Paolo è senz’altro il più grande missionario di  tutti i tempi, non conobbe personalmente Cristo, ma per la Sua  folgorante chiamata sulla via di damasco, ne divenne un discepolo fra i  più grandi, perorò la causa dei pagani convertiti, fu l’apostolo delle  Genti; insieme a Pietro diffuse il messaggio evangelico nel mondo  mediterraneo di allora; con la sua parola e con i suoi scritti operò la  prima e fondamentale inculturazione del Vangelo nella storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Origini  e formazione&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nacque probabilmente verso il 5-10 d.C. a Tarso  nella Cilicia, oggi situata nella Turchia meridionale presso i confini  con la Siria, città che nel I secolo era un luogo cosmopolita, dove  vivevano greci, anatolici, ellenizzati, romani e una colonia giudaica, a  cui apparteneva il padre commerciante di tende, il quale con la sua  famiglia, come tutti gli abitanti, godeva della cittadinanza romana,  riconosciuta dal triumviro Marc’Antonio e poi dall’imperatore Augusto.&lt;br /&gt;Come  molti degli ebrei di quel tempo, portava due nomi, uno ebraico Saul,  che significava “implorato a Dio” e l’altro latino o greco che era  Paulus, probabilmente alludeva alla sua bassa statura; Paulus divenne  poi il suo unico nome, quando cominciò la sua predicazione in Occidente.&lt;br /&gt;Conosceva  la cultura ellenistica e a Tarso imparò il greco, ma la sua educazione  era fondamentalmente giudaica, il suo ragionamento e la sua esegesi  biblica, avevano l’impronta della scuola rabbinica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Persecutore  dei cristiani&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Da giovane fu inviato a Gerusalemme, dove fu  allievo di Gamaliele, il maestro più famoso e saggio del mondo ebraico  dell’epoca; e a Gerusalemme conobbe i cristiani come una setta  pericolosa dentro il giudaismo da estirpare con ogni mezzo; egli stesso  poi dirà di sé: “Circonciso l’ottavo giorno, della stirpe d’Israele,  della tribù di Beniamino, ebreo da ebrei, fariseo quanto alla legge,  quanto a zelo persecutore della Chiesa; irreprensibile quanto alla  giustizia che deriva dall’osservanza della legge” (Fil. 3, 5-6).&lt;br /&gt;Verso  il 20 terminati gli studi, Saulo tornò a Tarso, dove presumibilmente si  trovava durante la predicazione pubblica di Gesù; secondo gli “Atti  degli Apostoli”, egli tornò a Gerusalemme una decina d’anni dopo,  certamente dopo la Passione di Cristo, perché fu presente al martirio  del protomartire s. Stefano, diacono di Gerusalemme; pur non  partecipando direttamente alla lapidazione del giovane cristiano, era  tra coloro che approvarono la sua uccisione, anzi custodiva i loro  mantelli.&lt;br /&gt;Negli “Atti degli Apostoli”, Saul è descritto come accanito  persecutore dei cristiani, fiero sostenitore delle tradizioni dei  padri; il suo nome era pronunciato con terrore dai cristiani, li scovava  nei rifugi, li gettava in prigione, testimoniò contro di essi, il suo  cieco fanatismo religioso, costrinse molti di loro a fuggire da  Gerusalemme verso Damasco.&lt;br /&gt;Ma Saulo non li mollò, anzi a cavallo e  con un drappello di armigeri, con il consenso del Sinedrio, cavalcò  anch’egli verso Damasco, per scovarli e suscitare nella città siriana la  persecuzione contro di loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La conversione&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;E sulla  strada per Damasco, il Signore si rivelò a quell’accanito nemico;  all’improvviso, narrano gli ‘Atti’, una luce dal cielo l’avvolse e  cadendo dal cavallo, udì una voce che gli diceva: “Saul, Saul, perché mi  perseguiti?”. E lui: “Chi sei o Signore?”; e la voce: “Io sono Gesù che  tu perseguiti. Orsù alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che  devi fare” (Atti 9, 3-7).&lt;br /&gt;Gli uomini che l’accompagnavano, erano  ammutoliti perché l’avevano visto cadere, forse videro anche  l’improvviso chiarore, ma senza capire qualcosa; Saulo era rimasto senza  vista e brancolando fu accompagnato a Damasco, dove per tre giorni  rimase in attesa di qualcuno, digiuno e sconvolto da quanto gli era  capitato.&lt;br /&gt;In quei giorni conobbe la piccola comunità cristiana del  luogo, che avrebbe dovuto imprigionare; al terzo giorno si presentò il  loro capo Anania, convinto a farlo da una rivelazione parallela, che gli  disse: “Saulo, fratello, il Signore Gesù che ti è apparso sulla via per  la quale venivi, mi ha mandato da te, perché tu riacquisti la vista e  sia colmo di Spirito Santo”.&lt;br /&gt;Detto ciò Anania gl’impose le mani  guarendolo e poi lo battezzò; Saulo rimase qualche giorno a Damasco,  dove si presentò nella Sinagoga, testimoniando quanto gli era accaduto,  la comunità cristiana ne gioì, mentre quella ebraica rimase sconcertata,  pensando che avesse perso la testa.&lt;br /&gt;Fu la sua prima delusione,  Anania gli aveva detto: “Iddio dei nostri padri, ti ha predestinato a  conoscere la sua volontà, a vedere Cristo e ad ascoltare le parole della  sua bocca; perché tu gli sarai testimonio presso tutti gli uomini”.&lt;br /&gt;Da  quel momento, si può dire, nacque Paolo, l’apostolo delle Genti; egli  decise di ritirarsi nel deserto, per porre ordine nei suoi pensieri e  meditare più a fondo il dono ricevuto; qui trascorse tre anni in  assoluto raccoglimento.&lt;br /&gt;Forse proprio in questo periodo, avvenne  quanto lui stesso racconta nella seconda lettera ai Corinzi (12, 2-4)  “Conosco un uomo in Cristo, che quattordici anni fa – se con il corpo o  fuori del corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito fino al terzo cielo. E  so che quest’uomo fu rapito in Paradiso e sentì parole indicibili, che  non è lecito ad alcuno pronunziare”.&lt;br /&gt;In effetti Paolo non era vissuto  con Gesù come gli Apostoli e quindi non aveva ricevuto gradatamente  tutta la formazione necessaria al ministero.&lt;br /&gt;Ma a questo, il Maestro  suppliva con interventi straordinari come la folgorazione sulla via di  Damasco e facendogli contemplare la realtà divina portandolo in  Paradiso, senza questo avvenimento Paolo non avrebbe potuto fare e  insegnare come fece e insegnò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Incontro e rapporto con gli  Apostoli&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Confortato da questa luce, dopo il ritiro ritornò a  Damasco e si mise a predicare con entusiasmo, suscitando l’ira dei  pagani, che lo consideravano un rinnegato e tentarono di ucciderlo;  Paolo fu costretto a fuggire, calandosi di notte in una cesta dalle mura  della città aiutato da alcuni cristiani, era all’incirca l’anno 39.&lt;br /&gt;Rifugiatosi  a Gerusalemme, si fermò qui una quindicina di giorni incontrando Pietro  il capo degli Apostoli e Giacomo, ai quali espose la sua nuova vita.&lt;br /&gt;Gli  Apostoli lo capirono e stettero con lui ogni giorno per ore ed ore,  parlandogli di Gesù; ma la comunità cristiana di Gerusalemme era  diffidente nei suoi riguardi, memore della persecuzione accanita che  aveva operato; soltanto grazie alla garanzia di Barnaba, un ex levita di  grande autorità, i dubbi furono dissipati e fu accettato.&lt;br /&gt;Anche a  Gerusalemme, nei quindici giorni della sua permanenza, Paolo cercò di  fare qualche conversione, ma questa sua attività missionaria indispettì i  giudei e impensierì i cristiani, alla fine non trovandosi a suo agio,  si recò prima a Cesarea e poi tornò a Tarso in Cilicia, la sua città,  riprendendo il mestiere di tessitore.&lt;br /&gt;Dal 39 al 43 non vi sono  notizie sulla sua attività, finché Barnaba, inviato dagli apostoli ad  organizzare la nascente comunità cristiana di Antiochia, passò da lui  invitandolo a seguirlo; qui Paolo abbandonò per sempre il nome di Saulo,  perché si convinse che la sua missione non era tanto fra i giudei, ma  fra gli altri popoli che gli ebrei chiamavano ‘gentili’; ad Antiochia i  discepoli di Cristo, furono denominati per la prima volta come  “cristiani”.&lt;br /&gt;Alla fine dell’anno 43, Paolo e Barnaba tornarono a  Gerusalemme, per portare un aiuto economico a quella comunità e al  ritorno ad Antiochia, condussero con loro il giovane Giovanni Marco,  figlio della padrona di casa, la vedova Maria, che ospitava gli Apostoli  nelle loro tappe a Gerusalemme, egli era nipote dello stesso Barnaba e  il futuro evangelista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Primo viaggio apostolico&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Barnaba  e Paolo decisero di intraprendere nel 45, un viaggio missionario in  altre regioni, quindi con Marco partirono per Cipro, l’isola di cui era  originario Barnaba, non si conosce l’estensione della loro  evangelizzazione, qui Paolo ebbe un diverbio con il mago Elimas; da  Cipro i tre fecero il viaggio di ritorno ad Antiochia, toccando varie  cittadine dell’Asia Minore; a Perge nell’Anatolia avvenne la cosiddetta  ‘fuga di Marco’, spaventato dalle difficoltà del lungo viaggio, lasciò i  due compagni e se ne tornò a Gerusalemme.&lt;br /&gt;Paolo e Barnaba comunque  proseguirono e a Listra, Paolo guarì uno storpio; gli abitanti li  scambiarono per Giove e Mercurio e volevano offrire loro un sacrificio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La  controversia sull’osservanza della Legge mosaica&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Tornati ad  Antiochia, soddisfatti per i risultati conseguiti, i due apostoli  trovarono la comunità in agitazione, perché alcuni cristiani provenienti  da Gerusalemme, riferirono che era in discussione il concetto che il  battesimo cristiano, senza la circoncisione ebraica non sarebbe servito a  nulla; così Paolo e Barnaba per chiarire l’argomento si recarono a  Gerusalemme dagli Apostoli, provocando così quello che venne definito il  primo Concilio della Chiesa.&lt;br /&gt;Pietro ribadì che la salvezza, proviene  dalla Grazia del Signore Gesù, che non aveva fatto nessuna  discriminazione tra ebrei circoncisi e fedeli non ebrei; Paolo dal canto  suo illustrò i risultati meravigliosi ottenuti fra i ‘gentili’ e si  dichiarò a favore della non obbligatorietà dell’osservanza della legge  mosaica, al contrario di molti cristiani per lo più ex farisei, che non  volevano rinunciare alle loro pratiche, osservate sin dalla nascita,  come la circoncisione, l’astensione dalle carni impure, la non  promiscuità con i pagani o ex pagani, ecc.&lt;br /&gt;Alla fine fu l’apostolo  Giacomo a fare una proposta, accettata da tutti, non imporre ai  convertiti dal paganesimo la legge mosaica, la cui pratica rimaneva  facoltativa per gli ex ebrei.&lt;br /&gt;A Paolo, Barnaba, Sila e Giuda Taddeo,  fu dato l’incarico di comunicare ai fedeli delle varie comunità le  decisioni prese. Ma la polemica continuò fra i cristiani delle due  provenienze, fino a quando la Chiesa, ormai affermata nel mondo  greco-romano, divenne autonoma dall’influenza della sinagoga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Secondo  viaggio apostolico&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Si era nel 50 e Paolo decise di partire con  Barnaba per un nuovo viaggio in Asia Minore, Barnaba propose di portare  con loro il nipote Marco, ma Paolo si oppose decisamente, per non avere  problemi come già successo nel primo viaggio.&lt;br /&gt;Irrigiditi sulle  proprie posizioni, alla fine i due apostoli si divisero, Barnaba con  Marco andarono di nuovo ad evangelizzare Cipro e Paolo con Sila (O  Silvano) andarono nel nuovo itinerario.&lt;br /&gt;Il viaggio apostolico durato  fino al 53, toccò la Grecia, la Macedonia dove Paolo evangelizzò  Filippi; qui i due furono flagellati ed incarcerati, ma dopo un  terremoto avvenuto nella notte e la conversione del carceriere, la  mattina dopo furono liberati.&lt;br /&gt;Andarono poi a Tessalonica, a Berea ed  Atene, dove il dotto discorso di Paolo all’Areopago fu un insuccesso;  dopo una sosta di un anno e mezzo a Corinto, ritornarono ad Antiochia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Terzo  viaggio apostolico&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nel 53 o 54, iniziò il terzo grande viaggio  di Paolo, si diresse prima ad Efeso, fermandosi tre anni; la sua  predicazione portò ad una diminuzione del culto alla dea Artemide e il  commercio sacro ad esso collegato ebbe un tracollo, ciò provocò una  sommossa popolare, da cui Paolo ne uscì illeso; la comunità fu affidata  al discepolo Timoteo.&lt;br /&gt;Da Efeso fu di nuovo in Macedonia e per tre  mesi a Corinto; sfuggendo ad un programmato agguato sulla nave su cui si  doveva imbarcare, continuò il viaggio per terra accompagnato per un  tratto da Luca che ne fece un resoconto particolareggiato.&lt;br /&gt;Egli  visitò con commozione le comunità cristiane dell’Asia Minore che aveva  fondate, presentendo di non poterle più rivedere.&lt;br /&gt;L’ultima tappa fu  Cesarea dove il profeta Agabo gli predisse l’arresto e la prigione, da  lì arrivò a Gerusalemme verso la fine di maggio 58, qui portò le offerte  raccolte nel suo ultimo viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Gli avvenimenti giudiziari&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;A  Gerusalemme, oltre la gioia di una parte della comunità, trovò  un’atmosfera tesa nei suoi confronti, conseguente alla già citata  questione dell’ammissione incondizionata dei pagani convertiti al  cristianesimo.&lt;br /&gt;I sospetti sul suo conto, da parte degli Ebrei erano  molti, alla fine fu accusato di aver introdotto nel tempio profanandolo,  un cristiano non giudeo, tale Trogiuno; ciò provocò la reazione della  folla e solo l’intervento del tribuno Claudio Lisia lo salvò dal  linciaggio; convinto però che Paolo fosse un egiziano pregiudicato, lo  fece flagellare, nonostante le sue proteste perché ciò era illegittimo,  essendo cittadino romano.&lt;br /&gt;Condotto davanti al Sinedrio, Paolo  abilmente suscitò una contrapposizione tra Sadducei e Farisei, cosicché  Lisia lo riportò in carcere e il giorno dopo, volendosi liberare della  spinosa questione, mandò l’Apostolo sotto scorta a Cesarea, dal  procuratore Antonio Felice, il quale pur trattandolo con una prigionia  alquanto lieve, lo trattenne per ben due anni, sperando in un riscatto.&lt;br /&gt;Solo  il suo successore Porcio Festo, nel 60, provvide ad istruire un  processo contro di lui a Gerusalemme, ma Paolo si oppose e come “civis  romanus” si appellò all’imperatore.&lt;br /&gt;Appena fu possibile, fu  consegnato al centurione Giulio per essere trasferito a Roma,  accompagnato da Luca e Aristarco; il viaggio a quel tempo avventuroso,  fu interrotto a Malta a causa di un naufragio, dopo tre mesi di sosta,  proseguì a tappe successive a Siracusa, Reggio Calabria, Pozzuoli, Foro  Appio e Tre Taverne, arrivando nel 61 a Roma.&lt;br /&gt;Qui gli fu concesso di  alloggiare in una camera affittata, in una sorta di libertà vigilata ma  con contatti con i cristiani, in attesa di un processo che non si fece  mai, per il mancato arrivo degli accusatori dalla Palestina.&lt;br /&gt;Terminato  qui il racconto degli “Atti degli Apostoli”, le fasi finali della sua  vita, possono essere ricostruite da alcuni accenni delle sue Lettere;  probabilmente fu liberato, perché nel 64 Paolo non era a Roma durante la  persecuzione di Nerone; forse perché in Oriente e in Spagna per il suo  quarto viaggio apostolico.&lt;br /&gt;Si sa che lasciò i discepoli Tito a Creta e  Timoteo ad Efeso, a completare l’evangelizzazione da lui iniziata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il  martirio   &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nel 66, forse a Nicopoli, fu di nuovo arrestato e  condotto a Roma, dove fu lasciato solo dai discepoli, alcuni erano  lontani ad evangelizzare nuovi popoli, qualcun altro aveva lasciato la  fede di Cristo; i cristiani di Roma terrorizzati dalla persecuzione, lo  avevano abbandonato o quasi, solo Luca era con lui.&lt;br /&gt;Paolo presagiva  ormai la fine e lanciò un commovente appello a Timoteo: “Quanto a me, il  mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di  sciogliere le vele… Cerca di venire presto da me perché Dema mi ha  abbandonato…, Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. Solo Luca  è con me. Prendi Marco e portalo con te, perché mi sarà utile per il  ministero…”.&lt;br /&gt;Questa volta il tribunale romano lo condannò a morte  perché cristiano; fu decapitato tradizionalmente un 29 giugno di un anno  imprecisato, forse il 67, essendo cittadino romano gli fu risparmiata  la crocifissione; la sentenza ebbe luogo in una località detta “palude  Salvia”, presso Roma (poi detta Tre Fontane, nome derivato dai tre  zampilli sgorgati quando la testa mozzata rimbalzò tre volte a terra); i  cristiani raccolsero il suo corpo seppellendolo sulla via Ostiense,  dove poi è sorta la magnifica Basilica di San Paolo fuori le Mura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Culto&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Non  c’è certezza se i due apostoli Pietro e Paolo, siano morti  contemporaneamente o in anni diversi, è certo comunque che il 29 giugno  258, sotto l’imperatore Valeriano (253-260) le salme dei due apostoli  furono trasportate nelle Catacombe di San Sebastiano, per metterle al  riparo da profanatori; quasi un secolo dopo, papa s. Silvestro I  (314-335) fece riportare le reliquie di Paolo nel luogo della prima  sepoltura e in quell’occasione l’imperatore Costantino I, fece erigere  sulla tomba una chiesa, trasformata in Basilica nel 395, che sopravvisse  fino al 1823, quando un violento incendio la distrusse; nello stesso  luogo fu ricostruita l’attuale Basilica.&lt;br /&gt;La Chiesa Latina celebra la  festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, patroni di Roma il 29 giugno,  perché anche se essi furono i primi a portare la fede nella capitale  dell’impero, sono realmente i ‘fondatori’ della Roma cristiana.&lt;br /&gt;La  festa liturgica dei ss. Pietro e Polo venne inserita nel santoriale, ben  prima della festa del Natale e dopo la Vergine SS. Sono insieme a s.  Giovanni Battista, i santi ricordati più di una volta e con maggiore  solennità; infatti il 25 gennaio si ricorda la Conversione di s. Paolo,  il 22 febbraio la Cattedra di s. Pietro, il 18 novembre la Dedicazione  delle Basiliche dei Santi Pietro e Paolo, oltre la solennità del 29  giugno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La sua dottrina&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Le sue 14 ‘Lettere’ fanno parte  della ‘Vulgata’, versione latina della Bibbia e costituiscono i cardini  dottrinali della Chiesa; indirizzate a comunità di cristiani dell’epoca  (Filippesi, Colossesi, Galati, Corinzi, Romani, Ebrei, Tessalonicesi,  Efesini), oppure a singoli discepoli (Tito, Timoteo, Filemone), in esse  Paolo espose il suo pensiero annunziante il Vangelo, da lui definito  così: “Io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per  rivelazione di Gesù Cristo”.&lt;br /&gt;In esse si trattano argomenti  fondamentali quali la fede, il battesimo, la giustificazione per mezzo  della fede, il peccato, l’umanità, lo Spirito Santo, il problema  dell’incredulità e della conversione degli ebrei; la natura del  ministero apostolico, lo scandalo di un incesto, il problema del  matrimonio e della verginità, la celebrazione dell’Eucaristia, l’uso dei  carismi, l’amore cristiano, la risurrezione dei morti, le tribolazioni e  le speranze degli Apostoli.&lt;br /&gt;E ancora: il mistero dell’Incarnazione,  Cristo e la Chiesa, la salvezza universale, l’umiltà di Cristo, del suo  primato sull’universo, l’impegno dei fedeli per la loro personale  salvezza, la seconda venuta di Cristo e dell’Anticristo, il delineamento  della figura e l’opera di Cristo, sotto il punto di vista dell’Antico  Testamento, del sacrificio, del culto, del sacerdozio, del tempio;  infine insegnamenti pratici per reggere una comunità, la difesa della  causa di uno schiavo fuggito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;S. Paolo nell’arte e patronati&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Era  piccolo di statura, con naso adunco e occhi cisposi, impetuoso  nell’affrontare la nuova missione cui era destinato, ma anche non  rinunciatario dei suoi diritti, ligio alle regole e alle leggi; Paolo  nell’arte, è stato invece raffigurato variamente secondo l’estro  dell’artista, maturo o anziano, con barba e baffi e con capelli a corona  intorno ad un’ampia fronte calva, seguendo anche le indicazioni degli  apocrifi “Atti di Paolo e Tecla”, considerata sua discepola ad Iconio.&lt;br /&gt;È  patrono oltre di Roma, di Malta e dal 16 luglio 1914 della Grecia,  innumerevoli sono le basiliche e chiese a lui dedicate in tutto il  mondo; otto Comuni in Italia portano il suo nome; ricordiamo anche la  metropoli sudamericana di San Paolo del Brasile.&lt;br /&gt;È protettore dei  cordai e dei cestai; è invocato contro le tempeste di mare, i morsi dei  serpenti e contro la cecità.&lt;br /&gt;Suo attributo è la spada, strumento del  suo martirio.                                    &lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;da santiebeati.it&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-7305280852117765793?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/7305280852117765793/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=7305280852117765793' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/7305280852117765793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/7305280852117765793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2010/03/san-paolo.html' title='San Paolo'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-1402491993304698729</id><published>2010-02-17T19:02:00.004+01:00</published><updated>2010-02-17T19:17:44.866+01:00</updated><title type='text'>I Laogai in Cina</title><content type='html'>Riportiamo alcune informazioni tratte dal sito www.laogai.it, ponendoci semplicemente una domanda: "nonostante le tragedie dei lager nazisti, dei gulag sovietici e delle foibe, come può essere che accadano ancora cose simili? Che fine ha fatto la coscienza dell'uomo?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;COSA SONO I LAOGAI?&lt;/h3&gt;     &lt;!-- content --&gt;     &lt;h3&gt;I campi di concentramento del terzo millennio&lt;/h3&gt; &lt;p&gt;I &lt;a href="http://www.laogai.it/"&gt;Laogai&lt;/a&gt; sono i &lt;strong&gt;campi di concentramento in Cina&lt;/strong&gt; istituiti da Mao Zedong nel 1950 seguendo l’esempio  dell’URSS dove erano in piena funzione i &lt;strong&gt;Gulag&lt;/strong&gt;. Furono degli esperti sovietici ad aiutare Mao Zedong ad organizzare i Laogai in Cina.&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Mentre i LAGER nazisti furono chiusi nel 1945 ed i GU-LAG sovietici sono in disuso dagli anni ’90, i LAOGAI cinesi sono tuttora operanti, oggi, nel terzo millennio.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Nei Laogai, piu’ di mille oggi in Cina, milioni di persone, uomini, donne e bambini sono attualmente&lt;br /&gt;costretti al lavoro forzato in condizioni disumane a vantaggio economico del Governo Cinese e di&lt;br /&gt;numerose multinazionali che producono o investono in Cina. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;I LAOGAI sono tuttora strettamente  funzionali allo stato totalitario cinese per un doppio scopo:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;a&lt;/span&gt;.&lt;/strong&gt; perpetuare la macchina dell’intimidazione e del terrore, con il &lt;a href="http://www.laogai.it/?page_id=39"&gt;lavaggio del cervello &lt;/a&gt;per gli oppositori politici; &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;span style=""&gt;b.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style=""&gt; fornire un’inesauribile&lt;a href="http://www.laogai.it/?page_id=63"&gt; forza lavoro a costo zero&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;table border="0"&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr&gt; &lt;td&gt;&lt;img src="http://www.spiegel.de/img/0,1020,872527,00.jpg" alt="Immagine di un campo di lavoro forzato" title="COSA SONO I LAOGAI?" width="258" height="195" /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2009/07/laogai-prigione-cinese.gif"&gt;&lt;img class="alignnone size-medium wp-image-11730" title="laogai-prigione-cinese" src="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2009/07/laogai-prigione-cinese.gif" alt="immagine di un laogai cinese foto uomini" width="244" height="198" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td&gt;Immagine della prigione di Changchun, Cina.&lt;/td&gt; &lt;td&gt;Immagini di vita quotidiana in un Laogai&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; 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text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;Cosa si intende per lavaggio del cervello?&lt;/h3&gt;     &lt;!-- content --&gt;     &lt;h3&gt;Costringere le persone contro la propria volontà&lt;/h3&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;La peculiarità del sistema LAOGAI, rispetto ai precedenti modelli sovietici e nazisti, è il sistematico lavaggio del cervello del detenuto. Questo si attua mediante l’indottrinamento politico quotidiano sulle verità infallibili del comunismo e mediante l’autocritica. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;L’indottrinamento politico si effettua con “sessioni di studio” giornaliere, che hanno luogo dopo le lunghe e dure ore di lavoro forzato. L’autocritica ha, invece, luogo davanti ai sorveglianti ed agli altri detenuti ed è finalizzata a “riformare” la personalità di chi si auto-accusa. Innanzitutto si devono elencare e analizzare le proprie colpe. Successivamente ci si deve accusare pubblicamente di averle commesse, procedendo alla riforma della propria personalità, per diventare una “nuova persona socialista”. E’ necessario infine mostrare - con i fatti - la propria lealtà al Partito, spesso denun­ciando i propri amici e parenti, i quali a loro volta sono costretti ad accusare e condannare il detenuto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style=""&gt;Tutto ciò continua ancora oggi, nel terzo millennio. Lu Decheng, uno dei tre famosi giovani che lanciarono gusci d’uova pieni di vernice sul ritratto di Mao Zedong in Piazza Tian An Men il 23 maggio del 1989, detenuto nei LAOGAI per 9 anni, durante la sua intervista con l’agenzia di stampa Asianews, il 4 giugno 2007, illustra la sua esperienza nei LAOGAI. Ha detto Lu Decheng “Ho passato 9 anni in un laogai. Era in realtà una fabbrica che produceva autoveicoli. Eravamo costretti al lavoro forzato per 15-16 ore al giorno.. Dopo il lavoro dovevamo seguire le ‘sessioni di studio’, di indottrinamento forzato, che dovevano trasformarci in persone fiduciose nel socialismo”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style=""&gt;Harry Wu spiega : &lt;em&gt;quando si entra nel campo, la prima cosa è confessare il proprio crimine. Bisogna ripetutamente dire loro il proprio crimine. Non dimenticare mai nessun dettaglio. La confessione è di primaria importanza, perchè distrugge la dignità. Bisogna dire ’ sono un criminale, sono colpevole, voglio accettare la riforma del pensiero, voglio cambiare me stesso, voglio essere fedele al presidente Mao ’&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;Quali sono le condizioni di vita nei Laogai?&lt;/h3&gt;     &lt;!-- content --&gt;     &lt;h3&gt;Maltrattamenti di ogni tipo sui prigionieri&lt;/h3&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;Le condizioni di vita nei LAOGAI sono orribili. L’orario di lavoro arriva fino a 16 ore al giorno, secondo il tipo di attività praticata (industria, campi o miniere). Sicurezza ed igiene non esistono. Il giaciglio è sulla nuda pietra. Il cibo è inadeguato e sempre somministrato in proporzione al lavoro eseguito. La fame è la fedele compagna del detenuto. Fortunato chi lavora nei campi perché può trovare serpenti, rane e tane di ratti con chic­chi di soia o grano per sfamarsi. Sfortunato il detenuto che lavora nell’industria in città. I pestaggi e le&lt;a href="http://www.laogai.it/"&gt; torture&lt;/a&gt; sono all’ordine del giorno. Frequenti le scariche elettriche e la sospensione per le braccia. Manfred Nowak, inviato delle Nazioni Unite che ispezionò nel dicembre 2005 alcune pri­gioni in Cina, ha denunciato il continuo abuso della tortura e chiesto al Governo di Pechino di eliminare le esecuzioni capitali per crimini non violenti o per ragioni eco­nomiche. Nel suo rapporto del 10 marzo 2006 ha denunciato anche le con­fessioni estorte con la tortura. Le punizioni nei LAOGAI includono pure l’isolamento forzato per numerosi giorni, quasi sempre senza cibo, in cel­lette di circa due-tre metri cubi, in compagnia dei propri escrementi. Non è sorprendente che tale clima di abusi, fame, continui maltrattamenti e ves­sazioni induca i detenuti persino al suicidio.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;da laogai.it&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-1402491993304698729?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/1402491993304698729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=1402491993304698729' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/1402491993304698729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/1402491993304698729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2010/02/i-laogai-in-cina.html' title='I Laogai in Cina'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-3517916141585195102</id><published>2010-02-12T10:06:00.001+01:00</published><updated>2010-02-12T10:11:10.666+01:00</updated><title type='text'>San Valentino Martire</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/40850/40850.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 286px; height: 495px;" src="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/40850/40850.JPG" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La più antica notizia di S.Valentino è in un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo anniversario di morte. Ancora nel sec. VIII un altro documento ci narra alcuni particolari del martirio: la tortura, la decapitazione notturna, la sepoltura ad opera dei discepoli Proculo, Efebo e Apollonio, successivo martirio di questi e loro sepoltura. Altri testi del sec. VI, raccontano che S.Valentino, cittadino e vescovo di Terni dal 197, divenuto famoso per la santità della sua vita, per la carità ed umiltà, per lo zelante apostolato e per i miracoli che fece, venne invitato a Roma da un certo Cratone, oratore greco e latino, perché gli guarisse il figlio infermo da alcuni anni. Guarito il giovane, lo convertì al cristianesimo insieme alla famiglia ed ai greci studiosi di lettere latine Proculo, Efebo e Apollonio, insieme al figlio del Prefetto della città. Imprigionato sotto l’Imperatore Aureliano fu decollato a Roma. Era il 14 febbraio 273. Il suo corpo fu trasportato a Terni al LXIII miglio della Via Flaminia. Fu tra i primi vescovi di Terni, consacrato da S.Feliciano vescovo di Foligno nel 197. Preceduto da S.Pellegrino e S.Antimo, fratello dei SS.Cosma e Damiano.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;IL CULTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S.Valentino fu sepolto in un’area cimiteriale nei pressi dell’attuale Basilica. E’ sicuro che quel cimitero già esisteva in età pagana. Da questa zona provengono alcuni reperti le più antiche risalgono ai secc. IV-V. Si tratta di titoli sepolcrali. Il pezzo più interessante è il sarcofago a “teste allineate” del sec.IV ora conservato in Palazzo Carrara. E’il tradizionale sarcofago paleocristiano dove sono scolpite attorno alla figura del defunto orante, Scene della vita di Cristo. La prima basilica fu costruita nel sec.IV dato che la collocazione dell’edificio, fuori delle mura della città e in area cimiteriale e sopra la tomba del martire. Distrutta dai Goti, insieme alla città nel sec. VI, sarebbe stata ricostruita nel sec.VII. A conferma di questa ultima costruzione fu il rinvenimento di una moneta di Eraclio del 641. Al periodo della prima costruzione o a quella della ricostruzione del sec.VII, dovrebbe risalire la cripta con l’altare ad arcosolio, cioè sotto una nicchia coperta da un arco e sopra la tomba del martire. Intorno al sec.VII la basilica fu affidata ai Benedettini. Nel 742 vi avvenne l’incontro storico tra il papa Zaccaria partito da Roma verso Terni e il vecchio re longobardo Liutprando. La scelta della Basilica di S.Valentino fu fatta dal re perché all’interno di quella si veneravano le spoglie del glorioso martire alle quali egli attribuiva un valore taumaturgico. Da quell’incontro il re donava al pontefice alcune città italiane tra le quali Sutri.&lt;br /&gt;Qui il pontefice ordinò il nuovo vescovo di Terni alla cui morte (760) la città rimase priva del pastore fino al 1218. In questo periodo la basilica fu ggetto di scorrerie prima di Ungari poi Normanni e Saraceni poi degli abitanti di Narni che vantavano pretese su alcuni territori e sulla Basilica. Onorio III nel 1219 vi si recò e consegnò la Basilica al clero locale. Da questo anno in poi non sappiamo più nulla dello stato di conservazione della Basilica. Agli inizi del 1600 doveva apparire fatiscente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA RICOGNIZIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1605 il vescovo Giovanni Antonio Onorati, ottenuto il permesso da papa Paolo V, fece iniziare le ricerche del corpo del Santo. Erano partite da tempo anche a Roma le ricerche dei primi martiri della Chiesa e per autenticare la loro esistenza e per accrescerne la venerazione. Il corpo di S.Valentino fu presto rinvenuto in una cassa di piombo contenuta entro un’urna di marmo rozza esternamente ma all’interno intagliata con rilievi. La testa era separata dal busto a conferma della morte avvenuta per decapitazione. Fu portata subito in Cattedrale. Nessuno in città voleva che il corpo del loro martire riposasse nella chiesa madre. Neanche la Congregazione dei Riti era favorevole poiché le reliquie dovevano essere venerate là dove erano state sepolte. Così si decise di ricostruire una nuova Basilica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA NUOVA BASILICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I lavori per la costruzione della Basilica iniziarono nel 1606 e durarono alcuni anni ma già dal 1609 questa poté essere officiata dai PP.Carmelitani, chiamati a custodirla. Nel 1618 il corpo del santo vescovo e martire venne solennemente riportato nella sua Basilica. Nel 1625 l’Arciduca Leopoldo d’Austria, diretto a Roma, fece visita alla Basilica e si assunse la spese per la costruzione di un nuovo altare maggiore in marmo, completato nel 1632, impegnandosi a rendere alla Basilica una parte del cranio del Santo donata alcuni secoli prima ad un suo antenato. Dietro all’altare maggiore è il coro con la “confessione” di S.Valentino, un altare costruito sopra la tomba del martire. Al centro è una tela ovale che ricorda il martirio del santo, opera della fine del sec. XVII. L’episodio del Duca Leopoldo fornì l’occasione per un radicale rinnovamento dell’architettura del tempio, condotto a termine grazie anche all’opera di molti ternani. La Basilica si presenta secondo uno schema caro ai teorici della Controriforma: grande navata unica con attorno cappelle laterali, due grandi cappelle costituiscono il transetto, presbiterio e dietro l’altare del martire con la “confessione”. La facciata del sec.XVII è animata da paraste, un grande portale sormontato da un finestrone. Le statue in stucco raffigurano in alto i santi patroni della città Valentino e Anastasio (+649) e sono state aggiunte nel sec.XIX. L’interno è animato da grandi paraste con capitelli in stile ionico con ghirlande. Queste sorreggono un architrave sporgente dentellato. Due cappelle per lato erano proprietà di alcune famiglie importanti della città. Le più interessanti sono le cappelle del transetto. Quella di destra è dedicata a S.Michele arcangelo ed era la cappella privata della famiglia Sciamanna. Ai lati infatti sono i monumenti funebri di alcuni membri tra i quali un certo Brunoro, vescovo di Caserta morto nel 1647. Al centro è la bella pala con S.Michele che sconfigge il demonio dell’artista romano Giuseppe Cesari detto il “Cavalier d’Arpino”. Esponente di una pittura colta e raffinata, docile alle richieste della Chiesa, che tornava a privilegiare chiarezza dell’espressione e il decoro nella rappresentazione delle figure sacre. Questa immagine è una chiara ripresa del classicismo di Raffaello: equilibrio della posa e fermezza dell’atteggiamento. L’altra cappella è dedicata alla santa carmelitana Teresa d’Avila. La bella pala centrale raffigura la Madonna con il Bambino tra i SS.Giuseppe e Teresa dell’artista Lucas De La Haye, monaco carmelitano della seconda metà del sec. XVII. L’artista fu l’incarico principale della decorazione della basilica. Infatti oltre a questa lascia altri capolavori tra i quali la bella pala centrale con S.Valentino chiede la protezione della Vergine su Terni e ancora una Adorazione dei pastori e una Adorazione dei Magi. Sempre per la basilica realizza le tele con i Quattro evangelisti e una serie con i Martiri ternani (Catulo, Saturnino, Lucio e magno discepoli di Valentino) conservati nella navata. Il suo stile è pienamente barocco: figure ricoperte di sontuosi panneggi che si agitano al vento, intrisi di un colore caldo che fa pensare anche ad un’influenza sull’artista della pittura veneta forse filtrata dal Rubens romano. Al centro del coro è una grande tela raffigurante la Crocifissione dove traspaiono figure intrise di grande drammaticità. Un ultimo capolavoro si può ammirare in una delle cappelle della navata. Si tratta di una tela raffigurante la Madonna con il Bambino ed i SS. Lorenzo, Giovanni Battista e Bartolomeo del 1635, opera di Andrea Polinori, cittadino di Todi. L’ispirazione dell’artista è il Caravaggio ma è abile a regolarizzarlo e depurarlo di ogni aggressività.&lt;br /&gt;L’ambiente della cripta presenta l’antico altare ad arcosolio (inserito in una nicchia voltata a botte sopra la tomba del martire) nel quale furono rinvenute le reliquie di S.Valentino. Alcuni reperti dell’area valentiniana sono stati riuniti nell’ambiente accanto alla cripta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA LEGGENDA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La festa del vescovo e martire Valentino si riallaccia agli antichi festeggiamenti di Greci, Italici e Romani che si tenevano il 15 febbraio in onore del dio Pane, Fauno e Luperco. Questi festeggiamenti erano legati alla purificazione dei campi e ai riti di fecondità. Divenuti troppo orridi e licenziosi, furono proibiti da Augusto e poi soppressi da Gelasio nel 494. La Chiesa cristianizzò quel rito pagano della fecondità anticipandolo al giorno 14 di febbraio attribuendo al martire ternano la capacità di proteggere i fidanzati e gli innamorati indirizzati al matrimonio e ad un’unione allietata dai figli. Da questa vicenda sorsero alcune leggende. Le più interessanti sono quelle che dicono il santo martire amante delle rose, fiori profumati che regalava alle coppie di fidanzati per augurare loro un’unione felice. Oggi la festa di S.Valentino è celebrata ovunque come Santo dell’Amore. L’invito e la forza dell’amore che è racchiuso nel messaggio di S.Valentino deve essere considerato anche da altre angolazioni, oltre che dall’ormai esclusivo significato del rapporto tra uomo e donna. L’Amore è Dio stesso e caratterizza l’uomo, immagine di Dio. Nell’Amore risiede la solidarietà e la pace, l’unità della famiglia e dell’intera umanità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GLI EVENTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Terni è sorta la “Fondazione S.Valentino”, che cura il culto del Santo durante l’intero mese di febbraio:vi sono programmate grandi iniziative di fede e di cultura, di arte e di scienza, di spettacolo e di divertimento.Da quest'anno è nata inoltre l'Associazione "San Valentino Festival" promossa da Comune, Provincia, Camera di Commercio, Diocesi, Sviluppumbria e Consorzio Cometa per organizzare eventi valentiniani anche nel resto dell'anno. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#ff3300;"&gt; &lt;/span&gt;                    &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="middle"&gt; &lt;span style="color:#ff3300;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt; &lt;/td&gt;&lt;td width="5"&gt; &lt;table&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; &lt;/td&gt;&lt;td valign="top"&gt; &lt;span&gt; www.diocesi.terni.it &lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-3517916141585195102?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/3517916141585195102/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=3517916141585195102' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/3517916141585195102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/3517916141585195102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2010/02/san-valentino-martire.html' title='San Valentino Martire'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-3461557622866164184</id><published>2010-01-14T20:48:00.002+01:00</published><updated>2010-01-14T20:59:50.471+01:00</updated><title type='text'>Terremoto ad Haiti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://images.corriereobjects.it/gallery/Esteri/2010/01_Gennaio/haiti/1/img_1/HAI_05_672-458_resize.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 672px; height: 448px;" src="http://images.corriereobjects.it/gallery/Esteri/2010/01_Gennaio/haiti/1/img_1/HAI_05_672-458_resize.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni un terremoto ha raso al suolo Haaiti, uno degli stati più poveri del mondo. Riportiamo una pagina di approfondimento della ONLUS Agire, per chi ne ha la possibilità e la volontà può trovare informazioni per le donazioni su:&lt;span style="font-weight:bold;"&gt; &lt;a href="http://www.agire.it/it/emergenzahaiti/donarehaiti.html"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle 16.53 di martedì, (le 22.53 ora italiana) la capitale di Haiti – Port Au Prince – è stata colpita da un terremoto di magnitudo 7.3 della scala Richter. Dopo la prima scossa, durata oltre un minuto, sono state registrate oltre 32 scosse di assestamento più brevi e di minore intensità.&lt;br /&gt;L’epicentro è stato individuato a 16km dalla capitale e il terremoto ha colpito una zona dove vivono oltre 2.5 milioni di persone, per la maggioranza in condizioni di povertà assoluta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Haiti è il paese più povero dell’emisfero occidentale ed è già stata recentemente colpita da altri disastri naturali -  nel 2008 una serie di uragani causarono la morte di oltre 800 persone – oltre che da gravi condizioni di instabilità politica che hanno indotto nel 2004 le Nazioni Unite ad inviare una missione di peacekeeping.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante sia ancora impossibilequantificare le esatte proporzioni della catastrofe le informazioni provenienti dal campo non fanno che confermare la gravità del disastro. Le stime più ottimistiche parlano di oltre 100.000 morti, e in molti temono che si superi il record di 240.000 vittime fatto registrare in occasione dello Tsunami del 2004.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre le ore passano e svaniscono le speranze di trovare persone in vita sotto le macerie, si fanno sempre più pressanti le preoccupazioni legate ai rischi per la salute pubblica. Centinaia sono infatti i cadaveri che non hanno ancora trovato sepoltura, e che rischiano di diventare veicolo di epidemie nei prossimi giorni, questo in un contesto in cui praticamente non esistono più strutture sanitarie funzionanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I primi team di emergenza sono sul campo per portare gli aiuti e procedere ad una valutazione dei bisogni. Al momento la popolazione necessit di ripari, di kit sanitari e per purificare l’acqua, di ambulatori per la medicina d’urgenza, e di alimenti.&lt;br /&gt;La mobilitazione internazionale per assistere i tre milioni di Haitiani colpiti dalla catastrofe è stata massiccia, ma per affrontare le conseguenze del disastro saranno necessari investimenti straordinari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questa ragione, AGIRE  in collaborazione con il Ministero Affari Esteri, ha immediatamente lanciato l'appello di emergenza per una mobilitazione comparabile alla crisi che stiamo affrontando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie alla straordinaria generosità degli italiani sino è stato possibile raccogliere oltre un milione di euro che hanno consentito alle organizzazioni di AGIRE di avviare i primi interventi sul campo, tra questi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ActionAid, presente in loco sin dal 1996, ha avviato immediatamente attività di primo soccorso per la popolazione colpita.  Un team di personale altamente specializzato si sta preparando alla partenza per portare nell’isola beni di prima necessità quali rifugi di primo soccorso, coperte, kit per l’igiene personale e contenitori per l’acqua potabile. L’obiettivo di questa prima fase di intervento è di raggiungere il fabbisogno di circa 20.000 persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sede di Save the Children a Port-au-Prince ha mobilitato le sue squadre di emergenza che, muovendosi soprattutto in motocicletta, hanno potuto raggiungere le zone della città più colpite dal sisma. Save the Children sta distribuendo alle famiglie kit di primo soccorso che includono coperte, zanzariere, taniche per l’acqua oltre che spazzolini, dentifricio, asciugamani e sapone necessari per l’igiene personale. Una volta che saranno montate le tende, Save the Children realizzerà aree sicure a misura di bambino, dove i minori potranno giocare, affrontare il trauma subito a causa del terremoto e sentirsi nuovamente al sicuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il CESVI ha mobilitato la sua squadra di emergenza che si stà si sta muovendo dall’area sud occidentale del paese verso la capitale per completare una valutazione dei bisogni umanitari e coordinare i primi interventi di risposta. Questa la testimonianza di Elisa Rusciani - responsabile regionale CESVI ad Haiti: “Le strade non sono agibili e non so se c'e'posto da qualche parte. Non so niente di casa mia e dove andrò al mio rientro. Non  riesco a entrare in contatto  con i colleghi dello staff locale. Ma ho saputo che anche a Les Cayes e nell'area del nostro progetto ci sono stati danni enormi e c'è bisogno di aiuto subito. Sono stanca e sto cercando di andare a riposare ma continuano ad arrivare notizie di amici e parenti di amici che non ce l'hanno fatta. Sono senza parole. Avremo tanto lavoro. Ci vorranno anni.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terre des Hommes, grazie al suo staff composto da ben 50 persone, ha già iniziato a Port-au-Prince la distribuzione dei primi aiuti: kit alimentari, contenitori per l’acqua potabile e prodotti per l’igiene personale. In attesa per le prossime ore l’arrivo di una squadra specializzata per coordinare i successivi interventi a protezione dell’infanzia.&lt;br /&gt;VIS sta intervenendo ad Haiti attraverso gli operatori dei diversi centri Don Bosco presenti nell’isola. I primi soccorsi sono indirizzati a portare in salvo i circa 200 orfani sepolti sotto le macerie di una casa di accoglienza gestita dai salesiani nella capitale Port-au-Prince. L’intera famiglia salesiana si sta mobilitando per far arrivare nell’isola squadre di soccorso e aiuti di emergenza.