Tempo Ordinario

venerdì 11 aprile 2008

San Gabriele dell'Addolorata


« Voglio fare a pezzi me stesso, voglio fare solo il volere di Dio, non il mio. Possa essere sempre fatto il più adorabile, più amabile, più perfetto volere di Dio »
(San Gabriele dell'Addolorata)

San Gabriele dell'Addolorata, al secolo Francesco Possenti (Assisi, 1° marzo 1838 – Isola del Gran Sasso d'Italia, 27 febbraio 1862), è stato un religioso italiano della Congregazione della Passione di Gesù Cristo. Nel 1920 è stato proclamato santo da papa Benedetto XV: la sua memoria liturgica viene celebrata il 27 febbraio.
Undicesimo di tredici figli, Francesco nacque ad Assisi, città di cui il padre Sante era sindaco e che allora faceva parte dello Stato Pontificio retto da Papa Pio IX. Fu battezzato il giorno stesso della sua nascita nella stessa fonte in cui lo fu San Francesco d'Assisi, di cui gli venne imposto il nome.

Francesco conduceva una vita normale per un giovane. Era noto per la sua personalità affettuosa ed estroversa, il suo amore per il ballo, la caccia ed il teatro. Rischiò più volte la vita nelle sue spedizioni di caccia. Durante una malattia, ancora ragazzino, promise di diventare un prete se fosse guarito. Guarì due volte, ma due volte ritardò questo impegno. Francesco andava bene a scuola, nonostante un'infanzia in cui vide la morte di tre fratelli e della madre. Come un normale ragazzo della sua età Francesco attirava l'attenzione delle ragazze di Spoleto, città in cui la sua famiglia si era trasferita da Assisi.
Durante la processione dell'icona della Madre Addolorata, Francesco capì che la felicità non l'avrebbe trovata nel matrimonio, bensì nella vita sacerdotale. La notte in cui il padre aveva organizzato la sua festa di fidanzamento, Francesco partì per iniziare il suo noviziato Passionista. Il viaggio fu ritardato dai parenti che, in buona fede ed istigati dal padre, cercarono di dissuaderlo dall'entrare nell'ordine. Ciò nonostante, fu in grado di vincere tutti i loro argomenti e di persuaderli della natura genuina della sua vocazione religiosa.

Francesco prese i voti nella comunità Passionista, assumendo il nome di 'Gabriele dell'Addolorata', che rifletteva la sua devozione -radicata in lui fin dall'infanzia da un'immaginetta della Pietà che la madre conservava in casa- per la Madonna Addolorata. Durante il noviziato coltivò un grande amore per il Cristo Crocifisso e la Madonna Addolorata. Infatti, oltre al voto di diffondere la devozione al Cristo Crocifisso, comune a tutti i Passionisti, Gabriele prese anche quello di diffondere la devozione per la Madonna dell'Addolorata. I suoi scritti riflettono questa sua stretta relazione con Dio e con la Madonna. In particolare, nelle Risoluzioni descrive in dettaglio la via che seguì per raggiungere tale unità con la Passione di Cristo e la perfezione della regola passionista.
Venne presto colpito dalla tubercolosi, ma mantenne tutte le sue forme abituali di mortificazione del corpo, impolorò di essere portato alla Messa, e mantenne la sua abituale allegria, al punto che gli altri novizi erano desiderosi di passare tempo al suo capezzale. Gabriele si rassegnò totalmente alla sua morte imminente, e si dice che abbia persino pregato per avere una malattia devastante che lo aiutasse a raggiungere la perfezione. Prima che potesse venire ordinato sacerdote, Gabriele morì, all'età di 24 anni, nel convento passionista di Isola del Gran Sasso (TE) stringendo al petto un'immagine della Madonna Addolorata.
Benedetto XV ha canonizzato Gabriele nel 1920 e lo ha dichiarato patrono della gioventù cattolica. Nel 1959, Giovanni XXIII lo ha nominato patrono dell'Abruzzo, dove passò gli ultimi due anni della sua vita. La Chiesa invoca anche la sua protezione per gli studenti, i seminaristi, i novizi e gli ecclesiastici.

Ogni anno numerosi pellegrini si recano nel Santuario di San Gabriele ad Isola del Gran Sasso per visitare la sua tomba ed il convento dove visse gli ultimi anni. Il culto di san Gabriele è diffuso soprattutto fra i giovani cattolici italiani, ed emigranti italiani ne hanno diffuso il culto anche negli USA, in America Centrale e Meridionale. Il culto di san Gabriele viene diffuso anche dall'ordine Passionista. Numerose persone hanno riferito di miracoli ottenuti attraverso l'intercessione di san Gabriele. Santa Gemma Galgani sostenne che l'intercessione di san Gabriele la aveva curata dalla malattia e l'aveva condotta ad una vocazione passionista. Ogni anno, quando mancano 100 giorni all'inizio dell'esame di stato delle scuole medie superiori, migliaia di studenti dell'Abruzzo si recano al santuario per assistere alla messa e pregare per il buon esito dell'esame.

Il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata è un santuario abruzzese, che si trova ai piedi del Gran Sasso, nel comune di Isola del Gran Sasso d'Italia, in provincia di Teramo.

Ci sono 4 strutture principali: il convento in cui c'è la sede dei passionisti, la vecchia chiesa in cui è morto San Gabriele dell'Addolorata, la nuova chiesa in cemento armato ed acciaio, che in genere viene aperta nei giorni festivi per accogliere l'alto numero di pellegrini, e la sede dell'Eco di San Gabriele, la rivista mensile collegata all'attività del santuario.

Verso il 1215, secondo una tradizione mai smentita, San Francesco d'Assisi fondò un convento per il suo ordine francescano, nel comune di Isola del Gran Sasso d'Italia, che vi rimase fino al tempo delle soppressioni napoleoniche; tale convento è l'attuale Santuario di San Gabriele.

Sembra che il santo di Assisi trovò alle falde del Gran Sasso un'edicola dedicata alla Madonna Annunziata da cui, probabilmente nel 1216 iniziò la costruzione di un convento e di una chiesa dedicata all'Immacolata.

Nel 1809 il convento fu abbandonato dai seguaci di Francesco, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi del periodo napoleonico e il loro posto fu preso nel 1847 dai Passionisti.

Restano oggi, dell'originario edificio, il Pozzo di San Francesco e, al piano terra di quello che un tempo era il convento, refettorio e chiostro con i portali in pietra del XVI secolo e con una serie di affreschi del XVII secolo che raffigurano scene della vita di San Francesco.

Il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata è una meta di pellegrinaggio molto cara ai giovani, due gli appuntamenti principali, uno nel mese di Marzo, a cento giorni dall'esame di stato, per prendere il diploma di scuola media superiore, in cui migliaia di studenti provenienti dall'Abruzzo e dalle Marche, arrivano al santuario, per pregare per un buon esito dell'esame, ed un altro in Agosto, in cui viene formata una tendopoli in cui giovani (ma anche meno giovani) si accampano per cinque giorni, dando vita ad un meeting religioso.
Il moderno santuario, realizzato su progetto della scuola Gio Ponti e completato dall'architetto Eugenio Abruzzini ospita pregevoli esempi di arte sacra contemporanea di artisti come Enrico Accatino, Ugolino da Belluno, Tito Amodei.

1 commento:

Anonimo ha detto...

il papà di san Gabriele non era sindaco di Assisi, ma era governatore, cioè rappresentante del governo centrale, simile ad un prefetto di oggi.

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