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre alle organizzazioni sopra menzionate, che grazie alla loro presenza da anni nell’isola sono state in grado di portare immediati soccorsi, anche altre ONG membre di AGIRE hanno deciso di intervenire, coordinandosi all’interno del network per fornire assistenza umanitaria nel modo più efficace ed efficiente possibile. Tra queste ultime, INTERSOS, che ha deciso di partecipare attraverso la fornitura di beni di prima necessità intervenendo in collaborazione con partner locali, e GVC che arriverà nell’isola nei prossimi giorni con squadre di soccorso e beni di prima necessità.&lt;br /&gt;Le altre organizzazioni appartenenti al network di AGIRE al momento in via di mobilitazione sono:  il CISP e COOPI, che già nei prossimi giorni invieranno sul terreno i propri operatori per assicurare una risposta più estesa possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;http://www.agire.it/it/emergenzahaiti/approfon_haiti.html&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-3461557622866164184?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/3461557622866164184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=3461557622866164184' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/3461557622866164184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/3461557622866164184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2010/01/terremoto-ad-haiti.html' title='Terremoto ad Haiti'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-4399742224364489941</id><published>2009-12-14T17:10:00.006+01:00</published><updated>2009-12-29T21:54:52.466+01:00</updated><title type='text'>Cena dei ministranti con S.E. il Vescovo Romano Rossi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SzpshK2KbeI/AAAAAAAAAig/t1-Oz5KW1nk/s1600-h/DSCN0069.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SzpshK2KbeI/AAAAAAAAAig/t1-Oz5KW1nk/s400/DSCN0069.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5420764418596826594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SzpsgykS2sI/AAAAAAAAAiY/ti4UxH5PcJo/s1600-h/DSCN0068.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SzpsgykS2sI/AAAAAAAAAiY/ti4UxH5PcJo/s400/DSCN0068.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5420764412079430338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SyZqLZTKruI/AAAAAAAAAiQ/vElE7LeOfLo/s1600-h/DSCN0056.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SyZqLZTKruI/AAAAAAAAAiQ/vElE7LeOfLo/s400/DSCN0056.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415132345961983714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SyZqLHu9fpI/AAAAAAAAAiI/GUrF0-5k1s0/s1600-h/DSCN0065.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; 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Ci rammenta che molti secoli prima della nascita del bambino Gesù, uomini saggi chiamati profeti predissero la sua venuta.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un profeta di nome Michea predisse perfino che Gesù sarebbe Nato a Betlemme! La seconda candela, chiamata Candela di Betlemme , ci ricorda la piccola città in cui nacque il nostro Salvatore. Noi raffiguriamo Maria e Giuseppe mentre stancamente vagano da una locanda all'altra, senza riuscire a trovare un posto dove riposare, finchè alla fine sono condotti al riparo di una stalla. Poi, nella più sacra tra le notti, mentre risposavano nella stalla insieme ai miti animali, il figlio di Maria, il bambino Gesù, nacque! La terza candela è chiamata la Candela dei pastori, poiché furono i pastori ad adorare il bambino Gesù e a diffondere la lieta novella. La quarta candela è la Candela degli Angeli per onorare gli angeli e la meravigliosa novella che portarono agli uomini in quella notte mirabile. Sebbene non possiamo ne vederli né sentirli, sono ancora gli angeli che ci portano il messaggio di Dio con pensieri d'amore e di pace, di gioia e di buona volontà"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La sua funzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data la sua origine, la corona di Avvento ha una funzione specificamente religiosa: annunciare l'avvicinarsi del Natale soprattutto ai bambini, prepararsi ad esso, suscitare la preghiera comune, manifestare che Gesù è la vera luce che vince le tenebre e il male. Il consumismo moderno se ne è impadronito, ne ha predisposte di tutte le forme, ne ha fatto un motivo ornamentale natalizio che si trova non solo nelle case e nelle chiese, ma anche nei negozi, nelle piazze, durante i concerti. Si pensi alla grande corona di Avvento nella piazza centrale di Strasburgo. Comunque, data la sua struttura e il contesto in cui è inserita, essa non perde il suo valore simbolico e, come ogni simbolo, non finisce mai di dire, di interrogare, di sollecitare alla ricerca di senso. Proprio per questa sua valenza, essa si è radicata e diffusa in un tempo abbastanza breve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il simbolismo della Corona&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La corona di Avvento è un inno alla natura che riprende la vita, quando tutto, sembrerebbe finire, un inno alla luce che vince le tenebre, un inno a Cristo, vera luce, che viene a vincere le tenebre del male e della morte. La corona di Avvento ha una forma circolare. Il cerchio è, fin dall'antichità, un segno di eternità e unità; qui indica il sole e il suo ciclo annuale, il suo continuo riprodursi, senza mai esaurirsi; esprime bene il riproporsi del mistero di Cristo. Come l'anello, che è tutto un continuo, la corona è anche segno di fedeltà, la fedeltà di Dio alle promesse. Dato questo suo significato la corona di Avvento deve mantenere la sua forma circolare e non divenire una qualsiasi composizione floreale con quattro candele. La corona è inoltre segno di regalità e vittoria. Nell'antica Roma si intrecciavano corone di alloro da porsi sul capo dei vincitori dei giochi o di una guerra. Anche oggi al conseguimento della laurea viene consegnata una corona di alloro. La corona di Avvento annuncia che il Bambino che si attende è il re che vince le tenebre con la sua luce. I rami sempre verdi dell'abete o del pino che ornano la corona sono i segni della speranza e della vita che non finisce, eterna appunto. Per questo la vera corona non dovrebbe essere di terracotta, ceramica, pasta e sale… Questi rami richiamano anche l'entrata di Gesù in Gerusalemme, accolto con rami e salutato come re e messia. Ancora oggi la liturgia ambrosiana pone nell'Avvento, il racconto dell'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme. Per ornare la corona si usano nastri rossi o violetti: rosso o rosa, simbolo dell'amore di Gesù che diventa uomo; violetto, segno della penitenza e della conversione per prepararsi alla sua venuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando accendere le candele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le candele vanno accese una per settimana, al sabato sera o alla domenica, quando tutta la famiglia è riunita. Di solito l'accensione è riservata al più piccolo, proprio perché questa tradizione è nata per preparare i bambini al Natale. Durante la settimana si possono accendere le candele (una per la prima settimana, due per la seconda ecc.) quando si prega o si mangia insieme, quando arriva un ospite…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Prima domenica di Avvento&lt;br /&gt;Candela del profeta&lt;br /&gt;Candela della Speranza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seconda domenica di Avvento&lt;br /&gt;Candela di Betlemme&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Candela della chiamata universale alla salvezza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terza domenica di Avvento&lt;br /&gt;Candela dei Pastori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Candela della gioia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Quarta domenica di Avvento&lt;br /&gt;Candela degli angeli&lt;br /&gt;Candela dell’amore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Testi parzialmente tratti da:&lt;br /&gt;"La Corona di Avvento - Attualità di una tradizione natalizia" di Gianfranco Venturi - EMP.&lt;br /&gt;Si consulti questo libro per ulteriore materiale sull'Avvento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte : www.Netcrim.org&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-5077939879005560627?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/5077939879005560627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=5077939879005560627' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5077939879005560627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5077939879005560627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2009/12/corona-dell-avvento.html' title='Corona dell’ Avvento'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-2768458509086200481</id><published>2009-11-08T19:33:00.003+01:00</published><updated>2009-11-08T19:42:03.586+01:00</updated><title type='text'>Cristo Re dell'universo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/af/Hubert_van_Eyck_023.jpg/223px-Hubert_van_Eyck_023.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 223px; height: 598px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/af/Hubert_van_Eyck_023.jpg/223px-Hubert_van_Eyck_023.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;22 novembre (celebrazione mobile)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martirologio Romano: Solennità di nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo: a Lui solo il potere, la gloria e la maestà negli infiniti secoli dei secoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa festa fu introdotta da papa Pio XI, con l’enciclica “Quas primas” dell’11 dicembre 1925, a coronamento del Giubileo che si celebrava in quell’anno.&lt;br /&gt;È poco noto e, forse, un po’ dimenticato. Non appena elevato al soglio pontificio, nel 1922, Pio XI condannò in primo luogo esplicitamente il liberalismo “cattolico” nella sua enciclica “Ubi arcano Dei”. Egli comprese, però, che una disapprovazione in un’enciclica non sarebbe valsa a molto, visto che il popolo cristiano non leggeva i messaggi papali. Quel saggio pontefice pensò allora che il miglior modo di istruirlo fosse quello di utilizzare la liturgia. Di qui l’origine della “Quas primas”, nella quale egli dimostrava che la regalità di Cristo implicava (ed implica) necessariamente il dovere per i cattolici di fare quanto in loro potere per tendere verso l’ideale dello Stato cattolico: “Accelerare e affrettare questo ritorno [alla regalità sociale di Cristo] coll’azione e coll’opera loro, sarebbe dovere dei cattolici”. Dichiarava, quindi, di istituire la festa di Cristo Re, spiegando la sua intenzione di opporre così “un rimedio efficacissimo a quella peste, che pervade l'umana società. La peste della età nostra è il così detto laicismo, coi suoi errori e i suoi empi incentivi”.&lt;br /&gt;Tale festività coincide con l’ultima domenica dell’anno liturgico, con ciò indicandosi che Cristo Redentore è Signore della storia e del tempo, a cui tutti gli uomini e le altre creature sono soggetti. Egli è l’Alfa e l’Omega, come canta l’Apocalisse (Ap 21, 6). Gesù stesso, dinanzi a Pilato, ha affermato categoricamente la sua regalità. Alla domanda di Pilato: “Allora tu sei re?”, il Divino Redentore rispose: “Tu lo dici, io sono re” (Gv 18, 37).&lt;br /&gt;Pio XI insegnava che Cristo è veramente Re. Egli solo, infatti, Dio e uomo – scriveva il successore Pio XII, nell’enciclica “Ad caeli Reginam” dell’11 ottobre 1954 – “in senso pieno, proprio e assoluto, … è re”.&lt;br /&gt;Il suo regno, spiegava ancora Pio XI, “principalmente spirituale e (che) attiene alle cose spirituali”, è contrapposto unicamente a quello di Satana e delle potenze delle tenebre. Il Regno di cui parla Gesù nel Vangelo non è, dunque, di questo mondo, cioè, non ha la sua provenienza nel mondo degli uomini, ma in Dio solo; Cristo ha in mente un regno imposto non con la forza delle armi (non a caso dice a Pilato che se il suo Regno fosse una realtà mondana la sua gente “avrebbe combattuto perché non fosse consegnato ai giudei”), ma tramite la forza della Verità e dell'Amore.&lt;br /&gt;Gli uomini vi entrano, preparandosi con la penitenza, per la fede e per il battesimo, il quale produce un’autentica rigenerazione interiore. Ai suoi sudditi questo Re richiede, prosegue Pio XI, “non solo l’animo distaccato dalle ricchezze e dalle cose terrene, la mitezza dei costumi, la fame e sete di giustizia, ma anche che essi rinneghino se stessi e prendano la loro croce”.&lt;br /&gt;Tale Regno, peraltro, già mistericamente presente, troverà pieno compimento alla fine dei tempi, alla seconda venuta di Cristo, quando, quale Sommo Giudice e Re, verrà a giudicare i vivi ed i morti, separando, come il pastore, “le pecore dai capri” (Mt 25, 31 ss.). Si tratta di una realtà rivelata da Dio e da sempre professata dalla Chiesa e, da ultimo, dal Concilio Vaticano II, il quale insegnava a tal riguardo che “qui sulla terra il Regno è già presente, in mistero; ma con la venuta del Signore, giungerà a perfezione” (costituzione “Gaudium et spes”).&lt;br /&gt;Con la sua seconda venuta, Cristo ricapitolerà tutte le cose, facendo “cieli nuovi e terra nuova” (Ap 21, 1), tergendo e consolando ogni lacrima di dolore e bandendo per sempre il peccato, la morte ed ogni ingiustizia dalla faccia della terra. Sempre il Concilio scriveva che “in questo regno anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per partecipare alla gloriosa libertà dei figli di Dio” (costituzione dogmatica “Lumen Gentium”).&lt;br /&gt;Per questo i cristiani di ogni tempo invocano, già con la preghiera del Padre nostro, la venuta del Suo Regno (“Venga il tuo Regno”) ed, in modo particolare durante l’Avvento, cantano nella liturgia “Maranà tha”, cioè “Vieni Signore”, per esprimere così l’attesa impaziente della parusia (cfr. 1 Cor 16, 22).&lt;br /&gt;Aggiunge ancora Pio XI che nondimeno sbaglierebbe colui il quale negasse al Cristo-uomo il potere su tutte le cose temporali, “dato che Egli ha ricevuto dal Padre un diritto assoluto su tutte le cose create”. Tuttavia – precisa – Cristo, quando era sulla terra, si astenne dall’esercitare completamente questo suo dominio, permettendo – come anche oggi – che “i possessori debitamente se ne servano”.&lt;br /&gt;Questo potere abbraccia tutti gli uomini. Ciò lo aveva anche chiaramente espresso Leone XIII, nell’enciclica “Annum sacrum” del 25 maggio 1899, con cui preparava la consacrazione dell’umanità al Sacratissimo Cuore di Gesù nell’anno santo del 1900. Papa Pecci aveva scritto in effetti che “il dominio di Cristo non si estende soltanto sui popoli cattolici, o a coloro che, rigenerati nel fonte battesimale, appartengono, a rigore di diritto, alla Chiesa, sebbene le errate opinioni li allontanino da essa o il dissenso li divida dalla carità; ma abbraccia anche quanti sono privi di fede cristiana, di modo che tutto il genere umano è sotto la potestà di Gesù Cristo”.&lt;br /&gt;L’uomo, misconoscendo la regalità di Cristo nella storia e rifiutando di sottomettersi a questo suo giogo che è “dolce” ed a questo carico “leggero”, non potrà trovare alcuna salvezza né troverà autentica pace, rimanendo vittima delle sue passioni, inimicizie ed inquietudini. È Cristo soltanto la “fonte della salute privata e pubblica”, diceva Pio XI. “Né in alcun altro vi salvezza, né sotto il cielo altro nome è stato dato agli uomini, mediante il quale dobbiamo essere salvati” (At 4, 12).&lt;br /&gt;Lontano da Lui l’uomo ha dinanzi chimere e sistemi ideologici totalizzanti e fuorvianti; non cercando il suo Regno e la sua Giustizia, il genere umano ha di fronte a sé i vari “-ismi” della storia che, diabolicamente, in nome di un falso progresso sociale, economico e culturale, degradano ogni uomo, negandone la dignità.&lt;br /&gt;Ed il XX secolo non ha mancato di fornirne dei tragici esempi con i vari regimi autoritari, comunisti e nazista (che la Chiesa ha condannato vigorosamente), riproponendo, per l’ennesima volta, il duro scontro tra Regno di Cristo e regno di Satana, che durerà sino alla fine dei tempi.&lt;br /&gt;Basti qui far riferimento, a titolo esemplificativo, giusto al solo travagliato periodo del pontificato di papa Ratti per averne una pallida idea.&lt;br /&gt;Con l’enciclica “Mit brennender Sorge”, del 14 marzo 1937 – tra i cui estensori vi era pure il cardinale segretario di Stato e futuro papa Pio XII, Eugenio Pacelli – il Pontefice romano disapprovava il provocante neopaganesimo imperante in Germania (il nazismo), il quale rinnegava la Sapienza Divina e la sua Provvidenza, che “con forza e dolcezza domina da un'estremità all’altra del mondo” (Sap. 8, 1), e tutto dirige a buon fine; deplorava anche certi banditori moderni che perseguono il falso mito della razza e del sangue; biasimava, infine, le liturgie del Terzo Reich tedesco, veri riti paganeggianti, qualificate come “false monete”.&lt;br /&gt;In Messico, “totalmente infeudato dalla massoneria”, dove gli Stati Uniti avevano favorito – in nome dei loro interessi economici – la nascita di uno Stato dichiaratamente anticlericale ed anticristiano, furono promulgate pesanti leggi restrittive della libertà della Chiesa cattolica, stabilendo l’espulsione dei sacerdoti non sposati, la distruzione delle chiese e la soppressione persino della parola “adios”. Il fanatico anticlericale governatore dello Stato messicano di Tabasco, Tomás Garrido Canabal, autore di queste misure repressive, nella sua fattoria, “La Florida”, giunse a chiamare, in segno di dispregio, un toro “Dio”, ad un asino diede nome “Cristo”, una mucca “Vergine di Guadalupe”, un bue ed un maiale “Papa”. Suo figlio lo chiamò “Lenin” e sua figlia “Zoila Libertad”. Un nipote fu chiamato “Luzbel” [Lucifer], un altro figlio “Satan”.&lt;br /&gt;Si costituì allora un esercito di popolo, i “cristeros”, i quali combattevano al grido di “Viva Cristo Re! Viva la Vergine di Guadalupe! Viva il Messico!”. Con le stesse parole sulle labbra versavano il loro sangue in quella terra anche numerose schiere di martiri, mentre i loro carnefici esclamavano, riempiendo ceste di vimini con le teste mozzate dei cattolici, “Viva Satana nostro padre”. Si trattò di un vero “olocausto” passato sotto silenzio ed ignorato. Alcuni dei valorosi martiri cristiani messicani, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, hanno raggiunto la gloria degli altari, come il gesuita Miguel Agustin Pro, fucilato senza processo. Le sue ultime parole furono giusto “Viva Cristo Re!”.&lt;br /&gt;Questa grave situazione di persecuzione religiosa fu riprovata da Pio XI con le encicliche “Nos Es Muy Conocida” del 28 Marzo 1937 ed “Iniquis Afflictisque” del 18 novembre 1926.&lt;br /&gt;Una netta opposizione fu, infine, manifestata nei confronti della Russia sovietica, contro il comunismo ateo, condannato dall'enciclica “Divini Redemptoris” del 19 marzo 1937, e nei riguardi della Spagna repubblicana, dichiaratamente antireligiosa.&lt;br /&gt;Qui, il governo repubblicano socialista di Manuel Azaña Y Díaz proclamò che “da oggi la Spagna non è più cristiana”, mirando a “laicizzare” lo Stato. La nuova costituzione vanificava ogni potere della Chiesa, la religione cattolica era ridotta al rango d’associazione, senza sostegno finanziario da parte statale, senza scuole, esposta agli espropri; con il decreto 24 gennaio 1932 era dichiarata l’estinzione della compagnia di Gesù e se ne confiscavano i beni; era introdotto, nel 1932, il divorzio e il matrimonio civile ed abolito il reato di bestemmia; circa seimila religiosi furono massacrati. Pio XI reagì duramente con l’enciclica “Dilectissima Nobis” del 3 giugno 1933.&lt;br /&gt;Questi esempi dimostrano lo scontro plurisecolare, sin dalla fondazione del Cristianesimo, tra il Regno di Cristo e quello di Satana, e come, anche in epoca contemporanea, la regalità di Cristo sia contestata, preferendo ad essa degli “idoli” politici, economici, sociali e pseudo-religiosi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-2768458509086200481?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/2768458509086200481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=2768458509086200481' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/2768458509086200481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/2768458509086200481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2009/11/cristo-re-delluniverso.html' title='Cristo Re dell&apos;universo'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-8371737703330664313</id><published>2009-10-27T18:57:00.003+01:00</published><updated>2009-10-27T19:21:48.953+01:00</updated><title type='text'>Tutti i Santi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.maranatha.it/Festiv2/festeSolen/1101-w.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 320px;" src="http://www.maranatha.it/Festiv2/festeSolen/1101-w.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Verdana, Arial, Helvetica;font-size:medium;"&gt;&lt;p  style=" text-decoration: none; font-family:Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;La Chiesa è indefettibilmente santa: Cristo l’amata come sua sposa e ha dato se stessa per lei, al fine di santificarla; perciò tutti nella Chiesa sono chiamati alla santità. La Chiesa predica il mistero pasquale nei santi che hanno sofferto con Cristo e con lui sono glorificati, propone ai fedeli i loro esempi che attraggono tutti al Padre per mezzo Cristo e implora per i loro meriti i benefici di Dio. Oggi in un’unica festa si celebrano, insieme ai santi canonizzati, tutti i giusti di ogni lingua, di ogni razza e di ogni nazione, i cui nomi sono scritti nel libro della vita. Si iniziò a celebrare la festa di tutti i santi anche a Roma, fin dal sec. IX.&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; (Mess. Rom.)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style=" text-decoration: none; font-family:Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Martirologio Romano: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Solennità di tutti i Santi uniti con Cristo nella gloria: oggi, in un’unico giubilo di festa la Chiesa ancora pellegrina sulla terra venera la memoria di coloro della cui compagnia esulta il cielo, per essere incitata dal loro esempio, allietata dalla loro protezione e coronata dalla loro vittoria davanti alla maestà divina nei secoli eterni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style=" text-decoration: none; font-family:Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p   style="  text-decoration: none; font-family:Verdana, Arial, Helvetica;font-size:10pt;"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="Verdana, Arial, Helvetica" style=" text-decoration: none; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;La prima lettura della Messa di oggi, ripete un brano dell'Apocalisse di San Giovanni, con la visione di tutti i " servi di Dio ".&lt;br /&gt;" E vidi una gran folla, che nessuno poteva contare, di tutte le genti e tribù e popoli e lingue, che stavano di faccia al trono e di faccia all'Agnello, rivestiti di bianche vesti e con palme nelle mani. E gridavano a gran voce: "La salvezza è dovuta al nostro Dio, che è seduto sul trono, e all'Agnello" ".&lt;br /&gt;L'Agnello, come si sa, è la figura del Cristo il quale, nel suo discorso sul monte, aveva rivolto a tutti le promesse dette " le beatitudini " che, sempre nella Messa di oggi, si leggono al Vangelo:&lt;br /&gt;" Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli. Beati i mansueti, perché essi possederanno la terra. Beati coloro che piangono, perché saranno consolati. Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati i pacifici, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati quelli che soffrono persecuzioni a causa della giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.&lt;br /&gt;" Beati voi, quando vi oltraggeranno e, mentendo, diranno ogni male di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli ".&lt;br /&gt;I Santi sono coloro che si sono meritati la ricompensa del cielo: poveri in spirito, mansueti, tribolati, giusti, misericordiosi, puri, pacifici e perseguitati a causa di Gesù. Tutti Santi. Innumerevoli Santi, come dice chiaramente la Apocalisse.&lt;br /&gt;La santità non è dunque rara, se di Santi è gremito il cielo. I Santi non sono soltanto quelli venerati nel Calendario, che pure sono già molti, ma rappresentano una piccolissima quota dei Santi che, come dice San Giovanni, " nessuno potrebbe contare " tranne Dio.&lt;br /&gt;Nel Calendario, la Chiesa ha segnato soltanto i nomi di coloro la cui vita è stata riconosciuta esemplare. Ma sono santi tutti coloro che si salvano, e sperano di salvarsi per i meriti di Gesù.&lt;br /&gt;Oggi è dunque la grande festa della Chiesa trionfante, che attorno al trono di Dio esulta nella sterminata assemblea dei salvati, mentre, come dice San Giovanni, " tutti gli angeli gridano: "La benedizione e la gloria e la sapienza e il ringraziamento e l'onore e la potenza e la forza del nostro Dio, per i secoli dei secoli" ".&lt;br /&gt;Resta da dire brevemente come e quando venne istituita la festa di Tutti i Santi o, come si dice più latinamente, di Ognissanti.&lt;br /&gt;Anche questa festa venne dalla Chiesa Orientale, e fu accolta a Roma quando il Papa Bonifacio IV tra-sformò il Pantheon, dedicato a tutti gli dei dell'antico Olimpo, in una Chiesa in onore della Vergine e di tutti i Santi.&lt;br /&gt;Ciò avveniva il 13 maggio del 609. Alcuino, il maestro di Carlomagno, fu uno dei propagatori della festa. Egli era un inglese di York, e i Celti consideravano il 1* novembre giorno di solennità, perché segnava l'inizio della stagione invernale.&lt;br /&gt;Si pensa perciò che lo spostamento della festa, dal 13 maggio al 1* novembre, sia stato determinato da influenze anglosassoni e francesi. Ciò avvenne nel 1475, sotto il pontificato di Sisto IV.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p face="Verdana, Arial, Helvetica" size="10pt" style="  text-decoration: none; "&gt;&lt;span style="font-size:-2;color:#FF3300;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-8371737703330664313?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/8371737703330664313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=8371737703330664313' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/8371737703330664313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/8371737703330664313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2009/10/tutti-i-santi.html' title='Tutti i Santi'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-4490371230490233988</id><published>2009-10-18T21:54:00.002+02:00</published><updated>2009-10-18T21:59:50.400+02:00</updated><title type='text'>San Luca Evangelista</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.statuesacre.net/santi/s.luca.evangelista.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 249px; height: 341px;" src="http://www.statuesacre.net/santi/s.luca.evangelista.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Verdana, Arial, Helvetica;font-size:medium;"&gt;&lt;p align="center"  style="text-align: justify;text-decoration: none; font-family:Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Antiochia di Siria - Roma (?) - Primo secolo dopo Cristo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: justify;text-decoration: none; font-family:Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Luca, evangelista e autore degli Atti degli Apostoli, è chiamato "lo scrittore della mansuetudine del Cristo". Paolo lo chiama "caro medico", compagno dei suoi viaggi missionari, confortatore della sua prigionia. Il suo vangelo, che pone in luce l'universalità della salvezza e la predilezione di Cristo verso i poveri, offre testimonianze originali come il vangelo dell'infanzia, le parabole della misericordia e annotazioni che ne riflettono la sensibilità verso i malati e i sofferenti. Nel libro degli Atti delinea la figura ideale della Chiesa, perseverante nell'insegnamento degli Apostoli, nella comunione di carità, nella frazione del pane e nelle preghiere.&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; (Mess. Rom.)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: justify;text-decoration: none; font-family:Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Patronato: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Artisti, Pittori, Scultori, Medici, Chirurghi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: justify;text-decoration: none; font-family:Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Etimologia: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Luca = nativo della Lucania, dal latino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: justify;text-decoration: none; font-family:Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Emblema: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Bue&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: justify;text-decoration: none; font-family:Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Martirologio Romano: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Festa di san Luca, Evangelista, che, secondo la tradizione, nato ad Antiochia da famiglia pagana e medico di professione, si convertì alla fede in Cristo. Divenuto compagno carissimo di san Paolo Apostolo, sistemò con cura nel Vangelo tutte le opere e gli insegnamenti di Gesù, divenendo scriba della mansuetudine di Cristo, e narrò negli Atti degli Apostoli gli inizi della vita della Chiesa fino al primo soggiorno di Paolo a Roma.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="Verdana, Arial, Helvetica" style=" text-decoration: none; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma che c’entra Teofilo? E chi lo conosce? Da sempre ci pare un po’ abusivo questo personaggio ignoto, che vediamo riverito e lodato all’inizio del vangelo di Luca e dei suoi Atti degli Apostoli. La risposta si trova nella formazione ellenistica dell’autore. Con la dedica fatta a Teofilo che doveva essere un cristiano eminente egli segue l’uso degli scrittori classici, che appunto erano soliti dedicare le loro opere a personaggi insigni.&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Luca, infatti, ha studiato, è medico, e tra gli evangelisti è l’unico non ebreo. Forse viene da Antiochia di Siria (oggi Antakya, in Turchia). Un convertito, un ex pagano, che Paolo di Tarso si associa nell’apostolato, chiamandolo "compagno di lavoro" (Filemone 24) e indicandolo nella Lettera ai Colossesi come "caro medico" (4,14). Il medico segue Paolo dappertutto, anche in prigionia: due volte. E la seconda, mentre in un duro carcere attende il supplizio, Paolo scrive a Timoteo che ormai tutti lo hanno abbandonato. Meno uno. "Solo Luca è con me" (2Timoteo 4,11). E questa è l’ultima notizia certa dell’evangelista.&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Luca scrive il suo vangelo per i cristiani venuti dal paganesimo. Non ha mai visto Gesù, e si basa sui testimoni diretti, tra cui probabilmente alcune donne, fra le prime che risposero all’annuncio. C’è un’ampia presenza femminile nel suo vangelo, cominciando naturalmente dalla Madre di Gesù: Luca è attento alle sue parole, ai suoi gesti, ai suoi silenzi. Di Gesù egli sottolinea l’invitta misericordia, e quella forza che uscendo da lui "sanava tutti": Gesù medico universale, chino su tutte le sofferenze. Gesù onnipotente e “mansueto” come lo credeva Dante nelle parole di Luca.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli Atti degli Apostoli raccontano il primo espandersi della Chiesa cristiana fuori di Palestina, con i problemi e i traumi di questa universalizzazione. Nella seconda parte è dominante l’attività apostolica di Paolo, dall’Asia all’Europa; e qui Luca si mostra attraente narratore quando descrive il viaggio, la tempesta, il naufragio, le buone accoglienze e le persecuzioni, i tumulti e le dispute, gli arresti, dal porto di Cesarea Marittima fino a Roma e alle sue carceri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo un’antica leggenda, Luca sarebbe stato anche pittore e, in particolare, autore di numerosi ritratti della Madonna. Altre leggende dicono che, dopo la morte di Paolo, egli sarebbe andato a predicare fuori Roma; e si parla di molti luoghi. Di troppi. In realtà, nulla sappiamo di lui dopo le parole di Paolo a Timoteo dal carcere. Ma il vangelo di Luca continua a essere annunciato insieme a quelli di Matteo, Marco e Giovanni in tutto il mondo. E con esso anche gli Atti degli Apostoli. Nella liturgia della Parola, durante la Messa e in tutte le lingue, Luca continua davvero a predicare; anche ai nostri giorni, incessantemente.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="Verdana, Arial, Helvetica" style=" text-decoration: none; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Autore: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Domenico Agasso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="Verdana, Arial, Helvetica" size="10pt" style="  text-decoration: none; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" border="0" cellspacing="0" style="text-align: justify;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="middle"&gt;&lt;span style="font-size:-2;color:#FF3300;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Fonte:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td width="5"&gt;&lt;table&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign="top"&gt;&lt;span style="font-size:-2;"&gt;&lt;a href="http://www.stpauls.it/fc" style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica; font-size: 10pt; text-decoration: none; color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;img src="http://www.santiebeati.it/images/famigliacristiana.gif" alt="Famiglia Cristiana" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-4490371230490233988?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/4490371230490233988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=4490371230490233988' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/4490371230490233988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/4490371230490233988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2009/10/san-luca-evangelista.html' title='San Luca Evangelista'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-7463321790969244159</id><published>2009-09-25T15:48:00.002+02:00</published><updated>2009-09-25T15:56:36.483+02:00</updated><title type='text'>San Michele Arcangelo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://il-mondo-oltre.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/97950/San%20michele.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: justify;display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; cursor: pointer; width: 340px; height: 480px; " src="http://il-mondo-oltre.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/97950/San%20michele.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica; font-size: medium; "&gt;Nel Nuovo Testamento il termine "arcangelo" è attribuito a Michele. Solo in seguito venne esteso a Gabriele e Raffaele, gli unici tre arcangeli riconosciuti dalla Chiesa, il cui nome è documentato nella Bibbia. San Michele, "chi come Dio?", è capo supremo dell'esercito celeste, degli angeli fedeli a Dio. Antico patrono della Sinagoga oggi è patrono della Chiesa Universale, che lo ha considerato sempre di aiuto nella lotta contro le forze del male.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 19px; font-family:'Times New Roman';font-size:medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-style: normal; line-height: normal;  font-family:Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;&lt;p face="Verdana, Arial, Helvetica" size="10pt" style="text-align: justify;text-decoration: none; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Patronato: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Polizia, Radiologi, Droghieri&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="Verdana, Arial, Helvetica" size="10pt" style="text-align: justify;text-decoration: none; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Etimologia: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Michele = chi come Dio?, dall'ebraico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;font-family: Verdana, Arial, Helvetica; text-decoration: none; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Martirologio Romano: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Festa dei santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli. Nel giorno della dedicazione della basilica intitolata a San Michele anticamente edificata a Roma al sesto miglio della via Salaria, si celebrano insieme i tre arcangeli, di cui la Sacra Scrittura rivela le particolari missioni: giorno e notte essi servono Dio e, contemplando il suo volto, lo glorificano incessantemente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;font-family: Verdana, Arial, Helvetica; text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica; text-decoration: none; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; "&gt;Il nome dell’arcangelo Michele, che significa “chi è come Dio ?”, è citato cinque volte nella Sacra Scrittura; tre volte nel libro di Daniele, una volta nel libro di Giuda e nell'Apocalisse di s. Giovanni Evangelista e in tutte le cinque volte egli è considerato “capo supremo dell’esercito celeste”, cioè degli angeli in guerra contro il male, che nell’Apocalisse è rappresentato da un dragone con i suoi angeli; esso sconfitto nella lotta, fu scacciato dai cieli e precipitato sulla terra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In altre scritture, il dragone è un angelo che aveva voluto farsi grande quanto Dio e che Dio fece scacciare, facendolo precipitare dall’alto verso il basso, insieme ai suoi angeli che lo seguivano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Michele è stato sempre rappresentato e venerato come l’angelo-guerriero di Dio, rivestito di armatura dorata in perenne lotta contro il Demonio, che continua nel mondo a spargere il male e la ribellione contro Dio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Egli è considerato allo stesso modo nella Chiesa di Cristo, che gli ha sempre riservato fin dai tempi antichissimi, un culto e devozione particolare, considerandolo sempre presente nella lotta che si combatte e si combatterà fino alla fine del mondo, contro le forze del male che operano nel genere umano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dante nella sua ‘Divina Commedia’ pone il demonio (l’angelo Lucifero) in fondo all’inferno, conficcato a testa in giù al centro della terra, che si era ritirata al suo cadere, provocando il grande cratere dell’inferno dantesco. Dopo l’affermazione del cristianesimo, il culto per san Michele, che già nel mondo pagano equivaleva ad una divinità, ebbe in Oriente una diffusione enorme, ne sono testimonianza le innumerevoli chiese, santuari, monasteri a lui dedicati; nel secolo IX solo a Costantinopoli, capitale del mondo bizantino, si contavano ben 15 fra santuari e monasteri; più altri 15 nei sobborghi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto l’Oriente era costellato da famosi santuari, a cui si recavano migliaia di pellegrini da ogni regione del vasto impero bizantino e come vi erano tanti luoghi di culto, così anche la sua celebrazione avveniva in tanti giorni diversi del calendario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perfino il grande fiume Nilo fu posto sotto la sua protezione, si pensi che la chiesa funeraria del Cremlino a Mosca in Russia, è dedicata a S. Michele. Per dirla in breve non c’è Stato orientale e nord africano, che non possegga oggetti, stele, documenti, edifici sacri, che testimoniano la grande venerazione per il santo condottiero degli angeli, che specie nei primi secoli della Chiesa, gli venne tributata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Occidente si hanno testimonianze di un culto, con le numerosissime chiese intitolate a volte a S. Angelo, a volte a S. Michele, come pure località e monti vennero chiamati Monte Sant’Angelo o Monte San Michele, come il celebre santuario e monastero in Normandia in Francia, il cui culto fu portato forse dai Celti sulla costa della Normandia; certo è che esso si diffuse rapidamente nel mondo Longobardo, nello Stato Carolingio e nell’Impero Romano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Italia sano tanti i posti dove sorgevano cappelle, oratori, grotte, chiese, colline e monti tutti intitolati all’arcangelo Michele, non si può accennarli tutti, ci fermiamo solo a due: Tancia e il Gargano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sul Monte Tancia, nella Sabina, vi era una grotta già usata per un culto pagano, che verso il VII secolo, fu dedicata dai Longobardi a S. Michele; in breve fu costruito un santuario che raggiunse gran fama, parallela a quella del Monte Gargano, che comunque era più antico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La celebrazione religiosa era all’8 maggio, data praticata poi nella Sabina, nel Reatino, nel Ducato Romano e ovunque fosse estesa l’influenza della badia benedettina di Farfa, a cui i Longobardi di Spoleto, avevano donato quel santuario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma il più celebre santuario italiano dedicato a S. Michele, è quello in Puglia sul Monte Gargano; esso ha una storia che inizia nel 490, quando era papa Gelasio I; la leggenda racconta che casualmente un certo Elvio Emanuele, signore del Monte Gargano (Foggia) aveva smarrito il più bel toro della sua mandria, ritrovandolo dentro una caverna inaccessibile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Visto l’impossibilità di recuperarlo, decise di ucciderlo con una freccia del suo arco; ma la freccia inspiegabilmente invece di colpire il toro, girò su sé stessa colpendo il tiratore ad un occhio. Meravigliato e ferito, il signorotto si recò dal suo vescovo s. Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto (odierna Manfredonia) e raccontò il fatto prodigioso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il presule indisse tre giorni di preghiere e di penitenza; dopodiché s. Michele apparve all’ingresso della grotta e rivelò al vescovo: “Io sono l’arcangelo Michele e sto sempre alla presenza di Dio. La caverna è a me sacra, è una mia scelta, io stesso ne sono vigile custode. Là dove si spalanca la roccia, possono essere perdonati i peccati degli uomini…Quel che sarà chiesto nella preghiera, sarà esaudito. Quindi dedica la grotta al culto cristiano”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma il santo vescovo non diede seguito alla richiesta dell’arcangelo, perché sul monte persisteva il culto pagano; due anni dopo, nel 492 Siponto era assediata dalle orde del re barbaro Odoacre (434-493); ormai allo stremo, il vescovo e il popolo si riunirono in preghiera, durante una tregua, e qui riapparve l’arcangelo al vescovo s. Lorenzo, promettendo loro la vittoria, infatti durante la battaglia si alzò una tempesta di sabbia e grandine che si rovesciò sui barbari invasori, che spaventati fuggirono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutta la città con il vescovo, salì sul monte in processione di ringraziamento; ma ancora una volta il vescovo non volle entrare nella grotta. Per questa sua esitazione che non si spiegava, s. Lorenzo Maiorano si recò a Roma dal papa Gelasio I (490-496), il quale gli ordinò di entrare nella grotta insieme ai vescovi della Puglia, dopo un digiuno di penitenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Recatosi i tre vescovi alla grotta per la dedicazione, riapparve loro per la terza volta l’arcangelo, annunziando che la cerimonia non era più necessaria, perché la consacrazione era già avvenuta con la sua presenza. La leggenda racconta che quando i vescovi entrarono nella grotta, trovarono un altare coperto da un panno rosso con sopra una croce di cristallo e impressa su un masso l’impronta di un piede infantile, che la tradizione popolare attribuisce a s. Michele.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il vescovo san Lorenzo fece costruire all’ingresso della grotta, una chiesa dedicata a s. Michele e inaugurata il 29 settembre 493; la Sacra Grotta è invece rimasta sempre come un luogo di culto mai consacrato da vescovi e nei secoli divenne celebre con il titolo di “Celeste Basilica”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Attorno alla chiesa e alla grotta è cresciuta nel tempo la cittadina di Monte Sant’Angelo nel Gargano. I Longobardi che avevano fondato nel secolo VI il Ducato di Benevento, vinsero i feroci nemici delle coste italiane, i saraceni, proprio nei pressi di Siponto, l’8 maggio 663, avendo attribuito la vittoria alla protezione celeste di s. Michele, essi presero a diffondere come prima accennato, il culto per l’arcangelo in tutta Italia, erigendogli chiese, effigiandolo su stendardi e monete e instaurando la festa dell’8 maggio dappertutto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto la Sacra Grotta diventò per tutti i secoli successivi, una delle mete più frequentate dai pellegrini cristiani, diventando insieme a Gerusalemme, Roma, Loreto e S. Giacomo di Compostella, i poli sacri dall’Alto Medioevo in poi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sul Gargano giunsero in pellegrinaggio papi, sovrani, futuri santi. Sul portale dell’atrio superiore della basilica, che non è possibile descrivere qui, vi è un’iscrizione latina che ammonisce: “che questo è un luogo impressionante. Qui è la casa di Dio e la porta del Cielo”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il santuario e la Sacra Grotta sono pieni di opere d’arte, di devozione e di voto, che testimoniano lo scorrere millenario dei pellegrini e su tutto campeggia nell’oscurità la statua in marmo bianco di S. Michele, opera del Sansovino, datata 1507.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’arcangelo è comparso lungo i secoli altre volte, sia pure non come sul Gargano, che rimane il centro del suo culto, ed il popolo cristiano lo celebra ovunque con sagre, fiere, processioni, pellegrinaggi e non c’è Paese europeo che non abbia un’abbazia, chiesa, cattedrale, ecc. che lo ricordi alla venerazione dei fedeli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Apparendo ad una devota portoghese Antonia de Astonac, l’arcangelo promise la sua continua assistenza, sia in vita che in purgatorio e inoltre l’accompagnamento alla S. Comunione da parte di un angelo di ciascuno dei nove cori celesti, se avessero recitato prima della Messa la corona angelica che gli rivelò.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I cori sono: Serafini, Cherubini, Troni, Dominazioni, Potestà, Virtù, Principati, Arcangeli ed Angeli. La sua festa liturgica principale in Occidente è iscritta nel Martirologio Romano al 29 settembre e nella riforma del calendario liturgico del 1970, è accomunato agli altri due arcangeli più conosciuti, Gabriele e Raffaele nello stesso giorno, mentre l’altro arcangelo a volte nominato nei sacri testi, Uriele non gode di un culto proprio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per la sua caratteristica di “guerriero celeste” s. Michele è patrono degli spadaccini, dei maestri d’armi; poi dei doratori, dei commercianti, di tutti i mestieri che usano la bilancia, i farmacisti, pasticcieri, droghieri, merciai; fabbricanti di tinozze, inoltre è patrono dei radiologi e della Polizia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È patrono principale delle città italiane di Cuneo, Caltanissetta, Monte Sant’Angelo, Sant’Angelo dei Lombardi, compatrono di Caserta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Difensore della Chiesa, la sua statua compare sulla sommità di Castel S. Angelo a Roma, che come è noto era diventata una fortezza in difesa del Pontefice; protettore del popolo cristiano, così come un tempo lo era dei pellegrini medievali, che lo invocavano nei santuari ed oratori a lui dedicati, disseminati lungo le strade che conducevano alle mete dei pellegrinaggi, per avere protezione contro le malattie, lo scoraggiamento e le imboscate dei banditi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quanto riguarda la sua raffigurazione nell’arte in generale, è delle più vaste; ogni scuola pittorica in Oriente e in Occidente, lo ha quasi sempre raffigurato armato in atto di combattere il demonio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sul Monte Athos nel convento di Dionisio del 1547, i tre principale arcangeli sono così raffigurati, Raffaele in abito ecclesiastico, Michele da guerriero e Gabriele in pacifica posa e rappresentano i poteri religioso, militare e civile.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;font-family: Verdana, Arial, Helvetica; text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;da "Santi e Beati"&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-7463321790969244159?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/7463321790969244159/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=7463321790969244159' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/7463321790969244159'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/7463321790969244159'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2009/09/san-michele-arcangelo.html' title='San Michele Arcangelo'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-5700102036612393920</id><published>2009-08-15T14:27:00.001+02:00</published><updated>2009-08-15T14:31:43.041+02:00</updated><title type='text'>Assunzione della Beata Vergine Maria</title><content type='html'>15 agosto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Immacolata Vergine, preservata immune da ogni colpa originale, finito il corso della sua vita, fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo e dal Signore esaltata quale regina dell'universo, perché fosse più pienamente conforme al Figlio suo, Signore dei dominanti e vincitore del peccato e della morte'. (Conc. Vat. II, 'Lumen gentium', 59). L'Assunta è primizia della Chiesa celeste e segno di consolazione e di sicura speranza per la chiesa pellegrina. La 'dormitio Virginis' e l'assunzione, in Oriente e in Occidente, sono fra le più antiche feste mariane. Questa antica testimonianza liturgica fu esplicitata e solennemente proclamata con la definizione dommatica di Pio XII nel 1950. (Mess. Rom.) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martirologio Romano: Solennità dell’Assunzione della beata Vergine Maria, Madre di Dio e Signore nostro Gesù Cristo, che, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta anima e corpo nella gloria celeste. Questa verità di fede ricevuta dalla tradizione della Chiesa fu solennemente definita dal papa Pio XII. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maria compare per l'ultima volta negli scritti del Nuovo Testamento nel primo capitolo degli Atti: Ella è in mezzo agli apostoli, in orazione nel cenacolo, in attesa della discesa dello Spirito Santo. Alla concisione dei testi ispirati, fa riscontro l'abbondanza di notizie sulla Madonna negli scritti apocrifi, soprattutto il Protovangelo di Giacomo e la Narrazione di S. Giovanni il teologo sulla dormizione della santa Madre di Dio. Il termine "dormizione" è il più antico che si riferisca alla conclusione della vita terrena di Maria. Questa celebrazione venne decretata per l'Oriente nel VII secolo con un decreto dell'imperatore bizantino Maurizio. Nello stesso secolo la festa della Dormizione viene introdotta anche a Roma da un papa orientale, Sergio I. Ma trascorse un altro secolo prima che il termine "dormizione" cedesse il posto a quello più esplicito di "assunzione".&lt;br /&gt;La definizione dogmatica, pronunciata da Pio XII nel 1950, dichiarando che Maria non dovette attendere, al pari delle altre creature, la fine dei tempi per fruire anche della redenzione corporea, ha voluto mettere in rilievo il carattere unico della sua santificazione personale, poiché il peccato non ha mai offuscato, neppure per un solo istante, la limpidezza della sua anima. L'unione definitiva, spirituale e corporea, dell'uomo con il Cristo glorioso, è la fase finale ed eterna della redenzione. Così i beati, che già godono della visione beatifica, sono in certo senso in attesa del compimento della redenzione, che in Maria era già avvenuta con la singolare grazia della preservazione dal peccato.&lt;br /&gt;Alla luce di questa dottrina, che ha il suo fondamento nella Sacra Scrittura, nel cosiddetto "Protoevangelo", contenente il primo annunzio della salvezza messianica dato da Dio ai nostri progenitori dopo la colpa, Maria viene presentata come nuova Eva, strettamente unita al nuovo Adamo, Gesù. Gesù e Maria sono infatti associati nel dolore e nell'amore per riparare la colpa dei nostri progenitori. Maria è dunque non solo madre del Redentore, ma anche sua cooperatrice, a lui strettamente unita nella lotta e nella decisiva vittoria. Quest'intima unione richiede che anche Maria trionfi, al pari di Gesù, non soltanto sul peccato, ma anche sulla morte, i due nemici del genere umano. E come la redenzione di Cristo ha la sua conclusione con la risurrezione del corpo, anche la vittoria di Maria sul peccato, con la Immacolata Concezione, doveva essere completa con la vittoria sulla morte mediante la glorificazione del corpo, con l'assunzione, poiché la pienezza della salvezza cristiana è la partecipazione del corpo alla gloria celeste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Santa Maria Assunta a Capena&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È la festa principale del paese ed è celebrata dalla notte del 13 al 15 Agosto. E imperniata sulle due famose tavole dell'Assunta e del Salvatore montate su due pesanti macchine.&lt;br /&gt;Questa tradizione è molto antica e secondo alcuni storici deriva dagli antichi Trionfi celebrati in onore degli Imperatori Romani; trasportati successivamente nella religione Cristiana essi divennero il Trionfo del SS. Salvatore e dell'Assunta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto il papa Adeodato (672-676), si decise che festa dell'Assunta dovesse aver luogo a Roma nella notte tra il 14 e il 15 Agosto e dà allora la tradizione si è estesa in tutto il Lazio dove è continuata, salvo rare interruzioni, per tutti questi anni.&lt;br /&gt;La processione però, a Capena, si basa sulla credenza popolare che la Madonna abbia perso il Figlio e per tre giorni lo cerchi disperatamente, fino a quando non lo ritrova correndogli incontro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notte del 13, ad un'ora inoltrata, in una atmosfera molto suggestiva, otto uomini portano il baldacchino con l'immagine del S. Salvatore, dalla chiesetta della Madonna delle Grazie, fino al portone dell'ex Monastero dei Monaci di S. Paolo e lo depositano lì per tutta la notte e tutto il giorno seguente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il giorno del 14, il luogo è meta di fedeli, sia capenati che di altri paesi vicini che si recano a venerare il Santo Salvatore. Nella notte del 14 Agosto, due processioni partono dai capi opposti del paese, una recando il baldacchino con la bellissima effigie della Madonna delle Grazie, l'altra con il baldacchino del SS. Salvatore.&lt;br /&gt;Nel momento in cui la processione del Salvatore arriva in vista di quella della Madre, i portatori, vestiti con particolari sai bianchi, con mantelline celesti, per quelli che portano la Madonna e rosse per quelli che portano il Salvatore, si slanciano di corsa quasi avessero le ali ai piedi, con la pesante macchina, ed altrettanto fanno quelli della Madonna e proprio nel punto centrale del paese, s'incontrano, costringendo i portatori delle due macchine ad incontrarsi gli uni con gli altri, e a scambiarsi un bacio in segno di fratellanza.&lt;br /&gt;Tutto intorno lo scenario è fatto di gente commossa che assieme ai due Santi si reca all'antica chiesetta della Madonna delle Grazie. lì giorno seguente, una processione con le due "macchine" ritorna in Piazza del Popolo, dove il parroco impartisce la benedizione alle Sacre Immagini e a tutto il popolo.&lt;br /&gt;Legata a questa festa è anche l'usanza di affidare, per un intero anno, a una famiglia del paese una piccola statuetta in bronzo della Madonna Assunta. La famiglia la conserverà e la venererà in casa, fino al successivo 14 Agosto, quando la riconsegnerà nelle mani del Parroco, insieme ad un regalo per la Chiesa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-5700102036612393920?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/5700102036612393920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=5700102036612393920' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5700102036612393920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5700102036612393920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2009/08/assunzione-della-beata-vergine-maria.html' title='Assunzione della Beata Vergine Maria'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-5390253652760586895</id><published>2009-06-28T21:08:00.000+02:00</published><updated>2009-06-28T21:15:11.646+02:00</updated><title type='text'>"Il mondo conoscerà l'Arca dell'Alleanza"</title><content type='html'>Roma, 17 giu. (Adnkronos) - Presto il mondo potrà ammirare l'Arca dell'Alleanza descritta nella Bibbia come il contenitore delle Tavole della Legge che Dio consegnò a Mosè e al centro, nei secoli, di ricerche e studi. &lt;br /&gt;Lo ha detto in un'intervista video esclusiva all'ADNKRONOS, visibile sul sito Ign, testata on line del sito Adnkronos (www.adnkronos.com), il Patriarca della Chiesa ortodossa d'Etiopia Abuna Pauolos, in questi giorni in Italia per il 'G8 delle Religioni', e che domani incontrerà il Papa Benedetto XVI per la prima volta e al quale, "se lo chiederà - ha proseguito il Patriarca - racconterò tutta la situazione attuale dell'Arca dell'Alleanza". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'Arca dell'Alleanza - ribadisce Pauolos - si trova in Etiopia da molti secoli. Come patriarca l'ho vista con i miei occhi e soltanto poche persone molto qualificate hanno potuto fare altrettanto, finora". Secondo il patriarca è custodita in una chiesa, ma per difendere quella autentica, una copia del simbolo religioso e' stata collocata in ogni chiesa del Paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'annuncio ufficiale che l'Etopia consegnerà al mondo le chiavi del segreto millenario dell'Arca, verrà dato venerdì prossimo nel corso di una conferenza stampa alle 14 all'Hotel Aldrovandi a Roma dallo stesso Patriarca ortodosso d'Etiopia, insieme al principe Aklile Berhan Makonnen Haile Selassie, e al duca Amedeo D'Aosta, che sarà a Roma già domani mattina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo alcuni studi l'Arca venne trafugata da Gerusalemme dal figlio di re Salomone e portata ad Axum, considerata la Gerusalemme d'Etiopia. E proprio ad Axum sorgerà il Museo chiamato a ospitare l'Arca, il cui progetto è stato finanziato dalla Fondazione del principe, erede designato al trono da Haile Selassie poco prima di morire, Crhijecllu, acronimo delle iniziali dei nomi dei figli del principe: Christian, Jessica, Clarissa, Lucrezia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche settimana fa aveva fatto il giro del mondo la notizia secondo la quale sarebbe stata vista da un giornalista l'Arca autentica in una chiesa etiope. E' stato allora che il Patriarca Pauolos ha maturato la decisione di "dire una volta per tutte al mondo la verita'" sulla cassa di legno e oro con le Tavole della Legge di Dio. Il Patriarca ha giudicato maturi i tempi per chiudere definitivamente il capitolo sul quale fino ad ora nessuno storico, nessun ricercatore, nessun 'Indiana Jones', era riuscito a scrivere la parola fine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Patriarca dell'antichissima Chiesa ortodossa d'Etiopia ha voluto accanto a sé in questa avventura il nipote dell'ultimo Negus, capo di una famiglia importane, il cui ruolo è riconosciuto sia in Etiopia che all'estero. Il principe erede che due anni fa riuscì a rappacificare le fazioni musulmana e cristiana al centro in Etiopia di un duro contrasto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' iniziato così il conto alla rovescia per svelare finalmente il mistero della sacra Arca dell'Alleanza, capace, secondo la leggenda, di sprigionare lampi di luce divini e folgori in grado di incenerire chiunque ne fosse colpito, come del resto efficacemente descritto nel cult movie 'I predatori dell'Arca perduta'. Dalla finzione cinematografica si passerà ora alla realtà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì prossimo la conferenza stampa con l'annuncio ufficiale, un evento che è stato possibile anche grazie alla collaborazione di Paolo Salerno, collaboratore del principe e del giornalista Antonio Parisi, che da qualche anno segue le vicende storiche delle famiglie reali e di quella Etiope in particolare, e naturalmente dell'Arca dell'Alleanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cos'è l'Arca dell'Alleanza , uno dei più grandi misteri dell'antichità sul quale fantasia, leggenda e storia hanno continuato a intrecciarsi per secoli? L'Arca, nella tradizione ebraica, contiene le Tavole della legge, cioè i Dieci comandamenti; il manufatto, in legno d'acacia, fu costruita da Mosè. All'esterno aveva decorazioni in oro ed è stata a lungo conservata dal popolo ebraico: ha accompagnato le sue vicissitudini, le battaglie e le sconfitte, le peregrinazioni e le lotte contro i filistei ed è stata conservata in diversi luoghi finché il Re Davide non l'ha collocata nella Rocca di Gerusalemme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è Salomone, figlio e successore di Davide, a far sistemare l'Arca nel Tempio di Gerusalemme da lui stesso fatto costruire. Questa narrazione s'intreccia poi con eventi storici e altre tradizioni religiose e nazionali. Di fatto l'Arca dell'Alleanza scompare nel 586 a.C. con la conquista di Gerusalemme da parte dei Babilonesi e la conseguente distruzione del tempio di Gerusalemme. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia della sua effettiva rovina non c'è testimonianza scritta; da allora l'Arca diventa simbolo eternamente cercato dagli uomini e rintracciato in varie parti del mondo, dall'Africa al Medio Oriente. La tradizione etiope colloca l'Arca nel regno di Axum, dopo che Salomone l'aveva donata al figlio della Regina di Saba, Menelik I. Qui, sarebbe rimasta nel corso dei secoli protetta dai monaci ortodossi nella citta' santa di Lalibela nei pressi di Axum, dove si troverebbe tuttora. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Arca, che non è visibile a nessuno tranne un monaco che la custodisce, viene preservata nel complesso della cattedrale di Santa Maria di Sion, e' dunque nascosta a tutti e viene portata in processione una volta all'anno ma avvolta in un panno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Arca ha accesso la fantasia di archeologi, scrittori, gruppi religiosi, sette di ogni tipo. Nella tradizione infatti si afferma che emana un potere particolare ma anche che chi la tocca veniva fulminato. Un oggetto che data anche la sua collocazione - Il Tempio di Gerusalemme - è stato di volta in volta al centro di storie legate alla Massoneria o ai Templari. Tuttavia va ricordato che sono molte in Etiopia le chiese nelle quali e' conservata un'''arca'', così come diversi studiosi - muovendosi spesso al limite del mistero e della leggenda - la collocano in varie parti del mondo. &lt;br /&gt;(da ADNKRONOS)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-5390253652760586895?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/5390253652760586895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=5390253652760586895' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5390253652760586895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5390253652760586895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2009/06/il-mondo-conoscera-larca-dellalleanza.html' title='&quot;Il mondo conoscerà l&apos;Arca dell&apos;Alleanza&quot;'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-8485058121730830476</id><published>2009-04-30T15:52:00.002+02:00</published><updated>2009-04-30T16:07:38.763+02:00</updated><title type='text'>Eucarestia</title><content type='html'>Per i cristiani l'Eucaristia o Eucarestia è il sacramento istituito da Gesù la vigilia della sua passione e morte, durante l'Ultima Cena. Il termine deriva dal greco εὐχαρίστω (eucharisto: rendere grazie). Il Nuovo Testamento narra l'istituzione dell'Eucaristia in quattro fonti: Matteo 26,26-28; Marco 14,22-24; Luca 22,19-20; 1Corinzi 11,23-25.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'origine dell'Eucarestia&lt;br /&gt;Secondo il racconto dei Vangeli, nell'interpretazione Cattolica Romana, Gesù, nell'Ultima Cena, distribuì ai suoi discepoli il pane ed il vino come suo corpo e suo sangue, offerti come sacrificio per la salvezza degli uomini, incaricandoli di fare lo stesso in sua "memoria". La Chiesa Cattolica Romana, dunque, fin dalla sua origine, celebra l'atto sacramentale dell'Eucaristia come uno degli impegni lasciatigli da Gesù stesso, suo Dio salvatore e fondatore. L'Eucaristia è l'azione sacrificale durante la quale, il Sacerdote offre il pane e il vino a Dio, che, per opera dello Spirito Santo, diventano realmente il Corpo e il Sangue di Cristo, lo stesso Corpo e lo stesso Sangue offerti da Gesù stesso sulla croce. L'altare è la croce sul quale in ogni santa Messa si avvera lo stesso e identico sacrificio (in questo caso incruento) della stessa vittima: l'agnello pasquale, cioè Gesù. Con la distribuzione della S. Comunione, in cui sono presenti il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità di Gesù, i fedeli entrano in comunione con Dio e pregustano i suoi beni, chiedono espiazione dei propri peccati, implorano la benedizione di Dio e chiedono il suffragio per le anime dei defunti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cristiani protestanti, i quali non credono che la Messa (o Celebrazione eucaristica) sia il rendersi presente del Sacrificio della Croce, e non credono nella transustanziazione usano chiamarla semplicemente solo col nome di Santa Cena o Cena del Signore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teorie non cristiane sulle origini dell'Eucaristia&lt;br /&gt;Secondo alcuni autori non cristiani, nel quadro delle teorie mitiche sull'origine del cristianesimo, anche l'Eucaristia sarebbe comparabile con cerimonie mitiche e di culti misterici teofagici (ovvero, il cannibalismo rituale) contemporanei alle prima comunità cristiane, ripresi grazie all'intervento di Paolo di Tarso, che avrebbe permesso una fusione con sette giudaiche fondando di fatto il cristianesimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I praticanti dei Culti misterici attraverso l'elaborazione della convinzione, per le quali si credeva che mangiando le interiora del nemico ucciso e bevendo il suo sangue si sarebbero assimilate le sue virtù, giunsero alla conclusione che avrebbero incorporato l'immortalità del loro dio bevendo il sangue degli animali che venivano immolati in suo onore, animali che furono in seguito tanto assimilati agli déi da divenire essi stessi delle vere e proprie divinità. Dopo averli sgozzati, nella convinzione che questi animali fossero la personificazione del dio che rappresentavano, i seguaci ne bevevano il sangue e ne mangiavano le interiora per incorporare attraverso di essi le essenze divine che contenevano, prima fra tutte l'immortalità che avrebbe permesso loro di vivere una seconda vita eterna in seguito alla resurrezione dalla morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa forma di teofagia, cioè di comunione con il proprio dio attraverso la fagocitazione dell'animale che lo rappresenta, è ancora praticata da alcune tribù dell'Africa, della Nuova Zelanda e presso alcuni popoli dell'America del sud. In seguito, con l'evoluzione dei cerimoniali, il sangue che prima veniva bevuto direttamente dal collo dell'animale fu raccolto in coppe che venivano passate ai fedeli i quali se le portavano a turno alla bocca tra canti, preghiere propiziatorie e gesti magici eseguiti da sacerdoti i cui vestiti e le cui azioni apparivano simili a quelle dei loro corrispondenti cristiani successivi. In una seconda fase, dipendente soprattutto dal fatto che non a tutti era gradito bere del sangue, questo fu sostituito con il vino che doveva essere rosso e dolce perché lo eguagliasse il più possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo utilizzo del vino in sostituzione del sangue fu praticato in Egitto 1500 anni prima di Cristo dai sacerdoti della dea Iside.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cerimonia della trasformazione del vino nel sangue della divinità viene riportata da graffiti dell'epoca. A un punto stabilito della cerimonia il sacerdote eseguiva la consacrazione dicendo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; « Tu sei vino ma non sei vino perché tu sei le interiora di Iside. » &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo di che, preso il calice lo porgeva ai fedeli presenti che inginocchiati se lo passavano a turno ringraziando la divinità quale dispensatrice di grazie e di eternità. Altro rito che questi autori pretendono sarebbe stato molto simile a quello cristiano, praticato sempre nell'antico Egitto, era quello di mangiare forme di pane aventi forma di Osiride, per acquistare la forza del dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel culto di Attis e di Cibele il rito assumeva l'importanza di convivi collettivi. Tra canti e suoni si consumavano questi pasti comunitari che secondo questi studiosi venivano chiamati "banchetti eucaristici", per cui questi studiosi asseriscono di trovare somiglianze con le riunioni dei comunicandi seguaci del cristianesimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Delle cerimonie celebrative di Attis e di Cibele sono state ritrovate tavolette che riportano le formule di ringraziamento che i fedeli pronunciavano dopo aver bevuto il vino che si era trasformato nel sangue della divinità: « Io mi sono mischiato ad Attis » diceva il credente e il sacerdote riprendendo il calice aggiungeva: « Felice e bello, anche tu divenuto dio, ora potrai vincere la morte».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coloro che introdussero per primi il pane nel sacramento eucaristico come sostanza trasformabile nel corpo del dio furono i sacerdoti di Dionisio il quale, in qualità di dio della fertilità e dell'abbondanza, era simboleggiato da un chicco di grano. A un certo punto le consacrazioni furono eseguite da tutte le religioni su questi due elementi, tanto che in alcune di esse sarebbero stare ritrovate formule uguali a quelle che ancora oggi vengono praticate dalle religioni cristiane. Ma questa pratica eucaristica, che andò avanti per diversi secoli, per quanto fosse supportata da preghiere e cerimoniali che divenivano sempre più complessi ed elaborati nelle loro manifestazioni magiche fatte di segni in aria e di formule sibilline, cominciò a sembrare sempre più dubbia a causa di quell'evoluzione teologica che portò al seguente interrogativo: "Come può una divinità trasmettere all'uomo la virtù della resurrezione se egli non la possiede, dal momento che essendo eterno non è mai morto?" Quindi, per quel "nemo dat quod non habet" (nessuno può dare ciò che non ha), i teologi pagani pensarono di far discendere gli dei sulla terra affinché, divenendo uomini, potessero morire e quindi risorgere per acquisire la virtù della resurrezione da trasmettere agli uomini. Di conseguenza, essendo questi dei divenuti capaci di trasmettere la salvezza agli uomini, furono chiamati "Soteroi", cioè Salvatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Eucaristia nella Chiesa cattolica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Significato dell'Eucaristia&lt;br /&gt;L'Eucaristia è strettamente collegata con la Pasqua, con la morte e risurrezione di Gesù. Il fatto fondamentale che collega i due avvenimenti è l'ultima Cena: fondante l'eucaristia e annunciante la Pasqua. Cristo celebra la pasqua ebraica, ma le dona un nuovo significato. L'antica alleanza tra il popolo di Israele e Dio sul monte Sinai fu suggellata con il sangue di un sacrificio; così anche la nuova e definitiva alleanza del nuovo Israele è suggellata dal sacrificio di Cristo, vero Agnello che "toglie il peccato del mondo", che "riconcilia l'umanità col suo creatore". Nella cena pasquale ebraica, consistente in azzimi ed erbe amare, si assisteva al ricordo della liberazione dall'Egitto e degli eventi dell'esodo stesso. Nella cena pasquale cristiana - l'Eucaristia appunto - si assiste al ripresentarsi vivo e vero della passione morte del Figlio di Dio, che libera del peccato e "riconcilia nel suo amore il mondo intero". Perciò Gesù dice: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue": si tratta della nuova Pasqua dell'Agnello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'apostolo san Paolo scrive: "Ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice voi annunziate la morte del Signore finché egli venga". È necessario soffermarsi in modo particolare sulla comprensione dell'eucaristia come memoriale (anamnesi): questo termine nel contesto biblico - quindi con il termine ebraico "zikkaron" - indica azioni rituali riferite ad un evento (salvifico) passato in grado tuttavia di attualizzarlo, rendendolo presente ai celebranti nelle sue stesse dimensioni salvifiche, e proiettandolo anche verso il futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E nella concezione memoriale le confessioni cristiane trovano consenso nell'affermazione: "L'eucaristia è il memoriale di Gesù crocifisso e risorto, cioè il segno vivo ed efficace del suo sacrificio, compiuto una volta per tutte sulla croce e ancora operante in favore di tutta l'umanità" (Battesimo, eucaristia, ministero, documento ecumenico di Lima, 1982).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La consacrazione dell'eucaristia durante la Messa.L'intero complesso della celebrazione eucaristica (e dunque liturgia della parola e liturgia eucaristica) è il memoriale di tutto il mistero di Gesù, centrato nella sua morte e risurrezione; la preghiera eucaristica è, in modo particolare, pervasa dal tema del memoriale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo la chiesa cattolica, nelle specie consacrate del pane e del vino, dette anche Santissimo Sacramento dell'Altare, vi è la presenza reale di Cristo stesso, in corpo, sangue, anima e divinità. La continua riattualizzazione di questo grande mistero avviene mediante l'azione dello Spirito Santo. Per i cristiani cattolici e ortodossi la stessa Messa è effettivamente la rinnovazione dell'ultima Cena (ovvero "la sua continuazione in una Comunione di Santi che unisce i presenti alla Messa a chi è morto cristianamente prima di loro"). Il sacerdote che celebra l'Eucaristia, agendo in persona Christi, invoca la potenza dello Spirito Santo. Secondo la chiesa cattolica, avviene così la transustanziazione, ovvero il cambiamento "oltre la sostanza" (trans-substantia) del pane e del vino in corpo e del sangue di Cristo. Per i cristiani ogni Eucaristia, in quanto memoriale dell'evento sacrificale di Cristo, è sacrificio in modo attuale: la Chiesa lo considera dono del Signore e ne fa il suo sacrificio. Per questo invita i fedeli ad offrire se stessi a Dio in ubbidienza e devozione, perché - come ancora Paolo scrive - "chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini sé stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna". In quanto comunione alla Cena del Signore, nell'Eucaristia i fedeli trovano il fondamento, la fonte ed il vincolo dell'unione fra loro e con Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel I secolo d.C. la celebrazione dell'Eucaristia era molto semplice: si trattava di una commemorazione dell'ultima cena e della frazione del Pane tra i fratelli. Era celebrata nei giorni di domenica durante le riunioni dei primi cristiani, così come ci testimoniano gli scritti di san Giustino. Per molte confessioni cristiane evangeliche la commemorazione dell'ultima cena avviene ancora con queste modalità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La celebrazione eucaristica cattolica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La celebrazione eucaristica (nei riti latini detta Messa) è costituita da due parti, la Liturgia della Parola e la Liturgia eucaristica; esse sono così strettamente congiunte tra loro da formare un unico atto di culto. Nella Messa, infatti, viene imbandita tanto la "mensa della parola di Dio" quanto la "mensa del Corpo di Cristo", e i fedeli ne ricevono istruzione e ristoro. Ci sono inoltre alcuni riti che iniziano e altri che concludono la celebrazione perché l'Eucaristia è il centro e culmine della vita cristiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristo nell'Eucaristia, nella Parola e nell'assemblea&lt;br /&gt;L'eucaristia è celebrata da un ministro ordinato (sacerdote), all'interno della Santa Messa: essa consiste nel complesso della liturgia della parola e della liturgia eucaristica, aperto dai riti di ingresso e chiuso nei riti di conclusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Processione con il Santissimo Sacramento dei cattolici in Polonia (Stargard Szczeciński)Il Concilio Vaticano II insegna che si può vedere la presenza del Signore nell'assemblea riunita nel suo nome, nel sacerdote che celebra in persona Christi, nella Bibbia proclamata "giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la Scrittura", nel sacrificio della Messa "essendo egli stesso che, offrendosi una volta sulla croce, offre ancora sé stesso tramite il ministero dei sacerdoti, soprattutto nelle specie eucaristiche" (Sacrosanctum Concilium).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questa strada passa il riavvicinamento relativo fra cattolicesimo e protestantesimo: questo infatti aveva contestato le posizioni della Chiesa cattolica che poneva particolare attenzione alla presenza reale del Signore nel pane e nel vino eucaristici; nel documento ecumenico Battesimo, eucaristia, ministero leggiamo: "È in virtù della parola vivente di Cristo e per la potenza dello Spirito che il pane e il vino diventano i segni sacramentali del corpo e del sangue di Cristo. Essi rimangono tali in vista della comunione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Chiesa cattolica e quella ortodossa affermano che la presenza reale di Cristo nelle specie eucaristiche permane sino alla loro consumazione: perciò il Santissimo Sacramento è conservato nei tabernacoli (o cibori) per essere adorato, ma anche e soprattutto come riserva per la comunione ai malati e ai moribondi (in questo caso si usa il termine di "Viatico").&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Chiesa cattolica esistono specifici riti per l'adorazione eucaristica. Il "Corpo di Cristo" viene esposto nell'ostensorio all'adorazione dei fedeli. Il sacerdote può anche impartire la Benedizione Eucaristica ai fedeli con il Pane consacrato, solitamente conclusione del rito di adorazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Chiesa celebra ogni giorno l'Eucaristia (eccetto il Venerdì Santo,quando né pane né vino vengono consacrati) , ma in modo particolare essa è solennizzata nel giorno della sua istituzione, il giovedì santo, nella messa in coena Domini. Tuttavia, non potendo esternare tutta la solennità in quel giorno della Settimana Santa (che, come tale, esige un contesto di sobrietà), la festa è rimandata al giovedì della prima settimana dopo Pentecoste: si tratta della Solennità del Corpo e Sangue di Cristo, detta anche del Corpus Domini. Nella maggior parte delle nazioni cattoliche, tuttavia, tale festività di precetto è rimandata alla domenica successiva (seconda dopo Pentecoste).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pane del cammino&lt;br /&gt;Giovanni riporta le parole di Gesù: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno" e "dimora in me e io in lui" (Gv 6,54-56). L'eucaristia è dunque pegno d'immortalità, e sacramento di comunione con il Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo la Chiesa cattolica, in ogni Eucaristia si rinnova il sacrificio di Cristo per il mondo, nuova alleanza di Dio con l'uomo: il Signore dà nuovo nutrimento all'uomo e nuova forza alla Chiesa perché gli siano fedeli testimoni nelle vie del mondo, pronti a seguire con la propria vita la sua vita, donata nel servizio a tutti. Per questo la Chiesa invita i cristiani a partecipare alla Messa ogni domenica e di accostarsi alla comunione sacramentale almeno a Pasqua: la completa partecipazione all'eucaristia non può tralasciare questo suo fondamento che è proprio la comunione al corpo di Cristo, lasciata da Cristo stesso ai cristiani, anche come responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I miracoli eucaristici&lt;br /&gt;Benché la transustanziazione (trasformazione della sostanza del pane e del vino nel vero Corpo e Sangue di Cristo) sia secondo la fede cattolica un grande mistero sacramentale, le specie (ossia l'apparenza accidentale) del pane e del vino rimangono però usualmente intatte, e quindi non vi è propriamente Miracolo. Tuttavia nella storia della Chiesa sono riportati numerosi miracoli eucaristici, dei quali si enuncia qualche esempio. Secondo la narrazione ecclesiastica, il pane consacrato nella Messa divenne molte volte anche visivamente Carne e Sangue, per esempio a Lanciano e a Bolsena; a Trani una donna che aveva rubato un'ostia consacrata la vide trasformarsi in carne durante un suo atto sacrilego; a Padova un incredulo per sfida tenne la sua mula a digiuno per tre giorni, poi in piazza, di fronte al celebre frate Sant'Antonio, le mise davanti un bel fascio di fieno e un secchio d'acqua, ma la mula si voltò decisamente dall'altra parte e si inginocchiò davanti all' Ostensorio del Sacramento retto dal santo. In altri casi si sarebbero verificate levitazioni o splendide illuminazioni dell'Ostia. L'occasione di non poche tra le guarigioni registrate a Lourdes sarebbe la benedizione eucaristica serale. Alcuni fedeli (sia già dichiarati santi sia non ancora tali: per esempio Teresa Neumann) si afferma siano vissuti per alcuni o molti anni nutrendosi esclusivamente della Comunione quotidiana, senza assumere alcun altro cibo o bevanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Eucarestia nella Chiesa Ortodossa&lt;br /&gt;La celebrazione Eucaristica della Chiesa Ortodossa è anche chiamata Divina Liturgia. Per la Comunione questa Chiesa usa pane fermentato di frumento e vino rosso mescolato con acqua tiepida nel calice. Il pane preparato per la Comunione è chiamato Agnello. Il coltello con il quale il celebrante ritaglia le particole dalla Prosfora (il pane consacrato per la comunione) è chiamato lancia, a ricordo di quella che trafisse il Cristo dopo la morte sulla croce. L'Eucarestia è distribuita sempre sotto le due specie. Il Corpo e il Sangue di Cristo vengono amministrati dal celebrante attraverso un lungo cucchiaino d'oro. Dopo l'acclamazione del Diacono : "Con il timore di Dio e la fede, avvicinatevi!", coloro che si vogliono comunicare mettono le loro mani a forma di croce sul petto e avvicinandosi al calice, chiamato Potir, si comunicano. Uno o due Diaconi sorreggono un velo sotto i singoli comunicandi, per evitare che le Sacre Specie cadano e anche per asciugare le labbra di coloro che ricevono il Sangue di Cristo. Dopo aver comunicato, il fedele bacia la parte bassa del calice e si reca da una piccola mensa dove i ministranti gli danno da bere un liquido caldo benedetto (acqua e vino) e da mangiare un pezzetto di pane benedetto. Nella religione ortodossa, non essendoci limiti di età, eucarestia viene distribuita anche ai fanciulli o ai neonati, purché siano già stati battezzati. A questi, non riuscendo a deglutire viene dato solo il Sangue di Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Eucaristia nel Cristianesimo protestante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I protestanti chiamano generalmente l'Eucaristia Santa Cena. Le posizioni sul suo significato sono diverse, ma possono essere ricondotte a tre grandi interpretazioni, quella di Lutero, favorevole alla consustanziazione, quella di Zwingli, sostenitore di un significato puramente simbolico del pane e del vino ed infine quella di Giovanni Calvino e cioè quella di una presenza spirituale e di una partecipazione reale al corpo di Cristo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-8485058121730830476?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/8485058121730830476/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=8485058121730830476' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/8485058121730830476'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/8485058121730830476'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2009/04/eucarestia.html' title='Eucarestia'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-5964848870761534334</id><published>2009-04-05T20:25:00.000+02:00</published><updated>2009-04-05T20:30:10.867+02:00</updated><title type='text'>Triduo Pasquale</title><content type='html'>Il Triduo Pasquale è l'insieme delle celebrazioni cattoliche che concludono la Settimana santa, in cui si fa memoriale della passione, morte e risurrezione di Cristo. Secondo il Rito Romano, le celebrazioni principali sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Messa vespertina , il Giovedì Santo; &lt;br /&gt;Azione liturgica pomeridiana, il Venerdì Santo; &lt;br /&gt;Veglia Pasquale, nella notte del Sabato Santo; &lt;br /&gt;Celebrazione della Pasqua, nella giornata della Domenica. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Triduo Pasquale, secondo il Rito Romano, ha inizio con i Vespri del Giovedì Santo e si conclude con i Vespri del giorno di Pasqua.&lt;br /&gt;Esso costituisce l'unica celebrazione del Mistero Pasquale di Cristo, ripartita nei tre giorni di Venerdì Santo, Sabato Santo e Domenica di Risurrezione; i Vespri del Giovedì Santo possono essere considerati i Primi Vespri di questa solennità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Chiesa cattolica desidera ardentemente che i fedeli partecipino, se lo possono, alle celebrazioni principali del Triduo Pasquale, cioè la Messa vespertina in Coena Domini il Giovedì Santo, l'Azione liturgica in chiesa il Venerdì Santo, la Veglia Pasquale il Sabato Santo, la Messa della Domenica di Risurrezione; queste celebrazioni sono il nucleo più profondo della liturgia della Chiesa, e perciò sono più importanti delle altre devozioni che pure si accompagnano alla liturgia in questi giorni, come le processioni e le Via Crucis. Tuttavia il 1° precetto generale della Chiesa ("Partecipa alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimani libero dalle occupazioni del lavoro", Catechismo della Chiesa Cattolica, n° 2042) esige solo la partecipazione alla messa della Domenica di Risurrezione o, in alternativa, alla Veglia Pasquale (per intero) il Sabato Santo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caratteristica delle celebrazioni citate è che sono organizzate come un'unica liturgia; infatti la Messa in Coena Domini non termina con l'ite missa est, bensì in silenzio; l'azione liturgica del venerdì non comincia con l'usuale saluto e con il Segno della Croce e termina anch'essa senza saluto, in silenzio; infine la solenne veglia comincia in silenzio e termina finalmente con il saluto finale. Il Triduo Pasquale costituisce pertanto un'unica solennità, la più importante di tutto l'Anno liturgico cattolico; dal Gloria della messa del Giovedì a quello della Veglia le campane devono stare in liturgico silenzio; anticamente anche gli strumenti musicali dovevano tacere il Venerdì e il Sabato Santo, fino alla Veglia Pasquale, per meglio esprimere il senso penitenziale proprio di questi giorni; per questo molte composizioni di autori antichi per il Venerdì Santo furono scritte per solo coro. Oggi tuttavia è permesso l'uso degli strumenti musicali durante le celebrazioni di queste giornate, anche se solo per sostenere il canto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei giorni del Triduo Pasquale la Chiesa Cattolica invita i suoi fedeli a soddisfare anche il 2° e 3° precetto generale della Chiesa ("Confessa i tuoi peccati almeno una volta all'anno" e "Ricevi il sacramento dell'Eucaristia almeno a Pasqua", dopo la confessione sacramentale, CCC n° 2042); questi precetti garantiscono "un minimo in ordine alla recezione del Corpo e del Sangue del Signore in collegamento con le feste pasquali, origine e centro della Liturgia cristiana" (CCC n° 2042). Tuttavia il precetto di ricevere l'Eucaristia almeno a Pasqua può essere adempiuto, per giusta causa, in un altro giorno del tempo pasquale (cioè tra la Veglia Pasquale e la Pentecoste), sempre premettendo la confessione sacramentale (Codice di Diritto Canonico, canone 920).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine il Venerdì Santo è richiesto a tutti i fedeli con più di 14 anni l'astinenza dalle carni, e ai fedeli tra i 18 e i 60 anni il digiuno ecclesiastico, in ottemperanza al 4° precetto generale della Chiesa ("In giorni stabiliti dalla Chiesa astieniti dal mangiare carne e osserva il digiuno", CCC n° 2043); la Chiesa cattolica considera degno di lode protrarre anche al Sabato Santo il digiuno ecclesiastico e l'astinenza dalle carni, fino alla Veglia Pasquale, ma non ne fa un obbligo per i fedeli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-5964848870761534334?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/5964848870761534334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=5964848870761534334' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5964848870761534334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5964848870761534334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2009/04/triduo-pasquale.html' title='Triduo Pasquale'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-8681307657087429666</id><published>2009-03-02T21:00:00.000+01:00</published><updated>2009-03-02T21:04:05.493+01:00</updated><title type='text'>MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA QUARESIMA 2009</title><content type='html'>"Gesù, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, &lt;br /&gt;ebbe fame" (Mt 4,2) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'inizio della Quaresima, che costituisce un cammino di più intenso allenamento spirituale, la Liturgia ci ripropone tre pratiche penitenziali molto care alla tradizione biblica e cristiana - la preghiera, l'elemosina, il digiuno - per disporci a celebrare meglio la Pasqua e a fare così esperienza della potenza di Dio che, come ascolteremo nella Veglia pasquale, "sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti. Dissipa l'odio, piega la durezza dei potenti, promuove la concordia e la pace" (Preconio pasquale). Nel consueto mio Messaggio quaresimale, vorrei soffermarmi quest'anno a riflettere in particolare sul valore e sul senso del digiuno. La Quaresima infatti richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di intraprendere la sua missione pubblica. Leggiamo nel Vangelo: "Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame" (Mt 4,1-2). Come Mosè prima di ricevere le Tavole della Legge (cfr Es 34,28), come Elia prima di incontrare il Signore sul monte Oreb (cfr 1 Re 19,8), così Gesù pregando e digiunando si preparò alla sua missione, il cui inizio fu un duro scontro con il tentatore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo domandarci quale valore e quale senso abbia per noi cristiani il privarci di un qualcosa che sarebbe in se stesso buono e utile per il nostro sostentamento. Le Sacre Scritture e tutta la tradizione cristiana insegnano che il digiuno è di grande aiuto per evitare il peccato e tutto ciò che ad esso induce. Per questo nella storia della salvezza ricorre più volte l'invito a digiunare. Già nelle prime pagine della Sacra Scrittura il Signore comanda all'uomo di astenersi dal consumare il frutto proibito: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire" (Gn 2,16-17). Commentando l'ingiunzione divina, san Basilio osserva che "il digiuno è stato ordinato in Paradiso", e "il primo comando in tal senso è stato dato ad Adamo". Egli pertanto conclude: "Il 'non devi mangiare' è, dunque, la legge del digiuno e dell'astinenza" (cfr Sermo de jejunio: PG 31, 163, 98). Poiché tutti siamo appesantiti dal peccato e dalle sue conseguenze, il digiuno ci viene offerto come un mezzo per riannodare l'amicizia con il Signore. Così fece Esdra prima del viaggio di ritorno dall'esilio alla Terra Promessa, invitando il popolo riunito a digiunare "per umiliarci - disse - davanti al nostro Dio" (8,21). L'Onnipotente ascoltò la loro preghiera e assicurò il suo favore e la sua protezione. Altrettanto fecero gli abitanti di Ninive che, sensibili all'appello di Giona al pentimento, proclamarono, quale testimonianza della loro sincerità, un digiuno dicendo: "Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire!" (3,9). Anche allora Dio vide le loro opere e li risparmiò. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Nuovo Testamento, Gesù pone in luce la ragione profonda del digiuno, stigmatizzando l'atteggiamento dei farisei, i quali osservavano con scrupolo le prescrizioni imposte dalla legge, ma il loro cuore era lontano da Dio. Il vero digiuno, ripete anche altrove il divino Maestro, è piuttosto compiere la volontà del Padre celeste, il quale "vede nel segreto, e ti ricompenserà" (Mt 6,18). Egli stesso ne dà l'esempio rispondendo a satana, al termine dei 40 giorni passati nel deserto, che "non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" (Mt 4,4). Il vero digiuno è dunque finalizzato a mangiare il "vero cibo", che è fare la volontà del Padre (cfr Gv 4,34). Se pertanto Adamo disobbedì al comando del Signore "di non mangiare del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male", con il digiuno il credente intende sottomettersi umilmente a Dio, confidando nella sua bontà e misericordia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Troviamo la pratica del digiuno molto presente nella prima comunità cristiana (cfr At 13,3; 14,22; 27,21; 2 Cor 6,5). Anche i Padri della Chiesa parlano della forza del digiuno, capace di tenere a freno il peccato, reprimere le bramosie del "vecchio Adamo", ed aprire nel cuore del credente la strada a Dio. Il digiuno è inoltre una pratica ricorrente e raccomandata dai santi di ogni epoca. Scrive san Pietro Crisologo: "Il digiuno è l'anima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno, perciò chi prega digiuni. Chi digiuna abbia misericordia. Chi nel domandare desidera di essere esaudito, esaudisca chi gli rivolge domanda. Chi vuol trovare aperto verso di sé il cuore di Dio non chiuda il suo a chi lo supplica" (Sermo 43: PL 52, 320. 332). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai nostri giorni, la pratica del digiuno pare aver perso un po' della sua valenza spirituale e aver acquistato piuttosto, in una cultura segnata dalla ricerca del benessere materiale, il valore di una misura terapeutica per la cura del proprio corpo. Digiunare giova certamente al benessere fisico, ma per i credenti è in primo luogo una "terapia" per curare tutto ciò che impedisce loro di conformare se stessi alla volontà di Dio. Nella Costituzione apostolica Pænitemini del 1966, il Servo di Dio Paolo VI ravvisava la necessità di collocare il digiuno nel contesto della chiamata di ogni cristiano a "non più vivere per se stesso, ma per colui che lo amò e diede se stesso per lui, e ... anche a vivere per i fratelli" (cfr Cap. I). La Quaresima potrebbe essere un'occasione opportuna per riprendere le norme contenute nella citata Costituzione apostolica, valorizzando il significato autentico e perenne di quest'antica pratica penitenziale, che può aiutarci a mortificare il nostro egoismo e ad aprire il cuore all'amore di Dio e del prossimo, primo e sommo comandamento della nuova Legge e compendio di tutto il Vangelo (cfr Mt 22,34-40). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fedele pratica del digiuno contribuisce inoltre a conferire unità alla persona, corpo ed anima, aiutandola ad evitare il peccato e a crescere nell'intimità con il Signore. Sant'Agostino, che ben conosceva le proprie inclinazioni negative e le definiva "nodo tortuoso e aggrovigliato" (Confessioni, II, 10.18), nel suo trattato L'utilità del digiuno, scriveva: "Mi dò certo un supplizio, ma perché Egli mi perdoni; da me stesso mi castigo perché Egli mi aiuti, per piacere ai suoi occhi, per arrivare al diletto della sua dolcezza" (Sermo 400, 3, 3: PL 40, 708). Privarsi del cibo materiale che nutre il corpo facilita un'interiore disposizione ad ascoltare Cristo e a nutrirsi della sua parola di salvezza. Con il digiuno e la preghiera permettiamo a Lui di venire a saziare la fame più profonda che sperimentiamo nel nostro intimo: la fame e sete di Dio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al tempo stesso, il digiuno ci aiuta a prendere coscienza della situazione in cui vivono tanti nostri fratelli. Nella sua Prima Lettera san Giovanni ammonisce: "Se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l'amore di Dio?" (3,17). Digiunare volontariamente ci aiuta a coltivare lo stile del Buon Samaritano, che si china e va in soccorso del fratello sofferente (cfr Enc. Deus caritas est, 15). Scegliendo liberamente di privarci di qualcosa per aiutare gli altri, mostriamo concretamente che il prossimo in difficoltà non ci è estraneo. Proprio per mantenere vivo questo atteggiamento di accoglienza e di attenzione verso i fratelli, incoraggio le parrocchie ed ogni altra comunità ad intensificare in Quaresima la pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altresì l'ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l'elemosina. Questo è stato, sin dall'inizio, lo stile della comunità cristiana, nella quale venivano fatte speciali collette (cfr 2 Cor 8-9; Rm 15, 25-27), e i fedeli erano invitati a dare ai poveri quanto, grazie al digiuno, era stato messo da parte (cfr Didascalia Ap., V, 20,18). Anche oggi tale pratica va riscoperta ed incoraggiata, soprattutto durante il tempo liturgico quaresimale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quanto ho detto emerge con grande chiarezza che il digiuno rappresenta una pratica ascetica importante, un'arma spirituale per lottare contro ogni eventuale attaccamento disordinato a noi stessi. Privarsi volontariamente del piacere del cibo e di altri beni materiali, aiuta il discepolo di Cristo a controllare gli appetiti della natura indebolita dalla colpa d'origine, i cui effetti negativi investono l'intera personalità umana. Opportunamente esorta un antico inno liturgico quaresimale: "Utamur ergo parcius, / verbis, cibis et potibus, / somno, iocis et arctius / perstemus in custodia - Usiamo in modo più sobrio parole, cibi, bevande, sonno e giochi, e rimaniamo con maggior attenzione vigilanti". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle, a ben vedere il digiuno ha come sua ultima finalità di aiutare ciascuno di noi, come scriveva il Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II, a fare di sé dono totale a Dio (cfr Enc. Veritatis splendor, 21). La Quaresima sia pertanto valorizzata in ogni famiglia e in ogni comunità cristiana per allontanare tutto ciò che distrae lo spirito e per intensificare ciò che nutre l'anima aprendola all'amore di Dio e del prossimo. Penso in particolare ad un maggior impegno nella preghiera, nella lectio divina, nel ricorso al Sacramento della Riconciliazione e nell'attiva partecipazione all'Eucaristia, soprattutto alla Santa Messa domenicale. Con questa interiore disposizione entriamo nel clima penitenziale della Quaresima. Ci accompagni la Beata Vergine Maria, Causa nostrae laetitiae, e ci sostenga nello sforzo di liberare il nostro cuore dalla schiavitù del peccato per renderlo sempre più "tabernacolo vivente di Dio". Con questo augurio, mentre assicuro la mia preghiera perché ogni credente e ogni comunità ecclesiale percorra un proficuo itinerario quaresimale, imparto di cuore a tutti la Benedizione Apostolica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vaticano, 11 Dicembre 2008 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BENEDICTUS PP. XVI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-8681307657087429666?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/8681307657087429666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=8681307657087429666' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/8681307657087429666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/8681307657087429666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2009/03/messaggio-del-santo-padre-per-la.html' title='MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA QUARESIMA 2009'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-7648326934936057032</id><published>2009-02-04T20:36:00.002+01:00</published><updated>2009-02-04T20:42:30.524+01:00</updated><title type='text'>Presentazione del Signore</title><content type='html'>&lt;a href="http://blufiles.storage.live.com/y1pq_Vbo9LMLCu9xFkZonIgZs1v7hcMgiye2eK0UNjwLF8hZdvYO0UBvL6_csCmipkWG0UYD7E_Vss"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 528px; height: 400px;" src="http://blufiles.storage.live.com/y1pq_Vbo9LMLCu9xFkZonIgZs1v7hcMgiye2eK0UNjwLF8hZdvYO0UBvL6_csCmipkWG0UYD7E_Vss" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il 2 febbraio la Chiesa Cattolica celebra la Presentazione del Signore, popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti", come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l'usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anticamente questa festa veniva celebrata il 14 febbraio (40 giorni dopo l'Epifania), e la prima testimonianza al riguardo ci è data da Egeria nel suo Itinerarium Egeriae (cap. 26). La denominazione di "Candelora" data popolarmente alla festa deriva dalla somiglianza del rito del Lucernare, di cui parla Egeria: "Si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima" (Itinerarium 24, 4), con le antiche fiaccolate rituali che si facevano nei Lupercali (antichissima festività romana che si celebrava proprio a metà febbraio). Ma la somiglianza più significativa tra le due festività si ha nell'idea della purificazione: nell'una relativa all'usanza ebraica:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; « Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L'ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione »   (Levitico 12,2-4)   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nell'altra riguardo alla februatio (cfr. Ovidio, I Fasti 2, 19-24, 31-32ss [Gli antenati romani dissero Februe le espiazioni: e ancora molti indizi confermano tal senso della parola. I pontefici chiedono al re e al flamine le lane che nella lingua degli antichi erano dette februe. Gli ingredienti purificatori, il farro tostato e i granelli di sale, che il littore prende nelle case prestabilite, si dicono anch'essi februe. (...) Da ciò il nome del mese, perché i Luperci con strisce di cuoio percorrono tutta la città, e ciò considerano rito di purificazione...]). Durante il suo episcopato (tra il 492 e il 496 d.C.), il patriarca di Roma Gelasio ottenne dal Senato l'abolizione dei Lupercali ai quali fu sostituita nella devozione popolare la festa appunto della Candelora. Nel VI secolo la ricorrenza fu anticipata da Giustiniano al 2 febbraio, data in cui si festeggia ancora oggi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-7648326934936057032?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/7648326934936057032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=7648326934936057032' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/7648326934936057032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/7648326934936057032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2009/02/presentazione-del-signore.html' title='Presentazione del Signore'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-7149028468353505584</id><published>2009-01-24T17:03:00.003+01:00</published><updated>2009-01-24T17:10:35.242+01:00</updated><title type='text'>Il vescovo di Civita Castellana</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ofs-sandamiano.com/ofs/images/stories/foto%20home.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 399px; height: 421px;" src="http://www.ofs-sandamiano.com/ofs/images/stories/foto%20home.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entrato nel seminario minore di Fiesole, è stato ordinato sacerdote il 27 giugno 1971. Ha completato la propria formazione a Roma, conseguendo la licenza in teologia presso la pontificia Università Gregoriana e la licenza in Scienze bibliche al pontificio Istituto Biblico, risiedendo presso il Pontificio Seminario romano Maggiore fino al 1978.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la diocesi di Fiesole è stato quindi vicario parrocchiale a San Giovanni Valdarno fino al 1983. Dal 1983 al 1990 è stato assistente nazionale della branca Esploratori e Guide dell'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI) e direttore spirituale del Pontificio Seminario Romano Maggiore. Incardinato nella diocesi di Roma il 1° marzo 1990, in quello stesso anno è stato nominato parroco della chiesa romana di Nostra Signora di Coromoto ai Colli Portuensi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 10 dicembre 2007 è stato eletto vescovo di Civita Castellana, succedendo a mons. Divo Zadi. Consacrato vescovo il 12 gennaio 2008 nella basilica di San Giovanni in Laterano, è entrato in diocesi il 16 febbraio 2008.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-7149028468353505584?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/7149028468353505584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=7149028468353505584' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/7149028468353505584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/7149028468353505584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2009/01/il-vescovo-di-civita-castellana.html' title='Il vescovo di Civita Castellana'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-6179966849959009044</id><published>2008-12-29T15:18:00.000+01:00</published><updated>2008-12-29T15:24:06.292+01:00</updated><title type='text'>Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe</title><content type='html'>28 dicembre (celebrazione mobile) &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nazareth, Palestina, I secolo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martirologio Romano: Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, esempio santissimo per le famiglie cristiane che ne invocano il necessario aiuto. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La festa della Sacra Famiglia nella liturgia cattolica, nel secolo XVII veniva celebrata localmente; papa Leone XIII nel 1895, la fissò alla terza domenica dopo l’Epifania “omnibus potentibus”, ma fu papa Benedetto XV che nel 1921 la estese a tutta la Chiesa, fissandola alla domenica compresa nell’ottava dell’Epifania; papa Giovanni XXIII la spostò alla prima domenica dopo l’Epifania; attualmente è celebrata nella domenica dopo il Natale o in alternativa il 29 dicembre. &lt;br /&gt;La celebrazione fu istituita per dare un esempio e un impulso all’istituzione della famiglia, cardine del vivere sociale e cristiano, prendendo a riferimento i tre personaggi che la componevano, figure eccezionali sì ma con tutte le caratteristiche di ogni essere umano e con le problematiche di ogni famiglia. &lt;br /&gt;Innanzitutto le tre persone che la componevano: Maria la prescelta fra tutte le creature a diventare la corredentrice dell’umanità, che presuppose comunque il suo assenso con l’Annunciazione dell’arcangelo Gabriele. &lt;br /&gt;Seguì il suo sposalizio con il giusto Giuseppe, secondo i disegni di Dio e secondo la legge ebraica; e conservando la sua verginità, avvertì i segni della gravidanza con la Visitazione a s. Elisabetta, fino a divenire con la maternità, la madre del Figlio di Dio e madre di tutti gli uomini. &lt;br /&gt;E a lei toccò allevare il Divino Bambino con tutte le premure di una madre normale, ma con nel cuore la grande responsabilità per il compito affidatale da Dio e la pena per quanto le aveva profetizzato il vecchio Simeone durante la presentazione al Tempio: una spada ti trafiggerà il cuore. &lt;br /&gt;Infine prima della vita pubblica di Gesù, la troviamo citata nei Vamgeli, che richiama Gesù ormai dodicenne, che si era fermato nel Tempio con i dottori, mentre lei e Giuseppe lo cercavano angosciati da tre giorni. &lt;br /&gt;Giuseppe è l’altro componente della famiglia di Gesù, di lui non si sa molto; i Vangeli raccontano il fidanzamento con Maria, l’avviso dell’angelo per la futura maternità voluta da Dio, con l’invito a non ripudiarla, il matrimonio con lei, il suo trasferirsi con Maria a Betlemme per il censimento, gli episodi connessi alla nascita di Gesù, in cui Giuseppe fu sempre presente. &lt;br /&gt;Fu sempre lui ad essere avvisato in sogno da un angelo, dopo l’adorazione dei Magi, di mettere in salvo il Bambino dalla persecuzione scatenata da Erode il Grande e Giuseppe proteggendo la sua famiglia, li condusse in Egitto al sicuro. &lt;br /&gt;Dopo la morte dello scellerato re, ritornò in Galilea stabilendosi a Nazareth; ancora adempì alla legge ebraica portando Gesù al Tempio per la circoncisione, offrendo per la presentazione alcune tortore e colombe. &lt;br /&gt;La tradizione lo dice falegname, ma il Vangelo lo designa come artigiano; viene ancora menzionato nei testi sacri, che conduce Gesù e Maria a Gerusalemme, e qui con grande apprensione smarrisce Gesù, che aveva dodici anni, ritrovandolo dopo tre giorni che discuteva con i dottori nel Tempio; ritornati a Nazareth, come dice il Vangelo, il Bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza e la grazia di Dio era sopra di lui. &lt;br /&gt;Di lui non si sa altro, nemmeno della sua morte, avvenuta probabilmente prima della vita pubblica di Gesù, cioè prima dei 30 anni. &lt;br /&gt;La terza persona della famiglia è Gesù; con la sua presenza essa diventa la Sacra Famiglia; anche della sua infanzia non si sa praticamente niente; Egli, il Figlio di Dio, vive nel nascondimento della sua famiglia terrena, ubbidiente a sua madre ed a suo padre, collaborando da grandicello nella bottega di Giuseppe, meraviglioso esempio di umiltà. &lt;br /&gt;Certamente assisté il padre putativo nella sua vecchiaia e morte, come tutti i buoni figli fanno, ubbidientissimo alla madre, ormai vedova, fino ad operare per sua richiesta, il suo primo miracolo pubblico alle nozze di Cana. &lt;br /&gt;Non sappiamo quanti anni trascorsero con la Sacra Famiglia ridotta senza Giuseppe, il quale, se non fu presente negli anni della vita pubblica di Cristo, né alla sua Passione e morte e negli eventi successivi, la sua figura nella Cristianità, si diffuse in un culto sempre più crescente, in Oriente fin dal V secolo, mentre in Occidente lo fu dal Medioevo, sviluppandosi specie nell’Ottocento; è invocato per avere una buona morte, il nome Giuseppe è tra i più usati nella Cristianità. &lt;br /&gt;Pio IX nel 1870 lo proclamò patrono di tutta la Chiesa; nel 1955 Pio XII istituì al 1° maggio la festa di s. Giuseppe artigiano; dal 1962 il suo nome è inserito nel canone della Messa. &lt;br /&gt;La Sacra Famiglia è stato sempre un soggetto molto ispirato nella fantasia degli artisti, i maggiori pittori di tutti i secoli hanno voluto raffigurarla nelle sue varie espressioni della Natività, Adorazione dei Magi, Fuga in Egitto, nella bottega da artigiano (falegname), ecc. &lt;br /&gt;Il tema iconografico ha largamente ispirato gli artisti del Rinascimento, esso è composto in genere da Maria, Giuseppe e il Bambino oppure da Sant’Anna, la Vergine e il Bambino. Le più note rappresentazioni sono quella di Masaccio con s. Anna e quella di Michelangelo con s. Giuseppe, più conosciuta come Tondo Doni. È da ricordare in campo scultoreo e architettonico la “Sagrada Familia” di Antonio Gaudì a Barcellona. &lt;br /&gt;Numerose Congregazioni religiose sia maschili che femminili, sono intitolate alla Sacra Famiglia, in buona parte fondate nei secoli XIX e XX; come le “Suore della Sacra Famiglia”, fondate a Bordeaux nel 1820 dall’abate P.B.Noailles, dette anche ‘Suore di Loreto’; le “Suore della Sacra Famiglia di Nazareth” fondate nel 1875 a Roma, dalla polacca Siedliska; le “Piccole Suore della Sacra Famiglia” fondate nel 1892, dal beato Nascimbeni a Castelletto di Brenzone (Verona); i “Preti e fratelli della Sacra Famiglia” fondati nel 1856 a Martinengo, dalla beata Paola Elisabetta Cerioli; i “Figli della Sacra Famiglia” fondati nel 1864 in Spagna da José Mananet e tante altre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-6179966849959009044?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/6179966849959009044/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=6179966849959009044' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/6179966849959009044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/6179966849959009044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/12/santa-famiglia-di-ges-maria-e-giuseppe.html' title='Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-4725629938525499018</id><published>2008-12-02T20:59:00.000+01:00</published><updated>2008-12-02T21:04:13.568+01:00</updated><title type='text'>L'Avvento, preparazione al Santo Natale</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di † Vincenzo Rimedio&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;È opportuna una riflessione per poterci disporre convenientemente alla Solennità Natalizia. &lt;br /&gt;C'è una teologia ma anche una poesia di suddetta Festa: l'Incarnazione del Figlio di Dio, cui si aggiunge la soavità di sentimenti che ispira la Natività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le famiglie si ritrovano e possono avvertire davanti a Gesù Bambino le gioie degli affetti familiari. La famiglia, che oggi sperimenta tante sfide, resta lo spazio più idoneo per la realizzazione personale, spazio di affettività e di serenità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Avvento è tempo di speranza, di attesa del Messia predetto dai Profeti; è tempo inoltre di rinnovamento spirituale e sociale. Parlare oggi di speranza può risultare un anacronismo, ma - come credenti - non possiamo rinunciarvi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Natale ci ricorda che - come afferma il profeta Isaia - "un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità". Il bambino a suo tempo porterà a termine una missione di salvezza degli uomini, sarà l'alfa e l'omega della storia degli stessi e terrà in mano le sorti del mondo che passa, infine sarà il Risorto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Avvento è tempo di rinnovamento spirituale: la vita va avanti di tappa in tappa:&lt;br /&gt;questa dell'Avvento è un'occasione per un discernimento su come personalmente si vive, se c'è coerenza tra i pensieri propri, i propositi e la vita concreta che si conduce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certamente non sono assenti in ognuno principi religiosi, morali ravvivati dalla coscienza, che è - come afferma il Card. Newman - "la messaggera di Colui che nel mondo della natura, come in quello della grazia ci parla velatamente, ci istruisce, ci guida".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rischio attuale, della postmodernità, è di vivere il momento per il momento, senza riferimento al fine ultimo che non è la terra ma il Cielo. Sulla terra siamo soltanto pellegrini, in cammino verso la Patria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il mondo futuro poca luce ci può offrire la ragione rispetto alla fede che ne offre in buona misura. È necessario cercare per trovare e andare oltre le apparenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Avvento è tempo di rinnovamento sociale: i problemi odierni sono tanti ma non deve mancare la speranza: occorre più senso di responsabilità, di legalità, più etica.&lt;br /&gt;Senza questa si va alla decadenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È necessario ancora osare di, più da parte dei cristiani, degli uomini di buona volontà, delle Istituzioni, dei Responsabili della cosa pubblica per l'occupazione dei giovani, per la sicurezza e per l'elevazione sociale generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si possono arrestare lo sviluppo e la qualità della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Copyright CDM News - Pagine on-line del Centro Diocesano Multimediale "San Giuseppe Moscati" Vibo Valentia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-4725629938525499018?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/4725629938525499018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=4725629938525499018' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/4725629938525499018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/4725629938525499018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/12/lavvento-preparazione-al-santo-natale.html' title='L&apos;Avvento, preparazione al Santo Natale'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-3979918832079946294</id><published>2008-11-23T12:26:00.001+01:00</published><updated>2008-11-23T12:29:58.953+01:00</updated><title type='text'>Solennità di Cristo Re dell'Universo</title><content type='html'>&lt;em&gt;"1. Si celebra oggi la solennità di Cristo Re dell’universo. &lt;br /&gt;Questa festa è stata opportunamente collocata nell’ultima domenica dell’anno liturgico, per evidenziare che Gesù Cristo è il Signore del tempo e che in Lui trova compimento l’intero disegno della creazione e della redenzione.&lt;br /&gt;La figura del Re-Messia prende forma, nella coscienza del popolo d’Israele, attraverso l’Antica Alleanza. E’ Dio stesso che, specialmente mediante i Profeti, rivela agli Israeliti la sua volontà di radunarli come fa un pastore col gregge, perché vivano liberi e in pace nella terra promessa. A tal fine, Egli invierà il suo Consacrato - il “Cristo” in lingua greca - a riscattare il popolo dal peccato e ad introdurlo nel Regno.&lt;br /&gt;Gesù Nazareno porta a compimento nel mistero pasquale questa missione. Egli non viene a regnare come i re di questo mondo, ma a stabilire, per così dire, nel cuore dell’uomo, della storia e del cosmo la potenza divina dell’Amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Il Concilio Vaticano II ha proclamato in modo forte e chiaro al mondo contemporaneo la signoria di Cristo, e il suo messaggio è stato ripreso nel Grande Giubileo dell’Anno 2000. Anche l’umanità del terzo millennio ha bisogno di scoprire che Cristo è il suo Salvatore. E’ questo l’annuncio che i cristiani devono portare con rinnovato coraggio al mondo di oggi.&lt;br /&gt;Il Concilio Vaticano II ha ricordato, a questo riguardo, la speciale responsabilità dei fedeli laici (cfr Decr. Apostolicam actuositatem). In virtù del Battesimo e della Cresima, essi partecipano alla missione profetica di Cristo. Di conseguenza sono chiamati a “cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio” e anche a svolgere “i compiti propri nella Chiesa e nel mondo [...] con la loro azione per l’evangelizzazione e la santificazione degli uomini” (Lett. ap. Novo millennio ineunte, 46).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Tra tutte le creature angeliche e terrestri, Dio ha scelto la Vergine Maria per associarla in modo singolarissimo alla regalità del suo Figlio fatto uomo. E’ ciò che contempliamo nell’ultimo mistero glorioso del santo Rosario. Ci insegni Maria a testimoniare con coraggio il Regno di Dio e ad accogliere Cristo come Re della nostra esistenza e dell’intero universo."&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanni Paolo II°&lt;br /&gt;Angelus&lt;br /&gt;Domenica, 24 novembre 2002&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-3979918832079946294?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/3979918832079946294/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=3979918832079946294' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/3979918832079946294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/3979918832079946294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/11/solennit-di-cristo-re-delluniverso.html' title='Solennità di Cristo Re dell&apos;Universo'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-1903800385986193075</id><published>2008-10-23T14:04:00.002+02:00</published><updated>2008-10-23T14:09:29.372+02:00</updated><title type='text'>Santuario della Madonna del Divino Amore</title><content type='html'>Il Santuario della Madonna del Divino Amore è un santuario di Roma composto da due chiese: quella antica è del 1745, quella nuova è invece del 1999. È tuttora una meta di pellegrinaggio cara ai romani. Durante l'estate ogni sabato si tiene un pellegrinaggio notturno a piedi da Roma al Santuario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; Il primo miracolo  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nella primavera del 1740 un pellegrino diretto alla Basilica di San Pietro, si smarrisce nell'inospitale e insalubre campagna nei pressi di Castel di Leva, circa 12 km a sud di Roma. Scorti alcuni casali e un castello diroccato in cima ad una collina, il viandante vi si dirige sperando di trovare qualcuno che gli dia informazioni per trovare la giusta strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viene però assalito da un branco di cani rabbiosi che lo circondano. Il pellegrino, alzando lo sguardo, si accorge che sulla torre del castello, c’è un’icona che raffigura la Vergine con il Bambino, sovrastata dalla colomba dello Spirito Santo. Invoca perciò la Madonna che lo salvi da quel pericolo. Le bestie che gli sono addosso, di colpo si fermano e si dileguano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I pastori che sono nella zona, richiamati dalle urla del viandante, accorrono sul posto e, ascoltato il suo racconto, lo rimettono sulla strada per Roma. Il nome del pellegrino è ignoto ma la notizia dell'accaduto si diffuse ben presto in città tanto che l'icona della Madonna a Castel di Leva divenne ben presto meta di pellegrinaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt; Il Santuario  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il 5 settembre 1740 l'icona viene tolta della torre e portata nella vicina tenuta detta La Falconara, dove si trova la chiesetta di Santa Maria ad Magos. Il 19 aprile 1745, lunedì di Pasqua, l'icona viene trasferita in un luogo vicino alla torre, che oggi è ancora in piedi, dove intanto è stata costruita una nuova chiesa, opera di Filippo Raguzzini. L'affresco viene intronizzato nell’altare maggiore, dove attualmente si trova. La partecipazione della gente venuta da Roma e dai vicini Castelli è tale che papa Benedetto XIV decide di concedere l’indulgenza plenaria non solo per il giorno del trasferimento ma anche per i sette giorni successivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La custodia del nuovo Santuario è inizialmente problematica data la sua posizione in un posto isolato, facile preda di banditi e briganti: decine di ordini religiosi furono interpellati, ma nessuno se la sentì di affrontare un tale incarico. Il nuovo Santuario viene affidato prima ad un custode eremita, poi, nel 1805, a sacerdoti che vi dimorano solo nel periodo della Pentecoste, quando i pellegrinaggi sono più numerosi. Nel 1840, anno del centenario dal primo miracolo, la chiesa e l'altare vengono restaurati, gli stucchi nuovamente indorati, sono installati altri due altari e numerosi confessionali. Da Roma vengono portati drappi, damaschi e altri arredi sacri. Anche la via Ardeatina, che porta al Santuario, ridotta in un pessimo stato, viene risistemata. I festeggiamenti, cui partecipa anche re Michele di Portogallo iniziano il 7 giugno 1840, domenica di Pentecoste, per terminare 7 giorni dopo. Dopo i festeggiamenti per il centenario si apre una stagione di declino: intorno al Santuario, soprattutto nei giorni vicini alla Pentecoste, vengono allestite bancarelle di porchetta, di pecorino, di fave e di vino accompagnate dal fenomeno delle "madonnare" ossia popolane romane, per lo più erbivendole e lavandaie, che festeggiavano la loro particolare festa annuale proprio nel lunedì di Pentecoste. Questa commistione tra sacro e profano (il pellegrinaggio al Divino Amore era diventato ormai sinonimo di "gita fuori porta") portò ad una progressiva decadenza del Santuario nei primi decenni del 1900 che cadde quasi nell'oblio. Nel 1930, quando il Santuario passa alla dipendenza del Vicariato, viene inviato sul posto, con l'obbligo di residenza, un rettore che dal 1932 diventa anche parroco della Parrocchia del Divino Amore. Il primo rettore del Santuario è stato il giovane sacerdote Umberto Terenzi (di cui è ora in corso il processo di canonizzazione), che era sopravvissuto ad un incidente stradale proprio nei pressi del Santuario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; 4 giugno 1944: un voto per la salvezza di Roma  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Gli eventi della seconda guerra mondiale coinvolgono anche la Madonna del Divino Amore. Dopo che, all'indomani dell'8 settembre 1943, la zona del Santuario era stata bombardata, l'icona della Madonna fu portata a Roma il 24 gennaio 1944. Accolta trionfalmente in città dal popolo, l'immagine viene dapprima portata nella chiesetta della Madonna del Divino Amore, che si trova nei pressi di piazza Fontanella Borghese, ma in maggio, dato l'enorme afflusso di fedeli, viene trasferita in San Lorenzo in Lucina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Papa Pio XII, vista l'imminenza della battaglia per la conquista di Roma tra i nazisti e gli Alleati, invita solennemente i romani a pregare per la salvezza della città durante l'ottavario della Pentecoste e la novena della Madonna del Divino Amore, iniziate quell'anno il 28 maggio 1944. L’affluenza a San Lorenzo in Lucina in quei giorni aumenta così tanto (il giornale La Civiltà Cattolica riferisce di 15.000 comunioni distribuite quotidianamente) che si è costretti a trasferire l'immagine della Madonna nella più ampia Sant'Ignazio di Loyola a Campo Marzio. Il 4 giugno, lo stesso giorno in cui termina l’ottavario, si decide la sorte di Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle 18 nella chiesa gremitissima di Sant'Ignazio viene letto il testo del voto dei romani alla Madonna del Divino Amore affinché la città venga risparmiata dalla distruzione della guerra. I fedeli promettono di correggere la propria condotta morale, di erigere un nuovo Santuario e di realizzare un'opera di carità a Castel di Leva. Il voto viene espresso in gran fretta, per via del coprifuoco che sarebbe scattato alle 19. A leggere il voto, in luogo del Papa (impossibilitato a lasciare il Vaticano per il pericolo della deportazione), è il camerlengo dei parroci, padre Gremigni. Quella stessa sera i tedeschi lasciano la città e le truppe alleate fanno il loro ingresso trionfale in città. L'11 giugno, come per oltre quattro mesi avevano fatto migliaia di romani, papa Pio XII può recarsi nella chiesa di Sant’Ignazio e celebrare una messa di ringraziamento alla Madonna del Divino Amore cui viene dato il titolo di Salvatrice dell'Urbe. Durante l'omelia il Pontefice disse:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Noi oggi siamo qui non solo per chiederLe i suoi celesti favori, ma innanzitutto per ringraziarLa di ciò che è accaduto, contro le umane previsioni, nel supremo interesse della Città eterna e dei suoi abitanti. La nostra Madre Immacolata ancora una volta ha salvato Roma da gravissimi imminenti pericoli; Ella ha ispirato, a chi ne aveva in mano la sorte, particolari sensi di riverenza e di moderazione; onde, nel mutare degli eventi, e pur in mezzo all’immane conflitto, siamo stati testimoni di una incolumità, che ci deve riempire l’animo di tenera gratitudine verso Dio e la sua purissima Madre.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; L'adempimento del voto  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Finita la guerra, sotto l'impulso del rettore Don Umberto Terenzi, il Santuario a Castel di Leva rinasce: nasce il seminario degli Oblati del Divino Amore (che da allora custodiscono e animano il Santuario), la Congregazione delle Figlie della Madonna del Divino Amore (ancora oggi impegnate nel servizio alle opere di carità nate intorno al Santuario come la scuola per l’infanzia, accoglienza e assistenza delle minori in difficoltà).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Don Terenzi tentò di provvedere alla costruzione di un nuovo Santuario per assolvere al voto fatto alla fine della guerra, ma le difficoltà burocratiche e le difficoltà logistiche gli impedirono sempre di realizzare quest’opera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dovrà aspettare l’8 gennaio 1996 perché il cardinale vicario Camillo Ruini ponga la prima pietra di quello che, per il Giubileo del 2000, è diventato il nuovo Santuario. La struttura, in grado di accogliere oltre 1500 pellegrini, è stata realizzata ai piedi della collina, fuori dalle antiche mura, senza violare il paesaggio della campagna romana e il complesso monumentale settecentesco. Il nuovo santuario è stato progettato da Padre Costantino Ruggeri (1925-2007), pittore, scultore, vetratista, "batisseur d'églises" e infine - o innanzitutto - frate francescano e sacerdote.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; Pellegrinaggio Notturno  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il Santuario del Divino Amore è una meta di pellegrinaggio molto cara ai romani: ogni sabato, dal primo dopo Pasqua all'ultimo di ottobre, si tiene un pellegrinaggio notturno a piedi con partenza a mezzanotte da Piazza di Porta Capena, nei pressi del Circo Massimo. All'alba, dopo aver percorso 14 km si giunge al Santuario dove si celebra la messa del pellegrino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; Sacra Rappresentazione della Via Crucis &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ogni anno, la Domenica delle Palme e il Venerdì Santo, il Santuario della Madonna del Divino Amore mette in scena una spettacolare rappresentazione teatrale all'aperto: la Sacra Rappresentazione della Via Crucis. Più di duecento persone, senza compenso, recitano in questa suggestiva rappresentazione, che si tiene di notte sulle colline che circondano il santuario. Lo spettacolo narrato mostra gli ultimi eventi della vita di Gesù: la trionfale entrata in Gerusalemme, l'ultima cena, il tradimento di Giuda e la cattura di Gesù, il processo di Gesù davanti ai sommi sacerdoti, l'interrogatorio di Gesù da parte di Ponzio Pilato, la flagellazione e la coronazione di spine, la salita di Gesù sul monte Calvario sotto il peso della croce, gli incontri con la Madonna, le pie donne e la Veronica, ed infine la crocefissione, la morte, la resurrezione e l'ascensione di Gesù. La scena è resa ancora più suggestiva dalla presenza dei soldati romani a cavallo, dai fuochi che illuminano la notte, dalla luna piena, dai numerosi effetti speciali e dai sofisticati costumi indossati dagli attori. Migliaia di persone, da tutto il mondo, accorrono ogni anno per assistere a questa rappresentazione ispirata alla Sacra Sindone.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-1903800385986193075?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/1903800385986193075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=1903800385986193075' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/1903800385986193075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/1903800385986193075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/10/santuario-della-madonna-del-divino.html' title='Santuario della Madonna del Divino Amore'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-262523068232323715</id><published>2008-10-03T19:35:00.001+02:00</published><updated>2008-10-03T19:58:49.840+02:00</updated><title type='text'>L'Imitazione di Cristo</title><content type='html'>La Imitazione di Cristo (titolo originale in latino: De Imitatione Christi) è, dopo la Bibbia, il testo più diffuso di tutta la letteratura cristiana occidentale. Il testo è in lingua latina ed è comunemente attribuito al monaco agostiniano Tommaso da Kempis (sebbene permangano dei dubbi sulla paternità dell'opera).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scritto durante il periodo medievale, oggetto dell'opera è la via da percorrere per raggiungere la perfezione ascetica, seguendo le orme di Gesù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si contano attualmente oltre settecento manoscritti e più di tremila edizioni in oltre cento lingue. È un testo tuttora considerato di riferimento per tutte le Chiese cristiane (cattolica, protestante e ortodossa).&lt;br /&gt;L'opera si divide in quattro libri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Libro I (Libro della imitazione di Cristo e del dispregio del mondo e di tutte le sue vanità) sollecita ad abbandonare la vacuità delle cose materiali ed a porre al centro dell'attenzione la carità, la conformità a Cristo, la meditazione, l'obbedienza e la contrizione. &lt;br /&gt;Il Libro II (Dell'interna conversazione) insiste sulla necessità e l'inevitabilità della sofferenza per poter entrare nel regno di Dio ed elabora una serie di precetti per vivere una vita interiore molto intensa. &lt;br /&gt;Il Libro III (Dell'interna consolazione) segna un mutamento nello stile: il testo diventa infatti una sorta di dialogo mistico con Cristo. &lt;br /&gt;Il Libro IV (Libro del sacramento del corpo di Cristo) esorta, sempre sottoforma di dialogo, alla unione con Cristo attraverso l'eucarestia. &lt;br /&gt;Come accennato, permangono dubbi sul reale autore del testo. Lo storico britannico Brian McNeil suppone che il vero autore sia Jean Gerson, abate benedettino vissuto nella prima metà del XIII secolo.[1]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una terza teoria ritiene invece che l'opera sia frutto del lavoro di più persone che hanno provveduto a completare il testo in tempi diversi. L'ipotesi si basa sulla differente impostazione stilistica dei primi due libri rispetto agli ultimi due.[2] In effetti, i primi due libri sembrano abbozzare una sorta di "regola monastica", "intesa al governo della vita interiore"[3] e quasi contrapposta alle scuole filosofiche realista e dei nominalista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il terzo libro è scritto con uno stile più drammatico, probabilmente aggiunto in un momento successivo. Il quarto libro, incentrato completamente sull'importanza dell'eucarestia, fa altresì pensare ad una stesura più tarda - probabilmente risalente al XIV secolo, quando le dispute su quel sacramento erano particolarmente accese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-262523068232323715?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/262523068232323715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=262523068232323715' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/262523068232323715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/262523068232323715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/10/limitazione-di-cristo.html' title='L&apos;Imitazione di Cristo'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-8873130119087448884</id><published>2008-09-20T21:09:00.003+02:00</published><updated>2008-09-20T21:16:55.927+02:00</updated><title type='text'>San Michele Arcangelo</title><content type='html'>&lt;a href="http://santiebeati.it/immagini/Original/21600/21600A.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://santiebeati.it/immagini/Original/21600/21600A.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;San Michele Arcangelo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;29 settembre &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Nuovo Testamento il termine "arcangelo" è attribuito a Michele. Solo in seguito venne esteso a Gabriele e Raffaele, gli unici tre arcangeli riconosciuti dalla Chiesa, il cui nome è documentato nella Bibbia. San Michele, "chi come Dio?", è capo supremo dell'esercito celeste, degli angeli fedeli a Dio. Antico patrono della Sinagoga oggi è patrono della Chiesa Universale, che lo ha considerato sempre di aiuto nella lotta contro le forze del male. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Patronato: Polizia, Radiologi, Droghieri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Etimologia: Michele = chi come Dio?, dall'ebraico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martirologio Romano: Festa dei santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli. Nel giorno della dedicazione della basilica intitolata a San Michele anticamente edificata a Roma al sesto miglio della via Salaria, si celebrano insieme i tre arcangeli, di cui la Sacra Scrittura rivela le particolari missioni: giorno e notte essi servono Dio e, contemplando il suo volto, lo glorificano incessantemente. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nome dell’arcangelo Michele, che significa “chi è come Dio ?”, è citato cinque volte nella Sacra Scrittura; tre volte nel libro di Daniele, una volta nel libro di Giuda e nell'Apocalisse di s. Giovanni Evangelista e in tutte le cinque volte egli è considerato “capo supremo dell’esercito celeste”, cioè degli angeli in guerra contro il male, che nell’Apocalisse è rappresentato da un dragone con i suoi angeli; esso sconfitto nella lotta, fu scacciato dai cieli e precipitato sulla terra. &lt;br /&gt;In altre scritture, il dragone è un angelo che aveva voluto farsi grande quanto Dio e che Dio fece scacciare, facendolo precipitare dall’alto verso il basso, insieme ai suoi angeli che lo seguivano. &lt;br /&gt;Michele è stato sempre rappresentato e venerato come l’angelo-guerriero di Dio, rivestito di armatura dorata in perenne lotta contro il Demonio, che continua nel mondo a spargere il male e la ribellione contro Dio. &lt;br /&gt;Egli è considerato allo stesso modo nella Chiesa di Cristo, che gli ha sempre riservato fin dai tempi antichissimi, un culto e devozione particolare, considerandolo sempre presente nella lotta che si combatte e si combatterà fino alla fine del mondo, contro le forze del male che operano nel genere umano. &lt;br /&gt;Dante nella sua ‘Divina Commedia’ pone il demonio (l’angelo Lucifero) in fondo all’inferno, conficcato a testa in giù al centro della terra, che si era ritirata al suo cadere, provocando il grande cratere dell’inferno dantesco. Dopo l’affermazione del cristianesimo, il culto per san Michele, che già nel mondo pagano equivaleva ad una divinità, ebbe in Oriente una diffusione enorme, ne sono testimonianza le innumerevoli chiese, santuari, monasteri a lui dedicati; nel secolo IX solo a Costantinopoli, capitale del mondo bizantino, si contavano ben 15 fra santuari e monasteri; più altri 15 nei sobborghi. &lt;br /&gt;Tutto l’Oriente era costellato da famosi santuari, a cui si recavano migliaia di pellegrini da ogni regione del vasto impero bizantino e come vi erano tanti luoghi di culto, così anche la sua celebrazione avveniva in tanti giorni diversi del calendario. &lt;br /&gt;Perfino il grande fiume Nilo fu posto sotto la sua protezione, si pensi che la chiesa funeraria del Cremlino a Mosca in Russia, è dedicata a S. Michele. Per dirla in breve non c’è Stato orientale e nord africano, che non possegga oggetti, stele, documenti, edifici sacri, che testimoniano la grande venerazione per il santo condottiero degli angeli, che specie nei primi secoli della Chiesa, gli venne tributata. &lt;br /&gt;In Occidente si hanno testimonianze di un culto, con le numerosissime chiese intitolate a volte a S. Angelo, a volte a S. Michele, come pure località e monti vennero chiamati Monte Sant’Angelo o Monte San Michele, come il celebre santuario e monastero in Normandia in Francia, il cui culto fu portato forse dai Celti sulla costa della Normandia; certo è che esso si diffuse rapidamente nel mondo Longobardo, nello Stato Carolingio e nell’Impero Romano. &lt;br /&gt;In Italia sano tanti i posti dove sorgevano cappelle, oratori, grotte, chiese, colline e monti tutti intitolati all’arcangelo Michele, non si può accennarli tutti, ci fermiamo solo a due: Tancia e il Gargano. &lt;br /&gt;Sul Monte Tancia, nella Sabina, vi era una grotta già usata per un culto pagano, che verso il VII secolo, fu dedicata dai Longobardi a S. Michele; in breve fu costruito un santuario che raggiunse gran fama, parallela a quella del Monte Gargano, che comunque era più antico. &lt;br /&gt;La celebrazione religiosa era all’8 maggio, data praticata poi nella Sabina, nel Reatino, nel Ducato Romano e ovunque fosse estesa l’influenza della badia benedettina di Farfa, a cui i Longobardi di Spoleto, avevano donato quel santuario. &lt;br /&gt;Ma il più celebre santuario italiano dedicato a S. Michele, è quello in Puglia sul Monte Gargano; esso ha una storia che inizia nel 490, quando era papa Gelasio I; la leggenda racconta che casualmente un certo Elvio Emanuele, signore del Monte Gargano (Foggia) aveva smarrito il più bel toro della sua mandria, ritrovandolo dentro una caverna inaccessibile. &lt;br /&gt;Visto l’impossibilità di recuperarlo, decise di ucciderlo con una freccia del suo arco; ma la freccia inspiegabilmente invece di colpire il toro, girò su sé stessa colpendo il tiratore ad un occhio. Meravigliato e ferito, il signorotto si recò dal suo vescovo s. Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto (odierna Manfredonia) e raccontò il fatto prodigioso. &lt;br /&gt;Il presule indisse tre giorni di preghiere e di penitenza; dopodiché s. Michele apparve all’ingresso della grotta e rivelò al vescovo: “Io sono l’arcangelo Michele e sto sempre alla presenza di Dio. La caverna è a me sacra, è una mia scelta, io stesso ne sono vigile custode. Là dove si spalanca la roccia, possono essere perdonati i peccati degli uomini…Quel che sarà chiesto nella preghiera, sarà esaudito. Quindi dedica la grotta al culto cristiano”. &lt;br /&gt;Ma il santo vescovo non diede seguito alla richiesta dell’arcangelo, perché sul monte persisteva il culto pagano; due anni dopo, nel 492 Siponto era assediata dalle orde del re barbaro Odoacre (434-493); ormai allo stremo, il vescovo e il popolo si riunirono in preghiera, durante una tregua, e qui riapparve l’arcangelo al vescovo s. Lorenzo, promettendo loro la vittoria, infatti durante la battaglia si alzò una tempesta di sabbia e grandine che si rovesciò sui barbari invasori, che spaventati fuggirono. &lt;br /&gt;Tutta la città con il vescovo, salì sul monte in processione di ringraziamento; ma ancora una volta il vescovo non volle entrare nella grotta. Per questa sua esitazione che non si spiegava, s. Lorenzo Maiorano si recò a Roma dal papa Gelasio I (490-496), il quale gli ordinò di entrare nella grotta insieme ai vescovi della Puglia, dopo un digiuno di penitenza. &lt;br /&gt;Recatosi i tre vescovi alla grotta per la dedicazione, riapparve loro per la terza volta l’arcangelo, annunziando che la cerimonia non era più necessaria, perché la consacrazione era già avvenuta con la sua presenza. La leggenda racconta che quando i vescovi entrarono nella grotta, trovarono un altare coperto da un panno rosso con sopra una croce di cristallo e impressa su un masso l’impronta di un piede infantile, che la tradizione popolare attribuisce a s. Michele. &lt;br /&gt;Il vescovo san Lorenzo fece costruire all’ingresso della grotta, una chiesa dedicata a s. Michele e inaugurata il 29 settembre 493; la Sacra Grotta è invece rimasta sempre come un luogo di culto mai consacrato da vescovi e nei secoli divenne celebre con il titolo di “Celeste Basilica”. &lt;br /&gt;Attorno alla chiesa e alla grotta è cresciuta nel tempo la cittadina di Monte Sant’Angelo nel Gargano. I Longobardi che avevano fondato nel secolo VI il Ducato di Benevento, vinsero i feroci nemici delle coste italiane, i saraceni, proprio nei pressi di Siponto, l’8 maggio 663, avendo attribuito la vittoria alla protezione celeste di s. Michele, essi presero a diffondere come prima accennato, il culto per l’arcangelo in tutta Italia, erigendogli chiese, effigiandolo su stendardi e monete e instaurando la festa dell’8 maggio dappertutto. &lt;br /&gt;Intanto la Sacra Grotta diventò per tutti i secoli successivi, una delle mete più frequentate dai pellegrini cristiani, diventando insieme a Gerusalemme, Roma, Loreto e S. Giacomo di Compostella, i poli sacri dall’Alto Medioevo in poi. &lt;br /&gt;Sul Gargano giunsero in pellegrinaggio papi, sovrani, futuri santi. Sul portale dell’atrio superiore della basilica, che non è possibile descrivere qui, vi è un’iscrizione latina che ammonisce: “che questo è un luogo impressionante. Qui è la casa di Dio e la porta del Cielo”. &lt;br /&gt;Il santuario e la Sacra Grotta sono pieni di opere d’arte, di devozione e di voto, che testimoniano lo scorrere millenario dei pellegrini e su tutto campeggia nell’oscurità la statua in marmo bianco di S. Michele, opera del Sansovino, datata 1507. &lt;br /&gt;L’arcangelo è comparso lungo i secoli altre volte, sia pure non come sul Gargano, che rimane il centro del suo culto, ed il popolo cristiano lo celebra ovunque con sagre, fiere, processioni, pellegrinaggi e non c’è Paese europeo che non abbia un’abbazia, chiesa, cattedrale, ecc. che lo ricordi alla venerazione dei fedeli. &lt;br /&gt;Apparendo ad una devota portoghese Antonia de Astonac, l’arcangelo promise la sua continua assistenza, sia in vita che in purgatorio e inoltre l’accompagnamento alla S. Comunione da parte di un angelo di ciascuno dei nove cori celesti, se avessero recitato prima della Messa la corona angelica che gli rivelò. &lt;br /&gt;I cori sono: Serafini, Cherubini, Troni, Dominazioni, Potestà, Virtù, Principati, Arcangeli ed Angeli. La sua festa liturgica principale in Occidente è iscritta nel Martirologio Romano al 29 settembre e nella riforma del calendario liturgico del 1970, è accomunato agli altri due arcangeli più conosciuti, Gabriele e Raffaele nello stesso giorno, mentre l’altro arcangelo a volte nominato nei sacri testi, Uriele non gode di un culto proprio. &lt;br /&gt;Per la sua caratteristica di “guerriero celeste” s. Michele è patrono degli spadaccini, dei maestri d’armi; poi dei doratori, dei commercianti, di tutti i mestieri che usano la bilancia, i farmacisti, pasticcieri, droghieri, merciai; fabbricanti di tinozze, inoltre è patrono dei radiologi e della Polizia. &lt;br /&gt;È patrono principale delle città italiane di Cuneo, Caltanissetta, Monte Sant’Angelo, Sant’Angelo dei Lombardi, compatrono di Caserta. &lt;br /&gt;Difensore della Chiesa, la sua statua compare sulla sommità di Castel S. Angelo a Roma, che come è noto era diventata una fortezza in difesa del Pontefice; protettore del popolo cristiano, così come un tempo lo era dei pellegrini medievali, che lo invocavano nei santuari ed oratori a lui dedicati, disseminati lungo le strade che conducevano alle mete dei pellegrinaggi, per avere protezione contro le malattie, lo scoraggiamento e le imboscate dei banditi. &lt;br /&gt;Per quanto riguarda la sua raffigurazione nell’arte in generale, è delle più vaste; ogni scuola pittorica in Oriente e in Occidente, lo ha quasi sempre raffigurato armato in atto di combattere il demonio. &lt;br /&gt;Sul Monte Athos nel convento di Dionisio del 1547, i tre principale arcangeli sono così raffigurati, Raffaele in abito ecclesiastico, Michele da guerriero e Gabriele in pacifica posa e rappresentano i poteri religioso, militare e civile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-8873130119087448884?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/8873130119087448884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=8873130119087448884' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/8873130119087448884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/8873130119087448884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/09/san-michele-arcangelo.html' title='San Michele Arcangelo'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-4339733297462327541</id><published>2008-09-08T11:17:00.015+02:00</published><updated>2008-09-09T11:29:56.865+02:00</updated><title type='text'>Parrocchia San Michele Arcangelo 1908-2008</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SMZBOB2H8LI/AAAAAAAAAYY/E4sFVb-ZLQ0/s1600-h/scansione0001.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SMZBOB2H8LI/AAAAAAAAAYY/E4sFVb-ZLQ0/s400/scansione0001.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243950525388943538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-4339733297462327541?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/4339733297462327541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=4339733297462327541' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/4339733297462327541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/4339733297462327541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/09/san-michele-arcangelo-1908-2008-sulla.html' title='Parrocchia San Michele Arcangelo 1908-2008'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SMZBOB2H8LI/AAAAAAAAAYY/E4sFVb-ZLQ0/s72-c/scansione0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-5139053509436561050</id><published>2008-07-01T21:56:00.003+02:00</published><updated>2008-07-01T22:14:32.127+02:00</updated><title type='text'>Guida per una buona confessione</title><content type='html'>&lt;a href="http://farm1.static.flickr.com/31/44602807_a21f1b1ea6.jpg?v=0"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://farm1.static.flickr.com/31/44602807_a21f1b1ea6.jpg?v=0" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prima di confessarsi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per prepararti al sacramento della riconciliazione, mettiti fidu­ciosamente in presenza di Dio, chiedi a Lui di illuminare la tua mente e il tuo cuore. Confronta la tua vita con le parole e le opere di Gesù. Avverti un senso di dispiacere o sei addolorato perché ti accorgi di aver raffreddato o interrotto la tua amici­zia con Dio e di aver offeso qualche fratello. Desideri sincera­mente migliorare i tuoi atteggiamenti, riprendere il cammino interrotto dell'amicizia con Dio e il prossimo e chiedi l'aiuto di Dio per cercare di non offenderlo più. Non vergognarti di dire i tuoi peccati al confessore: egli non ti giudicherà né si scandalizzerà, per grandi che fossero le tue mancanze; anzi, si rallegrerà che tu ti stia riconciliando con il Padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Guida per l'esame di coscienza&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;1. Conosco le principali verità della fede cattolica? Le ho nega­te o accetto dottrine contrarie a ciò che insegna la Chiesa? Ho mancato di rispetto al nome di Dio, dei Santi, ai sacramenti...?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Sono superstizioso? Ho partecipato ad atti di magia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Ho ricevuto la Comunione sapendo di non essere in grazia di Dio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Non ho partecipato, per colpa mia, alla Messa la domenica  e le feste di precetto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Mi ricordo di Dio nella mia giornata? Prego almeno un po' la mattina e la sera ? Elevo a Lui il cuore per ringraziarLo o per pregarLo nelle diverse circostanze?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Ho taciuto coscientemente nella Confessione qualche peccato ­mortale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Sono rispettoso ed affettuoso con i miei genitori e famiglia­ri? Li aiuto, sono comprensivo e paziente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. Litigo con frequenza con familiari, compagni, o estranei? Nutro odio, rancore o disprezzo verso qualcuno? Ho sparlato di altri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9.Cerco di aiutare gli altri? Ho negato il mio aiuto ingiustificatamente quando me l'hanno chiesto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10.Compio i miei doveri familiari e civili?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11.Ho ferito altri con azioni o parole? Ho messo in pericolo senza necessità la salute mia o altrui? Sono prudente nella guida, nello sport?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12. Ho commesso atti impuri? Sono caduto in pensieri o sguardi  impuri?  Nel  matrimonio, ho osservato  la  morale coniugale della Chiesa? Ho guardato riviste, libri, pagine in internet, film, programmi in TV immorali?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13. Mi preoccupo della formazione cristiana dei miei figli? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14. Ho preso o trattenuto denaro o cose che non sono mie? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15. Lavoro onestamente e con responsabilità?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;16. Ho sprecato il denaro in vanità o capricci, o ho comprano oltre le mie possibilità?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;17. Aiuto materialmente i poveri, i malati e la Chiesa nelle loro necessità?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;18. Ho danneggiato altri calunniando? Ho mentito?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;19. Sono stato superbo o invidioso? Mi sforzo per perdonare e riconciliarmi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20. Sono stato goloso? Mi lascio dominare dalla pigrizia? Perdo tempo futilmente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va' al confessionale e comincia serenamente a dire i tuoi pec­cati, in modo semplice e chiaro, in modo che il sacerdote capi­sca bene di che si tratta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ascolta i consigli che il sacerdote ti dà. Prima di ricevere l'as­soluzione, recita l'Atto di dolore".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei pec­cati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono, e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo fermamente, con il tuo santo aiuto, di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonami.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo, ringrazia il Signore che ti ha perdonato e dato la sua grazia, per vivere la tua vita come figlio di Dio. Ricordati di compiere la penitenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il Signore ti ha perdonato, va' in pace".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-5139053509436561050?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/5139053509436561050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=5139053509436561050' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5139053509436561050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5139053509436561050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/07/guida-per-una-buona-confessione.html' title='Guida per una buona confessione'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-739209055227791059</id><published>2008-06-11T21:32:00.006+02:00</published><updated>2008-12-13T02:31:35.047+01:00</updated><title type='text'>Foto Infiorata 2008</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAp0CRnJ8I/AAAAAAAAAXg/CgQZ8Zqlh0E/s1600-h/DSC00184.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAp0CRnJ8I/AAAAAAAAAXg/CgQZ8Zqlh0E/s400/DSC00184.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210710742808340418" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAp0P5dA5I/AAAAAAAAAXo/3DNIDvuRThE/s1600-h/DSC00185.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAp0P5dA5I/AAAAAAAAAXo/3DNIDvuRThE/s400/DSC00185.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210710746465108882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAp0YLlXQI/AAAAAAAAAXw/xx7cuDqLkIw/s1600-h/DSC00186.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAp0YLlXQI/AAAAAAAAAXw/xx7cuDqLkIw/s400/DSC00186.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210710748688637186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAp0qkewzI/AAAAAAAAAX4/iSGXzVntdC0/s1600-h/DSC00187.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAp0qkewzI/AAAAAAAAAX4/iSGXzVntdC0/s400/DSC00187.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210710753624900402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApdMHDxnI/AAAAAAAAAW4/sop15Vt6rqM/s1600-h/DSC00179.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApdMHDxnI/AAAAAAAAAW4/sop15Vt6rqM/s400/DSC00179.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210710350311442034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApdlZm55I/AAAAAAAAAXA/JvWJutc73eU/s1600-h/DSC00180.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApdlZm55I/AAAAAAAAAXA/JvWJutc73eU/s400/DSC00180.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210710357100128146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApeQ2ccjI/AAAAAAAAAXI/fAAMQkUK4Tk/s1600-h/DSC00181.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApeQ2ccjI/AAAAAAAAAXI/fAAMQkUK4Tk/s400/DSC00181.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210710368763802162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApeu_4tLI/AAAAAAAAAXQ/Jq1HwenuaHI/s1600-h/DSC00182.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApeu_4tLI/AAAAAAAAAXQ/Jq1HwenuaHI/s400/DSC00182.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210710376856466610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApel8eA_I/AAAAAAAAAXY/5iAWaZtZMtw/s1600-h/DSC00183.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApel8eA_I/AAAAAAAAAXY/5iAWaZtZMtw/s400/DSC00183.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210710374426215410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApBr9-oPI/AAAAAAAAAWQ/IJEsksIdgNg/s1600-h/DSC00174.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApBr9-oPI/AAAAAAAAAWQ/IJEsksIdgNg/s400/DSC00174.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210709877826953458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApB1l_5uI/AAAAAAAAAWY/LCIqO_avrVY/s1600-h/DSC00175.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApB1l_5uI/AAAAAAAAAWY/LCIqO_avrVY/s400/DSC00175.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210709880410728162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApCCiDEMI/AAAAAAAAAWg/hMQAD4lrHFs/s1600-h/DSC00176.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApCCiDEMI/AAAAAAAAAWg/hMQAD4lrHFs/s400/DSC00176.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210709883883819202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApCageOEI/AAAAAAAAAWo/Ar21TtzZMJ0/s1600-h/DSC00177.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApCageOEI/AAAAAAAAAWo/Ar21TtzZMJ0/s400/DSC00177.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210709890319661122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApCos-h_I/AAAAAAAAAWw/QYaLk8_yq8Q/s1600-h/DSC00178.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFApCos-h_I/AAAAAAAAAWw/QYaLk8_yq8Q/s400/DSC00178.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210709894130206706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAovpK_ZcI/AAAAAAAAAVo/3iFzgsp2G5M/s1600-h/DSC00169.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAovpK_ZcI/AAAAAAAAAVo/3iFzgsp2G5M/s400/DSC00169.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210709567838578114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAov_Q5ZOI/AAAAAAAAAVw/4_CMtvFxn1Y/s1600-h/DSC00170.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAov_Q5ZOI/AAAAAAAAAVw/4_CMtvFxn1Y/s400/DSC00170.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210709573768930530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAowSvnsaI/AAAAAAAAAV4/xISsvbEhXYE/s1600-h/DSC00171.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAowSvnsaI/AAAAAAAAAV4/xISsvbEhXYE/s400/DSC00171.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210709578998067618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAowrGM43I/AAAAAAAAAWA/YUwZYl5kZ2E/s1600-h/DSC00172.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAowrGM43I/AAAAAAAAAWA/YUwZYl5kZ2E/s400/DSC00172.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210709585535230834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAow9I0pUI/AAAAAAAAAWI/GG9HQsgQI-4/s1600-h/DSC00173.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAow9I0pUI/AAAAAAAAAWI/GG9HQsgQI-4/s400/DSC00173.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210709590378063170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-739209055227791059?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/739209055227791059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=739209055227791059' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/739209055227791059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/739209055227791059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/06/blog-post.html' title='Foto Infiorata 2008'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5mtebOGWP84/SFAp0CRnJ8I/AAAAAAAAAXg/CgQZ8Zqlh0E/s72-c/DSC00184.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-8470858069148004781</id><published>2008-06-08T20:38:00.002+02:00</published><updated>2008-06-08T20:41:42.399+02:00</updated><title type='text'>Il Miracolo Eucaristico di Lanciano (CH)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.politour.it/image/img_lanciano.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://www.politour.it/image/img_lanciano.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Intorno all'anno 700, a Lanciano si verificò un evento che la Chiesa cattolica considera come il primo tra i cosiddetti miracoli eucaristici. Il racconto ci è stato tramandato da una pergamena del XV secolo: vi si narra che, durante la Messa nella chiesa dei Santi Legonziano e Domiziano, il monaco basiliano che officiava il rito avrebbe dubitato della presenza di Cristo nell'eucarestia. In quel momento l'ostia sarebbe divenuta carne ed il vino si sarebbe tramutato in sangue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le reliquie del Miracolo sono conservate nella chiesa di San Francesco, sorta nell'XI secolo sul luogo di quella in cui avvennero i fatti. L'ostia di carne ed il calice con i cinque grumi in cui si è rappreso il sangue sono oggetto di pellegrinaggio da parte di centinaia di migliaia di persone ogni anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste reliquie sono state finora analizzate solo dal professor Odoardo Linoli, docente di anatomia patologica, negli anni Settanta e nel 1981. Le analisi hanno evidenziato che la carne è autentica e umana, precisamente tessuto miocardico; il sangue è anch'esso autentico e umano; entrambi appartengono infine al gruppo AB. La perfetta conservazione della carne non viene spiegata, in quanto lo studio si limita ad escludere l'uso di noti procedimenti di mummificazione. Esso peraltro non indica la datazione esatta della reliquia, né esclude completamente la conservazione per cause naturali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il miracolo de "Lu Frijacriste"&lt;br /&gt;Nella storia di Lanciano si narra di un secondo Miracolo Eucaristico, detto de lu frijacriste (letteralmente: "friggicristo", friggitore di Cristo). Il racconto di come avvenne presenta elementi della leggenda, ma la testimonianza concreta è data dalle Sacre Reliquie: esse esistono e si trovano in parte a Lanciano e in parte nella chiesa di Sant'Agostino ad Offida (nelle Marche).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo la versione a noi pervenuta, i fatti avvennero nel 1273, in una stalla del quartiere di Lancianovecchia: una donna chiamata Ricciarella, volendo riconquistare l'amore del marito, si rivolse ad una fattucchiera ebrea, che le consigliò di preparare una pozione erotica cuocendo sul fuoco un'ostia consacrata. Ricciarella conservò in bocca l'ostia presa durante la Messa; giunta nella stalla di casa sua, mise un coppo sul fuoco e vi pose dentro il frammento di ostia. Improvvisamente, l'ostia si tramutò in carne e cominciò a grondare sangue. Ricciarella, terrorizzata, nascose tutto sotto un cumulo di paglia e corse a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia Ricciarella non riuscì a tenere il segreto a lungo: allarmata anche da strani presagi (pare che il cavallo del marito rifiutasse di entrare nella stalla e si inginocchiasse sulla soglia), dopo pochi giorni confessò tutto al parroco della vicina chiesa di Sant'Agostino, Jacopo Diotallevi, che portò le reliquie in chiesa. Quando questi divenne vescovo di Offida portò con se le Sacre Reliquie. Tuttora, nella cittadina marchigiana si commemora l'evento ogni 3 maggio con una grande festa religiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel luogo dove era situata la stalla di Ricciarella fu costruita una cappella, dedicata alla Santa Croce, tuttora esistente e visitabile. In questo luogo pochi anni fa sono stati riportati alcuni frammenti delle Sacre Reliquie per concessione della diocesi di Offida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A titolo di curiosità si può ricordare che i lancianesi, a seguito di quest'episodio, hanno guadagnato il soprannome di frijacriste presso gli altri abruzzesi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-8470858069148004781?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/8470858069148004781/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=8470858069148004781' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/8470858069148004781'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/8470858069148004781'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/06/il-miracolo-eucaristico-di-lanciano-ch.html' title='Il Miracolo Eucaristico di Lanciano (CH)'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-6854936813853975638</id><published>2008-06-04T19:19:00.002+02:00</published><updated>2008-06-04T19:25:14.438+02:00</updated><title type='text'>Biografia di Benedetto XVI</title><content type='html'>&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a8/BentoXVI-30-10052007.jpg/450px-BentoXVI-30-10052007.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a8/BentoXVI-30-10052007.jpg/450px-BentoXVI-30-10052007.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il Cardinale Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI, è nato a Marktl am Inn, diocesi di Passau (Germania), il 16 aprile del 1927 (Sabato Santo), e battezzato lo stesso giorno. Il padre, Commissario di polizia, proveniva da un’antica famiglia di agricoltori della Bassa Baviera, di condizioni economiche piuttosto modeste. La madre era figlia di artigiani di Rimsting, sul lago Chiem, e prima di sposarsi aveva lavorato come cuoca in vari hotels. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trascorse l’infanzia e l’adolescenza in Traunstein, piccola località vicina alla frontiera con l’Austria, a 30 km. da Salisburgo. In questo contesto, che egli stesso ha definito “mozartiano”, ricevette  la sua formazione cristiana, umana e culturale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non fu facile il periodo della sua giovinezza. La fede e l’educazione della famiglia lo prepararono ad affrontare la dura esperienza di quei tempi, in cui il regime nazista manteneva un clima di forte ostilità contro la Chiesa cattolica. Il giovane Joseph vide come i nazisti colpivano il parroco prima della celebrazione della Santa Messa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Proprio in tale complessa situazione, egli ebbe a scoprire la bellezza e la verità della fede in Cristo; un ruolo fondamentale per questo svolse l’attitudine della sua famiglia, che sempre dette chiara testimonianza di bontà e di speranza, radicata nella consapevole appartenenza alla Chiesa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale fu arruolato nei servizi ausiliari antiaerei.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 1946 al 1951 studiò filosofia e teologia nella Scuola superiore di filosofia e di teologia di Frisinga e nell’università di Monaco di Baviera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1951. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un anno dopo intraprese l’insegnamento nella Scuola superiore di Frisinga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1953 divenne dottore in teologia con la tesi “Popolo e casa di Dio nella dottrina della Chiesa di Sant’Agostino”. Quattro anni dopo, sotto la direzione del noto professore di teologia fondamentale Gottlieb Söhngen, ottenne l’abilitazione all’insegnamento con una dissertazione su: “La teologia della storia di San Bonaventura”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver insegnato teologia dogmatica e fondamentale nella Scuola superiore di filosofia e teologia di Frisinga, proseguì la sua attività di docenza a Bonn, dal 1959 al 1963; a Münster, dal 1963 al 1966; e a Tubinga, dal 1966 al 1969. In quest’ultimo anno divenne cattedratico di dogmatica e storia del dogma all’Università di Ratisbona, dove ricoprì al tempo stesso l’incarico di vicepresidente dell’Università. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 1962 al 1965 dette un notevole contributo al Concilio Vaticano II come “esperto”; assistette come consultore teologico del Cardinale Joseph Frings, Arcivescovo di Colonia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’intensa attività scientifica lo condusse a svolgere importanti incarichi al servizio della Conferenza Episcopale Tedesca e nella Commissione Teologica Internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1972, insieme ad Hans Urs von Balthasar, Henri de Lubac ed altri grandi teologi, dette inizio alla rivista di teologia “Communio”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 25 marzo del 1977 il Papa Paolo VI lo nominò Arcivescovo di Monaco e Frisinga e ricevette l’Ordinazione episcopale il 28 maggio. Fu il primo sacerdote diocesano, dopo 80 anni, ad assumere il governo pastorale della grande Arcidiocesi bavarese. Come motto episcopale scelse “collaboratore della verità”, ed egli stesso ne dette la spiegazione: “per un verso, mi sembrava che era questo il rapporto esistente tra il mio precedente compito di professore e la nuova missione. Anche se in modi diversi, quel che era e continuava a restare in gioco era seguire la verità, stare al suo servizio. E, d’altra parte, ho scelto questo motto perché nel mondo di oggi il tema della verità viene quasi totalmente sottaciuto; appare infatti come qualcosa di troppo grande per l’uomo, nonostante che tutto si sgretoli se manca la verità”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo VI lo creò Cardinale, con il titolo presbiterale di “Santa Maria Consolatrice al Tiburtino”, nel Concistoro del 27 giugno del medesimo anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1978, il Cardinale Ratzinger prese parte al Conclave, svoltosi dal 25 al 26 agosto, che elesse Giovanni Paolo I, il quale lo nominò suo Inviato Speciale al III Congresso mariologico internazionale celebratosi a Guayaquil, in Ecuador, dal 16 al 24 settembre. Nel mese di ottobre dello stesso anno prese parte al Conclave che elesse Giovanni Paolo II.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu relatore nella V Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi del 1980 sul tema: “Missione della famiglia cristiana nel mondo contemporaneo”, e Presidente delegato della VI Assemblea Generale Ordinaria del 1983 su “La riconciliazione e la penitenza nella missione della Chiesa”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanni Paolo II, il 25 novembre del 1981, lo nominò Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e Presidente della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale. Il 15 febbraio del 1982 rinunciò al governo pastorale dell’Arcidiocesi di  Monaco e Frisinga;  il 5 aprile del 1993 venne elevato dal Pontefice all’Ordine dei Vescovi, e gli fu assegnata la sede suburbicaria di Velletri - Segni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ stato Presidente della Commissione per la preparazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, che, dopo sei anni di lavoro (1986–1992), ha presentato al  Santo Padre  il nuovo Catechismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanni Paolo II, il 6 novembre del 1998, approvò la sua elezione a Vice Decano del Collegio cardinalizio da parte dei Cardinali dell’Ordine dei Vescovi, e, il 30 novembre del 2002,  quella a Decano con la contestuale assegnazione della sede suburbicaria di Ostia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu Inviato Speciale del Papa alle celebrazioni per il XII centenario dell’erezione della Diocesi di Paderborn, in Germania, che ebbero luogo il 3 gennaio 1999. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 13 novembre del 2000 era Accademico onorario della Pontificia Accademia delle Scienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Curia Romana è stato membro del Consiglio della Segreteria di Stato per i Rapporti con gli Stati; delle Congregazioni per le Chiese Orientali, per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, per i Vescovi, per l’Evangelizzazione dei Popoli, per l’Educazione Cattolica, per il Clero e delle Cause dei Santi; dei Consigli Pontifici per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e della Cultura; del Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica; e delle Commissioni Pontificie per l’America Latina, dell’“Ecclesia Dei”, per l’Interpretazione autentica del Codice di Diritto Canonico e per la Revisione del Codice di Diritto Canonico Orientale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le sue numerose pubblicazioni, occupa un posto particolare il libro: “Introduzione al Cristianesimo”, silloge di lezioni universitarie pubblicate nel 1968 sulla professione della fede apostolica; “Dogma e predicazione” (1973), antologia di saggi, omelie e riflessioni dedicate alla pastorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbe grande eco il discorso che tenne davanti all’Accademia bavarese sul tema “Perché sono ancora nella Chiesa” nel quale, con la solita sua chiarezza, affermò: “Solo nella Chiesa è possibile essere cristiano e non ai margini della Chiesa”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuò ad essere abbondante la serie delle sue pubblicazioni nel corso degli anni, costituendo un punto di riferimento per tante persone, specialmente per  quanti volevano approfondire lo studio della teologia. Nel 1985 pubblicò il libro-intervista: “Rapporto sulla fede” e, nel 1996, “Il sale della terra”. Ugualmente, in occasione del suo 70° genetliaco, venne edito il libro: “Alla scuola della verità”, in cui vari autori illustrano diversi aspetti della sua personalità e della sua opera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Numerosi sono i dottorati “honoris causa” che egli ha ricevuto: dal College of St. Thomas in St. Paul (Minnesota, USA) nel 1984; dall’Università cattolica di Lima nel 1986; dall’Università cattolica di Eichstätt nel 1987; dall’Università cattolica di Lublino nel 1988; dall’Università di Navarra (Pamplona, Spagna) nel 1998; dalla Libera Università Maria Santissima Assunta (LUMSA) nel 1999; dalla Facoltà di teologia dell’Università di Breslavia (Polonia) nel 2000.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-6854936813853975638?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/6854936813853975638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=6854936813853975638' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/6854936813853975638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/6854936813853975638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/06/biografia-di-benedetto-xvi.html' title='Biografia di Benedetto XVI'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-8641365896428556650</id><published>2008-05-29T14:29:00.004+02:00</published><updated>2008-06-04T19:17:43.128+02:00</updated><title type='text'>San Benedetto da Norcia</title><content type='html'>&lt;a href="http://i11.ebayimg.com/05/i/000/ea/d6/abc3_1.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://i11.ebayimg.com/05/i/000/ea/d6/abc3_1.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Benedetto nacque a Norcia (PG) intorno al 470. Compì i suoi studi letterari a Roma, dove rischiò di farsi coinvolgere dalla corrotta gioventù romana e per questo motivo si trasferì con la sua nutrice a Enfide (l'odierna Affile). Qui compì il suo primo miracolo aggiustando un vaglio in legno. Intorno al 500 si ritirò in una grotta nei pressi di Subiaco, dove inizio la vita eremitica. Un monaco di nome Romano gli portava il necessario per vivere. Fu presto seguito da numerosi discepoli per i quali fondò nella Valle dell'Aniene numerosi monasteri. Un prete di nome Fiorenzo, invidioso di Benedetto, ne attentò la vita. Scampatone, Benedetto si trasferì a Montecassino dove fondò la celebre abbazia. Poco più di un mese prima della morte Benedetto incontrò la sorella Scolastica con la quale ebbe un famoso colloquio. Si spense il 21 marzo 547. Il corpo è custodito insieme a quello della sorella a Montecassino. Il 24 Ottobre 1964 papa Papa Paolo VI lo proclamò "Patrono d'Europa". La sua Regola riassume la tradizione monastica orientale adattandola con saggezza e discrezione al mondo latino, aprendo così una via nuova alla civiltà europea dopo il declino di quella romana. In questa scuola di servizio del Signore hanno un ruolo determinante la lettura meditata della Parola di Dio e la lode liturgica, alternata con i ritmi del lavoro in un clima di carità fraterna e di servizio reciproco. Nel solco di San Benedetto sorsero nel continente europeo e nelle isole, centri di preghiera, di cultura, di promozione umana e di ospitalità per i poveri e i pellegrini. La sua memoria, a causa della Quaresima, è stata trasferita dalla data tradizionale del 21 marzo, ritenuto il giorno della sua morte, all'11 luglio, giorno in cui fin dall'alto Medioevo in alcuni luoghi si faceva un particolare ricordo del santo.&lt;br /&gt;La Medaglia di San Benedetto&lt;br /&gt;Una delle devozioni più diffuse al santo di Norcia, e non solo per la notevole influenza dei monasteri benedettini, è la Croce di San Benedetto, specialmente nella forma più frequente di medaglia. Le sue origini sono antichissime, ma nono possono essere attribuite con certezza al Santo stesso. La devozione della Medaglia divenne popolare intorno al 1050, dopo la guarigione miracolosa del giovane Brunone, figlio del conte Ugo di Eginsheim in Alsazia. Brunone, secondo alcuni, fu guarito da una grave infermità, dopo che gli fu offerta la medaglia di San Benedetto. Dopo la guarigione, divenne monaco benedettino e poi papa: é san Leone IX, morto nel 1054. Tra i propagatori bisogna annoverare anche san Vincenzo de' Paoli. Sul dritto essa riporta generalmente un'immagine del Santo che regge nella mano destra una croce elevata verso il cielo e nella sinistra il libro aperto della santa Regola. Sull'altare é posto un calice dal quale esce una serpe per ricordare un episodio accaduto a San Benedetto: il Santo, con un segno di croce, avrebbe frantumato la coppa contenente il vino avvelenato datogli da monaci attentatori. Attorno alla medaglia, sono coniate queste parole: "EIUS IN OBITU NOSTRO PRESENTIA MUNIAMUR" (Possiamo essere protetti dalla sua presenza nell'ora della nostra morte).&lt;br /&gt;Sul rovescio della medaglia figura, invece, la Croce di San Benedetto. Attorno ad essa compaiono le iniziali di alcuni testi molto antichi, presenti in un manoscritto del XIV sec. a testimonianza della fede nella potenza di Dio e di San Benedetto. Gli acronimi, la loro interpretazione ed significato in italiano sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C. S. P. B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Crux Sancti Patris Benedicti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Croce del Santo Padre Benedetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C. S. S. M. L.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Crux Sacra Sit Mihi Lux&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Santa Croce sia la mia luce&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;N. D. S. M. D.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non Draco Sit Mihi Dux&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sia il demonio mio condottiero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;V. R. S.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vade Retro Satana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fatti indietro, Satana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;N. S. M. V.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Numquam Suade Mibi Vana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi attirare alle vanità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S. M. Q. L.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sunt Mala Quae Libas&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono mali le tue bevande&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I. V. B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ipse Venena Bibas&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bevi tu stesso il tuo veleno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tradizione attribuisce a questo simbolo un elevato potere di esorcismo e di guarigione. Occorre portare la medaglia con devozione e recitare la seguente preghiera, ricavata dalle precedenti iscrizioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Croce del Santo Padre Benedetto. Croce santa sii la mia luce e non sia mai il demonio mio capo. Va' indietro, Satana; non mi persuaderai mai di cose vane; sono cattive le bevande che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Un'ultima curiosità riguarda le proporzioni dello schema della croce. Molti monasteri benedettini riportano nella loro struttura le medesime proporzioni, ad esempio nella progettazione del chiostro. L'utilizzo di queste proporzioni serviva, naturalmente, ad esorcizzare il luogo contro gli influssi malefici del Demonio. A volte, invece, bastava la sola presenza, come si può notare, ad esempio, all'interno del chiostro del monastero di Santa Scolastica, a Subiaco (RM).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-8641365896428556650?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/8641365896428556650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=8641365896428556650' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/8641365896428556650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/8641365896428556650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/05/san-benedetto-da-norcia.html' title='San Benedetto da Norcia'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-7654169561502126502</id><published>2008-05-24T11:22:00.002+02:00</published><updated>2008-05-24T11:29:34.513+02:00</updated><title type='text'>Corpus Domini</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.donugodeblasi.org/wp-content/uploads/2007/08/corpus-domini-18-giugno-06-154.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://www.donugodeblasi.org/wp-content/uploads/2007/08/corpus-domini-18-giugno-06-154.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La festività del Corpus Domini ha una origine più recente di quanto sembri. La solennità cattolica del Corpus Domini (Corpo del Signore) chiude il ciclo delle feste del dopo Pasqua e vuole celebrare il mistero dell'Eucaristia ed è stata istituita grazie ad una suora che nel 1246 per prima volle celebrare il mistero dell'Eucaristia in una festa slegata dal clima di mestizia e lutto della Settimana Santa. Il suo vescovo approvò l'idea e la celebrazione dell'Eucaristia divenne una festa per tutto il compartimento di Liegi, dove il convento della suora si trovava. &lt;br /&gt;In realtà la festa posa le sue radici nell’ambiente fervoroso della Gallia belgica - che San Francesco chiamava amica Corporis Domini - e in particolare grazie alle rivelazioni della Beata Giuliana di Retìne. Nel 1208 la beata Giuliana, priora nel Monastero di Monte Cornelio presso Liegi, vide durante un'estasi il disco lunare risplendente di luce candida, deformato però da un lato da una linea rimasta in ombra, da Dio intese che quella visione significava la Chiesa del suo tempo che ancora mancava di una solennità in onore del SS. Sacramento. Il direttore spirituale della beata, il Canonico di Liegi Giovanni di Lausanne, ottenuto il giudizio favorevole di parecchi teologi in merito alla suddetta visione, presentò al vescovo la richiesta di introdurre nella diocesi una festa in onore del Corpus Domini. &lt;br /&gt;La richiesta fu accolta nel 1246 e venne fissata la data del giovedì dopo l'ottava della Trinità. Più tardi, nel 1262 salì al soglio pontificio, col nome di Urbano IV, l'antico arcidiacono di Liegi e confidente della beata Giuliana, Giacomo Pantaleone. Ed è a Bolsena, proprio nel Viterbese, la terra dove è stata aperta la causa suddetta che in giugno, per tradizione si tiene la festa del Corpus Domini a ricordo di un particolare miracolo eucaristico avvenuto nel 1263, che conosciamo sin dai primi anni della nostra formazione cristiana. Infatti, ci è raccontato che un prete boemo, in pellegrinaggio verso Roma, si fermò a dir messa a Bolsena ed al momento dell'Eucarestia, nello spezzare l'ostia consacrata, fu pervaso dal dubbio che essa contenesse veramente il corpo di Cristo. A fugare i suoi dubbi, dall'ostia uscirono allora alcune gocce di sangue che macchiarono il bianco corporale di lino liturgico (attualmente conservato nel Duomo di Orvieto) e alcune pietre dell'altare tuttora custodite in preziose teche presso la basilica di Santa Cristina. &lt;br /&gt;Venuto a conoscenza dell'accaduto Papa Urbano IV istituì ufficialmente la festa del Corpus Domini estendendola dalla circoscrizione di Liegi a tutta la cristianità. La data della sua celebrazione fu fissata nel giovedì seguente la prima domenica dopo la Pentecoste (60 giorni dopo Pasqua). Così, l'11 Agosto 1264 il Papa promulgò la Bolla "Transiturus" che istituiva per tutta la cristianità la Festa del Corpus Domini dalla città che fino allora era stata infestata dai Patarini neganti il Sacramerito dell'Eucaristia. Già qualche settimana prima di promulgare questo importante atto - il 19 Giugno - lo stesso Pontefice aveva preso parte, assieme a numerosissimi Cardinali e prelati venuti da ogni luogo e ad una moltitudine di fedeli, ad una solenne processione con la quale il sacro lino macchiato del sangue di Cristo era stato recato per le vie della città. Da allora, ogni anno in Orvieto, la domenica successiva alla festività del Corpus Domini, il Corporale del Miracolo di Bolsena, racchiuso in un prezioso reliquiario, viene portato processionalmente per le strade cittadine seguendo il percorso che tocca tutti i quartieri e tutti i luoghi più significativi della città. &lt;br /&gt;In seguito la popolarità della festa crebbe grazie al Concilio di Trento, si diffusero le processioni eucaristiche e il culto del Santissimo Sacramento al di fuori della Messa. Se nella Solennità del Giovedì Santo la Chiesa guarda all'Istituzione dell'Eucaristia, scrutando il mistero di Cristo che ci amò sino alla fine donando se stesso in cibo e sigillando il nuovo Patto nel suo Sangue, nel giorno del Corpus Domini l'attenzione si sposta sull'intima relazione esistente fra Eucaristia e Chiesa, fra il Corpo del Signore e il suo Corpo Mistico. Le processioni e le adorazioni prolungate celebrate in questa solennità, manifestano pubblicamente la fede del popolo cristiano in questo Sacramento. In esso la Chiesa trova la sorgente del suo esistere e della sua comunione con Cristo, Presente nell'Eucaristia in Corpo Sangue anima e Divinità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-7654169561502126502?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/7654169561502126502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=7654169561502126502' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/7654169561502126502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/7654169561502126502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/05/corpus-domini.html' title='Corpus Domini'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-4052566826241223934</id><published>2008-05-21T15:33:00.006+02:00</published><updated>2008-05-21T15:45:08.234+02:00</updated><title type='text'>LA MEDAGLIA MIRACOLOSA</title><content type='html'>&lt;a href="http://digilander.libero.it/medagliamiracolosa///image/medaglia3.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://digilander.libero.it/medagliamiracolosa///image/medaglia3.gif" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La Medaglia della Madonna delle Grazie, più nota come Medaglia Miracolosa, ha avuto origine in Francia, nel 1830, quando venne rivelata dalla Madonna a santa Caterina Labouré, giovane religiosa nel convento parigino delle Figlie della Carità.&lt;br /&gt;Questa Medaglia è stata coniata per ordine di Maria Ss.ma stessa, come segno di amore, pegno di protezione e sorgente di grazie.&lt;br /&gt;Il formato della Medaglia è ovale. In una delle facce è raffigurata la Madonna, con le braccia tese, mentre distribuisce ai fedeli grazie, rappresentate dalla luce che irradia; allo stesso tempo, col suo piede verginale schiaccia la testa dell’infernale serpente. All’intorno, l’immagine è incorniciata da questa invocazione: " O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi!"Sull’altra faccia figurano la lettera M sormontata dalla Croce, e sotto i fiammeggianti Sacri Cuori di Gesù e di Maria; questo insieme viene circondato da dodici stelle. Le apparizioni della Medaglia Miracolosa aprirono nel 1830 un ciclo di grandi manifestazioni mariane, proseguite con le apparizioni a La Salette (1846), a Lourdes (1858) e culminate infine a Fatima (1917).Per ben comprendere le origini e il significato della Medaglia, bisogna conoscere alcune cose sulla vita di santa Caterina Labouré e sul contesto storico dell’epoca in cui visse.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;LA FRANCIA ALL' EPOCA DELLE APPARIZIONI&lt;br /&gt;La Medaglia è stata donata alla Chiesa, in un periodo di grandi disordini e turbolenze che colpirono la Francia e l’Europa intera, un periodo quindi di grandi pericoli anche per la Chiesa. Dalla Rivoluzione Francese (1789) in poi, una catena di cospirazioni, rivolte, guerre aveva sconvolto il nostro continente e si era concretizzato in una feroce persecuzione non solo al clero ma a tutta la Chiesa.&lt;br /&gt;Le rivoluzioni liberali tentavano di separare gli Stati dalla Chiesa per trasformarli in strumenti di guerra alla religione; tentavano di distruggere l’ordinamento della Cristianità per instaurare sulle sue rovine una società fondata non sul Decalogo ma su una sorta di anti-Decalogo, permettendo per legge ciò che Dio vieta come peccato e vietando per legge ciò che Dio prescrive come virtù.&lt;br /&gt;In verità, dopo anni di guerre e di rivoluzioni, nell’epoca in cui avvennero le apparizioni della Medaglia, la situazione Europea sembrava essersi calmata. Ma si trattava solo di una pausa: ben presto la situazione sarebbe precipitata. Alla vigilia della nuova tempesta avvennero le apparizioni della Madonna a santa Caterina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SANTA CATERINA LABOURE', LA SCONOSCIUTA MESSAGGERA&lt;br /&gt;Per diffondere il suo messaggio la Madonna scelse un'anima semplice e pura. Caterina Labouré nacque il 2 maggio 1806 a Fain-les-Moutiers, un villaggio nella regione francese della Borgogna.&lt;br /&gt;A dodici anni, ricevette la prima Comunione e sembra che da quel giorno abbia deciso di consacrare la vita a Dio. Da ragazza rifiutò numerose offerte matrimoniali, dicendo:" ho già trovato il mio sposo fin dal giorno della prima Comunione, e ormai gli ho dedicata tutta me stessa ".&lt;br /&gt;La sua vocazione religiosa venne preparata da un sogno avuto a diciotto anni. Le sembrò di stare in una chiesa nella quale un vecchio sacerdote la chiamava. Spaventata ella voleva fuggire, ma il sacerdote le disse: "Figlia mia, ora tu mi sfuggi, ma un giorno mi cercherai. Dio ha progetti su di te. Non te ne dimenticare! ". Questo sogno le sembrava incomprensibile. Qualche tempo dopo però, vide un quadro raffigurante san Vincenzo de’ Paoli e riconobbe in lui il misterioso personaggio che le aveva parlato. Comprese allora che il fondatore delle Figlie della Carità la chiamava per entrare nella Congregazione delle Figlie della Carità.&lt;br /&gt;Il padre di Caterina, lungi dal concederle l’autorizzazione per entrare nella vita religiosa, fece di tutto per sviarne la vocazione nella speranza di distoglierla da essa.Dopo molte prove e difficoltà, arrivata a 23 anni, Caterina ottenne infine l’autorizzazione paterna a farsi suora nella Congregazione delle Figlie della Carità e potè quindi rispondere alla chiamata del Signore. Il 21 aprile 1830 entrò come novizia dapprima a Chatillon-sur-Seine e poi nel convento parigino di rue du Bac: la sede che diventerà poi famosa per i fatti prodigiosi in essa avvenuti. La novizia si distinse subito per il suo fervore religioso e per il fatto di ricevere quotidianamente la Comunione. Cosa allora ben rara.&lt;br /&gt;Ben presto Caterina cominciò ad avere visioni, durante le adorazioni del Ss. Sacramento, visioni ch’ella raccontò scrupolosamente al proprio confessore, il padre Jean-Marie Aladel. Ecco come la novizia gli riferisce una di queste visioni, avvenuta il 6 giugno 1830:"Mi è apparso il Signore come un Re sul trono, con la croce sul petto. Mi è sembrato che la croce colasse sangue fino ai piedi di Gesù. Mi è sembrato che egli venisse spogliato dei suoi ornamenti regali, che cadevano tutti a terra. Allora mi sono venuti pensieri cupi e tristi perché temo che anche il re terreno (ossia il re di Francia) verrà detronizzato e spogliato delle sue vesti regali ". La veggente quindi interpretava la scena come una premonizione che stava per arrivare un periodo critico per la Chiesa e in particolare per la Francia.&lt;br /&gt;Il confessore non credette a questa visione, che riteneva illusoria. Ma solo sette settimane dopo, il 27 luglio, iniziavano a Parigi le turbolenti agitazioni della cosiddetta rivoluzione di Luglio. Essa aveva un ispirazione liberale, una direzione massonica ed un carattere profondamente anticristiano: chiese vennero profanate, conventi furono invasi, sacerdoti e religiosi furono perseguitati. La rivoluzione culminò nel rovesciamento del governo, nella deposizione del legittimo re Carlo X e nell’instaurazione della monarchia borghese. Il sogno di Caterina cominciava ad avverarsi. Ella ne avvisò il confessore che però non diede importanza a quella coincidenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA PRIMA APPARIZIONE: SVENTURE PER LA FRANCIA E PER LA CHIESA&lt;br /&gt;La notte tra il 18 e il 19 luglio 1830, verso le undici e mezzo, Caterina udì una voce che la chiamava per nome. Vide un misterioso bambino vestito di bianco che le disse:"alzati subito e vai nella cappella, la Santissima Vergine ti aspetta". Questo bambino che era il suo angelo custode, la condusse alla cappella, nella quale tutte le candele e le lampade erano accese. Improvvisamente il bambino esclamò:"ecco la Beatissima Vergine!". Apparve allora una meravigliosa Signora, seduta su una poltrona posta nel presbiterio. Caterina accorse da lei e s’inginocchiò sui gradini dell’altare; restò in questa posizione ad ascoltare, tenendo le mani familiarmente appoggiate sulle ginocchia della Madonna. "Quel momento fu il più dolce della mia vita e mi è impossibile descrivere tutto ciò che ho provato", affermerà poi la veggente. Durante l’apparizione che durò circa un ora e mezza, Maria le disse: " Figlia mia, il buon Dio vuole affidarti una missione. Avrai molte sofferenze da patire, ma le supererai pensando che le ricevi per glorificare il buon Dio.conoscerai il messaggio che ti viene da Lui. Verrai contrastata, ma la grazia ti aiuterà. Abbi fiducia e non temere! Rendi conto di ciò che vedrai e udirai."&lt;br /&gt;A questo punto la Madonna aggiunse con un espressione molto triste: "I tempi sono malvagi. Sciagure si abbatteranno sulla Francia, il trono verrà rovesciato, il mondo intero verrà sconvolto da sventure di ogni genere. Ma venite pure ai piedi di questo altare; qui grazie verranno diffuse su tutti coloro, grandi e piccoli, che le chiederanno con fiducia e fervore."&lt;br /&gt;Dopo averle parlato del futuro della sua congregazione, la Madonna riprese l’argomento: "Ci saranno morti, il clero di Parigi avrà vittime, monsignore l’arcivescovo morirà. Figlia mia, la Croce verrà disprezzata, la getteranno per terra, e allora scorrerà il sangue per le strade. Verrà nuovamente aperta la ferita al costato di Nostro Signore. Verrà il momento in cui il pericolo sarà talmente grave, da far credere che tutto sia perduto. Figlia mia, tutto il mondo sarà nella tristezza. Ma abbiate fiducia! Proprio allora io sarò con voi; avrete modo di riconoscere la mia visita". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA SECONDA APPARIZIONE: LA PROMESSA DELLA PROTEZIONE DI MARIA&lt;br /&gt;Sabato 27 novembre 1830, verso le ore diciotto, santa Caterina pregava nella cappella, quando le apparve la Beatissima Vergine all’altezza del quadro di san Giuseppe. Il suo volto con gli occhi rivolti al cielo, era magnificamente bello. Era vestita di seta bianca e teneva nelle mani una sfera dorata, che rappresentava il mondo e che offriva a Dio. I suoi piedi erano appoggiati su una semisfera. Alle mani aveva anelli con pietre preziose di varie dimensioni; quasi tutte sfavillavano e mandavano verso il basso raggi luminosi di varia intensità. &lt;br /&gt;Caterina capì che i raggi rappresentavano le grazie sparse dalla Madonna sulle anime devote, mentre le gemme che restavano spente simboleggiavano le grazie che gli uomini trascuravano di chiederle. Durante questa apparizione si formò attorno ad essa come una cornice ovale, nella quale era scritta in caratteri dorati questa frase: "O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi". Allora si udì una voce che diceva:&lt;br /&gt;Fai coniare una medaglia su questo modello. Tutti coloro che la terranno al collo riceveranno grandi grazie, ed esse saranno abbondanti per le persone che la terranno con fiducia.&lt;br /&gt;In quel momento l’immagine parve voltarsi facendone vedere il rovescio. Apparve allora la lettera M sormontata dalla Croce, con sotto raffigurati il Sacro Cuore fiammeggiante di Gesù, incoronato di spine, e quello di Maria trapassato da una spada; l’insieme era circondato da una corona di dodici stelle che ricordavano il passo dell’Apocalisse:"Una Donna vestita di sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul cap".&lt;br /&gt;Qual è il significato dell’immagine? I teologi ritengono che esso sia assai semplice: M = Maria Madre; I = Iesus; + = Crocifisso. Il risultato è evidente: Maria Madre di Gesù Cristo crocifisso Salvatore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; UNA DIFFUSIONE RAPIDA E PRODIGIOSA&lt;br /&gt;Per quasi due anni, Caterina insistette con il suo confessore affinché la richiesta della Madonna venisse attuata, ma invano. La veggente ne soffriva molto. Ella infatti diceva che " la Beata Vergine non è apparsa per me, ma per il bene della Chiesa e della nostra Congregazione "; ogni rifiuto, anzi ogni ritardo nell’adempierne le richieste l’angosciava enormemente. Nel gennaio 1832, tuttavia il confessore di Caterina venne ricevuto in udienza dall’arcivescovo di Parigi, monsignor de Quélen. Approfittando dell’occasione, egli raccontò la faccenda delle apparizioni di rue du Bac, tacendo però il nome della veggente. L’arcivescovo vide di buon occhio l’iniziativa delle medaglie e ne incoraggiò il conio. Il padre Aladel si decise allora a far coniare le prime ventimila medaglie. Esse cominciarono a essere distribuite nel giugno 1832, proprio quando Parigi veniva colpita da una terribile epidemia di colera, che in poco tempo aveva già fatto almeno 18.400 vittime. Le figlie della carità diffusero le medaglie soprattutto ai malati. Inspiegabilmente quell’epidemia si estinse rapidamente. Fu questo il primo di una lunga serie di prodigi sia privati che pubblici, sia materiali che spirituali, attribuiti alla Medaglia Miracolosa. Anche l’arcivescovo di Parigi ne ottenne una grazia straordinaria per mezzo di essa e ne diventò quindi un entusiasta propagandista. Il celebre e santo Curato di Ars la diffuse fra i suoi parrocchiani e i suoi numerosissimi penitenti. Perfino Papa Gregorio XVI ne fu conquistato e la distribuiva alle persone che gli facevano visita. Già nel 1836, più di 15 milioni di medaglie erano state coniate e distribuite in tutto il mondo. Nel 1842 la cifra salì a 100 milioni. Da tutti i continenti giungevano notizie di conversioni, guarigioni, scampati pericoli, protezioni ricevute. Nel 1876, quando santa Caterina morì, più di un miliardo di medaglie diffondevano ormai grazie in tutto il mondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-4052566826241223934?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/4052566826241223934/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=4052566826241223934' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/4052566826241223934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/4052566826241223934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/05/la-medaglia-miracolosa.html' title='LA MEDAGLIA MIRACOLOSA'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-1101002272671704629</id><published>2008-05-06T21:10:00.000+02:00</published><updated>2008-05-06T21:12:37.098+02:00</updated><title type='text'>La festa di Pentecoste nella Chiesa cristiana</title><content type='html'>All'interno della comunità dei discepoli di Gesù Cristo, a partire da quanto si narra in Atti 2,1-11 la Pentecoste ha perso il significato ebraico, per celebrare la discesa dello Spirito Santo, che viene ad essere visto come la nuova legge donata da Dio ai suoi fedeli, e la nascita della Chiesa.&lt;br /&gt;Questa festa viene quindi detta anche Festa dello Spirito Santo, e conclude le festività del Tempo pasquale.&lt;br /&gt;Che Pentecoste sia nata nel periodo apostolico è dichiarato nel settimo frammento attribuito a Sant'Ireneo. In Tertulliano (De bapt. xix) la festa appare già ben definita. Il pellegrino gallico ci dà un resoconto dettagliato del modo solenne in cui veniva osservata a Gerusalemme (Peregrin. Silviæ, ed. Geyer, iv). Le Costituzioni Apostoliche (V, xx, 17) dicono che Pentecoste dura una settimana, ma in Occidente l'ottava si cominciò a celebrare in periodo più tardivo. In Berno di Reichenau (+ 1048) appare che era discusso ai suoi tempi se Pentecoste dovesse avere o no un'ottava.&lt;br /&gt;In passato i catecumeni che non potevano essere battezzati a Pasqua venivano battezzati durante la vigilia di Pentecoste, e per questo le cerimonie del sabato vigilia di Pentecoste erano simili a quelli del Sabato santo. La festa della Pentecoste (e, in alcuni stati e regioni, il Lunedi di Pentecoste) è festeggiata con particolare rilevanza nell'Europa centrale: Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Francia, Olanda e Lussemburgo. In tutto l'Alto Adige, compreso il capoluogo Bolzano, anche il Lunedì di Pentecoste è ufficialmente giorno festivo. Al Senato della Repubblica é stato presentato un disegno di legge n. 940 per il ripristino del Lunedí di Pentecoste quale giornata festiva su tutto il territorio nazionale. Tale disegno di legge é stato ripresentato di nuovo il 29 aprile 2008 al nuovo Parlamento. Nei paesi anglosassoni è chiamata domenica in bianco (Whitsunday)) a causa delle vesti bianche indossate da coloro che venivano battezzati durante la vigilia.&lt;br /&gt;In passato durante l'intera settimana i tribunali non si riunivano e il lavoro servile era vietato. Il concilio di Costanza (1094) limitò tale proibizione ai primi tre giorni della settimana. Il riposo sabbatico del martedì fu abolito nel 1771, e in molte zone di missione anche quello del lunedì, fino ad essere abrogato per l'intera Chiesa da papa Pio X nel 1911. Prima della riforma liturgica il grado liturgico del lunedì e del martedì della settimana di Pentecoste era doppio di prima classe.&lt;br /&gt;La celebrazione liturgica della Pentecoste sembra risalire al I secolo, benché non ci sia prova che venisse osservata, a differenza della Pasqua; il versetto di 1 Cor 16,8 probabilmente si riferisce alla festa ebraica.&lt;br /&gt;Attualmente la liturgia la celebra nel grado di solennità.&lt;br /&gt;L'Ufficio di Pentecoste aveva prima della riforma liturgica un solo Notturno durante l'intera settimana dell'ottava. A Terza viene cantato il Veni Creator invece del solito inno, perché è all'ora terza che discese lo Spirito Santo.&lt;br /&gt;La Messa di Pentecoste ha una sequenza, il Veni Sancte Spiritus attribuita a Papa Innocenzo III o più probabilmente a Stefano di Langhton arcivescovo di Canterbury.&lt;br /&gt;Il colore dei paramenti è rosso, simbolo dell'amore dello Spirito Santo o delle lingue di fuoco.&lt;br /&gt;L'invio dello Spirito Santo da parte di Gesù risorto su Maria e gli apostoli è l'ultima delle quattordici stazioni della Via Lucis cattolica. &lt;br /&gt;Esso è anche il terzo dei misteri gloriosi del Santo Rosario.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-1101002272671704629?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/1101002272671704629/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=1101002272671704629' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/1101002272671704629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/1101002272671704629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/05/la-festa-di-pentecoste-nella-chiesa.html' title='La festa di Pentecoste nella Chiesa cristiana'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-6008745981404367706</id><published>2008-04-26T21:08:00.002+02:00</published><updated>2008-12-13T02:31:35.438+01:00</updated><title type='text'>San Giuseppe</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Ri4jSxAYVAI/AAAAAAAAAD4/FiakRUi3BAA/s320/verri4.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Ri4jSxAYVAI/AAAAAAAAAD4/FiakRUi3BAA/s320/verri4.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe, secondo il Nuovo Testamento, è lo sposo di Maria e il padre putativo di Gesù. Il nome Giuseppe è la versione italiana dell'ebraico Yosef, attraverso il latino Ioseph.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe, Maria e Gesù bambino sono anche collettivamente chiamati Sacra famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le notizie dei Vangeli su san Giuseppe sono molto scarne. Parlano di lui Matteo e Luca: essi ci dicono che Giuseppe era un discendente del re Davide ed abitava nella piccola città di Nazaret. Riguardo alla sua professione, egli è definito in greco tèkton: secondo l'interpretazione tradizionale significa falegname, altre possibili traduzioni sono: carpentiere, carradore, fabbricatore di oggetti in legno, oppure muratore o manovale. Non è quindi chiaro se avesse una bottega propria, o se fosse dipendente, o addirittura lavorante a giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insieme a Maria, Giuseppe si spostò a Betlemme a causa di un censimento, e qui nacque Gesù; essi rimasero a Betlemme per un periodo non ben determinato, sembra da un minimo di 40 giorni (Luca 2,22;2,39) a un massimo di due anni (Matteo 2,16), dopo di che secondo Matteo fuggirono in Egitto fino alla morte del re Erode (nel 4 a.C.), quindi ritornarono a Nazaret. Luca non menziona il soggiorno in Egitto, ma concorda sul ritorno a Nazaret, dove Gesù visse fino all'inizio della sua vita pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;San Giuseppe, simulacro ligneo di autore ignoto del 1738, titolare della Chiesa Madre di Catenanuova (En)Certamente Giuseppe era ancora vivo quando Gesù aveva dodici anni (vedi Luca 2,41-52); quando invece Gesù iniziò la sua vita pubblica, molto probabilmente era già morto. Infatti non è mai più menzionato dai Vangeli dopo il passo di Luca sopra citato (talvolta Gesù è chiamato "figlio di Giuseppe", ma questo non implica che fosse ancora vivente), e quando Gesù è in croce, affida Maria al suo discepolo Giovanni, il quale "da quel momento la prese nella sua casa", il che non sarebbe stato necessario se Giuseppe fosse stato in vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Vangeli apocrifi forniscono altre notizie, che tuttavia vengono generalmente ritenute leggendarie. Secondo il Protovangelo di Giacomo, Giuseppe era molto anziano quando sposò Maria, e fu scelto tra gli altri pretendenti perché il suo bastone, posto fra gli altri sull'altare, fiorì miracolosamente. Per questo motivo san Giuseppe è tradizionalmente raffigurato con Gesù bambino in braccio e con in mano un bastone dal quale sbocciano dei fiori (generalmente un giglio bianco).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché i Vangeli menzionano a volte dei "fratelli di Gesù", alcuni ipotizzano che Giuseppe avesse avuto altri figli da Maria o da un matrimonio precedente. La Chiesa cattolica rifiuta questa interpretazione, e sostiene che si trattasse di cugini o altri parenti stretti (in greco antico vi sono due termini distinti: adelfòi, fratelli, e kasìghnetoi, cugini, ma in ebraico una sola parola è usata per indicare sia fratelli sia cugini) oppure collaboratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Le qualità  &lt;br /&gt;Nei Vangeli non viene riportata alcuna parola di Giuseppe; vengono riportate solamente le sue azioni dalle quali traspaiono le sue qualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Uomo obbediente". Conosciuto il volere di Dio attraverso un sogno, Giuseppe si appresta ad eseguirlo. E così sposa Maria anche se lei aspetta un figlio che non è suo; fugge in Egitto con Maria ed il bambino Gesù per sfuggire alla persecuzione di Erode; torna a Nazaret alla morte di Erode. &lt;br /&gt;"Uomo giusto". L'evangelista Matteo parla di Giuseppe come uomo «giusto». Il termine non significa soltanto correttezza, fare ciò che è dovuto e che noi diciamo giusto. In senso biblico, «giusto» è il timorato di Dio, l'obbediente ai suoi progetti. Giuseppe è giusto in quanto cerca di adeguarsi al piano di Dio nella vita di Maria. Non rinuncia al suo amore per Maria, glielo dichiara anzi, «prendendola con sé». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Culto &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;San Giuseppe Patrono di Santa Maria di Licodia (CT) opera lignea di autore ignoto del XVI-XVII sec. venerato nella Chiesa Madre - festa ultima domenica di agostoLa Chiesa cattolica ricorda san Giuseppe il 19 marzo con una solennità a lui intitolata. Lo ricorda il 1° maggio col titolo di Lavoratore. Inoltre la Domenica tra il Natale ed il 1 gennaio (in caso che non ricorra la domenica il 30 dicembre) lo si festeggia insieme alla sua famiglia: la Sacra famiglia (Giuseppe, Maria e Gesù).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il culto di san Giuseppe, padre putativo di Gesù e simbolo di umiltà e dedizione, nella Chiesa d’Oriente era praticato già attorno al IV secolo: intorno al VII secolo la chiesa Copta ricordava la sua morte il 20 luglio. In Occidente il culto ha avuto una marcata risonanza solo attorno all'anno Mille, come attestato dai martirologi, primo fra tutti quello del monastero di Richenau, ricordandolo al 19 marzo, data diventata festa universale nella Chiesa con Gregorio XV nel 1621.&lt;br /&gt;La prima chiesa dedicata a san Giuseppe sembra essere quella di Bologna eretta nel 1130.&lt;br /&gt;Nel 1621 i Carmelitani posero l'intero ordine sotto il suo protettorato.&lt;br /&gt;L'8 dicembre 1870 Pio IX lo proclamò patrono della Chiesa universale, dichiarando esplicitamente la sua superiorità su tutti i santi, seconda solo a quella della Madonna.&lt;br /&gt;Papa Leone XIII scrisse la prima enciclica interamente riguardante il santo: la Quamquam pluries, del 15 agosto 1889.&lt;br /&gt;Il 26 ottobre 1921, Benedetto XV estese la festa della Sacra Famiglia a tutta la Chiesa.&lt;br /&gt;La festa di Giuseppe artigiano fu istituita nel 1955 da Pio XII e fissata il 1° maggio: la festa dei lavoratori fino a quel momento era appannaggio della cultura social-comunista.&lt;br /&gt;Nel 1962 Giovanni XXIII introdusse il suo nome nel canone della Messa, oltre ad affidargli lo svolgimento del Concilio Vaticano II. Fino al 1977 il giorno in cui la Chiesa cattolica celebra San Giuseppe era considerato in Italia festivo anche agli effetti civili ma con legge 5 marzo 1977 n. 54, questo riconoscimento fu abolito e da allora il 19 marzo divenne un giorno feriale come tutti gli altri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-6008745981404367706?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/6008745981404367706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=6008745981404367706' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/6008745981404367706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/6008745981404367706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/04/san-giuseppe.html' title='San Giuseppe'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Ri4jSxAYVAI/AAAAAAAAAD4/FiakRUi3BAA/s72-c/verri4.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-1872951437306942855</id><published>2008-04-18T20:33:00.001+02:00</published><updated>2008-04-18T20:38:08.763+02:00</updated><title type='text'>San Marco Evangelista</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.lcnet.it/reticiviche/capena/sanmarco2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://www.lcnet.it/reticiviche/capena/sanmarco2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Si celebra il 25 Aprile ed è tradizione che in questo giorno i bambini capenati ricevano la Prima Comunione.&lt;br /&gt;Alla fine della cerimonia religiosa, c'è una processione con la statua del Santo, preceduta dai bambini della Prima Comunione, che arriva, partendo dalla Chiesa Parrocchiale, fino alla chiesetta dedicata al Santo, molto distante dal paese. Sul sagrato della cappella, il sacerdote benedice i campi e anche dei dolci particolari fatti per l'occasione e chiamati "lepericchio" e "sposateila".&lt;br /&gt;Questi dolci hanno forme particolari: il lepericchio è destinato agli uomini ed è rotondo, con un uovo in basso, al centro le lettere S. M. E. (San Marco Evangelista) e un buco nella parte superiore dove si può infilare la mano; la sposatella, invece, riservata alle donne, ha la forma di una fanciulla, con le mani sui fianchi, con un vestito decorato con confettini di zucchero colorato e per occhi due chicchi di pepe.&lt;br /&gt;Tutte e due i dolci sono decorati con vistosi nastri di raso e sono portati in processione da tutti gli abitanti del paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-1872951437306942855?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/1872951437306942855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=1872951437306942855' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/1872951437306942855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/1872951437306942855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/04/san-marco-evangelista.html' title='San Marco Evangelista'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-4911105810183813162</id><published>2008-04-11T20:48:00.002+02:00</published><updated>2008-04-11T20:53:56.731+02:00</updated><title type='text'>San Gabriele dell'Addolorata</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.sangabriele.org/images/santo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://www.sangabriele.org/images/santo.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; « Voglio fare a pezzi me stesso, voglio fare solo il volere di Dio, non il mio. Possa essere sempre fatto il più adorabile, più amabile, più perfetto volere di Dio » &lt;br /&gt; (San Gabriele dell'Addolorata) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;San Gabriele dell'Addolorata, al secolo Francesco Possenti (Assisi, 1° marzo 1838 – Isola del Gran Sasso d'Italia, 27 febbraio 1862), è stato un religioso italiano della Congregazione della Passione di Gesù Cristo. Nel 1920 è stato proclamato santo da papa Benedetto XV: la sua memoria liturgica viene celebrata il 27 febbraio.&lt;br /&gt;Undicesimo di tredici figli, Francesco nacque ad Assisi, città di cui il padre Sante era sindaco e che allora faceva parte dello Stato Pontificio retto da Papa Pio IX. Fu battezzato il giorno stesso della sua nascita nella stessa fonte in cui lo fu San Francesco d'Assisi, di cui gli venne imposto il nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco conduceva una vita normale per un giovane. Era noto per la sua personalità affettuosa ed estroversa, il suo amore per il ballo, la caccia ed il teatro. Rischiò più volte la vita nelle sue spedizioni di caccia. Durante una malattia, ancora ragazzino, promise di diventare un prete se fosse guarito. Guarì due volte, ma due volte ritardò questo impegno. Francesco andava bene a scuola, nonostante un'infanzia in cui vide la morte di tre fratelli e della madre. Come un normale ragazzo della sua età Francesco attirava l'attenzione delle ragazze di Spoleto, città in cui la sua famiglia si era trasferita da Assisi.&lt;br /&gt;Durante la processione dell'icona della Madre Addolorata, Francesco capì che la felicità non l'avrebbe trovata nel matrimonio, bensì nella vita sacerdotale. La notte in cui il padre aveva organizzato la sua festa di fidanzamento, Francesco partì per iniziare il suo noviziato Passionista. Il viaggio fu ritardato dai parenti che, in buona fede ed istigati dal padre, cercarono di dissuaderlo dall'entrare nell'ordine. Ciò nonostante, fu in grado di vincere tutti i loro argomenti e di persuaderli della natura genuina della sua vocazione religiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco prese i voti nella comunità Passionista, assumendo il nome di 'Gabriele dell'Addolorata', che rifletteva la sua devozione -radicata in lui fin dall'infanzia da un'immaginetta della Pietà che la madre conservava in casa- per la Madonna Addolorata. Durante il noviziato coltivò un grande amore per il Cristo Crocifisso e la Madonna Addolorata. Infatti, oltre al voto di diffondere la devozione al Cristo Crocifisso, comune a tutti i Passionisti, Gabriele prese anche quello di diffondere la devozione per la Madonna dell'Addolorata. I suoi scritti riflettono questa sua stretta relazione con Dio e con la Madonna. In particolare, nelle Risoluzioni descrive in dettaglio la via che seguì per raggiungere tale unità con la Passione di Cristo e la perfezione della regola passionista.&lt;br /&gt;Venne presto colpito dalla tubercolosi, ma mantenne tutte le sue forme abituali di mortificazione del corpo, impolorò di essere portato alla Messa, e mantenne la sua abituale allegria, al punto che gli altri novizi erano desiderosi di passare tempo al suo capezzale. Gabriele si rassegnò totalmente alla sua morte imminente, e si dice che abbia persino pregato per avere una malattia devastante che lo aiutasse a raggiungere la perfezione. Prima che potesse venire ordinato sacerdote, Gabriele morì, all'età di 24 anni, nel convento passionista di Isola del Gran Sasso (TE) stringendo al petto un'immagine della Madonna Addolorata.&lt;br /&gt;Benedetto XV ha canonizzato Gabriele nel 1920 e lo ha dichiarato patrono della gioventù cattolica. Nel 1959, Giovanni XXIII lo ha nominato patrono dell'Abruzzo, dove passò gli ultimi due anni della sua vita. La Chiesa invoca anche la sua protezione per gli studenti, i seminaristi, i novizi e gli ecclesiastici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni anno numerosi pellegrini si recano nel Santuario di San Gabriele ad Isola del Gran Sasso per visitare la sua tomba ed il convento dove visse gli ultimi anni. Il culto di san Gabriele è diffuso soprattutto fra i giovani cattolici italiani, ed emigranti italiani ne hanno diffuso il culto anche negli USA, in America Centrale e Meridionale. Il culto di san Gabriele viene diffuso anche dall'ordine Passionista. Numerose persone hanno riferito di miracoli ottenuti attraverso l'intercessione di san Gabriele. Santa Gemma Galgani sostenne che l'intercessione di san Gabriele la aveva curata dalla malattia e l'aveva condotta ad una vocazione passionista. Ogni anno, quando mancano 100 giorni all'inizio dell'esame di stato delle scuole medie superiori, migliaia di studenti dell'Abruzzo si recano al santuario per assistere alla messa e pregare per il buon esito dell'esame.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata è un santuario abruzzese, che si trova ai piedi del Gran Sasso, nel comune di Isola del Gran Sasso d'Italia, in provincia di Teramo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono 4 strutture principali: il convento in cui c'è la sede dei passionisti, la vecchia chiesa in cui è morto San Gabriele dell'Addolorata, la nuova chiesa in cemento armato ed acciaio, che in genere viene aperta nei giorni festivi per accogliere l'alto numero di pellegrini, e la sede dell'Eco di San Gabriele, la rivista mensile collegata all'attività del santuario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verso il 1215, secondo una tradizione mai smentita, San Francesco d'Assisi fondò un convento per il suo ordine francescano, nel comune di Isola del Gran Sasso d'Italia, che vi rimase fino al tempo delle soppressioni napoleoniche; tale convento è l'attuale Santuario di San Gabriele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra che il santo di Assisi trovò alle falde del Gran Sasso un'edicola dedicata alla Madonna Annunziata da cui, probabilmente nel 1216 iniziò la costruzione di un convento e di una chiesa dedicata all'Immacolata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1809 il convento fu abbandonato dai seguaci di Francesco, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi del periodo napoleonico e il loro posto fu preso nel 1847 dai Passionisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Restano oggi, dell'originario edificio, il Pozzo di San Francesco e, al piano terra di quello che un tempo era il convento, refettorio e chiostro con i portali in pietra del XVI secolo e con una serie di affreschi del XVII secolo che raffigurano scene della vita di San Francesco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata è una meta di pellegrinaggio molto cara ai giovani, due gli appuntamenti principali, uno nel mese di Marzo, a cento giorni dall'esame di stato, per prendere il diploma di scuola media superiore, in cui migliaia di studenti provenienti dall'Abruzzo e dalle Marche, arrivano al santuario, per pregare per un buon esito dell'esame, ed un altro in Agosto, in cui viene formata una tendopoli in cui giovani (ma anche meno giovani) si accampano per cinque giorni, dando vita ad un meeting religioso.&lt;br /&gt;Il moderno santuario, realizzato su progetto della scuola Gio Ponti e completato dall'architetto Eugenio Abruzzini ospita pregevoli esempi di arte sacra contemporanea di artisti come Enrico Accatino, Ugolino da Belluno, Tito Amodei.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-4911105810183813162?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/4911105810183813162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=4911105810183813162' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/4911105810183813162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/4911105810183813162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/04/san-gabriele-delladdolorata.html' title='San Gabriele dell&apos;Addolorata'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-8161758985686375703</id><published>2008-03-28T21:24:00.004+01:00</published><updated>2008-03-28T21:36:03.124+01:00</updated><title type='text'>Padre Pio da Pietrelcina</title><content type='html'>&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/df/Padre_Pio.jpg/225px-Padre_Pio.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/df/Padre_Pio.jpg/225px-Padre_Pio.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Padre Pio da Pietrelcina (nato Francesco Forgione; Pietrelcina, 25 maggio 1887 – San Giovanni Rotondo, 23 settembre 1968) è stato un presbitero e francescano italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Membro dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, che ne celebra la memoria liturgica il 23 settembre, anniversario della morte. È stato destinatario, ancora in vita, di una venerazione popolare di imponenti proporzioni, anche in seguito alla fama di taumaturgo da lui acquisita derivante da presunte capacità soprannaturali attribuitegli, ma è stato anche fatto oggetto di forti critiche e di sospetti in ambienti ecclesiastici e non.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il frate scelse il nome religioso di Pio per onorare il santo martire venerato nell'attuale chiesa di Sant'Anna in Pietrelcina, anche se, in seguito, il suo onomastico sarà celebrato nella memoria di san Pio V.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli agiografi descrivono la personalità di Padre Pio come simpatica e ricca di umanità, anche se apparentemente burbera e scostante, di temperamento piuttosto sanguigno. Fra le caratteristiche che gli vengono riconosciute, oltre all'abitudine di burlarsi degli amici, significativa è sicuramente una personalità esposta a frequenti e repentini cambi di umore. Amava intrattenere rapporti epistolari, arrivando a scrivere migliaia di lettere, raccolte dopo la sua morte in numerosi e spessi volumi &lt;br /&gt;Francesco Forgione nacque il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, un piccolo comune alle porte di Benevento. Fu battezzato il giorno successivo nella chiesa di Sant'Anna. Gli venne dato il nome Francesco per desiderio della madre, devota a San Francesco d'Assisi [3].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il padre Grazio Maria Forgione, nato nel 1860, e la madre Maria Giuseppa De Nunzio, nata nel 1859, erano sposati da sei anni ed avevano già avuto tre figli, di cui due già morti, alla nascita di Francesco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 27 settembre 1889 riceve la Comunione e la Cresima dall'allora arcivescovo di Benevento Donato Maria dell'Olio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il padre, contadino, possedeva un piccolo appezzamento di terra che però non gli dava il necessario per sostenere la famiglia, e per due volte fu costretto ad emigrare in America in cerca di fortuna. La madre era una donna molto credente e le sue convinzioni ebbero una grande influenza sulla formazione spirituale del futuro frate [4]. Secondo le testimonianze del tempo [5], il ragazzo cresceva tranquillo e sereno, era bravo ed obbediente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco non frequentò le scuole in maniera regolare perché doveva rendersi utile in famiglia lavorando la terra. Il suo primo maestro fu un contadino che aveva fatto la quinta elementare, il secondo un pettinatore di canapa, ed entrambi svolgevano le loro lezioni di sera. Solo quando ebbe dodici anni cominciò a studiare con metodo, sotto la guida di un vero insegnante, il sacerdote don Domenico Tizzani, che, in un biennio, gli fece svolgere tutto il programma delle elementari. Subito dopo Francesco passò alla scuola per gli studi ginnasiali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il desiderio di diventare sacerdote si manifestò molto presto e fu sollecitato dalla conoscenza di un frate del convento di Morcone, fra Camillo, che periodicamente passava per Pietrelcina a raccogliere offerte. Le pratiche per l'entrata in convento furono iniziate nella primavera del 1902, quando Francesco aveva 14 anni, ma la sua prima domanda ebbe esito negativo. Solo nell'autunno del 1902 arrivò l'assenso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 1° gennaio del 1903, dopo la Comunione, Francesco raccontò di aver avuto una visione che gli confermava e chiariva la sua vocazione alla continua lotta col maligno [6]. La notte del 5 gennaio, l'ultima che passava con la sua famiglia, disse di aver avuto un'altra visione in cui Dio e Maria lo incoraggiavano e lo assicuravano della loro predilezione [7]. La mattina del 6 gennaio, dopo aver ascoltato la messa nella chiesa parrocchiale di Pietrelcina, accompagnato dal suo maestro Angelo Caccavo e dal sacerdote don Nicola Caruso, Francesco venne ricevuto al noviziato dei Cappuccini della provincia religiosa di Foggia, a Morcone (Benevento) [8]. Il 22 gennaio dello stesso anno, a 15 anni, Francesco vestì i panni di probazione del novizio cappuccino e diventò fra Pio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concluso l'anno del noviziato, fra Pio emise la professione dei voti semplici (povertà, castità ed obbedienza) il 22 gennaio del 1904. Tre giorni dopo si recò a Sant'Elia a Pianisi per intraprendere gli studi ginnasiali. Il 27 gennaio 1907 emise la professione dei voti solenni. Seguì studi classici e di filosofia e nel novembre del 1908 raggiunse Montefusco, dove proseguì i suoi studi di teologia. Il 18 luglio del 1909, ricevette l'ordine del diaconato, nel noviziato di Morcone. Fu ordinato sacerdote il 10 agosto 1910 nel Duomo di Benevento, da mons. Paolo Schinosi [9].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi anni è attestata la comparsa sulle sue mani delle stimmate, che lo caratterizzeranno per il resto della vita. Ne diede comunicazione per la prima volta l'8 settembre del 1911, in una lettera indirizzata al padre spirituale di San Marco in Lamis: qui il frate parla di un fenomeno che si va ripetendo da quasi un anno, taciuto soltanto perché vinto "sempre da quella maledetta vergogna" (Epist. I, 234). Il 7 dicembre 1911 fece ritorno a Pietrelcina per ragioni di salute, restandovi, salvo qualche breve interruzione, sino al 17 febbraio 1916 (Diario A, 255).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre a causa della sua salute cagionevole, il 25 febbraio 1915 ottenne il permesso di risiedere fuori dal convento, presso la sua casa natale casa, mantenendo l'abito cappuccino. Il 10 ottobre 1915 fra Pio rispose alle domande perentorie, rivoltegli da padre Agostino da San Marco in Lamis, affermando di aver ricevuto le stimmate, "visibili, specie in una mano", e che, pregando il Signore, il fenomeno scomparve, ma non il dolore che rimase "acutissimo" (Epist. I, 669). Rivelò anche di aver subìto quasi ogni settimana, da alcuni anni, la coronazione di spine e la flagellazione (Ibidem).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre lo stesso anno, il 6 novembre, fu chiamato alle armi e si presentò al distretto militare di Benevento (Epist: I, 684-686). Il 6 dicembre venne assegnato alla decima compagnia sanità di Napoli. Svolse il servizio con molte licenze per motivi di salute sino ad essere definitivamente riformato tre anni più tardi, a causa di una broncoalveolite doppia, il 16 marzo 1918 con determinazione del direttore dell'ospedale principale di Napoli (Epist. I, 1005).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, il 17 febbraio 1916 fra Pio giunse a Foggia, restandovi sette mesi circa e dimorando nel convento di Sant'Anna. La sera del 28 luglio, accompagnato da padre Paolino da Casacalenda, fra Pio arrivò per la prima volta a San Giovanni Rotondo. Pur sentendosi meglio in questo luogo, dopo una settimana circa scese di nuovo a respirare l'aria afosa di Foggia, poiché il permesso chiesto al padre provinciale, anche se non necessario, tardava a venire (Epist. I, 796s).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra Pio il 13 agosto scrisse perciò al provinciale, chiedendo di "passare un po' di tempo a San Giovanni Rotondo", dove Gesù gli assicurava che sarebbe stato meglio, per sollevare un po' il fisico e tenersi pronto ad altre prove alle quali Egli volesse assoggettarlo (Epist. I, 798). Il 4 settembre 1916 tornò quindi "provvisoriamente" al convento di San Giovanni Rotondo, aspettando l'arrivo del padre provinciale, per la decisione della sua stabile dimora. Fra Pio venne infine lasciato in questo convento, con l'ufficio di direttore spirituale del seminario serafico (Epist. I, 815ss).&lt;br /&gt; La comparsa delle stigmate (1918-1920)  &lt;br /&gt;Nell'agosto del 1918 fra Pio affermò di avere le prime visioni di un personaggio che lo trafiggeva con una lancia, lasciandogli una ferita costantemente aperta (vedi transverberazione). Poco tempo dopo, in seguito ad una ulteriore visione, fra Pio affermò di aver ricevuto delle stigmate. Tali lesioni vennero variamente interpretate: come segno di una particolare santità, o come una patologia della cute (per es. piaghe da psoriasi), o addirittura come auto-inflitte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le prime manifestazioni risalgono al 1910 quando il religioso, a causa della sua inspiegabile malattia, aveva lasciato il convento e viveva a casa sua a Pietrelcina. Ogni giorno, dopo aver celebrato la messa, se ne andava in una località della campagna detta Piana Romana, dove suo fratello Michele aveva costruito una capanna per permettergli di pregare e meditare restando all'aria aperta, che giovava molto ai suoi polmoni malati. Al suo confessore rivelò che il fenomeno delle stigmate cominciò a manifestarsi proprio in quel luogo, nel pomeriggio del 7 settembre 1910. Il fenomeno si manifestò con maggior intensità un anno dopo nel settembre 1911, allora il frate scrisse al suo direttore spirituale: In mezzo al palmo delle mani è apparso un po' di rosso, grande quanto la forma di un centesimo, accompagnato da un forte ed acuto dolore. Questo dolore è più sensibile alla mano sinistra. Anche sotto i piedi avverto un po' di dolore. Allo stesso tempo cominciarono a circolare voci secondo le quali [10] il suo corpo aveva cominciato ad emanare un inspiegabile profumo di gelsomino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia della comparsa delle stigmate fece il giro del mondo e repentinamente San Giovanni Rotondo fu meta di pellegrinaggio da parte di persone che speravano di ottenere grazie. Il merito di alcune conversioni e guarigioni inaspettate fu attribuito dai pellegrini all'intercessione del frate presso Dio. La popolarità di padre Pio e di San Giovanni Rotondo crebbe ancora grazie al passa-parola e la località dovette cominciare ad attrezzarsi per l'accoglienza di un numero di visitatori sempre maggiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione divenne imbarazzante per alcuni ambienti della Chiesa cattolica [11]: il Vaticano infatti non aveva notizie precise su cosa stesse realmente accadendo; le scarne informazioni ricevute ben si prestavano ad alimentare il timore di una macchinazione, di fatto sommovente interessi economici, eventualmente perpetrata sfruttando il nome della Chiesa e la tonaca. Un primo inconcludente rapporto fu stilato dal Padre Generale dei cappuccini, il quale a sua volta aveva inviato Giorgio Festa. Questi propese per la soprannaturalità del fenomeno, ma proprio il suo entusiasmo fece dubitare della sua credibilità. Si commissionarono perciò ulteriori indagini, molte delle quali condotte in incognito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Le indagini (1919-1923) &lt;br /&gt;Il primo medico a studiare le stigmate di Padre Pio fu il professore Luigi Romanelli, primario dell'ospedale civile di Barletta, per ordine del padre superiore Provinciale, nei giorni 15 e 16 maggio 1919. Nella sua relazione fra le altre cose scrisse:&lt;Le lesioni che presenta alle mani, sono ricoperte da una membrana di colore rosso bruno, senza alcun punto sanguinante, niente edema e niente reazione infiammatoria nei tessuti circostanti.Ho la certezza, che quelle ferite non sono superficiali perché, applicando il pollice nel palmo della mano e l'indice sul dorso e facendo pressione, si ha la percezione esatta del vuoto esistente Due mesi dopo il 26 luglio arrivò a San Giovanni Rotondo il professore Amico Bignami, ordinario di patologia medica all'Università di Roma. Le sue considerazioni mediche non si discostarono da quelle del prof. Romanelli, in più però affermò che secondo lui quelle stigmate erano cominciate come prodotti patologici (necrosi neurotonica multipla della cute) ed erano state completate, forse inconsciamente, e per un fenomeno di suggestione, con un mezzo chimico, per esempio la tintura di iodio.[12]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1920 padre Agostino Gemelli, medico, psicologo e consulente del Sant'Uffizio, fu incaricato dal cardinale Merry Del Val di visitare Padre Pio ed eseguire “un esame clinico delle ferite”. Il Segretario del Sant'Uffizio, chiamato in causa per via dei sospetti su presunte attività scandalose del cappuccino, scelse il Gemelli, è dato supporre, sia per le sue conoscenze scientifiche di altissimo livello, sia per i suoi studi specialistici sui "fenomeni mistici", che aveva condotti sin dal 1913.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Perciò - pur essendosi recato nel Gargano di propria iniziativa, senza che alcuna autorità ecclesiastica glielo avesse chiesto - Gemelli non esitò a fare della sua lettera privata al Sant'Uffizio una sorta di perizia ufficiosa su padre Pio" (Sergio Luzzatto, Padre Pio, pag. 60).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Gemelli volle invece esprimersi compiutamente in merito e volle incontrare il frate, nonostante una malcelata ritrosia di questi. Padre Pio, infatti, mostrò nei confronti del nuovo investigatore un atteggiamento di netta chiusura, non alleviando le polemiche, nonostante l'approccio iniziale del messo vaticano fosse stato di buona apertura sul piano personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il frate rifiutò la visita adducendo che mancava l’autorizzazione scritta del Sant'Uffizio. Furono vane le proteste di padre Gemelli che, incaricato dal Sant'Uffizio e inviato di persona dal cardinal Merry Del Val riteneva di avere il diritto di effettuare un esame medico delle stigmate. Guarino[13] interpreta questo rifiuto come un'implicita ammissione di colpa da padre di Padre Pio. Il frate, supportato dai suoi superiori, condizionò l'esame ad un permesso da richiedersi per via gerarchica, disconoscendo le credenziali di padre Agostino Gemelli, che comunque era in missione ufficiale. Questi abbandonò dunque il convento, irritato ed offeso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Padre Gemelli espresse quindi la diagnosi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; « È un bluff… Padre Pio ha tutte le caratteristiche somatiche dell'isterico e dello psicopatico… Quindi, le ferite che ha sul corpo... Fasulle… Frutto di un’azione patologica morbosa… Un ammalato si procura le lesioni da sé… Si tratta di piaghe, con carattere distruttivo dei tessuti… tipico della patologia isterica » &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e più brevemente lo chiamò "psicopatico, autolesionista ed imbroglione"; i suoi giudizi, che come si è visto non potevano contare su un esame clinico rifiutatogli, avrebbero pur tuttavia pesantemente condizionato per l'autorevolezza della fonte la vicenda del frate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come risultato di questa vicenda, il 31 maggio 1923, arrivò un Decreto vero e proprio in cui si pronunciava la condanna esplicita. Il Sant'Uffizio dichiarava &lt;non constatare la soprannaturalità&gt; dei fatti legati alla vita di padre Pio ed esortava i fedeli a non credere e a non andare a San Giovanni Rotondo.Il decreto venne pubblicato dall' Osservatore Romano organo di stampa del Vaticano, il 5 luglio 1923 e subito ripreso dai giornali di tutto il mondo. Padre Pio era dichiarato ufficialmente imbroglione ed impostore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 15 dicembre del 1924 il dott. Giorgio Festa, chiese alle autorità ecclesiastiche l'autorizzazione a sottoporre il Padre ad un nuovo esame clinico per uno studio ulteriore e più aggiornato, ma non l'ottenne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'inchiesta sul frate si chiuse con l'arrivo del quinto e definitivo decreto di condanna (23 maggio 1931) con l'invito ai fedeli di non considerare come sovrannaturali le manifestazioni psichiatriche certificate dal Gemelli, ma i più fedeli sostenitori di Padre Pio non considerano il divieto di Roma vincolante. A Padre Pio venne vietata la celebrazione della messa in pubblico e l'esercizio della confessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La revoca delle restrizioni e le ulteriori indagini (1933-1968)  [modifica]&lt;br /&gt;Nel 1933 Pio XI revocò le restrizioni precedentemente imposte a padre Pio. Una fonte indipendente suggerisce però che, formalmente, il decreto ufficiale di sconfessione di Padre Pio non sarebbe mai stato revocato.[14].Infatti il Sant'Uffizio non ritrattò i suoi decreti e, ufficialmente, padre Pio continuò a essere condannato dalla Chiesa. A San Giovanni Rotondo accorrevano comunque gente comune, ma anche personaggi famosi. Nel 1938 arrivò Maria José di Savoia che volle farsi fotografare accanto a padre Pio. Giunsero i reali di Spagna, la regina del Portogallo in esilio, Maria Antonia di Borbone, Zita di Borbone-Parma, Giovanna di Savoia Ludovico di Borbone Parma, Eugenio di Savoia e tanti altri. Nel 1950 il numero di persone, in particolare donne, che si volevano confessare era talmente imponente, che venne organizzato un sistema di prenotazioni. Il 9 gennaio 1940 iniziò la costruzione del grande ospedale Casa Sollievo della Sofferenza con le offerte dei fedeli provenienti da tutto il mondo[15]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Papa Giovanni XXIII ordinò ulteriori indagini su Padre Pio, inviando mons. Carlo Maccari: nello spirito del Concilio Vaticano II si voleva intervenire con decisione verso forme di fede popolare considerate arcaiche. All’inizio dell’estate 1960, Papa Giovanni viene informato da monsignor Pietro Parente, assessore del Sant’Uffizio, del contenuto di alcune bobine registrate a San Giovanni Rotondo. Da mesi Roncalli assume informazioni sulla cerchia delle donne intorno a Padre Pio, si è appuntato i nomi di tre fedelissime: Cleonilde Morcaldi, Tina Bellone e Olga Ieci», più una misteriosa contessa. Il Papa annota il 25 giugno 1960, su quattro foglietti rimasti inediti fino al 2007 e rivelati da Sergio Luzzatto: «Stamane da mgr Parente, informazioni gravissime circa P.P. e quanto lo concerne a S. Giovanni Rotondo. L’informatore aveva la faccia e il cuore distrutto». E «Con la grazia del Signore io mi sento calmo e quasi indifferente come innanzi ad una dolorosa e vastissima infatuazione religiosa il cui fenomeno preoccupante si avvia ad una soluzione provvidenziale. Mi dispiace di P.P. che ha pur un’anima da salvare, e per cui prego intensamente» annota il Pontefice. «L’accaduto—cioè la scoperta per mezzo di filmine, si vera sunt quae referentur, dei suoi rapporti intimi e scorretti con le femmine che costituiscono la sua guardia pretoriana sin qui infrangibile intorno alla sua persona— fa pensare ad un vastissimo disastro di anime, diabolicamente preparato, a discredito della S. Chiesa nel mondo, e qui in Italia specialmente. Nella calma del mio spirito, io umilmente persisto a ritenere che il Signore faciat cum tentatione provandum, e dall’immenso inganno verrà un insegnamento a chiarezza e a salute di molti». Che, sempre il 25 giugno, annota ancora: «Motivo di tranquillità spirituale per me, e grazia e privilegio inestimabile è il sentirmi personalmente puro da questa contaminazione che da ben 40 anni circa ha intaccato centinaia di migliaia di anime istupidite e sconvolte in proporzioni inverosimili».[16]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1964, il nuovo Papa Paolo VI concesse personalmente ma ufficiosamente a Padre Pio da Pietrelcina l'Indulto (reintegro) per continuare a celebrare, anche pubblicamente, la Santa Messa secondo il rito di San Pio V, sebbene, dalla Quaresima del 1965 fosse in attuazione la riforma liturgica. Contemporaneamente, molteplici attività finanziare gestite da Padre Pio passarono in gestione alla Santa Sede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 23 settembre 1968 Padre Pio morì all'età di 81 anni. Ai suoi funerali parteciparono più di centomila persone giunte da ogni parte d'Italia.&lt;br /&gt; La canonizzazione  &lt;br /&gt;Le pratiche giuridiche preliminari del processo di beatificazione inizieranno un anno dopo la morte del Padre, nel 1969, ma incontrarono molti ostacoli, da parte di coloro che erano stati nemici dichiarati di Padre Pio. Furono ascoltati decine di testimoni e raccolti 104 volumi di disposizioni e documenti, e nel 1979 tutto il materiale fu inviato a Roma al vaglio degli esperti del Papa. Il procedimento che portò alla canonizzazione ebbe inizio con il nihil obstat del 29 novembre 1982. Il 20 marzo 1983 iniziò il processo diocesano per la sua canonizzazione. Il 21 gennaio 1990 Padre Pio venne proclamato venerabile, fu beatificato il 2 maggio 1999 e proclamato santo il 16 giugno 2002 in piazza San Pietro da papa Giovanni Paolo II come san Pio da Pietrelcina. La sua festa liturgica viene celebrata il 23 settembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i segni miracolosi che gli vengono attribuiti troviamo le "stigmate" che portò per 50 anni (20 settembre 1918 - 23 settembre 1968), il dono della bilocazione e della capacità di leggere nei cuori e nella mente delle persone. Tra i molti miracoli che gli vengono attribuiti c'è quello della guarigione del piccolo Matteo Pio Colella di San Giovanni Rotondo, sul quale è stato celebrato il processo canonico che ha portato poi alla elevazione agli altari di San Pio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i racconti di bilocazione che lo avrebbero visto protagonista c'è quello fornito da Luigi Orione, secondo il quale nel 1925, mentre si trovava in piazza San Pietro per i festeggiamenti in onore di Teresa di Lisieux, gli sarebbe apparso inaspettatamente Padre Pio da Pietrelcina, che in realtà non si mosse mai dal convento che lo ospitava dal 1918 sino alla morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; I sospetti &lt;br /&gt;La vicenda di Padre Pio fu sempre accompagnata da un lato da manifestazioni di fede popolare ineguagliate per la loro intensità, e dall'altro da sospetti anche di alte personalità della Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Padre Pio si sospettava innanzitutto una motivazione volta a procacciare un risultato economico (ancorché indiretto) da donazioni e lasciti attraverso una mitizzazione della persona. Questo sospetto fu in parte attenuato quando il frate designò la Chiesa di Roma come erede universale di tutte le sue cose. Parimenti, i flussi di denaro riguardanti le iniziative culminate nella costruzione della Casa Sollievo della Sofferenza, continuarono ad essere oggetto di illazioni e di scontro con le gerarchie ecclesiastiche. Il commercio di pezzuole apparentemente macchiate dalle stigmate (in realtà il sangue risultò poi essere sangue di gallina), andava, stando ai risultati dell'indagine, molto bene. A seguito dell'indagine in questione alcuni frati che avevano tradito il voto di povertà furono spostati altrove. Riguardo alle stigmate, alcuni rapporti medici indicarono una possibile causa non soprannaturale: il medico napoletano Vincenzo Tangaro, che incontrò Padre Pio ed ebbe cura di osservarne le mani, scrisse in un articolo pubblicato dal Mattino: «Le stigmate sono superficiali e presentano un alone dal colore caratteristico della tintura di iodio». Altri medici, osservando il fenomeno, non furono in grado di determinarne la causa con certezza, ma parlarono in ogni caso di un possibile fenomeno artificiale e/o patologico. A titolo d'esempio, il professor Amico Bignami inviato dal Sant'Uffizio ad esaminare le stigmate scrisse nella sua relazione: «Le [stigmate]…rappresentano un prodotto patologico, sulla cui genesi sono possibili le seguenti ipotesi: a) …determinate artificialmente o volontariamente; b) …manifestazione di uno stato morboso; c) …in parte il prodotto di uno stato morboso e in parte artificiale… Possiamo… pensare che… siano state mantenute artificialmente con un mezzo chimico, per esempio la tintura di iodio. Ho notato... una pigmentazione bruna dovuta alla tintura di iodio. È noto che la tintura di iodio vecchia… diventa fortemente irritante e caustica». (riportato da Mario Guarino, vedi bibliografia). Secondo quanto successivamente riportato da un biografo, lo stesso professor Bignami diede in seguito ordine «di fasciare e suggellare le ferite alla presenza di due testimoni e di controllare i suggelli delle stesse alla presenza degli stessi testimoni, per otto giorni, affinché si potesse avere la certezza che le ferite non erano state affatto toccate… L’ottavo giorno in cui furono definitivamente tolte le fasce al Padre Pio, mentre Egli celebrava la Messa, colava tanto sangue dalle mani che fummo costretti a mandare dei fazzoletti perché il Padre potesse asciugarlo»[18].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuovi dubbi sull'origine soprannaturale delle stigmate vengono dal libro di Sergio Luzzatto, in cui si riporta la testimonianza del 1919 di un farmacista a cui Padre Pio ordinò dell'acido fenico, adatto per la sua causticità a procurare lacerazioni nella pelle simili alle stigmate [19].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo psichiatra Luigi Cancrini (Università La Sapienza di Roma), più recentemente, ha tentato di classificare Padre Pio secondo il DSM-IV (edizione aggiornata del manuale internazionale dei disturbi mentali). Secondo questa teoria le stigmate sarebbero quindi particolari sintomi di "conversione somatica" (vedi bibliografia), ovvero la moderna definizione dei disturbi somatici generati da una patologia psichiatrica di tipo isterico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle biografie che riportano le testimonianze di persone che ebbero modo di assistere di persona alla preparazione del corpo per la sepoltura, sulla salma di Padre Pio non ci sarebbe stata più alcuna traccia delle stigmate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Le malattie  &lt;br /&gt;Nel diario di padre Agostino da San Marco in Lamis, direttore spirituale di padre Pio, si legge che nel 1892, quando il giovane Francesco Forgione aveva solo 5 anni era affetto da diverse malattie. A 6 anni venne colpito da una grave enterite, che lo costrinse al letto per un lungo periodo. A 10 anni si ammalò di febbre tifoidea. Nel 1904, fra' Pio venne inviato, con gli altri giovani che insieme a lui avevano superato l'anno di prova di noviziato, a Sant'Elia a Pianisi in provincia di Campobasso, per iniziare il periodo di formazione. Ma quasi subito cominciò a star male accusando inappetenza, insonnia, spossatezza, svenimenti improvvisi e terribili emicranie. Vomitava spesso e riusciva a nutrirsi soltanto con del latte. Gli agiografi raccontano che proprio in quel periodo, insieme ai malanni fisici, cominciarono a manifestarsi fenomeni a detta dei testimoni inspiegabili. Secondo i loro racconti, di notte, nella sua stanza, si udivano rumori sospetti a volte urli o ruggiti, durante la preghiera, fra' Pio restava come intontito, quasi fosse assente(va ricordato che fenomeni di questo tipo sono frequentemente descritti, nelle agiografie di santi e mistici di ogni tempo, e secondo la psichiatria contemporanea sono spiegabili come sintomi di psicosi o schizofrenia.). Qualche confratello disse addirittura di averlo visto in estasi, sollevato da terra.[21] Nel giugno del 1905 la salute del frate era talmente compromessa che i superiori decisero di mandarlo in un convento di montagna, nella speranza che il cambiamento d'aria gli facesse bene. Le condizioni di salute però, peggioravano ed allora i medici consigliarono di farlo tornare nel suo paese. Anche qui però il suo stato di salute peggiorò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli anni giovanili padre Pio fu anche colpito da "bronchite asmatica", di cui continuò a soffrire fino alla morte. Aveva anche una calcolosi renale grave, con coliche frequenti. Un'altra malattia molto dolorosa fu una specie di gastrite cronica, che poi si trasformò in ulcera. Soffrì di infiammazioni dell'occhio, del naso, dell'orecchio e della gola, e infine di rinite e otite croniche. Nell'estate del 1915, il religioso dovette lasciare Pietrelcina per adempiere al servizio militare. Aveva fatto la visita di leva nel 1907 ed era stato dichiarato abile ma lasciato a casa con un congedo illimitato, fu però richiamato ed il 6 novembre del 1915 si presentò al distretto militare di Benevento, e venne assegnato alla Decima compagnia sanità di Napoli con il numero di matricola 2094/25. Ma dopo circa un mese a causa di continui disturbi cui andava soggetto, venne mandato in licenza per 30 giorni.Tornato in servizio fu sottoposto ad altre visite mediche e rimandato ancora in licenza a per 6 mesi. Trascorse questo periodo di licenza in un convento di Foggia.Ma anche li il religioso stava male. Si decise quindi di spostarlo a San Giovanni Rotondo, un paesino sul Gargano a 600 m. di altezza, dove anche nei mesi caldi faceva relativamente fresco. Arrivò in questo convento il 28 luglio del 1916. A dicembre riprese il servizio militare, ma fu rimandato a casa per altri 2 mesi. Al rientro venne giudicato idoneo e destinato alla caserma di Sales in Napoli,dove rimase fino al marzo del 1917, quando dopo una visita all'ospedale di Napoli gli fu diagnosticata una "tubercolosi polmonare" accertata dall'esame radiologico e mandato a casa con un congedo definitivo. Nel 1925 fu operato per un ernia inguinale, e un po' dopo sul collo si formò una grossa cisti che dovette essere asportata. Un terzo intervento lo subì all'orecchio, si era formato un epitelioma, l'esame istologico eseguito a Roma disse che si trattava di una forma tumorale maligna. Dopo l'operazione padre Pio fu sottoposto a terapia radiologica, che ebbe successo, sembra, in sole due sedute[22] Nel 1956 fu colpito da una grave "pleurite essudativa", la malattia venne accertata radiologicamente dal professore Cataldo Cassano che estrasse personalmente il liquido sieroso dal corpo del Padre. Rimase a letto per 4 mesi consecutivi. Negli anni della vecchiaia il Padre fu tormentato dall'artrite e dall'artrosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Le ipertermie  &lt;br /&gt;Un fenomeno misterioso che si sarebbe manifestato nel corpo di Padre Pio furono le febbri alte. Tale evento sconcertò alcuni dei medici che in qualche modo si erano interessati alla sua salute. I primi ad osservarle furono i medici dell'ospedale militare di Napoli durante una visita di controllo. La febbre era così alta che il termometro clinico non era in grado di misurarla perché andava fuori scala.Il primo a misurare con esattezza il grado di temperatura della febbre di padre Pio fu un medico di Foggia, quando il frate era ospite di un convento del luogo e continuava a stare male. Il medico ricorse ad un termometro da bagno che registrò una temperatura di 48°. Lo studio scientifico di quelle febbri altissime fu ripreso dal dott. Giorgio Festa nel 1920. Aveva sentito parlare di quell'anomalia e riteneva il fenomeno impossibile. Incominciò a misurargli la temperatura con metodo, due volte al giorno, e diede ordine ai superiori del convento di fare altrettanto in sua assenza(il che senza dubbio suggerisce alcuni dubbi sulla validità di queste misurazioni). I risultati furono giorni in cui la temperatura era di 36,2°-36.5°, giorni in cui arrivava a 48°-48,5°. Il Padre quando era colto da temperature così elevate, appariva molto sofferente, ed agitato sul suo letto, ma senza delirio e senza comuni disturbi che di solito accompagnavano alterazioni febbrili notevoli. Dopo uno o due giorni tutto rientrava nel suo stato normale, e al terzo giorno lo si vedeva nuovamente nel confessionale. Il fenomeno da un punto di vista scientifico era inammissibile, temperature così elevate in una persona umana erano considerate come annunziatori di morte, ma nell'organismo di Padre Pio non solamente non avrebbero dato luogo ad alcun fatto secondario di qualsiasi gravità ma, al terzo giorno, il Padre tornava sereno e tranquillo. Occorre ricordare che già febbri superiori ai 42°C provocano danni cerebrali . La scienza medica considera quindi temperature corporee di 48°-48,5°C incompatibili con la vita umana. Va tuttavia sottolineata la possibilità, con degli artifizi, di procurare un improvviso e apparente aumento della temperatura comporea, a livello meramente locale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ricognizione canonica &lt;br /&gt;Il 6 gennaio 2008 il vescovo Domenico D'Ambrosio annunciò durante la messa nel santuario di Santa Maria delle Grazie che nel mese di aprile 2008 il corpo di Padre Pio sarebbe stato riesumato per una ricognizione canonica con l'esposizione alla pubblica venerazione sino al mese di settembre 2008 in vista del quarantesimo anniversario della sua morte. Nella notte tra il 2 e 3 marzo 2008, è stata riaperta la bara che contiene le spoglie mortali di san Pio. Secondo le dichiarazioni dei presenti, alcune parti del corpo sono ben conservate dopo 40 anni dal decesso [29].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-8161758985686375703?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/8161758985686375703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=8161758985686375703' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/8161758985686375703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/8161758985686375703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/03/padre-pio-da-pietrelcina.html' title='Padre Pio da Pietrelcina'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-1717746070076612124</id><published>2008-03-12T20:46:00.000+01:00</published><updated>2008-03-12T20:49:36.817+01:00</updated><title type='text'>Messa in Coena Domini</title><content type='html'>La Messa in Coena Domini (o Messa della Cena del Signore), che inaugura il Triduo Pasquale, è la seconda celebrazione del Giovedì Santo; in essa si fa memoriale dell'Ultima Cena del Signore con i suoi discepoli, nella quale, secondo la dottrina cattolica, Gesù istituì i Sacramenti dell'Eucarestia e del Sacerdozio, e consegnò ai discepoli il Comandamento dell'Amore ("Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi", Gv 13,34), dopo aver lavato loro i piedi; in memoria di quest'ultimo gesto, la liturgia prevede il rito della Lavanda dei piedi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La liturgia comincia come tutte le messe, con il saluto iniziale e l'Atto penitenziale; può però essere preceduta dalla presentazione degli olii (Crisma, Olio dei Catecumeni e Olio degli Infermi), benedetti la mattina dal Vescovo durante la messa crismale, mediante una breve processione fino all'altare, dove vengono appoggiati ed incensati. Al Gloria si suonano le campane a festa, secondo gli usi locali, in tutte le Chiese: dopodiché le campane taceranno fino alla notte di Pasqua. La liturgia della Parola consta dei seguenti testi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;prima lettura dal Libro dell'Esodo (Es 12,1-8.11-14) &lt;br /&gt;salmo responsoriale (Sal 115) &lt;br /&gt;seconda lettura dalla Prima Lettera ai Corinzi di San Paolo apostolo (1Cor 11,23-26) &lt;br /&gt;brano evangelico dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,1-15) &lt;br /&gt;Dopo la Liturgia della Parola si compie il gesto della Lavanda dei piedi; il celebrante, tolte le vesti liturgiche (esclusa la stola), comincia a lavare i piedi di dodici persone scelte (che raffigurano i dodici apostoli); durante questo momento si soleva cantare l'inno Ubi Caritas; dopo il Concilio Vaticano II, tuttavia, tale inno fu spostato alla Liturgia eucaristica. Come Preghiera eucaristica si recita tradizionalmente il Canone Romano. Dopo la Comunione, la Pisside contenente ostie consacrate, non viene riposta, ma rimane esposta sull'altare per una breve adorazione; quindi, accompagnata dall'inno Pange lingua, comincia una processione eucaristica fino al luogo della reposizione del Santissimo Sacramento (dove viene intonato il Tantum ergo). Quindi l'assemblea si scioglie in silenzio, senza benedizione o segno di croce. In alcuni luoghi, da quel momento si prolunga l'adorazione per tutta la notte, fino al giorno seguente. Fino alla Veglia Pasquale non si celebrano più Messe. Il Venerdì Santo, infatti, si celebra una semplice Liturgia, senza la consacrazione, e viene consumata l'eucarestia consacrata il giorno precedente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-1717746070076612124?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/1717746070076612124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=1717746070076612124' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/1717746070076612124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/1717746070076612124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/03/messa-in-coena-domini.html' title='Messa in Coena Domini'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-7292320552392855115</id><published>2008-03-04T20:50:00.000+01:00</published><updated>2008-03-04T20:52:45.980+01:00</updated><title type='text'>Significato dei quaranta giorni della Quaresima</title><content type='html'>Si dice abitualmente che la durata della Quaresima è di quaranta giorni; in realtà il calcolo esatto arriva (nel rito romano) a quarantaquattro giorni. Alla fine del IV secolo, e ancora oggi nel rito ambrosiano, la Quaresima iniziava di domenica (1 giorno), durava cinque settimane complete (5x7=35 giorni) e si concludeva il giovedì della settimana santa (altri 4 giorni), per un totale di quaranta giorni esatti. Poi alla fine del V secolo l'inizio venne anticipato al mercoledì precedente la prima domenica (altri 4 giorni), e furono inclusi il Venerdì Santo e il Sabato Santo nel computo della Quaresima: in tutto 46 giorni. Ciò era dovuto all'esigenza di computare esattamente quaranta giorni di digiuno ecclesiastico prima della Pasqua, dato che nelle 6 domeniche di Quaresima non era (e non è) consentito digiunare. Con la riforma del Concilio Vaticano II il Triduo Pasquale della passione, morte e risurrezione di Cristo ha riacquistato una sua autonomia liturgica, e il tempo di Quaresima termina nel rito romano con l'Ora Nona del Giovedì Santo. Per questo oggi la quaresima dura dal Mercoledì delle Ceneri fino al giovedì santo, per un totale di quarantaquattro giorni; i giorni di penitenza prima della Pasqua restano però ancora 40.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella determinazione della durata ebbe grande peso il numero quaranta che ricorre nell'Antico Testamento molte volte. Le risonanze principali che hanno a che fare con la quaresima sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i quaranta giorni del diluvio universale (Genesi 7,4.12.17;8,6) &lt;br /&gt;i quaranta giorni passati da Mosè sul monte Sinai (Esodo 24,18; Deuteronomio 9,9.11.18.25;10,10) &lt;br /&gt;i quaranta giorni che impiegarono gli esploratori ebrei per esplorare la terra in cui sarebbero entrati (Numeri 13,25) &lt;br /&gt;i quaranta giorni camminati dal profeta Elia per giungere al monte Oreb (1Re 19,8) &lt;br /&gt;i quaranta giorni di tempo che, nella predicazione di Giona, Dio dà a Ninive prima di distruggerla (Giona 3,4) &lt;br /&gt;Nel Nuovo Testamento ci sono alcuni passi chiave nei quali si parla di quaranta giorni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i quaranta giorni che Gesù passò nel deserto (Matteo 4,2; Marco 1,13; Luca 4,2) &lt;br /&gt;i quaranta giorni in cui Gesù ammaestrò i suoi discepoli tra la resurrezione e l'Ascensione (Atti 1,3) &lt;br /&gt;Un altro riferimento significativo sono i quaranta anni trascorsi da Israele nel deserto (Deuteronomio 2,7): è il tempo della prova a cui YHWH sottopone il popolo d'Israele, tempo di purificazione, tempo in cui rinasce una nuova generazione fedele a Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il carattere originario della quaresima fu riposto nella penitenza di tutta la comunità cristiana e dei singoli, protratta per quaranta giorni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-7292320552392855115?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/7292320552392855115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=7292320552392855115' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/7292320552392855115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/7292320552392855115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/03/significato-dei-quaranta-giorni-della.html' title='Significato dei quaranta giorni della Quaresima'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-8544118080051524649</id><published>2008-02-17T20:45:00.002+01:00</published><updated>2008-02-17T20:51:04.823+01:00</updated><title type='text'>Ecumenismo</title><content type='html'>Il termine ecumenismo indica il movimento che tende a riavvicinare e a riunire tutti i fedeli cristiani e quelli delle diverse Chiese. Il punto di partenza è la comune fede nella Trinità: in Dio Padre, in Gesù Cristo Figlio e in Dio Spirito Santo. La parola deriva dal termine greco oikouméne, che indica in origine la parte abitata della Terra; la scelta indica come una sorta di indirizzo nella ricerca di una sempre più stretta collaborazione e comunione tra le varie chiese cristiane che abitano il mondo.&lt;br /&gt;Anche se non sono mai mancati elementi di contrasto, dottrinali e pratici, già nelle primissime comunità (come testimoniano gli Atti degli Apostoli e alcune lettere di San Paolo), le prime divisioni tra cristiani, i cui effetti durano ancora oggi, hanno avuto inizio circa quattrocento anni dopo la morte di Gesù, intorno alle questioni di fondo sulla sua natura, come vero Dio e vero uomo. In particolare alcune Chiese tra le quali l'armena copta, l'etiope e la siriaca rifiutarono la definizione che fu data durante il Concilio di Calcedonia, nell'anno 451, secondo il quale la natura divina e la natura umana di Gesù sono unite «senza confusione e senza separazione». Oggi queste Chiese vengono chiamate 'ortodosse orientali' o 'precalcedonesi' perché condividono con gli altri cristiani solo le decisioni dei concili precedenti a quello di Calcedonia.&lt;br /&gt;Le fratture più profonde in venti secoli di storia della Chiesa sono state quella tra Chiesa di Costantinopoli e Chiesa di Roma nel 1054 e quella verificatasi tra Cattolicesimo e Protestantesimo a partire del XVI secolo. Entrambe, da cause di natura politica e religiosa, hanno presto portato ad una differenziazione in alcuni contenuti della fede, nonché nella diversa pratica della vita cristiana.&lt;br /&gt;Naturalmente, vi è un patrimonio di fede - corrispondente al periodo della Chiesa indivisa - ancora in comune tra le tre principali confessioni cristiane: il Battesimo e, con alcune diverse interpretazioni, l'Eucaristia come sacramenti centrali per la salvezza; la fede nel Dio trinitario che si è rivelato ad Israele e in maniera piena in Gesù Cristo; la centralità della Bibbia nella riflessione e nella vita cristiana, e così via.&lt;br /&gt;L'ecumenismo come movimento tendente a ristabilire l'unità piena e visibile dei cristiani, attraverso il dialogo e l'impegno comune tra le varie confessioni, nasce in ambito protestante a partire dagli inizi del ventesimo secolo. L'inizio del movimento ecumenico viene infatti identificato con la convocazione della Conferenza Missionaria Mondiale di Edimburgo, nel 1910, i cui partecipanti sottolineano lo stretto legame esistente tra l’unità dei cristiani e l’impegno di evangelizzazione.&lt;br /&gt;Nel 1937 viene costituito il Consiglio Ecumenico delle Chiese, a cui partecipano, all'inizio, quasi tutte le chiese e confessioni protestanti e ortodosse. L'atteggiamento dei cattolici nei confronti del movimento ecumenico, inizialmente negativo, inizia a cambiare con papa Pio XII e subisce una decisiva svolta con papa Giovanni XXIII, che indice nel 1959 il Concilio Vaticano II e, nel 1960, istituisce il Segretariato per l'Unità dei Cristiani.&lt;br /&gt;Durante il Concilio Vaticano II, inziato da Giovanni XXIII e concluso nel 1965 sotto la presidenza di Paolo VI, furono invitati come "delegati fraterni" membri autorevoli delle Chiese separate, vennero annullate le reciproche scomuniche pronunciate nello scisma d'Oriente del 1054 tra la chiesa di Roma e quella di Costantinopoli; inoltre, uno dei nove decreti prodotti dal lavoro conciliare dei vescovi, assistiti dai consulenti teologici, è dedicato specificamente all'ecumenismo: Unitatis Redintegratio (Il ristabilimento dell'unità), del 21 novembre 1964.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il decreto definisce il movimento ecumenico quale:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; « l'insieme di attività e iniziative che, a seconda delle varie necessità della Chiesa e opportunità dei tempi, sono suscitate e ordinate a promuovere l'unità dei Cristiani. » &lt;br /&gt; (Unitatis Redintegratio, 4) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel decreto vengono successivamente esposte le condizioni con cui si esercita l'azione ecumenica e i principi che la regolano: per promuovere l'unità dei cristiani è necessario intessere un dialogo costituito da desiderio di conoscere gli altri, senza precostituire falsi giudizi, e dalla stima reciproca. Sono perciò necessari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; « in primo luogo, tutti gli sforzi per eliminare parole, giudizi e opere che non rispecchiano con equità e verità la condizione dei fratelli separati e perciò rendono più difficili le mutue relazioni con essi; poi, in congressi che si tengono con intento e spirito religioso tra Cristiani di diverse Chiese o Comunità, il dialogo avviato tra esponenti debitamente preparati, nel quale ognuno espone più a fondo la dottrina della propria comunità e ne presenta con chiarezza le caratteristiche. » &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È dunque fondamentale e preliminare la corretta conoscenza reciproca che elimini errori e fraintendimenti, affinché siano ricercate {{quote|l’equità e la verità, la concordia e la collaborazione, la carità fraterna e l’unione, cosicché per questa via a poco a poco, superati gli ostacoli frapposti alla perfetta comunione ecclesiastica, tutti i cristiani, nell'unica celebrazione dell’Eucarestia, si riuniscano in quella unità dell’unica Chiesa, che Cristo fiPerché tutti i cristiani percepiscano di condividere gli stessi valori, è indispensabile che&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; « i cattolici con gioia riconoscano e stimino i valori veramente cristiani, promananti dal comune patrimonio, che si trovano presso i fratelli separati. » &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ecumenismo è da allora costantemente sostenuto dalla Chiesa cattolica: Giovanni Paolo II nel 1988 ha trasformato il Segretariato per l'Unità dei Cristiani in Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani, promuovendo inoltre la redazione di una serie di documenti comuni con la Chiesa Anglicana e Luterana, nonché con diverse Chiese d'Oriente; Papa Benedetto XVI lo ha dichiarato tra i fini principali del suo pontificato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-8544118080051524649?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/8544118080051524649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=8544118080051524649' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/8544118080051524649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/8544118080051524649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/02/ecumenismo.html' title='Ecumenismo'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-876751559939905798</id><published>2008-02-06T20:21:00.000+01:00</published><updated>2008-02-06T20:23:05.589+01:00</updated><title type='text'>Messaggio di Sua Santità Benedetto XVI</title><content type='html'>"Cristo si è fatto povero per voi" (2 Cor 8,9)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Ogni anno, la Quaresima ci offre una provvidenziale occasione per approfondire il senso e il valore del nostro essere cristiani, e ci stimola a riscoprire la misericordia di Dio perché diventiamo, a nostra volta, più misericordiosi verso i fratelli. Nel tempo quaresimale la Chiesa si preoccupa di proporre alcuni specifici impegni che accompagnino concretamente i fedeli in questo processo di rinnovamento interiore: essi sono la preghiera, il digiuno e l’elemosina. Quest’anno, nel consueto Messaggio quaresimale, desidero soffermarmi a riflettere sulla pratica dell’elemosina, che rappresenta un modo concreto di venire in aiuto a chi è nel bisogno e, al tempo stesso, un esercizio ascetico per liberarsi dall’attaccamento ai beni terreni. Quanto sia forte la suggestione delle ricchezze materiali, e quanto netta debba essere la nostra decisione di non idolatrarle, lo afferma Gesù in maniera perentoria: “Non potete servire a Dio e al denaro” (Lc 16,13). L’elemosina ci aiuta a vincere questa costante tentazione, educandoci a venire incontro alle necessità del prossimo e a condividere con gli altri quanto per bontà divina possediamo. A questo mirano le collette speciali a favore dei poveri, che in Quaresima vengono promosse in molte parti del mondo. In tal modo, alla purificazione interiore si aggiunge un gesto di comunione ecclesiale, secondo quanto avveniva già nella Chiesa primitiva. San Paolo ne parla nelle sue Lettere a proposito della colletta a favore della comunità di Gerusalemme (cfr 2 Cor 8-9; Rm 15,25-27). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Secondo l’insegnamento evangelico, noi non siamo proprietari bensì amministratori dei beni che possediamo: essi quindi non vanno considerati come esclusiva proprietà, ma come mezzi attraverso i quali il Signore chiama ciascuno di noi a farsi tramite della sua provvidenza verso il prossimo. Come ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica, i beni materiali rivestono una valenza sociale, secondo il principio della loro destinazione universale (cfr n. 2404). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Vangelo è chiaro il monito di Gesù verso chi possiede e utilizza solo per sé le ricchezze terrene. Di fronte alle moltitudini che, carenti di tutto, patiscono la fame, acquistano il tono di un forte rimprovero le parole di san Giovanni: “Se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il proprio fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come dimora in lui l’amore di Dio?” (1 Gv 3,17). Con maggiore eloquenza risuona il richiamo alla condivisione nei Paesi la cui popolazione è composta in maggioranza da cristiani, essendo ancor più grave la loro responsabilità di fronte alle moltitudini che soffrono nell’indigenza e nell’abbandono. Soccorrerle è un dovere di giustizia prima ancora che un atto di carità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Il Vangelo pone in luce una caratteristica tipica dell’elemosina cristiana: deve essere nascosta. “Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”, dice Gesù, “perché la tua elemosina resti segreta” (Mt 6,3-4). E poco prima aveva detto che non ci si deve vantare delle proprie buone azioni, per non rischiare di essere privati della ricompensa celeste (cfr Mt 6,1-2). La preoccupazione del discepolo è che tutto vada a maggior gloria di Dio. Gesù ammonisce: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5,16). Tutto deve essere dunque compiuto a gloria di Dio e non nostra. Questa consapevolezza accompagni, cari fratelli e sorelle, ogni gesto di aiuto al prossimo evitando che si trasformi in un mezzo per porre in evidenza noi stessi. Se nel compiere una buona azione non abbiamo come fine la gloria di Dio e il vero bene dei fratelli, ma miriamo piuttosto ad un ritorno di interesse personale o semplicemente di plauso, ci poniamo fuori dell’ottica evangelica. Nella moderna società dell’immagine occorre vigilare attentamente, poiché questa tentazione è ricorrente. L’elemosina evangelica non è semplice filantropia: è piuttosto un’espressione concreta della carità, virtù teologale che esige l’interiore conversione all’amore di Dio e dei fratelli, ad imitazione di Gesù Cristo, il quale morendo in croce donò tutto se stesso per noi. Come non ringraziare Dio per le tante persone che nel silenzio, lontano dai riflettori della società mediatica, compiono con questo spirito azioni generose di sostegno al prossimo in difficoltà? A ben poco serve donare i propri beni agli altri, se per questo il cuore si gonfia di vanagloria: ecco perché non cerca un riconoscimento umano per le opere di misericordia che compie chi sa che Dio “vede nel segreto” e nel segreto ricompenserà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Invitandoci a considerare l’elemosina con uno sguardo più profondo, che trascenda la dimensione puramente materiale, la Scrittura ci insegna che c’è più gioia nel dare che nel ricevere (cfr At 20,35). Quando agiamo con amore esprimiamo la verità del nostro essere: siamo stati infatti creati non per noi stessi, ma per Dio e per i fratelli (cfr 2 Cor 5,15). Ogni volta che per amore di Dio condividiamo i nostri beni con il prossimo bisognoso, sperimentiamo che la pienezza di vita viene dall’amore e tutto ci ritorna come benedizione in forma di pace, di interiore soddisfazione e di gioia. Il Padre celeste ricompensa le nostre elemosine con la sua gioia. E c’è di più: san Pietro cita tra i frutti spirituali dell’elemosina il perdono dei peccati. “La carità - egli scrive - copre una moltitudine di peccati” (1 Pt 4,8). Come spesso ripete la liturgia quaresimale, Iddio offre a noi peccatori la possibilità di essere perdonati. Il fatto di condividere con i poveri ciò che possediamo ci dispone a ricevere tale dono. Penso, in questo momento, a quanti avvertono il peso del male compiuto e, proprio per questo, si sentono lontani da Dio, timorosi e quasi incapaci di ricorrere a Lui. L’elemosina, avvicinandoci agli altri, ci avvicina a Dio e può diventare strumento di autentica conversione e riconciliazione con Lui e con i fratelli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. L’elemosina educa alla generosità dell’amore. San Giuseppe Benedetto Cottolengo soleva raccomandare: “Non contate mai le monete che date, perché io dico sempre così: se nel fare l’elemosina la mano sinistra non ha da sapere ciò che fa la destra, anche la destra non ha da sapere ciò che fa essa medesima” (Detti e pensieri, Edilibri, n. 201). Al riguardo, è quanto mai significativo l’episodio evangelico della vedova che, nella sua miseria, getta nel tesoro del tempio “tutto quanto aveva per vivere” (Mc 12,44). La sua piccola e insignificante moneta diviene un simbolo eloquente: questa vedova dona a Dio non del suo superfluo, non tanto ciò che ha, ma quello che è. Tutta se stessa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo episodio commovente si trova inserito nella descrizione dei giorni che precedono immediatamente la passione e morte di Gesù, il quale, come nota san Paolo, si è fatto povero per arricchirci della sua povertà (cfr 2 Cor 8,9); ha dato tutto se stesso per noi. La Quaresima, anche attraverso la pratica dell’elemosina ci spinge a seguire il suo esempio. Alla sua scuola possiamo imparare a fare della nostra vita un dono totale; imitandolo riusciamo a renderci disponibili, non tanto a dare qualcosa di ciò che possediamo, bensì noi stessi. L’intero Vangelo non si riassume forse nell’unico comandamento della carità? La pratica quaresimale dell’elemosina diviene pertanto un mezzo per approfondire la nostra vocazione cristiana. Quando gratuitamente offre se stesso, il cristiano testimonia che non è la ricchezza materiale a dettare le leggi dell’esistenza, ma l’amore. Ciò che dà valore all’elemosina è dunque l’amore, che ispira forme diverse di dono, secondo le possibilità e le condizioni di ciascuno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Cari fratelli e sorelle, la Quaresima ci invita ad “allenarci” spiritualmente, anche mediante la pratica dell’elemosina, per crescere nella carità e riconoscere nei poveri Cristo stesso. Negli Atti degli Apostoli si racconta che l’apostolo Pietro allo storpio che chiedeva l’elemosina alla porta del tempio disse: “Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina” (At 3,6). Con l’elemosina regaliamo qualcosa di materiale, segno del dono più grande che possiamo offrire agli altri con l’annuncio e la testimonianza di Cristo, nel Cui nome c’è la vita vera. Questo periodo sia pertanto caratterizzato da uno sforzo personale e comunitario di adesione a Cristo per essere testimoni del suo amore. Maria, Madre e Serva fedele del Signore, aiuti i credenti a condurre il “combattimento spirituale” della Quaresima armati della preghiera, del digiuno e della pratica dell’elemosina, per giungere alle celebrazioni delle Feste pasquali rinnovati nello spirito. Con questi voti imparto volentieri a tutti l’Apostolica Benedizione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vaticano, 30 ottobre 2007 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BENEDICTUS PP. XVI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-876751559939905798?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/876751559939905798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=876751559939905798' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/876751559939905798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/876751559939905798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/02/messaggio-di-sua-santit-benedetto-xvi.html' title='Messaggio di Sua Santità Benedetto XVI'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-6547179289919876183</id><published>2008-01-29T20:54:00.000+01:00</published><updated>2008-01-29T21:01:59.695+01:00</updated><title type='text'>Mercoledì delle Ceneri</title><content type='html'>Il Mercoledì delle Ceneri, nella Chiese cattoliche di rito romano e in alcune Chiese riformate, è il primo giorno della Quaresima, ovvero il primo giorno del periodo penitenziale in vista della Pasqua cristiana che ha inizio dopo il cosiddetto Martedì grasso, ultimo giorno di Carnevale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È così chiamato perché durante la funzione religiosa del giorno si pone sul capo dei fedeli della cenere per ricordare la caducità della vita terrena e spronare i fedeli all'impegno penitenziale della Quaresima. Si possono usare due formule diverse[1] per questo rito:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai. &lt;br /&gt;Convertiti e credi al Vangelo. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In questo giorno, tutti i cattolici dei vari riti latini (eccetto il rito ambrosiano) sono tenuti a far penitenza e ad osservare il digiuno ecclesiastico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Mercoledì delle Ceneri ricorre quaranta giorni prima della Pasqua, se si escludono da questo periodo le domeniche (che non sono mai state giorni di digiuno); ricorre quarantaquattro giorni prima del Venerdì Santo considerando anche le domeniche. Cade in una data diversa ogni anno, secondo la data della Pasqua; data compresa tra i primi giorni di febbraio e la fine della seconda settimana di marzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Mercoledì delle Ceneri ricorrerà nei prossimi anni nelle seguenti date:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2007 - 21 febbraio &lt;br /&gt;2008 - 6 febbraio &lt;br /&gt;2009 - 25 febbraio &lt;br /&gt;2010 - 17 febbraio &lt;br /&gt;2011 - 9 marzo &lt;br /&gt;2012 - 22 febbraio &lt;br /&gt;2013 - 13 febbraio &lt;br /&gt;2014 - 5 marzo &lt;br /&gt;2015 - 18 febbraio &lt;br /&gt;2016 - 10 febbraio &lt;br /&gt;2017 - 1 marzo &lt;br /&gt;2018 - 14 febbraio &lt;br /&gt;2019 - 6 marzo &lt;br /&gt;Nel rito ambrosiano, in cui la Quaresima inizia con la domenica successiva, l'imposizione delle Ceneri avviene il lunedì successivo di preferenza, anche se generalmente viene effettuata anche nella prima domenica di Quaresima; il giorno di digiuno e astinenza è posticipato al primo venerdì di Quaresima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-6547179289919876183?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/6547179289919876183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=6547179289919876183' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/6547179289919876183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/6547179289919876183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/01/mercoled-delle-ceneri.html' title='Mercoledì delle Ceneri'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-6993345039224288704</id><published>2008-01-24T20:57:00.000+01:00</published><updated>2008-01-24T20:58:59.011+01:00</updated><title type='text'>Candelora</title><content type='html'>Il 2 febbraio la Chiesa Cattolica celebra la Presentazione del Signore, popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti", come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l'usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anticamente questa festa veniva celebrata il 14 febbraio (40 giorni dopo l'Epifania), e la prima testimonianza al riguardo ci è data da Egeria nel suo Itinerarium (cap. 26). La denominazione di "Candelora" data popolarmente alla festa deriva dalla somiglianza del rito del Lucernare, di cui parla Egeria: "Si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima" (Itinerarium 24, 4), con le antiche fiaccolate rituali che si facevano nei Lupercali (antichissima festività romana che si celebrava proprio a metà febbraio). Ma la somiglianza più significativa tra le due festività si ha nell'idea della purificazione: nell'una relativa all'usanza ebraica:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; «Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L'ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione»   (Levitico 12,2-4) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nell'altra riguardo alla februatio (cfr. Ovidio, I Fasti 2, 19-24, 31-32ss [Gli antenati romani dissero Februe le espiazioni: e ancora molti indizi confermano tal senso della parola. I pontefici chiedono al re e al flamine le lane che nella lingua degli antichi erano dette februe. Gli ingredienti purificatori, il farro tostato e i granelli di sale, che il littore prende nelle case prestabilite, si dicono anch'essi februe. (...) Da ciò il nome del mese, perché i Luperci con strisce di cuoio percorrono tutta la città, e ciò considerano rito di purificazione...]). Durante il suo episcopato (tra il 492 e il 496 d.C.), il patriarca di Roma Gelasio ottenne dal Senato l'abolizione dei Lupercali ai quali fu sostituita nella devozione popolare la festa appunto della Candelora. Nel VI secolo la ricorrenza fu anticipata da Giustiniano al 2 febbraio, data in cui si festeggia ancora oggi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-6993345039224288704?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/6993345039224288704/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=6993345039224288704' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/6993345039224288704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/6993345039224288704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/01/candelora.html' title='Candelora'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-6395985074833014114</id><published>2008-01-17T17:39:00.000+01:00</published><updated>2008-01-17T17:49:08.524+01:00</updated><title type='text'>Sant' Antonio Abate</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.prolococapena.com/images/stories/Capena/antonioabate.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://www.prolococapena.com/images/stories/Capena/antonioabate.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Festa molto diffusa in Italia e si celebra il 17 Gennaio ad opera soprattutto dell'Università Agraria, che ha preso il posto dell'antica Confederazione dei Bovattieri, antichi affittuari delle terre del Monastero. E' una festa molto suggestiva, celebrata soprattutto in onore degli animali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mattina molto presto, si accende davanti al sagrato della Chiesa di S. Antonio, un enorme "ciocco" di ulivo, sul quale durante tutta la giornata ogni cittadino di Capena va ad accendere le sigarette. L'uso del tabacco è recente, infatti fino a pochi anni fa, c'era la tradizione di fumare, in rudimentali pipe di coccio e di canna, aghi di rosmarino messi a seccare e poi tritati, di cui una settimana prima si faceva razzia nei campi intorno al paese. Alcuni studiosi hanno voluto vedere in. questa usanza una trasposizione dell'antico rito pagano di gettare sul fuoco erbe odorose durante i sacrifici.&lt;br /&gt;La parte singolare della festa è proprio vedere per Capena, tutti, anche i bambini di pochi anni, fumare tranquillamente per tutto il giorno.&lt;br /&gt;La sera della vigilia i bambini, con altarini improvvisati, fatti con cassettine di legno, tappezzate di immagini sacre, con al centro un lumicino, vanno per le case, cantando un'allegra filastrocca e sperando di ricevere qualche obolo.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In mattinata si svolge una processione per le vie del paese, con il santo preceduto da cavalli e seguito da ogni sorta di animale domestico, alla fine della quale il parroco sale le scalinate di S. Antonio e benedice il ciocco e gli animali.&lt;br /&gt;Il dolce tradizionale per questa festa è un pane impastato con dell'anice a forma di ciambella o panini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-6395985074833014114?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/6395985074833014114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=6395985074833014114' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/6395985074833014114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/6395985074833014114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/01/sant-antonio-abate.html' title='Sant&apos; Antonio Abate'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-5270453356390607302</id><published>2008-01-09T18:21:00.000+01:00</published><updated>2008-01-09T18:25:36.989+01:00</updated><title type='text'>MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI DURANTE LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 1 GENNAIO 2008</title><content type='html'>FAMIGLIA UMANA, COMUNITÀ DI PACE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. All'inizio di un nuovo anno desidero far pervenire il mio fervido augurio di pace, insieme con un caloroso messaggio di speranza agli uomini e alle donne di tutto il mondo. Lo faccio proponendo alla riflessione comune il tema con cui ho aperto questo messaggio, e che mi sta particolarmente a cuore: Famiglia umana, comunità di pace. Di fatto, la prima forma di comunione tra persone è quella che l'amore suscita tra un uomo e una donna decisi ad unirsi stabilmente per costruire insieme una nuova famiglia. Ma anche i popoli della terra sono chiamati ad instaurare tra loro rapporti di solidarietà e di collaborazione, quali s'addicono a membri dell'unica famiglia umana: « Tutti i popoli — ha sentenziato il Concilio Vaticano II — formano una sola comunità, hanno un'unica origine, perché Dio ha fatto abitare l'intero genere umano su tutta la faccia della terra (cfr At 17,26), ed hanno anche un solo fine ultimo, Dio »(1).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Famiglia, società e pace&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. La famiglia naturale, quale intima comunione di vita e d'amore, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna(2), costituisce « il luogo primario dell'“umanizzazione” della persona e della società »(3), la « culla della vita e dell'amore »(4). A ragione, pertanto, la famiglia è qualificata come la prima società naturale, « un'istituzione divina che sta a fondamento della vita delle persone, come prototipo di ogni ordinamento sociale »(5). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. In effetti, in una sana vita familiare si fa esperienza di alcune componenti fondamentali della pace: la giustizia e l'amore tra fratelli e sorelle, la funzione dell'autorità espressa dai genitori, il servizio amorevole ai membri più deboli perché piccoli o malati o anziani, l'aiuto vicendevole nelle necessità della vita, la disponibilità ad accogliere l'altro e, se necessario, a perdonarlo. Per questo la famiglia è la prima e insostituibile educatrice alla pace. Non meraviglia quindi che la violenza, se perpetrata in famiglia, sia percepita come particolarmente intollerabile. Pertanto, quando si afferma che la famiglia è « la prima e vitale cellula della società »(6), si dice qualcosa di essenziale. La famiglia è fondamento della società anche per questo: perché permette di fare determinanti esperienze di pace. Ne consegue che la comunità umana non può fare a meno del servizio che la famiglia svolge. Dove mai l'essere umano in formazione potrebbe imparare a gustare il « sapore » genuino della pace meglio che nel « nido » originario che la natura gli prepara? Il lessico familiare è un lessico di pace; lì è necessario attingere sempre per non perdere l'uso del vocabolario della pace. Nell'inflazione dei linguaggi, la società non può perdere il riferimento a quella « grammatica » che ogni bimbo apprende dai gesti e dagli sguardi della mamma e del papà, prima ancora che dalle loro parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. La famiglia, poiché ha il dovere di educare i suoi membri, è titolare di specifici diritti. La stessa Dichiarazione universale dei diritti umani, che costituisce un'acquisizione di civiltà giuridica di valore veramente universale, afferma che « la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato »(7). Da parte sua, la Santa Sede ha voluto riconoscere una speciale dignità giuridica alla famiglia pubblicando la Carta dei diritti della famiglia. Nel Preambolo si legge: « I diritti della persona, anche se espressi come diritti dell'individuo, hanno una fondamentale dimensione sociale, che trova nella famiglia la sua nativa e vitale espressione »(8). I diritti enunciati nella Carta sono espressione ed esplicitazione della legge naturale, iscritta nel cuore dell'essere umano e a lui manifestata dalla ragione. La negazione o anche la restrizione dei diritti della famiglia, oscurando la verità sull'uomo, minaccia gli stessi fondamenti della pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Pertanto, chi anche inconsapevolmente osteggia l'istituto familiare rende fragile la pace nell'intera comunità, nazionale e internazionale, perché indebolisce quella che, di fatto, è la principale « agenzia » di pace. È questo un punto meritevole di speciale riflessione: tutto ciò che contribuisce a indebolire la famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna, ciò che direttamente o indirettamente ne frena la disponibilità all'accoglienza responsabile di una nuova vita, ciò che ne ostacola il diritto ad essere la prima responsabile dell'educazione dei figli, costituisce un oggettivo impedimento sulla via della pace. La famiglia ha bisogno della casa, del lavoro o del giusto riconoscimento dell'attività domestica dei genitori, della scuola per i figli, dell'assistenza sanitaria di base per tutti. Quando la società e la politica non si impegnano ad aiutare la famiglia in questi campi, si privano di un'essenziale risorsa a servizio della pace. In particolare, i mezzi della comunicazione sociale, per le potenzialità educative di cui dispongono, hanno una speciale responsabilità nel promuovere il rispetto per la famiglia, nell'illustrarne le attese e i diritti, nel metterne in evidenza la bellezza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'umanità è una grande famiglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Anche la comunità sociale, per vivere in pace, è chiamata a ispirarsi ai valori su cui si regge la comunità familiare. Questo vale per le comunità locali come per quelle nazionali; vale anzi per la stessa comunità dei popoli, per la famiglia umana che vive in quella casa comune che è la terra. In questa prospettiva, però, non si può dimenticare che la famiglia nasce dal « sì » responsabile e definitivo di un uomo e di una donna e vive del « sì » consapevole dei figli che vengono via via a farne parte. La comunità familiare per prosperare ha bisogno del consenso generoso di tutti i suoi membri. È necessario che questa consapevolezza diventi convinzione condivisa anche di quanti sono chiamati a formare la comune famiglia umana. Occorre saper dire il proprio « sì » a questa vocazione che Dio ha inscritto nella stessa nostra natura. Non viviamo gli uni accanto agli altri per caso; stiamo tutti percorrendo uno stesso cammino come uomini e quindi come fratelli e sorelle. È perciò essenziale che ciascuno si impegni a vivere la propria vita in atteggiamento di responsabilità davanti a Dio, riconoscendo in Lui la sorgente originaria della propria, come dell'altrui, esistenza. È risalendo a questo supremo Principio che può essere percepito il valore incondizionato di ogni essere umano, e possono essere poste così le premesse per l'edificazione di un'umanità pacificata. Senza questo Fondamento trascendente, la società è solo un'aggregazione di vicini, non una comunità di fratelli e sorelle, chiamati a formare una grande famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Famiglia, comunità umana e ambiente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. La famiglia ha bisogno di una casa, di un ambiente a sua misura in cui intessere le proprie relazioni. Per la famiglia umana questa casa è la terra, l'ambiente che Dio Creatore ci ha dato perché lo abitassimo con creatività e responsabilità. Dobbiamo avere cura dell'ambiente: esso è stato affidato all'uomo, perché lo custodisca e lo coltivi con libertà responsabile, avendo sempre come criterio orientatore il bene di tutti. L'essere umano, ovviamente, ha un primato di valore su tutto il creato. Rispettare l'ambiente non vuol dire considerare la natura materiale o animale più importante dell'uomo. Vuol dire piuttosto non considerarla egoisticamente a completa disposizione dei propri interessi, perché anche le future generazioni hanno il diritto di trarre beneficio dalla creazione, esprimendo in essa la stessa libertà responsabile che rivendichiamo per noi. Né vanno dimenticati i poveri, esclusi in molti casi dalla destinazione universale dei beni del creato. Oggi l'umanità teme per il futuro equilibrio ecologico. È bene che le valutazioni a questo riguardo si facciano con prudenza, nel dialogo tra esperti e saggi, senza accelerazioni ideologiche verso conclusioni affrettate e soprattutto concertando insieme un modello di sviluppo sostenibile, che garantisca il benessere di tutti nel rispetto degli equilibri ecologici. Se la tutela dell'ambiente comporta dei costi, questi devono essere distribuiti con giustizia, tenendo conto delle diversità di sviluppo dei vari Paesi e della solidarietà con le future generazioni. Prudenza non significa non assumersi le proprie responsabilità e rimandare le decisioni; significa piuttosto assumere l'impegno di decidere assieme e dopo aver ponderato responsabilmente la strada da percorrere, con l'obiettivo di rafforzare quell'alleanza tra essere umano e ambiente, che deve essere specchio dell'amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. Fondamentale, a questo riguardo, è « sentire » la terra come « nostra casa comune » e scegliere, per una sua gestione a servizio di tutti, la strada del dialogo piuttosto che delle decisioni unilaterali. Si possono aumentare, se necessario, i luoghi istituzionali a livello internazionale, per affrontare insieme il governo di questa nostra « casa »; ciò che più conta, tuttavia, è far maturare nelle coscienze la convinzione della necessità di collaborare responsabilmente. I problemi che si presentano all'orizzonte sono complessi e i tempi stringono. Per far fronte in modo efficace alla situazione, bisogna agire concordi. Un ambito nel quale sarebbe, in particolare, necessario intensificare il dialogo tra le Nazioni è quello della gestione delle risorse energetiche del pianeta. Una duplice urgenza, a questo riguardo, si pone ai Paesi tecnologicamente avanzati: occorre rivedere, da una parte, gli elevati standard di consumo dovuti all'attuale modello di sviluppo, e provvedere, dall'altra, ad adeguati investimenti per la differenziazione delle fonti di energia e per il miglioramento del suo utilizzo. I Paesi emergenti hanno fame di energia, ma talvolta questa fame viene saziata ai danni dei Paesi poveri i quali, per l'insufficienza delle loro infrastrutture, anche tecnologiche, sono costretti a svendere le risorse energetiche in loro possesso. A volte, la loro stessa libertà politica viene messa in discussione con forme di protettorato o comunque di condizionamento, che appaiono chiaramente umilianti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Famiglia, comunità umana ed economia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. Condizione essenziale per la pace nelle singole famiglie è che esse poggino sul solido fondamento di valori spirituali ed etici condivisi. Occorre però aggiungere che la famiglia fa un'autentica esperienza di pace quando a nessuno manca il necessario, e il patrimonio familiare — frutto del lavoro di alcuni, del risparmio di altri e della attiva collaborazione di tutti — è bene gestito nella solidarietà, senza eccessi e senza sprechi. Per la pace familiare è dunque necessaria, da una parte, l'apertura ad un patrimonio trascendente di valori, ma al tempo stesso non è priva di importanza, dall'altra, la saggia gestione sia dei beni materiali che delle relazioni tra le persone. Il venir meno di questa componente ha come conseguenza l'incrinarsi della fiducia reciproca a motivo delle incerte prospettive che minacciano il futuro del nucleo familiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. Un discorso simile va fatto per quell'altra grande famiglia che è l'umanità nel suo insieme. Anche la famiglia umana, oggi ulteriormente unificata dal fenomeno della globalizzazione, ha bisogno, oltre che di un fondamento di valori condivisi, di un'economia che risponda veramente alle esigenze di un bene comune a dimensioni planetarie. Il riferimento alla famiglia naturale si rivela, anche da questo punto di vista, singolarmente suggestivo. Occorre promuovere corrette e sincere relazioni tra i singoli esseri umani e tra i popoli, che permettano a tutti di collaborare su un piano di parità e di giustizia. Al tempo stesso, ci si deve adoperare per una saggia utilizzazione delle risorse e per un'equa distribuzione della ricchezza. In particolare, gli aiuti dati ai Paesi poveri devono rispondere a criteri di sana logica economica, evitando sprechi che risultino in definitiva funzionali soprattutto al mantenimento di costosi apparati burocratici. Occorre anche tenere in debito conto l'esigenza morale di far sì che l'organizzazione economica non risponda solo alle crude leggi del guadagno immediato, che possono risultare disumane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Famiglia, comunità umana e legge morale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11. Una famiglia vive in pace se tutti i suoi componenti si assoggettano ad una norma comune: è questa ad impedire l'individualismo egoistico e a legare insieme i singoli, favorendone la coesistenza armoniosa e l'operosità finalizzata. Il criterio, in sé ovvio, vale anche per le comunità più ampie: da quelle locali, a quelle nazionali, fino alla stessa comunità internazionale. Per avere la pace c'è bisogno di una legge comune, che aiuti la libertà ad essere veramente se stessa, anziché cieco arbitrio, e che protegga il debole dal sopruso del più forte. Nella famiglia dei popoli si verificano molti comportamenti arbitrari, sia all'interno dei singoli Stati sia nelle relazioni degli Stati tra loro. Non mancano poi tante situazioni in cui il debole deve piegare la testa davanti non alle esigenze della giustizia, ma alla nuda forza di chi ha più mezzi di lui. Occorre ribadirlo: la forza va sempre disciplinata dalla legge e ciò deve avvenire anche nei rapporti tra Stati sovrani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12. Sulla natura e la funzione della legge la Chiesa si è pronunciata molte volte: la norma giuridica che regola i rapporti delle persone tra loro, disciplinando i comportamenti esterni e prevedendo anche sanzioni per i trasgressori, ha come criterio la norma morale basata sulla natura delle cose. La ragione umana, peraltro, è capace di discernerla, almeno nelle sue esigenze fondamentali, risalendo così alla Ragione creatrice di Dio che sta all'origine di tutte le cose. Questa norma morale deve regolare le scelte delle coscienze e guidare tutti i comportamenti degli esseri umani. Esistono norme giuridiche per i rapporti tra le Nazioni che formano la famiglia umana? E se esistono, sono esse operanti? La risposta è: sì, le norme esistono, ma per far sì che siano davvero operanti bisogna risalire alla norma morale naturale come base della norma giuridica, altrimenti questa resta in balia di fragili e provvisori consensi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13. La conoscenza della norma morale naturale non è preclusa all'uomo che rientra in se stesso e, ponendosi di fronte al proprio destino, si interroga circa la logica interna delle più profonde inclinazioni presenti nel suo essere. Pur con perplessità e incertezze, egli può giungere a scoprire, almeno nelle sue linee essenziali, questa legge morale comune che, al di là delle differenze culturali, permette agli esseri umani di capirsi tra loro circa gli aspetti più importanti del bene e del male, del giusto e dell'ingiusto. È indispensabile risalire a questa legge fondamentale impegnando in questa ricerca le nostre migliori energie intellettuali, senza lasciarci scoraggiare da equivoci e fraintendimenti. Di fatto, valori radicati nella legge naturale sono presenti, anche se in forma frammentata e non sempre coerente, negli accordi internazionali, nelle forme di autorità universalmente riconosciute, nei principi del diritto umanitario recepito nelle legislazioni dei singoli Stati o negli statuti degli Organismi internazionali. L'umanità non è « senza legge ». È tuttavia urgente proseguire nel dialogo su questi temi, favorendo il convergere anche delle legislazioni dei singoli Stati verso il riconoscimento dei diritti umani fondamentali. La crescita della cultura giuridica nel mondo dipende, tra l'altro, dall'impegno di sostanziare sempre le norme internazionali di contenuto profondamente umano, così da evitare il loro ridursi a procedure facilmente aggirabili per motivi egoistici o ideologici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Superamento dei conflitti e disarmo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14. L'umanità vive oggi, purtroppo, grandi divisioni e forti conflitti che gettano ombre cupe sul suo futuro. Vaste aree del pianeta sono coinvolte in tensioni crescenti, mentre il pericolo che si moltiplichino i Paesi detentori dell'arma nucleare suscita motivate apprensioni in ogni persona responsabile. Sono ancora in atto molte guerre civili nel Continente africano, sebbene in esso non pochi Paesi abbiano fatto progressi nella libertà e nella democrazia. Il Medio Oriente è tuttora teatro di conflitti e di attentati, che influenzano anche Nazioni e regioni limitrofe, rischiando di coinvolgerle nella spirale della violenza. Su un piano più generale, si deve registrare con rammarico l'aumento del numero di Stati coinvolti nella corsa agli armamenti: persino Nazioni in via di sviluppo destinano una quota importante del loro magro prodotto interno all'acquisto di armi. In questo funesto commercio le responsabilità sono molte: vi sono i Paesi del mondo industrialmente sviluppato che traggono lauti guadagni dalla vendita di armi e vi sono le oligarchie dominanti in tanti Paesi poveri che vogliono rafforzare la loro situazione mediante l'acquisto di armi sempre più sofisticate. È veramente necessaria in tempi tanto difficili la mobilitazione di tutte le persone di buona volontà per trovare concreti accordi in vista di un'efficace smilitarizzazione, soprattutto nel campo delle armi nucleari. In questa fase in cui il processo di non proliferazione nucleare sta segnando il passo, sento il dovere di esortare le Autorità a riprendere con più ferma determinazione le trattative in vista dello smantellamento progressivo e concordato delle armi nucleari esistenti. Nel rinnovare questo appello, so di farmi eco dell'auspicio condiviso da quanti hanno a cuore il futuro dell'umanità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15. Sessant'anni or sono l'Organizzazione delle Nazioni Unite rendeva pubblica in modo solenne la Dichiarazione universale dei diritti umani (1948–2008). Con quel documento la famiglia umana reagiva agli orrori della Seconda Guerra Mondiale, riconoscendo la propria unità basata sulla pari dignità di tutti gli uomini e ponendo al centro della convivenza umana il rispetto dei diritti fondamentali dei singoli e dei popoli: fu quello un passo decisivo nel difficile e impegnativo cammino verso la concordia e la pace. Uno speciale pensiero merita anche la ricorrenza del 25o anniversario dell'adozione da parte della Santa Sede della Carta dei diritti della famiglia (1983–2008), come pure il 40o anniversario della celebrazione della prima Giornata Mondiale della Pace (1968–2008). Frutto di una provvidenziale intuizione di Papa Paolo VI, ripresa con grande convinzione dal mio amato e venerato predecessore, Papa Giovanni Paolo II, la celebrazione di questa Giornata ha offerto nel corso degli anni la possibilità di sviluppare, attraverso i Messaggi pubblicati per la circostanza, un'illuminante dottrina da parte della Chiesa a favore di questo fondamentale bene umano. È proprio alla luce di queste significative ricorrenze che invito ogni uomo e ogni donna a prendere più lucida consapevolezza della comune appartenenza all'unica famiglia umana e ad impegnarsi perché la convivenza sulla terra rispecchi sempre di più questa convinzione da cui dipende l'instaurazione di una pace vera e duratura. Invito poi i credenti ad implorare da Dio senza stancarsi il grande dono della pace. I cristiani, per parte loro, sanno di potersi affidare all'intercessione di Colei che, essendo Madre del Figlio di Dio fattosi carne per la salvezza dell'intera umanità, è Madre comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutti l'augurio di un lieto Anno nuovo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Vaticano, 8 Dicembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BENEDICTUS PP. XVI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-5270453356390607302?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/5270453356390607302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=5270453356390607302' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5270453356390607302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5270453356390607302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/01/messaggio-di-sua-santit-benedetto-xvi.html' title='MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI DURANTE LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 1 GENNAIO 2008'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-4406000488959210393</id><published>2008-01-03T21:03:00.000+01:00</published><updated>2008-01-03T21:04:35.732+01:00</updated><title type='text'>Perchè servire "bene"?</title><content type='html'>Un ministrante quando serve all’altare sa che lui per primo è chiamato a vivere bene quella celebrazione e pregare bene, perché nella misura in cui riesce a vivere bene la liturgia tiene fede a un altro compito importantissimo per cui esiste un gruppo di ministranti: aiutare la comunità a pregare.&lt;br /&gt;E’ per questo che un ministrante, ad esempio, deve conoscere i movimenti da compiere durante una celebrazione: egli sa che prega anche con il corpo. Sapendo questo, allora, quei movimenti da compiere riesce a farli con naturalezza. Solo così svanisce la paura di sbagliare o di dimenticare qualcosa ma potrà vivere attivamente la celebrazione trasmettendo, con il proprio atteggiamento, il senso profondo della liturgia alle persone dell’assemblea.&lt;br /&gt;Durante le celebrazioni del Natale,dunque, ricordiamoci di questo: una celebrazione è veramente solenne e bella solo quando il cuore e la mente di tutti pregano; non contano in primo luogo la precisione o l’eleganza con cui ci si muove e quello che si fa, ma la scioltezza con cui si fa tutto; scioltezza che viene solo da un vero spirito di preghiera che ci fa essere attivi e preparati in tutto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-4406000488959210393?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/4406000488959210393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=4406000488959210393' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/4406000488959210393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/4406000488959210393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/01/perch-servire-bene.html' title='Perchè servire &quot;bene&quot;?'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-3025165819828605999</id><published>2008-01-03T20:45:00.000+01:00</published><updated>2008-01-03T20:48:07.641+01:00</updated><title type='text'>Auguri</title><content type='html'>Buon 2008 da tutto il gruppo dei ministranti !&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-3025165819828605999?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/3025165819828605999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=3025165819828605999' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/3025165819828605999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/3025165819828605999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2008/01/auguri.html' title='Auguri'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-5462998875560469317</id><published>2007-12-30T20:46:00.001+01:00</published><updated>2007-12-30T20:58:20.375+01:00</updated><title type='text'>Le indulgenze</title><content type='html'>La dottrina dell'indulgenza è nata in ambito cristiano e si riferisce alla credenza nella possibilità di cancellare una parte ben precisa delle conseguenze di un peccato, dal peccatore che abbia confessato sinceramente il suo errore e sia stato perdonato tramite il sacramento della confessione. A seguito della riforma protestante, che contestò questa dottrina sostenendo che essa non abbia un fondamento nella Bibbia, rimase un uso prettamente cattolico.&lt;br /&gt;L’indulgenza può essere parziale o plenaria cioè può liberare in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati; è attualmente disciplinata dai documenti Indulgentiarum doctrina e Manuale delle indulgenze.&lt;br /&gt;Il Concilio di Trento usò grande rigore nel terminare gli abusi abolendo le questue e i quaestores di indulgenze. La pubblicazione di queste ultime fu riservata al vescovo e i due membri del Capitolo, da lui incaricati di ricevere le offerte spontanee dei fedeli, non potevano prelevare nessuna quota, anche minima, per loro. Dal XVI secolo ai giorni nostri il sistema delle indulgenze si andò semplificando e il Papato riuscì ad evitare gli abusi passati ponendo grande accento sulla necessità del pentimento, del perdono dato da Dio a seguito della confessione, del valore dell'indulgenza sulla sola pena temporale e della spontaneità delle offerte.&lt;br /&gt;Ancora oggi l'indulgenza è in uso nella religione cattolica, che la considera una parte importante dell'economia della salvezza delle anime. L'indulgenza cancella gli effetti negativi di un peccato che sia stato sinceramente confessato con l'intento onesto di non ripeterlo ed aiuta il peccatore a fortificarsi moralmente e cambiare vita, eliminando da sé progressivamente il male interiore che dovrà ripudiare completamente.&lt;br /&gt;La dottrina del tesoro della Chiesa resta in vigore, insegnando che il bene operato da alcuni (Gesù, Maria, i santi) torna a vantaggio di tutti. Secondo tale dottrina, il tesoro della Chiesa viene amministrato dalla stessa a beneficio di chi è in vita e per tramite dei vivi a beneficio delle anime dei defunti che stanno purificandosi nel Purgatorio. L'indulgenza chiesta dai vivi per i loro defunti aiuta la purificazione di chi in Purgatorio "attende" di essere ammesso in Paradiso. Questo è il nocciolo del dogma della comunione dei santi: le preghiere e le opere di bontà che tutti possono fare, valgono per tutti gli uomini, per tutte le anime e vanno a combattere il male che gli stessi uomini commettono.&lt;br /&gt;Si chiama indulgenza plenaria quella che libera per intero dalla pena temporale dovuta per i peccati; indulgenza parziale quella che ne libera solo in parte. Un tempo ogni indulgenza parziale era accompagnata da un certo numero di giorni e di anni che ne specificava il valore: dicendo "100 giorni di indulgenza" si intendeva che quella indulgenza liberasse dalla pena che si sarebbe altrimenti dovuta scontare con 100 giorni di Purgatorio. In questo modo si introduceva un sistema troppo tecnico e automatico, che snaturava il concetto stesso di Purgatorio, di cui non è possibile indicare un luogo o una durata.&lt;br /&gt;Oggi le indulgenze parziali non sono più distinte le une dalle altre e, per quanto riguarda il loro valore, "si è ritenuto stabilire che la remissione della pena temporale, che il fedele acquista con la sua azione, serva di misura per la remissione di pena che l'autorità ecclesiastica liberamente aggiunge con l'indulgenza parziale". Quindi compiendo un'opera buona a cui è annessa una indulgenza parziale, un fedele ottiene una remissione di pena per il bene stesso che ha compiuto e altrettanta remissione grazie all'indulgenza amministrata dalla Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per ottenere una indulgenza plenaria o parziale un cristiano, completamente distaccato dal peccato anche veniale, deve:&lt;br /&gt;1)confessarsi, per ottenere il perdono dei peccati; &lt;br /&gt;2)fare la comunione eucaristica, per essere spiritualmente unito a Cristo; &lt;br /&gt;3)pregare secondo le intenzioni del Papa, per rafforzare il legame con la Chiesa; &lt;br /&gt;4)compiere una delle opere buone a cui è annessa l'indulgenza. Alcune di queste opere ottengono una indulgenza plenaria, altre una indulgenza parziale.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Indulgenze plenarie ottenibili ogni giorno  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Adorazione eucaristica, per almeno mezz'ora &lt;br /&gt;Akathistos o Paraclisis &lt;br /&gt;Lettura o ascolto della Sacra Scrittura, per almeno mezz'ora &lt;br /&gt;Pio esercizio della Via Crucis &lt;br /&gt;Rosario mariano &lt;br /&gt;Visita in forma di pellegrinaggio alle basiliche patriarcali di Roma &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Indulgenze plenarie concesse in determinati giorni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;1 gennaio &lt;br /&gt;Settimana per l'unità dei cristiani &lt;br /&gt;Tutti i venerdì di Quaresima &lt;br /&gt;Giovedì Santo &lt;br /&gt;Venerdì Santo &lt;br /&gt;Sabato Santo &lt;br /&gt;Solennità di Pentecoste &lt;br /&gt;Solennità del Corpo e Sangue di Cristo &lt;br /&gt;Solennità del Sacro Cuore di Gesù &lt;br /&gt;Solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo &lt;br /&gt;2 agosto &lt;br /&gt;Tutti i giorni dal l° fino all'8 novembre &lt;br /&gt;Commemorazione di tutti i fedeli defunti &lt;br /&gt;Solennità di Cristo Re &lt;br /&gt;31 dicembre &lt;br /&gt;&lt;strong&gt; Indulgenze plenarie concesse per circostanze particolari  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Benedizione papale &lt;br /&gt;Celebrazioni giubilari delle ordinazioni &lt;br /&gt;Congresso eucaristico &lt;br /&gt;Esercizi spirituali &lt;br /&gt;Giornata universalmente dedicata a celebrare qualche fine religioso &lt;br /&gt;Giorno anniversario del proprio battesimo &lt;br /&gt;Giorno della consacrazione della famiglia &lt;br /&gt;Giorno della dedicazione della chiesa o dell'altare &lt;br /&gt;Giorno fissato per una chiesa stazionale &lt;br /&gt;In punto di morte &lt;br /&gt;Nella celebrazione liturgica del fondatore di Istituti di vita consacrata e di Società di vita apostolica &lt;br /&gt;Nella solennità del titolare di una basilica minore, di una chiesa cattedrale, di un santuario, di una chiesa parrocchiale &lt;br /&gt;Pellegrinaggio &lt;br /&gt;Prima Comunione &lt;br /&gt;Prima Messa &lt;br /&gt;Processione eucaristica &lt;br /&gt;Sacre missioni &lt;br /&gt;Sinodo diocesano. &lt;br /&gt;Una volta all'anno, in un giorno scelto liberamente &lt;br /&gt;Visita pastorale&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-5462998875560469317?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/5462998875560469317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=5462998875560469317' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5462998875560469317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5462998875560469317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2007/12/le-indulgenze.html' title='Le indulgenze'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-6185783822145249449</id><published>2007-12-23T20:56:00.000+01:00</published><updated>2007-12-23T21:13:22.463+01:00</updated><title type='text'>Natale 2007</title><content type='html'>Ogni anno tutti ci prepariamo per festeggiare il giorno di Natale: ci prepariamo a fare il cenone, compriamo i regali e aspettiamo Babbo Natale tutti felici e contenti. Ma dimentichiamo che questo giorno è dedicato alla nascita di Gesù Bambino, magari non andiamo a Messa e non ci ricordiamo nemmeno di fare una preghiera per salutare Dio che nasce in una stalla e non è accolto da nessuno perchè siamo intenti a mangiare al caldo, però mentre noi brindiamo c'è anche chi non festeggia perchè è solo, è povero, ammalato, isolato o dimenticato. Almeno ricordiamoci di  Gesù che magari è quel povero che muore di freddo, quel vecchio ammalato che non festeggiano.&lt;br /&gt;Andiamo in chiesa, salutiamo il Signore come facciamo gli auguri ai nostri cari e facciamogli compagnia per qualche minuto.                                       Buone feste&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                           I ministranti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-6185783822145249449?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/6185783822145249449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=6185783822145249449' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/6185783822145249449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/6185783822145249449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2007/12/natale-2007.html' title='Natale 2007'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-6865651822306832474</id><published>2007-12-22T11:52:00.000+01:00</published><updated>2007-12-22T12:04:18.835+01:00</updated><title type='text'>La data di nascita di Gesù</title><content type='html'>Non si conosce l'esatta data di nascita di Gesù, né l'anno, né il mese e il giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nascita di Gesù si festeggia il 25 dicembre, una data tradizionale scelta per motivi simbolici e teologici legati al significato che ha per i cristiani questo evento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il calcolo di Dionigi il Piccolo  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Dionigi il Piccolo  era un dotto monaco scita che viveva a Roma: circa nel 525 egli calcolò, in base alle indicazioni dei Vangeli e della tradizione, la data di nascita di Gesù, ponendola al 754 dalla fondazione di Roma; inoltre introdusse l'usanza di contare gli anni ab incarnatione Domini nostri Jesu Christi ("dall'incarnazione di nostro Signore Gesù Cristo"). Questo calcolo fu approvato dal papa Giovanni II e, a partire dall'VIII secolo, adottato in tutto il mondo cristiano su impulso di studiosi come Beda il Venerabile. Questo calcolo viene tuttora utilizzato per la numerazione degli anni del calendario gregoriano, il calendario attualmente in uso nei paesi occidentali, sebbene è ormai fatto accertato che fosse sbagliato. Gesù infatti è nato con ogni probabilità tra il 7 e il 4 a.C., anno certo di morte di Erode il Grande, mandante della celebre "Strage degli innocenti".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dionigi stabilisce quindi che l'anno di nascita di Gesù sia l'1 dopo Cristo, che corrisponde anche al LX anno consolare dall'elezione per la prima volta di Gaio Giulio Cesare a console; inoltre in base a questo conteggio l'anno 248 di Diocleziano (bisestile) corrispondeva all'anno 532 di Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È da sottolineare perciò come l'opinione comune che indica come anno di nascita di Gesù l'anno zero sia errata, in quanto lo zero non era conosciuto in Europa a quell'epoca. Dionigi infatti fece precedere immediatamente l'anno 1 dopo Cristo dall'1 avanti Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; I Vangeli  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I Vangeli non specificano l'anno di nascita di Gesù, ma forniscono alcune informazioni dalle quali si può tentare di estrapolare una data:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il Vangelo secondo Matteo afferma che Gesù nacque durante il regno di Erode il Grande (Matteo 2,1). Luca conferma in parte questa indicazione: afferma infatti che l'annuncio dell'arcangelo Gabriele a Zaccaria avvenne "al tempo di Erode" (Luca 1,5), ma non specifica se questi fosse ancora in vita al momento della nascita di Gesù, circa quindici mesi dopo. &lt;br /&gt;Luca riferisce che Gesù nacque mentre Giuseppe e Maria si trovavano a Betlemme per partecipare a un censimento indetto dall'imperatore Augusto quando Quirinio era governatore della Siria (Luca 2,1-2). &lt;br /&gt;Più avanti, Luca specifica che la predicazione di Giovanni il Battista iniziò nel quindicesimo anno di impero di Tiberio (l'anno 28 o, secondo altri, il 26) e che in quel momento Gesù aveva "circa trent'anni" (3,1;3,23). &lt;br /&gt;Matteo aggiunge che i Magi osservarono la "stella" che li indusse a mettersi in cammino due anni prima del loro arrivo a Gerusalemme (Matteo 2,16). Alcuni ne deducono che Gesù sia nato almeno due anni prima della morte di Erode. Questa deduzione però è scarsamente fondata in quanto non vi è certezza che Gesù sia effettivamente nato in concomitanza con l'apparire della stella. &lt;br /&gt;I vangeli di Marco e Giovanni, invece, non danno alcuna informazione sulla nascita di Gesù: essi infatti iniziano il racconto dalla predicazione di Giovanni Battista, con Gesù già adulto. &lt;br /&gt;In base alle indicazioni fornite da Giuseppe Flavio, una parte degli storici collocano generalmente la morte di Erode nel 4 a.C.: questo è perciò ritenuto un terminus ante quem per la nascita di Gesù, vale a dire che non può essere nato dopo quell'anno. Anche per questo ne consegue che il calcolo di Dionigi il Piccolo non può essere corretto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'indicazione di Luca sul censimento solleva un'ulteriore problema rispetto a questa datazione: infatti risulta che Quirinio divenne governatore solo nel 6 d.C., dopo la deposizione di Archelao, e in quell'occasione bandì un censimento di cui riferisce Giuseppe Flavio. Tertulliano però riporta che l'imperatore Augusto aveva bandito un precedente censimento nel 7 a.C., quindi prima della morte di Erode. Probabilmente Luca, che scrive decenni più tardi, ha confuso le date dei due censimenti; oppure, secondo alcuni storici, Quirinio tenne il governatorato della Siria per due mandati non consecutivi, il primo dei quali coprì il censimento del 7 avanti Cristo. O ancora, secondo la recente ipotesi dei biblisti della scuola esegetica di Madrid, il passo di Luca sarebbe la traduzione errata di una presunta fonte in lingua aramaica, che parlava in realtà di un censimento precedente a quello di Quirinio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; La stella di Betlemme  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stati fatti diversi tentativi di identificare la "stella" vista dai Magi (Matteo 2,1-12) con un evento astronomico noto: questo consentirebbe di determinare con maggiore precisione la data della nascita di Gesù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo tentativo, in ordine di tempo, fu quello di identificare la "stella" con la cometa di Halley; essa tuttavia passò nel 12 a.C., il che sembra essere troppo presto. In tempi recenti è stato proposto che si sia trattato di un allineamento planetario: da questa ipotesi si ottiene una datazione compresa tra il 7 e il 6 a.C. Secondo altri potrebbe essere stata una nova: gli annali astronomici cinesi e coreani riportano un evento simile nel 5 a.C.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Giorno di nascita &lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Sul giorno di nascita i Vangeli forniscono una sola indicazione chiara:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zaccaria ebbe la visione dell'arcangelo Gabriele mentre serviva nel Tempio di Gerusalemme durante il turno della classe sacerdotale di Abia, alla quale apparteneva (Luca 1,5;1,8). Gesù nacque circa 15 mesi dopo (sei mesi tra il concepimento di Giovanni e quello di Gesù (Luca 1,26) più nove mesi di gravidanza). &lt;br /&gt;Conoscendo il calendario dei turni di servizio delle classi sacerdotali, ne potremmo ricavare con una certa precisione in che periodo dell'anno nacque Gesù. Alcuni studiosi, tuttavia, ritengono probabile che il turno di Zaccaria si sia svolto verso la fine di settembre[1][2]: Tra questi va ricordato lo studio di un docente ebreo dell'Università di Gerusalemme, il professor Shemarjahu Talmon, il quale nel 2003 è riuscito a calcolare l'esatto ordine cronologico di servizio al Tempio delle classi sacerdotali basandosi sui rotoli di Qumran. La classe di Abia, alla quale apparteneva Zaccaria, era in servizio nella seconda metà di settembre. Caso vuole che gli ortodossi festeggino ancor'oggi l'annuncio dell'arcangelo Gabriele a Zaccaria il 23 settembre. Prenderebbe forza, in questo caso, l'ipotesi che tale data possa essere stata tramandata da una tradizione antica e avere un fondamento reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri, però, osservano che la notte in cui nacque Gesù, vi erano dei pastori che custodivano il loro gregge all'aperto (Luca 2,18). È improbabile che ciò avvenisse durante l'inverno, quando le temperature a Betlemme sono piuttosto basse. In base a questo ragionamento, Gesù sarebbe probabilmente nato in un periodo più caldo dell'anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presenza dei pastori può però essere letta diversamente: nel periodo autunnale ed invernale alla periferia delle città si trovavano i recinti di pecore. Con l'inizio dell'autunno finiscono i pascoli estivi, lontani dai centri urbani. L'erba dei territori vicino alle città è stata già falciata e fornirà il fieno che nutrirà il bestiame durante l'inverno. Inoltre tra settembre e marzo c'è il periodo di gestazione delle pecore che in marzo partoriranno i nuovi agnelli. Che all'epoca nella regione vi fosse sia il periodo dei pascoli montani e dell'ovile, in cui il bestiame confluisce alla fine del periodo estivo sembrerebbe riflesso in questo passo di Geremia: «Gregge di pecore sperdute era il mio popolo, i loro pastori le avevano sviate, le avevano fatte smarrire per i monti; esse andavano di monte in colle, avevano dimenticato il loro ovile» (Ger 50,6).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presenza di pastori a Betlemme durante la stagione invernale e per il controllo del bestiame sia di giorno che di notte, per evitare aggressioni da parte di predatori, sia perché a Betlemme era convenuta molta gente per il censimento e quindi bisognava prevenire anche eventuali furti di bestiame potrebbe quindi non essere in contraddizione con la nascita di Gesù nel mese di dicembre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-6865651822306832474?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/6865651822306832474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=6865651822306832474' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/6865651822306832474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/6865651822306832474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2007/12/la-data-di-nascita-di-ges.html' title='La data di nascita di Gesù'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-5774321105324481127</id><published>2007-12-16T16:17:00.000+01:00</published><updated>2007-12-16T16:20:12.613+01:00</updated><title type='text'>Domenica Gaudete</title><content type='html'>L'espressione Domenica Gaudete indica, nel calendario liturgico della Chiesa Cattolica, la terza domenica di Avvento.&lt;br /&gt;Essa può capitare in un giorno compreso tra l'11 e 17 dicembre a seconda della collocazione del Natale rispetto alla domenica.&lt;br /&gt;Il termine Gaudete significa dal latino gioite, rallegratevi e compare nell'introito della Messa prevista per questa domenica:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; « Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino. » &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa domenica può essere utilizzato il colore liturgico rosa al posto del viola previsto per il periodo di avvento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un tempo questa domenica voleva essere per i fedeli una breve sosta nel cammino di penitenza che il tempo di avvento richiedeva, con la possibilità anche di interrompere il lungo digiuno. Il Rosa quindi, pur rimanendo legato al Viola della penitenza, era alleviato dal Bianco dell'imminente solennità del Natale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8584256110085192961-5774321105324481127?l=ministranticapena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ministranticapena.blogspot.com/feeds/5774321105324481127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8584256110085192961&amp;postID=5774321105324481127' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5774321105324481127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8584256110085192961/posts/default/5774321105324481127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ministranticapena.blogspot.com/2007/12/domenica-gaudete.html' title='Domenica Gaudete'/><author><name>Ministranti Capena</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8584256110085192961.post-78759097902770255</id><published>2007-12-04T19:02:00.001+01:00</published><updated>2007-12-10T19:02:10.472+01:00</updated><title type='text'>Il presepe</title><content type='html'>Il termine presepe (o più correttamente (notare le diverse voci dei dizionari) presepio) deriva dal latino praesaepe, cioè greppia, mangiatoia, composto da prae = innanzi e saepes = recinto, ovvero luogo che ha davanti un recinto. Nel significato comune il presepe indica la scena della nascita di Cristo, derivata dalle sacre rappresentazioni medievali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il presepe antico &lt;br /&gt;Per comprendere il significato originario del 
